mercoledì, giugno 09, 2010

Truffati dall'H1N1

La Verità è come la Natura, non ha fretta.

Peccato che, nella conferenza di R.E. dell'11 dicembre 2009, l'imbecille di turno del C.I.C.A.P. (nascosto in sala) ha postato sul suo blog-merd una filippica-minaccia-esecrazione contro il sottoscritto, sollecitando "provvedimenti disciplinari verso il complottista" (io), per aver affermato pubblicamente che la storia dell' H1N1 era tutta una montatura finalizzata alla truffa pro-multifarmaco e, di conseguenza, invitato i cittadini a non vaccinarsi, così come aveva candidamente confessato il ministro Fazio. Ora salta fuori il libro-paga di alcuni medici, col silenzio-assenso dell'OMS: non viene il dubbio che anche il CICAP sia nelle stesse pagine?

Meditate, gente, meditate.

Giorgio Pattera


Truffati dall'H1N1

8 giugno 2010 - 12:39 - La pandemia che aveva allarmato mezzo mondo si è rivelata una grande truffa ai danni della collettività. E' quanto sostiene uno studio del British medical Journal. Tre esperti dell'Oms sul libro paga delle compagnie farmaceutiche. Geniale, no?


di Michel Paganini

Dopo l'allarme, il silenzio. Il pericolo H1N1 e la campagna di vaccinazione a tappeto per tutta la popolazione a rischio il fenomeno si sono sgonfiati, lasciando molte ombre e poche certezze. Un recentissimo studio del British Medical Journal ha messo a nudo la poca trasparenza con cui l'OMS, agenzia delle Nazioni Unite che dovrebbe garantire la nostra salute, ha gestito la pandemia. Secondo la rivista medica l'Organizzazione mondiale della Sanità avrebbe occultato di proposito un elemento chiave nell'intera vicenda: il legame finanziario tra alcuni dei suoi esperti e le case farmaceutiche Roche e Glaxo, fabbricanti del Tamiflu e del Relenza, i farmaci antivirali contro l'H1N1.

All'epoca dell'allarme H1N1 era scattata l'allarme e l'Oms aveva indotto i governi di mezzo mondo ad approvvigionarsi di scorte di vaccini . ma poi si coprì che tre degli esperti che hanno partecipato alla elaborazione delle linee guide dell'Oms avevano ricevuto compensi dalle grandi multinazionali del farmaco come Roche e Glaxo, società che hanno fatto 7 miliardi di profitti con la vendita i questi vaccini. Durante l'emergenza pandemica dell'anno scorso erano state state distribuite oltre 179 milioni di dosi di vaccini contro l'influenza pandemica e 38 milioni di persone erano state immunizzate, si può leggere in un rapporto dell'Ema (European medecines agency). Ma all'epoca dell'emergenza tutti i governi europei temevno di non aver sorte a sufficienza per vaccinare l'intera popolazione rischio. Ora si scopre che solo il 20 per cento dei prodotti acquistati dai Paesi dell'Ue è stato effettivamente utilizzato.

Già in passato aveva suscitato perplessità e indignazione il "j'accuse" del ministro della Sanità polacco, Ewa Kopacz quando in parlamento aveva denunciato pubblicamente la "truffa" ai danni dei cittadini da parte delle case farmaceutiche che producono i vaccini. Il ministro aveva messo il dito nella piaga con una domanda incalzante: "Qual è il dovere di un ministero della Sanità? Concludere accordi che facciano l'interesse dei cittadini oppure siglare accordi che facciano l'interesse delle case farmaceutiche?".


Fonte: Libero.it



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Niscemi sotto la spada di Damocle del MUOS

di Antonio Mazzeo

Tenta di superare il lungo empasse il movimento di cittadini e associazioni che si battono contro l'installazione a Niscemi (Caltanissetta) del terminale terrestre del sistema di telecomunicazioni satellitari MUOS delle forze armate USA. Sabato 12 giugno, alle ore 18, il Comitato NO MUOS di Niscemi, in collaborazione con la Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella, ha indetto il convegno regionale dal titolo "Il MUOS e le onde elettromagnetiche: convivenza pacifica o conflitto" a cui sono state invitate le forze politiche, sociali e le istituzioni impegnate contro quello che è stato definito a ragione "l'EcoMuostro di Niscemi". All'evento che vede il patrocinio del Comune di Niscemi, interverranno, tra gli altri, l'avvocato Giovanni Di Martino (sindaco di Niscemi), il dottor Massimo Corraddu (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ed esperto sugli effetti nocivi delle onde elettromagnetiche), il professore Rosario Mascara (Comitato delle Associazioni Ambientaliste).

Il terminale di Niscemi sarà una delle quattro infrastrutture militari che assicureranno il funzionamento dell'ultima generazione della rete satellitare che collegherà tra loro i Centri di comando e controllo delle forze armate USA, i centri logistici e gli oltre 18.000 terminali militari radio esistenti, i gruppi operativi in combattimento, i missili Cruise e i velivoli senza pilota Global Hawk, buona parte dei quali destinati alla vicina base di Sigonella. Il sistema MUOS consentirà di propagare universalmente gli ordini di guerra, convenzionale e/o chimica, batteriologica e nucleare. Uno strumento di altissimo valore strategico, dunque, che si caratterizza per il suo violentissimo impatto ambientale. Sotto accusa ci sono infatti le pericolosissime onde elettromagnetiche che saranno emesse dalle tre grandi antenne circolari e dalle due torri radio del sistema satellitare che sorgerà all'interno della Riserva naturale "Sughereta di Niscemi", Sito di Importanza Comunitaria (SIC). Un progetto dissennato fortemente osteggiato dai cittadini e dagli amministratori di tre province (Caltanissetta, Ragusa e Catania) e di decine di comuni del sud-est della Sicilia.

I tecnici chiamati dal Comune di Niscemi ad analizzare lo studio per la valutazione d'incidenza ambientale presentata nel 2008 dalla Marina militare statunitense in vista dell'installazione del MUOS hanno evidenziato un impressionante numero di lacune ed omissioni del progetto, rilevando la scarsissima attenzione prestata dai militari statunitensi allo straordinario patrimonio ospitato in una delle più importanti riserve ecologiche siciliane. Per tutto questo, qualche mese fa l'amministrazione comunale ha disposto l'annullamento in autotutela dell'autorizzazione ambientale rilasciata nel settembre 2008 per la costruzione del potente impianto a microonde e, congiuntamente ad altri enti locali, ha richiesto alla Regione Siciliana di porre il veto al MUOS in tutte le sedi istituzionali, nazionali ed internazionali. La risposta del presidente Raffaele Lombardo non si è fatta attendere. Dopo aver inviato a destra e manca comunicati di fuoco contro il programma satellitare, Lombardo si è fatto convincere dal ministro La Russa e dai generali del Pentagono sull'assoluta innocuità degli impianti MUOS. Successivamente ha avviato il pressing su sindaci e presidenti provinciali invocandone la conversione e il sostegno al megaprogetto militare a cui il Pentagono ha destinato 43 milioni di dollari (13 per la predisposizione dell'area riservata alla stazione terrestre e 30 per gli shelter e le attrezzature tecnologiche del sistema satellitare). Il governatore della Sicilia ha pure offerto contropartite e compensazioni per rendere più "digeribili" le microonde del MUOS: la possibile rimozione a medio termine delle 41 antenne già esistenti nella base dell'US Navy di Niscemi, utilizzate per le telecomunicazioni con i sottomarini nucleari; interventi finanziari per «valorizzare il richiamo del patrimonio naturalistico locale»; l'attivazione all'interno dell'ospedale Basarocco di Niscemi di un "centro di monitoraggio permanente" sui rischi alla salute delle emissioni elettromagnetiche. Sino ad oggi la monetizzazione del rischio ambientale e militare è stata fermamente respinta dalle amministrazioni e dai cittadini. Ma le lobby pro-MUOS non demordono e promettono dure offensive contro i recalcitranti oppositori.

Un grande aiuto all'implementazione del programma militare potrebbe arrivare dal Decreto di riperimetrazione della Riserva "Sughereta", approvato il 30 dicembre 2009 dall'Assessorato regionale Territorio ed Ambiente, che ha ridotto sia la superficie della riserva, che l'estensione delle aree classificate "zona A", quelle cioè dove è vietato realizzare nuove costruzioni ed esercitare qualsiasi attività comportante trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e la realizzazione di elettrodotti, acquedotti, linee telefoniche ed impianti tecnologici a rete, ecc.. Con la nuova classificazione il territorio protetto è stato profondamente e pericolosamente frammentato.

Contro il decreto che vede la firma del Dirigente generale del Dipartimento Regionale Territorio ed Ambiente, Rossana Interlandi (avvocata di origini niscemesi), è stato presentato ricorso al TAR dal Comune di Niscemi, che si è visto stravolgere la regolamentazione di 32 particelle di terreno, tutte censite come bosco comunale. Nello specifico, 24 particelle, precedentemente ricadenti nella "zona A", adesso si trovano completamente fuori dal perimetro della riserva, mentre altre 8 particelle, per una superficie complessiva di 28 ettari, sono state declassate dalla "zona A" alla "zona B" di pre-riserva. Va tuttavia rilevato che la riperimetrazione dell'area protetta era stata richiesta dallo stesso Comune, fattosi portatore delle istanze di alcuni proprietari di terreni all'interno della riserva, i quali lamentavano «un'eccessiva penalizzazione dei vincoli che impediscono l'incremento delle colture». Una scelta fortemente censurata da molti "No MUOS", sia perché sul tema non risultano essere stati mai informati e/o consultati tecnici ed esperti in gestione ambientale né le organizzazioni ambientaliste locali e regionali; sia per l'inopportunità dei tempi prescelti per promuovere l'iter per ridisegnare il perimetro della riserva, data la spada di Damocle rappresentata dai paventati lavori di realizzazione delle infrastrutture MUOS.

Al convegno regionale del 12 giugno, la Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella presenterà le conclusioni di uno studio sulle possibili connessioni tra il programma MUOS e le cosiddette "guerre climatiche ed ambientali". «Crediamo che sino ad oggi non sia stata data la giusta attenzione alle analogie esistenti tra il M.U.O.S. e il cosiddetto "HAARP - High Frequency Active Auroral Research Program", il supersegreto Programma di Ricerca Attiva Aurorale con Alta Frequenza che dal 1994 l'US Air Force e la U.S. Navy portano avanti dalla base di Gakona (Alaska), 200 km a nord-est del Golfo del Principe Guglielmo», affermano i rappresentanti della Campagna. «In questa grande infrastruttura sono state installate centinaia di antenne che trasmettono in "banda bassa" (da 2,8 a 7 MegaHerz) e "banda alta" (da 7 fino 10 MegaHerz), cioè lo stesso range delle frequenze del M.U.O.S. Stando al Pentagono, lo scopo di questa installazione sarebbe quello di studiare la ionosfera per migliorare le telecomunicazioni, ma sono numerosi gli scienziati che denunciano che con il programma H.A.A.R.P., gli Stati Uniti, al di fuori di ogni controllo internazionale, stanno creando nuove armi geofisiche integrali che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza».

Oltre ad interferire sulle comunicazioni radio, televisive e radar, le antenne H.A.A.R.P. possono influenzare i circuiti elettrodinamici delle aurore, consistenti in una corrente naturale di elettricità che varia da 100 mila ad 1 milione di megawatt. In questo modo è possibile utilizzare il vento solare per danneggiare i satelliti e le apparecchiature installate sui sistemi missilistici nemici. Secondo il fisico indipendente Corrado Penna, da anni impegnato nel denunciare il controverso fenomeno delle scie chimiche, «è forte il sospetto che il sistema di antenne del MUOS possa servire anche per fini non dichiarati di modificazione ambientale in sinergia con il sistema HAARP dislocato in Alaska. La modificazione ambientale realizzata attraverso l'uso di forti campi elettromagnetici e scie chimiche è responsabile di alcuni disastri recenti. Sappiamo con certezza che queste tecnologie possono servire a causare terremoti o altri disastri naturali (siccità, uragani, inondazioni, ecc.), sia indirizzando le emissioni sul nucleo della terra (influendo così sul magnetismo terrestre), sia indirizzandole sulla ionosfera».


Fonte: nuovasocieta.it



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sabato, giugno 05, 2010

Bilderberg 2010: in agenda governo globale per un sistema economico mondiale centralizzato, attacco all'Iran e crollo dell'euro

Adesso che l'ordine del giorno per un governo globale e per un sistema economico mondiale centralizzato è venuto alla luce, l’elemento più importante che è emerso dall’annuale conferenza del gruppo Bilderberg è quello di governare e controllare i candidati politici. Le parti del leone nell’agenda del Bilderberg 2010 sono già state annunciate dai suoi gerarchi alcune settimane fa: un potenziale colpo militare contro l'Iran (vedi l'esercitazione "Brillant ardent", n.d.r.) ed il il crollo futuro dell'euro (con lo sfacelo economico dei P.I.G.S., Portogallo, Italia, Grecia, Spagna, n.d.r.). I componenti della Commissione Trilaterale, che abitualmente frequentano anche la conferenza annuale del Bilderberg, si sono lasciati sfuggire che una guerra contro l'Iran è stata seriamente discussa e che, sfruttando le conseguenze della crisi economica, spingeranno per una regolamentazione finanziaria centralizzata.

Le conseguenze di un attacco militare contro l'Iran potrebbero provocare una scissione tra i corifei del Bilderberg, proprio come era successo prima dell'invasione dell'Iraq, nel corso della riunione del 2002.

Durante il recente incontro della Commissione Trilaterale a Dublino, che discute di routine un elenco quasi identico di argomenti a quelli trattati nei consessi del Bilderberg, il consigliere capo della leadership russa, Mikhail Slobodovsici, si è lasciato sfuggire ad un redattore di “We are change” (sito di informazione, n.d.t.) scambiato per un suo collega: “Stiamo decidendo il futuro del mondo. Abbiamo bisogno di un governo mondiale” e, riferendosi all'Iran, ha dichiarato: “Dobbiamo liberarci di loro”.

Continuano a fingere di essere i salvatori del mondo, offrendo una governance mondiale come risoluzione alla crisi economica, così come è stato riaffermato, in un recente discorso, dal capo del F.M.I. ed esponente del Bilderberg, Dominique Strauss-Kahn, quando ha asserito, dinanzi ad ad un pubblico di mondialisti a Zurigo, che i globalizzatori considerano il tracollo produttivo e finanziario come un'opportunità per proporre “una nuova moneta globale, creata da una banca centrale globale”.

Le nostre fonti vicine al Bilderberg sottolineano la spaccatura che esiste all'interno del circolo globalista. Gli elitaristi giovani ed i nuovi ricchi sono preoccupati che l'economia globale venga affondata troppo velocemente e troppo presto e che le ripercussioni saranno drastiche ed a lungo termine, ritenendo che anche la ricchezza e ed il potere delle élites siano minacciati. Queste divisioni nel contesto della geopolitica sono state affrontate anche recentemente dalla Commissione Trilaterale: il co-fondatore ed "illustre" esponente del Bilderberg, Zbigniew Brzezinski, ha rivelato che un “risveglio politico globale” insieme con “lotte interne tra le élites”, rischiava di far deragliare la transizione verso un governo mondiale.

Il fatto è che i globalisti stanno anche discutendo pubblicamente la data in cui, forse, l'euro crollerà e se farla seguire anche dall'affossamento del dollaro statunitense. Un esponente della Banca d'Inghilterra, David Blanchflowe,r ha recentemente dichiarato a "Bloomberg News" che la zona euro potrebbe spezzarsi, a causa della crisi del debito in Grecia, crisi che minaccia di estendersi ad altri paesi del continente.

Come veterano detective del Bilderberg, Jim Tucker rileva, nel suo ultimo articolo, che il condizionamento dei media è già in atto da settimane per far accettare al pubblico l’agenda del Bilderberg: “Le fonti di notizie controllate dal Bilderberg in Europa e nell'emisfero occidentale stanno influendo sull'opinione pubblica affinché accetti i grandi obiettivi della riunione del 4-7 giugno che si terrà a Sitges, in Spagna, ossia un attacco statunitense contro l'Iran ed un piano di "salvataggio" finanziario della Grecia e di altri paesi dell'Unione europea”. Con l'agenda di governo globale così esposta al pubblico dominio, il ruolo primario del gruppo Bilderberg sarà quello di proporre candidati politici adatti alle future posizioni di alto potere, all'interno delle gerarchie per il nuovo ordine mondiale".


Autore: Paul Joseph Watson (Prison Planet) / fonte originale: wariscrime.com / Fonte: freeskies.over-blog.com
Rielaborazione a cura del Comitato Tanker Enemy



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domenica, maggio 30, 2010

Campi di concentramento statunitensi

Negli U.S.A. sono stati costruiti centinaia di campi di Concentramento, in zone poco abitate di ciascuno stato. Questi campi sono composti da recinti metallici elettrificati, torrette di controllo, linea ferroviaria interna, varchi controllati, ampi capannoni, grande parcheggio antistante. Cosa assai inquietante... ogni campo ha in dotazione migliaia di bare di plastica impilate, capaci di contenere da uno a tre corpi ciascuna.

Esistono in proposito centinaia di testimonianze, fotografie, video ed interpellanze di coraggiosi rappresentanti della popolazione che guardano sbigottiti ed increduli il recinto della legge marziale che si stringe intorno a loro. Esistono dei siti Web in cui, alcuni cittadini statunitensi raccontano la loro esperienza di come hanno lasciato il paese per altre mete nel mondo, considerate più sicure degli U.S.A.

Secondo la giornalista austriaca Jane Burgermeister, l’inquinamento prodotto dalla falla “casuale” della piattaforma della B.P. nel Golfo del Messico, potrebbe innescare una crisi che, assieme ad altri fattori quali, ad esempio, una recrudescenza dell'influenza suina ed un nuovo crack finanziario, potrebbero portare all’instaurazione della legge marziale. Le leggi attuali statunitensi consentono già ad Obama ed ai governatori degli stati di imporla senza particolari vincoli giuridici. La strategia dei disastri combinati continua.


Fonte: http://freeskies.over-blog.com/



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venerdì, maggio 28, 2010

Nikola Tesla: l’automobile spinta dall’etere

L’automobile spinta dall’etere di Nikola Tesla. La città di Buffalo, nel nord dello stato di New York, fu silenziosa testimone di un fatto straordinario nel corso di una settimana durante l'estate del 1931. Nonostante la depressione economica avesse compromesso la produzione e i commerci, la città nondimeno rimaneva una fucina di attività. Un giorno, tra le migliaia di veicoli che ne percorrevano le vie, una lussuosa automobile si fermò accanto, al marciapiede presso il semaforo di un incrocio.

Un passante notò come si trattasse di una berlina Pierce-Arrow ultimo modello, coi fari che s'integravano con grazia nei parafanghi nel tipico stile di questa marca. Quello che caratterizzava l'auto in quella fredda giornata estiva era l'assoluta assenza di emissione di vapore o fumi dal tubo di scarico. Il passante si avvicinò al guidatore e attraverso il finestrino aperto commentò l'assenza di fumi dallo scarico. Il guidatore ringraziò il passante per i complimenti sottolineando che era così perché l'automobile "non aveva motore".

Questa dichiarazione non è stravagante o maliziosa come potrebbe sembrare. C'era una certa verità in essa. Infatti, la Pierce-Arrow non aveva un motore a combustione interna; aveva invece un motore elettrico. Se l'autista si fosse preoccupato di completare la sua spiegazione al passante, avrebbe potuto dirgli che il motore elettrico non era alimentato da batterie - da nessun tipo di "carburante".
L'autista era Petar Savo, e nonostante stesse guidando quell'auto non era il responsabile delle sue incredibili caratteristiche. Queste erano il lavoro dell'unico passeggero, un uomo che Petar Savo conosceva come uno "zio": non altri che il genio dell'elettricità Nikola Tesla (18 56-1943).

Negli anni '90 del 19' secolo Nikola Tesla aveva rivoluzionato il mondo con le sue invenzioni per sfruttare l'elettricità, dandoci il motore elettrico a induzione, la corrente alternata (AC), la radiotelegrafia, il radiocomando a distanza, le lampade a fluorescenza ed altre meraviglie scientifiche. In realtà fu la corrente alternata polifase di Tesla e non la corrente continua di Thomas Edison ad inaugurare la moderna epoca tecnologica.

Tesla non rimase a dormire sugli allori ma continuò a fare scoperte fondamentali nei campi dell'energia e della materia. Scoprì i raggi cosmici decenni prima di Millikan e fu il primo a sviluppare i raggi-X, il tubo a raggi catodici e altri tipi di valvole.

Comunque, la scoperta potenzialmente più significativa di Nikola Tesla fu che l'energia elettrica può essere propagata attraverso la Terra ed anche attorno ad essa in una zona atmosferica chiamata cavità di Schumann. Essa si estende dalla superficie del pianeta fino alla ionosfera, all'altezza di circa 80 chilometri . Le onde elettromagnetiche di frequenza estremamente bassa, attorno agli 8 hertz (la risonanza di Schumann, ovvero la pulsazione del campo magnetico terrestre) viaggiano, praticamente senza perdite, verso ogni punto del pianeta. Il sistema di distribuzione dell'energia di Tesla e la sua dedizione alla free energy significavano che con l'appropriato dispositivo elettrico sintonizzato correttamente sulla trasmissione dell'energia, chiunque nel mondo avrebbe potuto attingere dal suo sistema.
Lo sviluppo di una simile tecnologia rappresentava una minaccia troppo grande per gli enormi interessi di chi produce, distribuisce e vende l'energia elettrica.

La scoperta di Tesla finì con la sospensione dell'appoggio finanziario alle sue ricerche, l'ostracismo da parte della scienza ufficiale e la graduale rimozione del suo nome dai libri di storia. Dalla posizione di superstar della scienza nel 1895, Tesla nel 1917 era virtualmente un "signor nessuno",, costretto a piccoli esperimenti scientifici in solitudine. Nei suoi incontri annuali con la stampa in occasione del suo compleanno, una figura sottile nel cappotto aperto di stile anteguerra avrebbe annunciato ai giornalisti le scoperte e gli sviluppi delle sue idee. Era un triste miscuglio di ego e genio frustrato.

Nel 1931, Nikola Tesla compì 75 anni. In una rara dimostrazione di omaggio da parte dei media, la rivista Time gli dedicò la copertina e un profilo biografico. L'anziano ingegnere e scienziato appariva emaciato anche se non sofferente, i suoi capelli ancora di un nero lucido e lo stesso sguardo lontano nei suoi occhi di sognatore.

Declino Auto ElettricheAll'inizio del ventesimo secolo, per le automobili elettriche le prospettive erano luminose. Futuristi come Jules Verne avevano anticipato veicoli elettrici alimentati da batterie che erano meccanicamente più semplici, silenziosi, inodori, facili da adoperare e con meno problemi di qualunque automobile con motore a benzina.
Nell'automobile con motore a benzina occorreva regolare la valvola a farfalla, l'anticipo dell'accensione, pompare sull'acceleratore e far girare il motore con una manovella. In un'auto elettrica bastava soltanto girare una chiave e premere l'acceleratore. Rilasciando l'acceleratore l'auto rallentava immediatamente.

Se necessario, in un'epoca in cui vi erano poche officine per auto, un normale elettricista poteva eseguire la manutenzione del semplice motore a corrente continua. Non vi era olio da cambiare, né radiatore da riempire, né pompe della benzina o dell'acqua da sistemare, nessun problema di carburazione, nessuna marmitta che si arrugginiva, nessun differenziale o trasmissione da controllare, e nessun inquinamento! Il grasso e l'olio erano limitati a un paio di cuscinetti a sfere del motore elettrico e ad alcuni raccordi del telaio.

Per le loro consegne i grandi magazzini impiegavano camion elettrici. I medici iniziarono a recarsi alle visite al domicilio dei pazienti con “l’elettrica”, sostituendo il proprio cavallo e calesse con qualcosa di altrettanto semplice da mantenere. Le donne preferivano le auto elettriche per la facilità di guida. Poiché le vetture elettriche erano limitate in velocità e autonomia dalle loro batterie, diventarono popolari come trasporti cittadini.

Al di fuori delle città, le strade dell'America di allora erano così primitive che diventarono riservate ai veicoli con motore a combustione interna, più veloci, con autonomia maggiore e in rapido progresso. Così, negli USA vi fu una specie di età dell'oro per i veicoli elettrici dopo che il resto del mondo iniziò ad abbandonarli. Detroit Electric, Columbia, Baker, Rauch & Lang e Woods furono le principali aziende tra quelle che producevano questo tipo di veicoli elettrici; si svilupparono nella loro nicchia di mercato con una serie di carrozzerie formali, spesso eleganti.

Il tallone d'Achille delle vetture elettriche, comunque, fu sempre la densità energetica delle sue batterie, ovvero la sua scarsità. Le batterie erano dei tipo al piombo, pesanti e ingombranti, e sottraevano molto spazio prezioso. Il peso eccessivo riduceva la maneggevolezza e limitava le prestazioni, anche per gli standard di quegli anni. I veicoli elettrici non potevano superare i 70- 80 Km/h , poiché a queste velocità la batteria si poteva distruggere in un attimo. Spunti attorno ai 60 Km/h si potevano sostenere per tempi brevissimi, e la tipica gamma di velocità dei percorsi era di 25- 35 Km/h . Le batterie richiedevano ricariche ogni notte e l'autonomia massima superava difficilmente i 160 chilometri . Nessun costruttore di veicoli aveva mai installato un generatore elettrico di corrente continua, che avrebbe potuto restituire piccole quantità di energia alle batterie mentre il veicolo era in movimento, aumentandone così l'autonomia. Vi furono promesse su future potenti batterie innovative sin dai tempi di Edison, ma alla fine non se ne vide traccia.

Non appena la velocità e l'affidabilità delle automobili a benzina migliorarono, le auto elettriche furono abbandonate e rimasero le preferite dai pensionati e dalle signore anziane. L'introduzione della messa in moto elettrica nelle auto a benzina mise il chiodo finale alla bara delle auto elettriche.

Comparsa di Nikola TeslaNegli anni '60 un ingegnere aeronautico di nome Derek Alilers incontrò Petar Savo e sviluppò una lunga amicizia con lui. Durante il loro sodalizio durato dieci anni, Savo gli parlò del suo illustre "zio" Nikola Tesla e delle sue realizzazioni negli anni '30. (Savo era un giovane parente di Tesla anche se non un nipote, ma si riferiva a lui come "zio".)

Nel 1930 Nikola Tesla chiese a suo “nipote" Petar Savo di venire a New York. Savo (nato in Jugoslavia nel 1899, quindi 43 anni più giovane di Tesla) era stato nell'esercito austriaco ed era un esperto pilota, così colse fervidamente l'opportunità di lasciare la Jugoslavia (paese natale di Nikola Tesla). Si trasferì negli USA stabilendosi a New York. Nel 1967, in una serie di interviste, Savo descrisse la sua parte nell'episodio dell'auto elettrica di Tesla.

Durante l'estate del 1931, Tesla invitò Savo a Buffalo, nello stato di New York, per mostrargli e collaudare un nuovo tipo di automobile che aveva sviluppato di tasca sua. Casualmente, Buffalo è vicina alle cascate del Niagara - dove era entrata in funzione nel 1895 la stazione idroelettrica a corrente alternata di Tesla che lo aveva innalzato al culmine della stima da parte della scienza ortodossa. La Westinghouse Electric e la Pierce-Arrow avevano preparato questa automobile elettrica sperimentale seguendo le indicazioni di Tesla. (George Westinghouse aveva acquistato da Tesla i brevetti sulla corrente alternata per 15 milioni di dollari all'inizio del 20' secolo.)

La Pierce-Arrow adesso era posseduta e finanziata dalla Studebacker Corporation, e utilizzò questo solido appoggio finanziario per lanciare una serie di innovazioni. Tra il 1928 e il 1933 l 'azienda automobilistica presentò nuovi modelli con motori ad 8 cilindri in linea e 12 cilindri a V, i futuristici prototipi Silver Arrows, nuovi stili e miglioramenti di tecnica ingegneristica. La clientela reagì positivamente e le vendite della Pierce-Arrow aumentarono la quota aziendale nel mercato delle auto di lusso, nonostante nel 1930 quest'ultimo fosse in diminuzione. In una situazione così positiva, progetti "puramente teorici" come l'auto elettrica di Tesla erano all'interno di questa sfera concettuale. Nella tradizionale mistura di arroganza e ingenuità dell'azienda, niente sembrava impossibile.

Così, per le sperimentazioni era stata selezionata una Pierce-Arrow Eight del 1931, proveniente dall'area di collaudo dell'azienda a Buffalo, nello stato di New York. Il suo motore a combustione interna era stato rimosso, lasciando intatti la frizione, il cambio e la trasmissione verso l'asse posteriore. La normale batteria da 12 volt rimase al suo posto, ma alla trasmissione era stato accoppiato un motore elettrico da 80 cavalli.

Tradizionalmente, le auto elettriche montavano motori a corrente continua alimentati da batterie, dato che quella continua è il solo tipo di corrente che le batterie possono fornire. Si sarebbe potuto utilizzare un convertitore corrente continua/corrente alternata, ma a quei tempi tali dispositivi erano troppo ingombranti per essere montati su un'automobile.

Il crepuscolo delle auto elettriche era già passato da tempo, ma questa Pierce-Arrow non venne dotata di un semplice motore a corrente continua. Si trattava di un motore elettrico a corrente alternata progettato per raggiungere 1.800 giri al minuto. Il motore era lungo 102 centimetri con un diametro di 76, senza spazzole e raffreddato ad aria per mezzo di una ventola frontale, e presentava due terminali di alimentazione indirizzati sotto il cruscotto ma lasciati senza collegamento. Tesla non disse chi costruì il motore elettrico, ma si ritiene che fu una divisione della Westinghouse. Sul retro dell'automobile era stata fissata un'antenna di 1,83 metri .

Affare Etere-ArrowPetar Savo raggiunse il suo famoso parente, come quest'ultimo gli aveva chiesto, e a New York salirono assieme su un treno diretto verso il nord dello stato omonimo. Durante il viaggio l'inventore non commentò la natura dell'esperimento.
Arrivati a Buffalo, si recarono presso un piccolo garage dove trovarono la nuova Pierce-Arrow. Il Dr. Tesla sollevò il cofano e fece qualche regolazione sul motore elettrico a corrente alternata sistemato al suo interno. In seguito si recarono a predisporre gli strumenti di Tesla. Nella camera di un hotel delle vicinanze il genio dell'elettricità si mise a montare il suo dispositivo. In una valigia a forma di cassetta si era portato dietro 12 valvole termoioniche. Savo descrisse le valvole “di costruzione curiosa", sebbene in seguito almeno tre di esse siano state identificate come valvole rettificatrici 70L7-GT. Furono inserite in un dispositivo contenuto in una scatola lunga 61 centimetri , larga 30,5 e alta 15. Non era più grande di un ricevitore radio ad onde corte. Al suo interno era predisposto tutto il circuito elettronico comprese le 12 valvole, i cablaggi e le resistenze. Due terminali da 6 millimetri di diametro e della lunghezza di 7,6 centimetri sembravano essere le connessioni per quelli del motore. Ritornati all'auto dell'esperimento, misero il contenitore in una posizione predisposta sotto il cruscotto dalla parte del passeggero. Tesla inserì i due collegamenti controllando un voltmetro.

"Ora abbiamo l'energia", dichiarò, porgendo la chiave d'accensione a suo nipote. Sul cruscotto vi erano ulteriori strumenti che visualizzavano valori che Tesla non spiegò. Dietro richiesta dello zio, Savo mise in moto. “Il motore è partito", disse Tesla. Savo non sentiva alcun rumore. Nonostante ciò, coi pioniere dell'elettricità sul sedile del passeggero, Savo selezionò una marcia, premette sull'acceleratore e portò fuori l'automobile.

Quel giorno Petar Savo guidò questo veicolo senza combustibile per lungo tempo, per circa 80 chilometri attorno a Buffalo, avanti e indietro nella campagna. Con un tachimetro calibrato a 190 chilometri orari a fondo scala, la Pierce-Arrow venne spinta fino a 145 km/h , e sempre con lo stesso livello di silenziosità del motore. Mentre percorrevano la campagna Tesla diventava sempre più disteso e fiducioso sulla sua invenzione; cominciò così a confidare a suo nipote alcuni suoi segreti. Quel dispositivo poteva alimentare le richieste di energia del veicolo per sempre, ma poteva addirittura soddisfare il fabbisogno energetico di un'abitazione - e con energia in avanzo.
Pur se riluttante, inizialmente, a spiegarne i principi di funzionamento, Tesla dichiarò che il suo dispositivo era semplicemente un ricevitore per una "misteriosa radiazione, che proviene dall'etere" la quale "era disponibile in quantità illimitata".

Riflettendo, mormorò che "il genere umano dovrebbe essere molto grato per la sua presenza". Nel corso dei successivi otto giorni Tesla e Savo provarono la Pierce-Arrow in percorsi urbani ed extraurbani, dalle velocità estremamente lente ai 150 chilometri all'ora. Le prestazioni erano analoghe a quelle di qualunque potente automobile pluricilindrica dell'epoca, compresa la stessa Pierce Eight col motore da 6.000 cc di cilindrata e 125 cavalli di potenza.

Tesla raccontò a Savo che presto il ricevitore di energia sarebbe stato utilizzato per la propulsione di treni, natanti, velivoli e automobili. Alla fine della sperimentazione, l'inventore e il suo autista consegnarono l'automobile in un luogo segreto, concordato in precedenza - il vecchio granaio di una fattoria a circa 30 chilometri da Buffalo. Lasciarono l'auto sul posto, ma Tesla si portò dietro il suo dispositivo ricevitore e la chiave d'accensione.

Questo romanzesco aspetto dell'affare continuò. Petar Savo raccolse delle indiscrezioni secondo le quali una segretaria aveva parlato delle prove segrete ed era stata licenziata. Ciò spiegherebbe un impreciso resoconto sulle sperimentazioni che apparve su diversi quotidiani.

Quando chiesero a Tesla da dove arrivasse l'energia, data l'evidente assenza di batterie, egli rispose riluttante: "Dall'etere tutto attorno a noi".
Alcuni suggerirono che Tesla fosse pazzo e in qualche modo collegato a forze sinistre e occulte. Tesla fu incensato. Rientrò assieme alla sua scatola misteriosa al suo laboratorio di New York. Terminò così la breve esperienza di Tesla nel mondo dell'automobile.

Questo incidente dell'infrazione nella sicurezza può essere apocrifo, dato che Tesla non disdegnava di utilizzare la pubblicità per promuovere le sue idee ed invenzioni, sebbene quando questi dispositivi mettevano in pericolo lo status quo dell'industria egli aveva ogni buona ragione per essere circospetto nei suoi rapporti. L’azienda Pierce-Arrow aveva già toccato il culmine del suo successo nel 1930. Nel 1931 era in calo. Nel 1932 l 'azienda perse 3 milioni di dollari. Nel 1933 vi furono problemi amministrativi anche nell'azienda madre Studebacker che vacillò sull'orlo della liquidazione. L’interesse passò dall'innovazione alla pura sopravvivenza, e qui la Pierce-Arrow abbandona il nostro racconto.

Mistero dentro il misteroCirca un mese dopo la pubblicazione dell'episodio, Petar Savo ricevette una telefonata da Lee DeForest, un amico di Tesla e pioniere nello sviluppo delle valvole termoioniche. Egli chiese a Savo se i test lo avessero soddisfatto. Savo rispose con entusiasmo e DeForest lodò Tesla come il più grande scienziato vivente al mondo. In seguito, Savo chiese a suo "zio" sugli sviluppi del ricevitore energetico in altre applicazioni. Tesla rispose che era in contatto con uno dei principali cantieri nautici per realizzare una nave con un dispositivo simile a quello dell'automobile elettrica sperimentale. Tuttavia, non gli si potevano chiedere maggiori dettagli dato che era ipersensibile riguardo alla sicurezza del suo dispositivo - e non si può dargli torto. In passato, potenti interessi avevano cercato di ostracizzare Tesla, ostacolando ogni suo sforzo per promuovere ed applicare le proprie tecnologie.

Chi scrive non è a conoscenza di alcun documento pubblico che descriva un esperimento nautico, o se quest'ultimo accadde. Non venne divulgata alcuna informazione. Il New York Daily News del 2 aprile 1934 riportava un articolo intitolato "Il sogno di Tesla di un'energia senza fili vicino alla realtà", che descriveva un "esperimento programmato per spingere un'automobile utilizzando la trasmissione senza fili di energia elettrica". Questo successe dopo l'episodio e non vi era menzione di "free energy".

Nel periodo in cui l'automobile dovrebbe essere stata svelata, la Westinghouse Corporation , sotto la presidenza di F. A. Merrick, pagò per la sistemazione di Tesla al New Yorker, il più nuovo e lussuoso hotel di New York. In esso l'anziano scienziato visse gratuitamente per tutto il resto della sua vita. Tesla venne anche reclutato dalla Westinghouse per ricerche non ben specificate sulle trasmissioni senza fili ed egli interruppe le sue dichiarazioni pubbliche sui raggi cosmici. Forse che la Westinghouse comprò il riluttante silenzio di Tesla sulle sue scoperte free energy? Oppure venne finanziato per proseguire dei progetti segreti talmente speculativi da non costituire una minaccia per il complesso industriale nell'immediato futuro? Cala il sipario su un mistero all'interno di un enigma.



Riferimenti:

- Abram, Arthur, "The Forgotten Art of Electric-Powered Automobiles", The Cormorant, bollettino del Packard Club (data sconosciuta)
- Intervista di Derek Ahiers a Petar Savo, 16 settembre 1967 (dagli archivi di Ralph Bergstrasser)
- Childress, David H., The Fantastic Inventions of Nikola Tesla, Adventures Unlimited Press, Illinois , 1993, ISBN l932813-19-4
- Childress, David H. (ed.), The Tesla Papers, Adventures Unlimited Press, Illinois , 2000, ISBN 0-932813-86-0
- Decker, Jerry, "Tesla's Electric Car - The Moray Version", KeelyNet BBS, postato il 31 gennaio 1993
- Extraordinary Technology, vol. 1, nr. 2, aprile/maggio/giugno 2003
- Greene, A.C., "The Electric Auto That Almost Triumphed", Dallas Morning News, 24 gennaio 1993
- Nieper, Hans A., Revolution in Technology, Medicine and Society, MIT Verlag, Oldenburg, 1985, ISBN 3-925188-07-X (inizialmente pubblicato in Germania come Revolution in Technik, Medizin, Gesellschaft, 1981)
- Siefer, Marc I., Wizard. The Life and Times of Nikola Tesla, Birch Lane Press/Carol Publishing Group, NJ, 1996, ISBN 1-55972-329-7
- Seife, C., "Running on Empty", New Scientist, 25 aprile 1998
- Southward Car Museum Trust Inc., The illustrated Motor Vehicle Collection, Paraparaumu, Nuova Zelanda, ISBN 0-47305583-X
- TFC Books FAQ, http://www.tfcbooks.com/tesiafaq e Vassilatos, Gerry, "Tesla's Electric Car, KeelyNet BBS


Fonte: http://www.oopart.it/ - A cura di Igor Spajic - tratto da Nexus Gold maggio-giugno 2005 - nexusitalia.com



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giovedì, maggio 06, 2010

Il mio grasso grosso mercimonio greco (articolo di Zret)

La crisi economica sta attanagliando la Grecia. Occorre subito precisare che tale sfacelo non è tanto il risultato di politiche dissennate (non si nega che esse siano state attuate, ma non sono decisive), quanto il compimento di un piano orchestrato dalle élites sataniche molto tempo fa. I potentati occulti, infatti, hanno progettato di destabilizzare e distruggere gli stati nazionali, affossando il settore produttivo e disgregando la società, per costruire sulle rovine delle nazioni incenerite un Nuovo ordine mondiale. Il copione è arcinoto e fu scritto in un infame testo la cui paternità è dubbia (i servizi segreti russi? I Gesuiti? Sion? È ozioso tentare di stabilire chi lo redasse), ma che è una tabella di marcia. Simile ad un diagramma di flusso, questo documento riporta in maniera spaventosamente precisa gli eventi e le loro conseguenze, secondo il noto schema dialettico para-hegeliano problema - reazione - risoluzione.

E' inutile che gli "analisti" si arrampichino sugli specchi senza ventose per tentare di convincerci che sono necessari "sacrifici", tagli, provvedimenti draconiani etc., affinché la Grecia possa ridurre il “debito” pubblico. Questo debito è destinato ad aumentare a dismisura, finché non si abolirà il signoraggio. I prestiti erogati generosamente da vari paesi e dagli usurai internazionali possono solo aggravare la situazione, visto che, in un circolo vizioso, il popolo ellenico dovrà restituire le somme prestate gravate di onerosi ed esorbitanti interessi. Stritolata da tali gravami, la Grecia potrà soltanto precipitare nell’abisso.

Non si può disconoscere che, nei decenni scorsi, siano state scialacquate risorse, (si afferma che in Grecia molti lavoratori possono beneficiare del trattamento di quiescenza a 50 anni), ma non è questo il punto: in stati, in cui il sistema pensionistico, sanitario e scolastico oltre alle provvidenze sociali sono ridotti al lumicino, la situazione non è migliore. Anche questi paesi saranno colpiti dalla scure degli organismi globalizzatori che causano deliberatamente le
crisi per proporre o imporre i loro "rimedi" mille volte peggiori del male che fingono di voler combattere. Sarà presto o tardi il turno di Portogallo, Spagna, Italia, che figurano sulla lista delle cavie, elenco stilato dagli odiosi mondialisti? Non era forse la Spagna, fino ad un lustro addietro, glorificata perché in una fase di crescita e di prosperità? Invero, il signoraggio bancario e l'operazione "scie chimiche", senza dimenticare le gigantesche spese militari e la corruzione endemica, hanno dissanguato e dissanguano intere nazioni. Tutto ciò – giova ripeterlo - non è la mera ripercussione di azioni insipienti, ma un fine scientemente perseguito: ex chaos ordo... novus ordo seclorum.

Non è un caso: in concomitanza con lo sciopero generale proclamato in Grecia il 5 maggio 2010, le proteste sono degenerate in azioni violente culminate con tre morti. Siamo al cospetto dei soliti metodi del sistema: sono strategie volte a spaccare il fronte dell'opposizione, a criminalizzare gli anarchici o presunti tali, a promulgare leggi speciali. I retroscena degli accadimenti ellenici sono stati ben analizzati nell'articolo dell’amico di Italiani imbecilli, Gli anarchici, la Grecia e la verità che non emerge.

Qui si potrebbe aggiungere che non è una coincidenza se gli anarchici (non intendo con ciò aderire in toto alla loro ideologia, ma evidenziare le tattiche dell'esecrando sistema), sono indicati nei "Protocolli" come tra i pochi nemici da neutralizzare, laddove altri gruppi di "dissenso" o sono creati dal potere stesso o infiltrati, con le consuete tecniche adottate dai servizi.

Esiste una via d'uscita? Se esiste uno sbocco, risiede nel totale superamento dell'economia fondata sull'usura, attraverso il ripudio del debito, l'uscita dall'euro (moneta ideata ed imposta per indebolire l'economia e la sovranità) con il ritorno ad una moneta nazionale, svincolata dal signoraggio. E' ineludibile altresì l'azzeramento delle spese belliche e dei costi per le attività di aerosol clandestino (almeno 19 milioni di euro al giorno solo in Italia!): le risorse sottratte a questi capitoli potrebbero essere destinate a costruire una società equa e fiorente. E' un'utopia? Purtroppo temo di sì, ma tutte le altre "risoluzioni", tutte le altre misure sono solo "chiacchiere vane di gente senza cervello" o... - peggio - pretesti per instaurare la tirannide planetaria.



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giovedì, aprile 29, 2010

L’inquinamento da freni delle auto provoca un incremento delle malattie polmonari

Le particelle rilasciate dalle pastiglie dei freni delle auto, uno dei maggiori fattori d’inquinamento spesso sottovalutati, possono danneggiare le cellule polmonari in vitro. Un gruppo di ricercatori ha pubblicato sul giornale del BioMed Central Particle and Fibre Toxicology la loro scoperta che una brusca frenata, come quando si inchioda in caso di pericolo, ha provocato i danni maggiori, mentre le frenate normali e progressive, anche senza toccare il pedale del freno, hanno portato potenzialmente pericoli di stress cellulare.

Barbara Rothen-Rutishauser e Peter Gehr dell’Università di Berna, in Svizzera, e Michael Riediker dell’Istituto per il lavoro e la salute di Losanna, sempre in Svizzera, hanno lavorato con un team di ricercatori per studiare gli effetti delle particelle dei freni sulle cellule polmonari coltivate in vitro e collocate vicino alla camera in prossimità di una vettura.

I ricercatori hanno affermato che:

l’usura dei freni contribuisce fino al 20% delle emissioni del traffico totale, ma gli effetti sulla salute delle particelle del freno rimangono in gran parte mai studiati. Abbiamo riscontrato che i metalli nelle particelle di usura dei freni possono danneggiare le giunzioni tra le cellule con un meccanismo di coinvolgimento dello stress ossidativo.

L’analisi del team ha rivelato che le particelle di usura dei freni contengono notevoli quantità di ferro, rame e carbonio organico. L'esposizione a tali inquinanti ha causato maggiori segnali di stress ossidativo ed infiammazione delle cellule, e le brusche frenate hanno causato un’esposizione in più. È interessante notare che, una certa esposizione si è verificata anche quando i freni non venivano azionati, presumibilmente a causa delle residue particelle del freno provenienti da fuori l’asse del sistema di frenatura.

Un confronto diretto con altri prodotti di particelle note per causare tali effetti dello stress in vitro non è stato effettuato. I ricercatori sperano che gli studi futuri saranno in grado di determinare esattamente quali componenti siano coinvolti in ogni stress cellulare. Secondo Rothen-Rutishauser e Riediker,

Proprio come per le particelle dei gas di scarico, gli sforzi per ridurre le emissioni di particolato dei freni porteranno ad un miglioramento della qualità dell’aria nell’ambiente e quindi forniranno una migliore protezione della salute umana.


di Paola Pagliaro

Fonti: Sciencedaily - medicinalive



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mercoledì, aprile 21, 2010

Report, il C.I.C.A.P. e la disinformazione istituzionalizzata

Che cosa distingue l'uomo dal servo? Potremmo porre questa domanda alla giornalista della RAI, Milena Gabanelli, conduttrice della trasmissione Report. Molti di voi sono già al corrente della preoccupante deriva del "giornalismo" italiano, ormai da tempo succubo di poteri forti. Abbiamo avuto l'ultimo sconcertante esempio di questo declino con la surrettizia comparsa degli esponenti del C.I.C.A.P., comitato che coordina i disinformatori italiani, sulla Rete e fuori dalla Rete. L'esponente di spicco di questa associazione dai dubbi scopi è l'autodefinitosi giornalista Paolo Attivissimo, carta di identità svizzera sempre in bella mostra, quando ci sono da negare verità scomode al regime.

Così, in una puntata di Report, ecco che l'armata brancatopone al completo ci svela l'arcano: le scie chimiche non esistono, a Caronia tutti gli incendi sono opera di piromani etc.

Ovviamente non è accettabile che dalla R.A.I., che si vanta di essere "servizio pubblico", possano essere ospitati simili personaggi che, come è noto, sono il volto presentabile (si fa per dire) dietro al quale nascondere e lasciar agire, protetti dalla magistratura, elementi come Fulvio Turvani o Massimo della Schiava. Eppure la pseudo-giornalista d'assalto, che in verità non rischia mai niente, visto che le eventuali responsabilità legali sono sempre degli inviati freelance che realizzano i vari servizi, ha poi avuto l'ardire di cercare una giustificazione per aver ospitato il C.I.C.A.P. nella sua trasmissione.

Peccato che ella abbia dato voce e lustro a gente come Paolo Attivissimo, il quale, sul suo blog "sciechimicheinfo.blogspot.com", oltre che toccare il livello infimo della sua carriera di disinformatore, ringrazia, a fondo articolo, il suo amichetto Massimo Della Schiava (il fioba), linkando questo delirante post, nel quale viene pubblicato un falso documento di identità con la mia fotografia e la mia firma in calce.

Paolo Attivissimo, grande esperto tuttologo ora afferma (visto che non può più negare la quota cumulo degli aerei chimici), che le scie di condensa si possono formare anche al livello del suolo. Egli infatti scrive:

"Secondo i sostenitori dell'esistenza delle 'scie chimiche' vi sarebbero dei limiti di quota sotto i quali le scie di condensazione non possono formarsi e pertanto qualunque scia emessa da un velivolo al di sotto di tale quota sarebbe anomala e dunque "chimica".

I fatti smentiscono quest'affermazione. Una scia di condensazione si forma se si verificano le opportune condizioni di temperatura, pressione e umidità relativa (preesistente o generata dallo scarico dei motori). La quota non è un parametro: semplicemente, le suddette condizioni idonee alla formazione di scie di condensazione si verificano solitamente al di sopra di una certa quota. Ma nulla vieta che si verifichino a bassa quota o anche a livello del suolo.

La fotografia qui sotto è la dimostrazione più eloquente di questo fatto. È stata scattata il 24 novembre 2009 a Bodaybo, in Russia, e ritrae un turboelica Antonov An-24RV, marche RA-46625, che decolla con una temperatura al suolo di -43°C e genera scie di condensazione a livello del suolo. L'originale e i dettagli sono disponibili su Airliners.net
".

Ora, a prescindere dal fatto che Airlines.net è un sito acquisito da tempo (il suo creatore è morto in circostanze poco chiare circa un anno fa) e che quindi può pubblicare qualsiasi foto a favore della bislacca tesi delle contrails, è palese che quanto ritratto in questa foto è il fumo prodotto dalla combustione, tanto è vero che è visibilmente azzurro! O vorrebbero che noi credessimo che la condensa assume tale colorazione? Inoltre i dati exif della foto pubblicata sul sito sopra citato, evidenziano che il file immagine è stato modificato e da esso sono stati rimossi tutti i riferimenti alla macchina fotografica con la quale è stata scattata l'istantanea. I sospetti sono dunque leciti.

Che cosa troviamo su N.A.S.A. GLOBE?

"Le scie di condensazione sono nuvole a forma di linee che sono prodotte dalle emissioni dei motori a reazione degli aerei. Questo processo di condensazione avviene tipicamente a quote di 8-12 Km al di sopra della superficie della Terra."

Insomma, a mano a mano che vengono raccolti dati inconfutabili a dimostrazione delle basse quote di volo dei tankers, gli "esperti" presentati dalla Gabanelli come scienziati di primo livello, modificano le leggi della fisica a loro piacimento, infischiandosene delle decine di testi e manuali sul tema e prendendo per i fondelli i malcapitati lettori che hanno la sventura di approdare su quelle pagine.

Attivissimo e gli altri sono una vergogna vivente e quindi non possiamo che congratularci con Milena Gabanelli che, evidentemente, si sente a suo agio insieme con ciarlatani che della scienza, quella vera, fanno strame e stupro quotidiano.

Sarà per questo che Milena ci tedia con il noto ritornello di Simone Angioni "Nel senso che..."? A star con lo zoppo, si impara a zoppicare.

Gabanelli, per il futuro, segua un consiglio spassionato, scelga meglio le sue amicizie. Non è il massimo per la sua reputazione, appoggiare diffamatori di professione quali, ad esempio, Massimo Della Schiava. Ha visto il livello di costui? Poi non si lamenti se le arrivano rotoli e rotoli di carta igienica. Ognuno di noi raccoglie quel che semina.

AGGIORNAMENTO: analizzando a fondo la foto mostrata dal disinformatore Massimo Della Schiava e rilanciata da Paolo Attivissimo, essa appare il risultato di una manipolazione ad un programma di grafica. Tracce di pixels blu sono presenti anche sui tetti delle case, sugli alberi e sulle sterpaglie, per cui si suppone l'uso di un particolare filtro, impiegato per accentuare la consistenza dei fumi.



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martedì, aprile 20, 2010

La pistola fumante

Nonostante il blocco dei voli, dovuto all'eruzione del vulcano islandese Eyiafjallajokull, (il radar, infatti, segnala - il giorno 18 aprile - solo qualche aereo a sud della Francia), abbiamo rilevato la presenza di attività di aerosol tra la Sardegna settentrionale e la Toscana, con evidenti scie, lunghe decine di chilometri, in formazione (velivoli militari senz'ombra di dubbio) e copertura indotta. Caso vuole che la mappa MODIS Aeronet del giorno 18 aprile non era consultabile al momento in cui scrivevamo il primo rapporto su chemtrail-sat. Qui uno screenshot.

Ancora... Oltre ogni ragionevole dubbio, vi mostriamo le attività clandestine di aerosol del 18 sera nel nord e centro nord d'Italia. Ciò nonostante il blocco dei voli. Qui un altro screeenshot. Ma non basta, poiché, sempre il 18 aprile, abbiamo scovato questa satellitare e, ciliegina sulla torta, riceviamo conferme dall'osservazione di un attento ricercatore tedesco, il quale con questo video testimonia il passaggio di velivoli con scie persistenti al seguito, in tutta evidenza non civili. Qui alcuni fermi immagine significativi.

Precisato questo, pare proprio di aver ottenuto la pistola fumante. Quelle scie non sono la condensa che verrebbe prodotta da aerei civili ad alta quota, ma il prodotto di deliberate irrorazioni chimico-biologiche.

Bisogna rilevare che i voli militari proseguono col favore dell'oscurità (ieri notte si sono uditi i primi inconfondibili rombi dei motori turbofan a partire dalle 02:00 circa). Si può supporre che il blocco dei voli commerciali sia dettato da esigenze del tutto differenti da quanto sbandierato dai media e dalle autorità di controllo dei voli. Infatti induce a riflessione il non indifferente dettaglio che, dalla visione delle mappe satellitari di questi giorni, non si notano nebbie vulcaniche da biossido di zolfo, eccetto che nell'area direttamente circostante l'Islanda. I territori fotografati dai satelliti non sono stati mai così "puliti" e dai colori così vivaci. Solo in alcune zone si sono potute osservare le classiche nebbie dovute alle attività di aerosol, perlopiù, come si diceva, per ora concentrate nelle ore notturne.

Oltretutto sono anni che i fautori della geoingegneria propongono la dispersione di SO2 in atmosfera per mezzo di aerei e, per quanto ci consta, nessuno si è mai preoccupato per eventuali conseguenze sui propulsori per aeronautica e sulle delicate parti meccaniche. Allora... per quale motivo ora, in conseguenza dei supposti fumi di biossido di zolfo vulcanici, tutti si preoccupano della sicurezza dei voli? E' una domanda che, come in altri casi, resterà senza una seria risposta.





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giovedì, aprile 15, 2010

Le élites globalizzatrici decapitano la classe dirigente polacca ostile alla politica del governo occulto mondiale

Pubblichiamo un articolo della giornalista Jane Burgenmeister, nota per aver denunciato il programma delle élites mondialiste volto a sfoltire la popolazione del pianeta con una capillare e coatta campagna di vaccinazione "contro" il virus dell'influenza A-H1N1. La Burgenmeister vede nell'"incidente" aereo, occorso a Smolensk (Russia), una feroce azione per decapitare e fiaccare la classe dirigente polacca, il cui Ministro della salute, Ewa Kopacz, non imbarcatasi fortunatamente sul velivolo, si è battuta contro l'acquisto di vaccini più dannosi che inutili. Non si deve dimenticare che il Presidente della Polonia, Lech Aleksander Kaczyński, perito nel disastro aereo del giorno 10 aprile 2010, ha preferito non aderire alla moneta unica europea, per conservare lo zloty, la divisa nazionale, conscio che l'euro avrebbe danneggiato l'economia di uno fra i pochissimi stati del nostro continente ancora in crescita. L'articolo è corredato di un video da cui si evincerebbe (ascoltate bene dal minuto 00:50) che qualcosa di strano e sinistro è accaduto dopo lo schianto del Tupolev. Pare evidente che il governo russo, uno dei pilastri su cui si regge il governo occulto mondiale, ha collaborato con i banchieri europei e le multinazionali farmaceutiche per sbarazzarsi di uomini politici e di militari contrari ai piani scellerati volti all'instaurazione del Nuovo ordine mondiale.


La morte di personalità del governo polacco e di leaders militari in un incidente aereo avvenuto sabato scorso può drasticamente cambiare il panorama politico del paese ed indebolire la posizione del Ministro della sanità polacco, Ewa Kopacz, che ha rifiutato il vaccino contro la falsa pandemia dovuta all'influenza A H1 N1, lo scorso autunno. Kopacz è stato l’unico Ministro della salute in Europa, a rifiutare il vaccino contro l'influenza A H1 N1, nonostante l'intensa pressione dell'Organizzazione mondiale della sanità e delle aziende farmaceutiche. Il suo rifiuto è stata una mossa intelligente, che ha innescato un dibattito sulla necessità del vaccino in tutta Europa. Il 29 marzo, il Consiglio d'Europa ha elogiato la Kopacz per la sua gestione della "pandemia" nel corso di un'audizione di alto profilo. [...] La Kopacz ha affermato che la Polonia aveva trovato le condizioni proposte dalle case farmaceutiche inaccettabili. Ha notato che la Polonia ha avuto meno casi mortali del virus ed il virus è stato meno aggressivo che in altre nazioni. Il Ministro britannico Paul Flynn, che sta preparando una relazione del Consiglio d'Europa sulla falsa pandemia da rendere pubblica alla fine di aprile, ha definito la decisione "un atto di coraggio".

[...] I capi del servizio segreto militare in Polonia hanno anche sostenuto con forza l’indipendenza del governatore della banca centrale. La decisione di Kopacz di non acquistare vaccini contro l'influenza è stata ferocemente criticata da Janusz Kochanowski che ha anche minacciato di presentare un'azione legale contro la Kopacz, il che rendeva ancora più vitale per lei avere una rete di sostegno tra gli istituti chiave come i servizi segreti e l'esercito. E 'vero che il difensore civico Kochanowski è anche egli morto nell'incidente aereo insieme con i capi militari, il capo della sicurezza del servizio segreto ed il governatore della banca centrale. Tuttavia, il potere del difensore civico è piccolo, rispetto a quello dell'esercito e dei capi dei servizi segreti e, negli scacchi, un pedone è spesso sacrificato per ottenere il re.



Eliminando il Presidente, i due candidati alla presidenza, l'intero comando militare, la leadership di servizi finanziari e della Polonia nello stesso tempo, il pro-O.M.S., pro-F.M.I., filo-euro-governativo, Donald Tusk è in grado di compiere un colpo di stato. L'attuale presidente Bronislaw Komorowski si è già mosso con rapidità per occupare posizioni chiave, come il comando dei servizi di sicurezza, approfittando dello stato di profondo turbamento in cui la Polonia si trova. E' vero che questo è in linea con la Costituzione, ma la costituzione non è mai stata pensata per una situazione in cui il Presidente, due dei tre candidati alla presidenza, i capi militari ed il capo dei servizio segreto ed il governatore della banca centrale fossero stati tutti uccisi nello stesso incidente aereo in circostanze sospette. Questo è sicuramente un caso di diritto penale, non un caso di diritto costituzionale. Un cambiamento completo delle élites al potere in Polonia, apre la strada a Tusk affinché introduca nuove politiche economiche e di salute pubblica che favoriscano anche l'O.M.S., le aziende farmaceutiche e le banche. La rete di sostegno invisibile può isolare e distruggere la Kopacz e preparare la scena per l'eventuale eliminazione di un efficace avversario del vaccino pandemico e della legge marziale.

Che l'O.M.S. stia progettando una pandemia di influenza aviaria può essere arguito dal fatto che il professor Bruno Lina, un professore affiliato all'O.M.S., sta svolgendo esperimenti per combinare il virus l'influenza A H1 N1 con il patogeno dell'influenza aviaria. Inoltre, l'O.M.S. ha rifiutato di modificare la sua dichiarazione del livello di pandemia 6 il che le permette un significativo potere sui governi dei singoli paesi. Inoltre gli esecutivi, come ad esempio il governo del Regno Unito, hanno cancellato l’ordine per vaccini contro l'influenza A H N1 solo per cambiarlo con ordinazioni di antidoti contro l'influenza aviaria.

L'eliminazione delle élites indipendenti della Polonia in un incidente aereo ben progettato, serve anche come avvertimento per altri politici e figure militari in Europa impegnate contro l’O.M.S. ed i globalizzatori. [...] L'epurazione della classe dirigente polacca potrebbe essere l'inizio di purghe di oppositori al vaccino in tutta Europa, dato che l'O.M.S. e le società farmaceutiche sono in marcia per un secondo tentativo di lancio di una pandemia globale, questa volta usando il virus dell'influenza aviaria.

In base al trattato di Lisbona, la polizia europea può arrestare chiunque sia sospettato di terrorismo, anche se la Costituzione Europea formalmente vieta ciò. I globalizzatori nell'Unione europea e negli Stati Uniti stanno espandendo la definizione di terrorista che comprende anche chi critica le loro politiche ed i crimini commessi in un chiaro abuso di legge.


Fonte: http://freeskies.over-blog.com/


Articolo di approfondimento qui.



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lunedì, aprile 12, 2010

Plagio

In questi ultimi mesi, i disinformatori dalle armi viepiù spuntate, non sapendo come contrastare la diffusione della verità sulle scie chimiche, hanno concertato, attraverso i media ufficiali, un'altra campagna diffamatoria nei confronti dei ricercatori indipendenti. I sostenitori del regime non usano strumenti molto raffinati, poiché i loro contorti e fiacchi "ragionamenti" si basano solo sulla seguente accusa: coloro che investigano il fenomeno delle chemtrails sono fanatici e paranoici.

Sono accuse che si ritorcono tranquillamente contro codesti gazzettieri le cui affermazioni apodittiche e stereotipate sono uguali a tutte le latitudini, a dimostrazione che esiste un'unica regia e dell'omologazione "culturale". Sono fanatici giacché solo un fanatico potrebbe dedicare tanto tempo e profondere tanto zelo per tentare di confutare i risultati di ricerche che essi stessi ritengono inconsistenti. Sono simili a mosche che sbattono contro il vetro, cercando invano di uscire da una stanza. Sono senza dubbio dei paranoici: soltanto un vero paranoico, infatti, può aver introiettato un'immagine tanto puerile, falsa e distorta della realtà politica, economica e sociale sì da essere persuaso che le istituzioni non sarebbero capaci di agire contro i cittadini, sebbene dissimulando le proprie scelleratezze dietro parvenze di sollecitudine. Si potrebbero citare esempi a iosa di tale scaltro ed infido modus operandi dei governi più o meno occulti che, per isolare gli oppositori, ricorrono spesso alla diffamazione e soprattutto a dipingere i dissidenti come squilibrati mentali. Nell'Unione sovietica le persone non allineate finivano nei gulag.

Lo stesso Mario Tozzi si è cimentato in questa scomposta e dilettantesca crociata contro la verità: anch’egli, nelle sue zoppicanti e sclerotiche prose, usa esclusivamente “argomentazioni” ad personam, ingiuriando i ricercatori, definendoli come affetti da sindromi ossessive. Le ontose affermazioni di Tozzi sono un vero insulto all’intelligenza anche dei numerosi testimoni di un fenomeno incontrovertibile. Questi testimoni non si lasciano abbindolare dagli “esperti” e dai loro maggiordomi che, accampando una presunta autorevolezza "scientifica" e ripetendo ipnotiche insinuazioni, si rivelano dei deboli e degli inetti, incapaci di interiorizzare il principio di realtà e perciò regrediti in modo irreversibile a fasi freudiane tipiche dell’infanzia.

Non merita molta attenzione la genia dei pennivendoli: occorre, però, di quando in quando, mostrare i pur rudimentali congegni grazie ai quali gli automi farfugliano sesquipedali sciocchezze. Inoltre tra le contorsioni e le calunnie dei loro testi si infiltra una volontà di plagio, di manipolazione mentale che rischia in qualche caso di sortire i suoi letiferi effetti, non foss'altro che per l'espediente della ripetizione; come affermò colui: "Una bugia ripetuta diventa verità". Ci dogliamo di dargli ragione: d'altra parte, anche esulando dall'ambito delle chemtrails, abbiamo attestazioni che, quando giornali e reti televisive replicano le solite menzogne, anche se del tutto inverosimili (si pensi allo pseudo-attentatore che avrebbe tentato di causare una strage su un velivolo della Delta Airlines diretto a Detroit, con l'esplosivo nelle brache), l'opinione pubblica, prima o dopo, abbocca.

I disinformatori usano dunque stratagemmi per l'assoggettamento psicologico, provando in ogni modo ad influire sul pubblico più inesperto e sprovveduto. Altri sistemi si rivelano anche più efficaci, ma lo spirito d'osservazione ed il discernimento riducono ipso facto la propaganda ad un borborigmo.



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venerdì, aprile 09, 2010

Le armi dell'Apocalisse

Lo scienziato francese Jean-Pierre Petit è un astrofisico e direttore del Centro nazionale delle ricerche scientifiche. Petit, che inizialmente si è formato in Ingegneria aerospaziale ed è stato un pioniere negli studi e nelle sperimentazioni riguardanti la magnetoidrodinamica, ha recentemente rivelato che gli U.S.A., in segreto, hanno creato una serie di armi spaventose basate su questa e su altre tecnologie. E' un programma di ricerca tenuto abilmente nascosto agli occhi delle altre nazioni e dei cittadini. Si tratta di una tecnologia dalla pericolosità estrema: infatti non soltanto un suo eventuale impiego, ma anche un piccolo errore nella sua manipolazione potrebbe provocare l'Apocalisse.

Gli Stati Uniti hanno sviluppato delle bombe antimateria, chiamate "bucky balls", grosse come una pallina da golf, costituite da un cristallo schermato al cui interno è immagazzinata una quantità di antimateria incredibilmente piccola, segregata con l'ausilio di potenti forze elettrostatiche. Quando una particella di materia incontra la corrispondente particella di antimateria, esse possono annichilirsi, sprigionando l'energia della loro massa. Le forze elettrostatiche sono molto forti, così, quando i fotoni vengono catturati e quando il cristallo arriva al punto di fusione, esso esplode con una potenza di 40 kiloton.

Praticamente, basta anche un'esigua quantità di antimateria per avere come effetto un'altra Hiroshima. Sono sufficienti dei nanogrammi di antimateria per produrre questo tipo di ordigni, ma la novità è che quando si adopera tale genere di armi, non si ha più l'inverno nucleare: abbiamo una bomba "pulita", senza radiazioni.

Petit ritiene che gli Stati Uniti stiano preparando centinaia di queste armi per attaccare la Cina in futuro, quando si saranno calmati i venti di guerra nei paesi arabi. I Cinesi sono molto ambiziosi: sono appena all'inizio del loro sviluppo, vogliono contare nel mondo e ciò agli Stati Uniti non va assolutamente a genio. Con questa generazione di armi - commenta lo scienziato - abbiamo un nuovo rischio elevatissimo di conflagrazione mondiale con ripercussioni inimmaginabili.

Fonte: Ilsole24h



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