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giovedì, giugno 29, 2017

Raccolta differenziata "Porta a porta" a Sanremo: un fallimento, ma la responsabilità è solo degli amministratori



Vorrei essere chiaro, su questo punto: gli addetti alla raccolta dei rifiuti non hanno alcuna responsabilità per quanto si sta verificando nella città di Sanremo. Il bislacco metodo di raccolta definito "porta a porta" è un disastro che si presenta in tutto il suo "splendore" di fronte agli occhi di tutti, ma è l'idea ad essere sbagliata, mentre i dipendenti di A.M.A.I.E. ambiente sono le vittime di questo scempio e di certo non i responsabili. I responsabili vanno ricercati nelle alte sfere! I lavoratori impegnati nell'ingrato compito di raccattare in ogni angolo della "città dei fiori" migliaia di sacchi sparsi ovunque hanno tutta la mia solidarietà ed apprezzamento. Essi non hanno colpa alcuna ed anzi sono costretti a svolgere un lavoro improbo! Chi ha avuto la balzana idea di rimuovere i cassonettti atti alla raccolta di vetro, plastica, cartone, organico e che ha imposto ai cittadini di "esporre" dinnanzi ai portoni dei condomini, di fronte alle vetrine dei negozi, sui marciapiedi pubblici, sacchi e sacchetti di umido, plastica, vetro, cartone etc. è un folle! Da mesi siamo invasi da ratti, gabbiani, scarafaggi, pappataci, insetti delle acque nere e, mentre la ASL e la Magistratura imperiesi fanno orecchio da mercante, la situazione dal punto di vista igienico sanitario è drammatica.



Come intendiamo agire? Chi è il nemico da combattere? Prendere esempio da Roma non è il massimo: non vi pare? A chi conviene questo sistema che, alla fine, trova il suo compimento in malsane, mefitiche discariche dove i rifiuti, diligentemente separati dai cittadini, sono tutti ammassati per essere bruciati o sotterrati? Circa venticinque anni fa, essendo stato eletto consigliere di circoscrizione, proposi di creare delle isole ecologiche di quartiere interrate, accessibili solo tramite tessera magnetica, di modo che all'esterno, sulla strada, non vi fosse traccia di immondizia. Qui un esempio. Mezzi appositi erano quindi in grado, senza che l'operatore dovesse uscire dalla cabina, di prelevare i contenitori interrati. E' il metodo seguito da decine e decine di centri in Europa ed in Italia, ma ovviamente la proposta non fu presa in considerazione. Ecco come si usa l'intelligenza, egregio assessore Nocita! Ammettere di aver generato un abominio e ripartire da zero? No... mai.




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venerdì, aprile 01, 2016

Al via il "processo" ASL imperiese contro Rosario Marcianò



Il 4 aprile 2016 si terrà la prima udienza del "processo" (uno dei tanti) a carico di Rosario Marcianò. Nel dispositivo si legge: "Per aver leso la rispettabilità dell'azienda sanitaria imperiese, pubblicando il libro 'Ho cercato di salvarti'". Il capo d'accusa è "diffamazione aggravata".

Ovviamente il sottoscritto ritiene di aver descritto in modo obiettivo e veritiero il sistema sanitario nazionale nel suo insieme ed a dimostrazione del fatto che si è stati anche teneri ed eufemistici, si pubblica ora, a pochi giorni dal dibattimento nel quale interverrò, guarda caso, come imputato, QUESTA FOTO. Nell'immagine sono ben visibili le lesioni da decubito provocate al compianto papà Pasquale, durante il ricovero nei due nosocomi di Sanremo e Bordighera. Di tali gravissime lesioni mio fratello ed io venimmo a conoscenza solo durante il ricovero presso l'ospedale Humanitas di Rozzano (Mi): qui fu eseguita la diagnosi corretta (ormai tardiva) e cioé Glioblastoma di livello IV.

Un paziente che non poteva muovere un solo muscolo e per di più sedato all'insaputa dei parenti, aveva bisogno quanto meno di presidi ed assistenza idonei per scongiurare la formazione di lesioni da pressione, ma evidentemente non fu così. L'aver poi nascosto ai congiunti la presenza di "ulcere da decubito" costituisce reato perseguibile d'ufficio, senza che sia necessaria querela di parte. Inutile dire che il Pubblico Ministero che decise, invece, il rinvio a giudizio a carico di chi scrive (su suggerimento del famigerato negazionista Federico De Massis alias Task Force Butler), Dottoressa Francesca Scarlatti, sebbene resa subito edotta di tali gravissime "inadempienze", si guardò bene dal prendere provvedimenti a carico dei sanitari che, anzi, oggi sono "parte lesa" nel processo-farsa A.S.L. imperiese vs Rosario Marcianò.

In questo caso siamo di fronte o no al reato di "omissione d'atti d'ufficio"? Siamo inoltre al cospetto del reato di diffamazione oppure alla puntuale e sacrosanta testimonianza di fatti realmente accaduti? A voi il giudizio.




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