lunedì, gennaio 21, 2019

Una sola regia per eliminare i fratelli Marcianò



Le connessioni tra apparati dello Stato, il C.I.C.A.P. e la disinformazione istituzionalizzata, indicano chiaramente un'unica regia nell'intento di eliminare, una volta e per sempre, i fratelli Marcianò, impiegando il braccio armato della Magistratura telecomandata.

E' nel mese di gennaio del 2011, allorquando cominciano a fioccare i primi rinvii a giudizio a carico di Rosario Marcianò e fratello. Questi procedimenti hanno un comune denominatore: le segnalazioni anonime di un tizio che si firma "Task Force Butler". Il nickname è mutuato dal nome assegnato ad una brigata di corazzati statunitensi in azione nel territorio abruzzese sul finire del Secondo conflitto mondiale. Questo dettaglio si evidenziò rilevante ai fini dell'identificazione, nel 2014, del soggetto che si nasconde dietro questo pseudonimo e che, sempre dal 2011, perpetra attività persecutorie a danno dei fratelli Marcianò. Lo schema seguito da Task Force Butler è il seguente: mantenere sotto costante controllo tutte le attività svolte sulla Rete da Rosario Marcianò e dal fratello e riportare, ridicolizzandoli, tutti i contenuti pubblicati sul blog denominato Tanker enemy nonché sui profili Web che fanno capo alla sua "vittima designata".

Nel contempo, se qualche frase o parola può essere usata affinché questa possa sfociare in una querela di parte, allora lo stalker Task Force Butler invia una "segnalazione" alla potenziale "parte lesa". Non importa se i contenuti riportati risultano una forzatura o, addirittura, sono il frutto di una manipolazione, poiché l'importante è il risultato. Fatto è che, in tutti i procedimenti a carico dei Marcianò fuorché uno (ma qui abbiamo a che vedere con la tutela della letale chemioterapia...), le "parti lese" sono colluse con lo stesso Task Force Butler e, come lui, orbitano intorno al comitato, fondato dal "divulgatore scientifico" Piero Angela C.I.C.A.P., che è ora l'acronimo di "Comitato italiano per il controllo delle affermazioni delle pseudoscienze", originariamente "Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale". Indicativa questa metamorfosi, che adatta il Comitato e le sue attività, attraverso conferenze e meeting in tutta Italia, alle nuove esigenze dettate dall'intenzione di contrastare il pensiero non allineato. Il fatto che Piero Angela sia il figlio di un illustre massone di 33mo grado, il medico Carlo Angela, è solo una coincidenza...



Ma torniamo a Task Force Butler ed ai suoi contatti eccellenti, che vedono tra questi geologi, avvocati, piloti, biologi, matematici, agenti di Polizia giudiziaria, militari della Marina e dell'Aeronautica etc. Un buon numero tra questi fu in più occasioni dai Marcianò denunciato, ma senza alcun riscontro da parte della Magistratura che, nella gran parte dei casi, ha semplicemente ignorato le denunce, mentre in altri ha archiviato, adducendo scuse incredibili. Ma facciamo dei nomi. Tra questi personaggi ci sono Lorenzo Bertoni, radarista di Marina, Massimo della Schiava alias il Fioba, geologo, impegnato in attività di "bonifica ambientale" e, nel tempo libero "debunker" (sul suo blog - I pensieri del Fioba - si legge: "Raccolta di alcune 'perle, bufale, tarocchi e falsificazioni' realizzate da Straker al secolo Rosario Marcianò"), Aldo Piombino (debunker C.I.C.A.P.), geologo, Serena Giacomin, ora conduttrice televisiva meteo ed ex dipendente Enichem (settore carburanti alternativi), David Puente (debunker C.I.C.A.P.), Paolo Attivissimo (debunker C.I.C.A.P.), intestatario del blog di diffamazione "Strakerenemy", Angelo Ruggieri (debunker C.I.C.A.P. e meteorologo), Silvia Bencivelli (giornalista, conduttrice per la RAI e relatrice per il C.I.C.A.P., autrice del noto articolo per il giornale "La Stampa" intitolato "Scie chimiche: la leggenda di una bufala" e sempre impegnata, nelle sue conferenze, in opera di discredito di Rosario Marcianò.

Ed ancora... Lucio Tonello alias Axlman, biomatematico (debunker C.I.C.A.P. e gestore del blog "Giorni di ordinaria follia"), Simone Angioni (debunker C.I.C.A.P.), creatore del portale "Scientificast", della cui redazione fa parte anche il già menzionato Massimo Della Schiava, Stefano Luciani alias eSSSe, gestore, insieme a Task Force Butler, del blog di diffamazione "Strakerenemy", anch'egli debunker C.I.C.A.P. e dipendente, in ruoli non marginali, di aziende farmaceuticche tra le quali la Roche...

Guarda caso, buona parte di costoro sono o sono state "parti lese" nei processi istruiti dalla Magistratura a carico dei fratelli Marcianò. Ciononostante non disdegnano tuttora di partecipare alle animate e scurrili discussioni screditanti ed insultanti che ogni giorno Task Force Butler pubblica sulla sua intoccabile pagina Facebook, sino dal 2011.



Ma chi è Task Force Butler e quali sono i suoi collegamenti con apparati dello Stato e le compagnie petrolifere? Una ricerca che durò alcuni mesi, portò ad identificare con assoluta certezza l'individuo in questione: si tratta del Dottore commercialista ed informatico (quest'ultima consiste in attività di copertura) Federico De Massis, di Pescara, fratello del noto avvocato Fabio De Massis, socio (e legale per un certo periodo) del negazionista WWF Abruzzo ed in contatti stretti anch'egli con apparati di dirigenza del C.I.C.A.P. abruzzese. Federico De Massis ha lavorato in questi ultimi anni prima per la Delta System s.r.l. e poi per la SPER s.r.l., entrambe aziende pescaresi e per le quali risultano appalti statali nell'ambito di forniture e servizi che hanno a che vedere, guarda caso, con aziende petrolifere. Non dimentichiamo, a questo proposito, che nei carburanti avio si trovano (vedi gli studi referati della scienziata svizzera Ulrike Lohmann) ben 16 metalli neurotossici e tra questi proprio l'alluminio, il bario ed il manganese, impiegati nella geoingegneria clandestina mediante l'aviazione civile. L'additivo avio al manganese, denominato MMT, è prodotto dalla Enichem.

Ovviamente, anche per quanto riguarda le denunce-querela nei confronti di Federico De Massis, le Procure di mezza Italia non hanno agito e si comprende bene il motivo, anche perché indagini investigative, svolte da agenzia autorizzata sanremese, portarono a collegare il soggetto ed in modo inequivocabile, ad apparati dello Stato, in special modo presso il Ministero della Giustizia. La cosa non ci stupisce, visto e considerato che diversi contenuti diffamatori nei confronti dei Marcianò portano agli indirizzi IP univoci del Ministero della Giustizia, appunto, nonché del Ministero dell'Interno, così come dimostrato con schermate e filmati già nel 2014. Prove documentali fortunatamente archiviate, visto che, quasi subito, a seguito della denuncia dei fatti, tutti i risultati mostrati dai motori di ricerca, furono fatti sparire da una manina solerte e premurosa, che ordinò a Google ed altri motori di ricerca la rimozione degli imbarazzanti e compromettenti contenuti.

Ora è chiaro come le frenetiche attività di certi magistrati, volte all'eliminazione di soggetti scomodi come i fratelli Marcianò (impegnati dal 2006 in opera di divulgazione sulla guerra climatica in corso, peraltro confermata da illustri scienziati nel mondo) attraverso processi farsa e condanne sbrigative, non sono altro che il frutto di un'azione ad hoc, gestita ai più alti livelli dello Stato. I fatti, ad oggi, lo confermano senza ombra di dubbio.


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mercoledì, gennaio 09, 2019

Tritacarne imperiese in azione



Il Giudice del Tribunale di Imperia, Dott. Marta Maria Bossi, nella sentenza del 9 novembre 2018, che vede Rosario Marcianò ingiustamente condannato ad otto mesi di reclusione nonché al pagamento (immediatamente eseguibile) di circa 40.000 euro tra provvisionale e spese processuali, a favore della "parte lesa", ovvero la S.P.A. ASL Imperiese (per aver pubblicato il libro "Ho cercato di salvarti"), nelle motivazioni scrive:

"La sospensione condizionale della pena deve essere subordinata al pagamento della provvisionale in favore della costituita parte civile, come di seguito meglio specificata, entro il termine di due mesi decorrenti dalla presente sentenza. Sul punto, si precisa che la decorrenza del termine dall'emissione della sentenza, e non dal passaggio in giudicato della stessa, è pienamente legittima in ragione del fatto che il provvedimento di fissazione della provvisionale è immediatamente esecutivo".

Sulla base di quanto sentenziato dal togato, l'arresto è consequenziale alla sentenza ed esula dal ricorso in appello (in itinere). Di conseguenza questo post è l'ultimo, sino a data da destinarsi. Eventuali articoli saranno pubblicati da stretti collaboratori.

Rosario Marcianò


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sabato, novembre 10, 2018

Terza condanna ad opera di un Tribunale stalinista - I fatti



Il 6 novembre 2018 il Tribunale stalinista di Imperia mi ha condannato ad otto mesi di reclusione, più risarcimenti vari e spese processuali, per aver pubblicato, nel 2011, un libro denuncia sulle "disfunzioni" della ASL imperiese, problemi che portarono alla fine orribile di mio padre, Pasquale Marcianò, il giorno 3 aprile 2011. Il Giudice, Dottoressa Marta Maria Bossi, con il Pubblico Ministero (incompatibile, poiché denunciato nel 2016 per aver assunto il ruolo di avvocato difensore del sottoscritto, pur adempiendo la funzione della pubblica accusa), ha ritenute fondate (era chiaro sino dall'inizio) le doglianze della parte civile, benché sia mancata la testimonianza cruciale del Dottor Bernardini dell'ospedale Humanitas di Rozzano (MI). La testimonianza è stata esclusa inauditamente dal togato imperiese. Il Dottor Bernardini avrebbe confermato che la diagnosi ERRATA di morbo di Parkinson e quindi il mancato trattamento per un tumore cerebrale in fase iniziale (Glioblastoma) sin dal 2005, furono la causa dell'evoluzione alla fase IV della neoplasia (mai trattata) e quindi del decesso, tra mille sofferenze, del compianto Pasquale Marcianò. A nulla sono valse, ovviamente, le prove che dimostravano come le lesioni sacrali di livello IV, patite dal Pasquale Marcianò a causa della completa assenza di presidi antidecubito e di assistenza idonea. Senza parlare della grave emorragia melene, indotta da trattamento con anticoagulanti ad un paziente già affetto da pregressa ulcera. A nulla è valso che i congiunti - questo è reato - non furono informati di tale inadempienza. Il Giudice aveva l'ordine di condannare Rosario Marcianò a 19 giorni dalla prescrizione (e qui si ha la conferma che la recidiva contestata per infliggere le precedenti altre due condanne in altri due procedimenti, è del tutto infondata ed illegittima). La Dottoressa Bossi ha anche disposto che la notizia della sentenza sia pubblicata sul quotidiano di regime "La Stampa", definita da tempo immemore "la grande bugiarda", a spese dell'imputato (sic).









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mercoledì, settembre 05, 2018

Crollo del ponte Morandi - Una strage voluta e la Procura ne è al corrente



La Procura di Genova che... "indaga" sulla strage del 14 agosto 2018, ci propone un video palesemente manipolato in post editing, ma le spaccia per genuine. Le dissolvenze nascondono immagini dirompenti e chiarificatrici? Secondi cruciali che il pubblico non deve conoscere? Evidentemente sì, altrimenti perché mentire? Per quale motivo gli inquirenti hanno bellamente ignorato le testimonianze che avvalorano la tesi della demolizione controllata? Perché hanno bollato come "affermazioni deliranti" quelle dell'ingegner Enzo Siviero che si riferisce chiaramente ad un attentato? E' palmare l'intento di chiudere la questione, pontificando di un crollo per cedimento strutturale, in modo da occultare le vere responsabilità ed i piani politico-strategici che si nascondono dietro questa strage VOLUTA. E' un'operazione che, a tutti gli effetti, è un attentato nei confronti di una comunità civile. E' un evento all'interno della consueta strategia della tensione. Ricordate la strage di Ustica, l'aereo di linea abbattuto dai Francesi a causa di questioni libiche? Forse si vuole spostare il mercato delle merci da Genova a Marsiglia? Il quadro internazionale vede dei possibili mandanti, ma alla Procura non interessa scoprire i veri artefici del collasso del viadotto genovese. Ciò è grave. I Giudici dovrebbero essere accusati di occultamento di prove e di depistaggio! Nota: sugli eccidi di Stato, spacciati per incidenti o per carneficine mafiose, da Portella della Ginestra sino ai nostri giorni, si legga il saggio di F. Imposimato, La Repubblica delle stragi impunite, 2013.


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venerdì, agosto 24, 2018

Paolo Attivissimo, chi è il mentecatto?



Quel mentecatto di Paolo Attivissimo (mi permetto di definirlo tale, visto che lui, riferendosi a me, ha usato questo termine), oltre che essere un infame è pure un cazzaro, visto che fa asserzioni senza fondamento. Infatti, nel caso del false flag parigino e del finto decesso di Valeria Solesin, egli riferisce di fatti processuali e condanne INESISTENTI. Infatti, allorquando il Giudice Carlo Nordio della Procura di Venezia, mi chiese, per bocca dell'avvocato d'ufficio assegnatomi, di abiurare, pubblicai, in risposta, la foto della Solesin viva. Lo scatto venne immediatamente rimosso (come il post più recente sul crollo del ponte Morandi) e venni bloccato da Facebook per un mese.



Subito dopo la Polizia postale di Imperia mi chiamò al cellulare, per anticiparmi la data dell'interrogatorio di garanzia. Dissi loro che se il Giudice intendeva rinviarmi a giudizio poteva farlo benissimo, ma poi avrebbe dovuto spiegarmi come facesse la sosia della Solesin a comparire in una foto dell'esercitazione antiterrorismo in quel di Parigi proprio due ore prima dei fatti del Bataclan. Stessa cosa mi premette chiarire al legale d'ufficio, il quale evaporò. Da allora evaporarono tutti e di loro non seppi più nulla! Intanto si fa di tutto per far sparire la foto compromettente della Solesin viva e vegeta dalla Rete! I video su YouTube mi sono stati rimossi e le foto su Facebook segnalate come spam. Questa è l'Italia, ragazzi. Ah... Attivissimo, se hai qualcosa da dirmi, conosci i miei riferimenti di contatto. Ciao, cazzaro! E salutami quel grassone di Task Force Butler!

Renzo Piano: "Escludo categoricamente l’idea della fatalità... I ponti non crollano. Un ponte crolla solo per un bombardamento in guerra o per un attentato".





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mercoledì, giugno 20, 2018

Nelle motivazioni alla sentenza 522/18 abbiamo la conferma che le "prove" sono state manipolate



Il 18 aprile 2018 Rosario Marcianò è stato condannato ad otto mesi di reclusione senza la condizionale, sulla base di un falso. Un montaggio audio-video portato come prova a carico dell'imputato. Il 19 giugno abbiamo ritirato le motivazioni, che vi leggiamo a video e sulle quali abbiamo molto da dire. Il ricorso in appello comunque è già stato redatto e consegnato presso la Procura di Imperia, che poi lo trasmetterà alla Corte d'Appello di Genova. Per intanto ecco parte del materiale che inchioda la "giornalista" Silvia Bencivelli ed i suoi legali alle loro responsabilità. Oltre che il Giudice Massimiliano Botti ed il Pubblico Ministero Alessandro Bogliolo, che hanno preso per oro colato le dichiarazioni della "parte lesa".

La pronuncia di condanna, più che essere il coronamento di uno spassionato, oggettivo ed approfondito accertamento dei “fatti”, risulta una decisione ideologica, animata da un fumus persecutionis della Dottoressa Silvia Bencivelli, interprete di quella sovrastruttura di pensiero pseudo-scientifica, riconducibile al Gotha del C.I.C.A.P. Sebbene il Giudice non compia una ricognizione della controversia scie tossiche versus “scie di condensazione”, si nota che tende ipso facto a recepire in modo acritico le petizioni di principio provenienti dall’accademia sedicente “scientifica” che, essendo incapace di compiere indagini empiriche e studi metodici, può ricorrere solo ad un vieto ipse dixit per nascondere la sua Ideenkleid condizionata da pre-giudizi ed intolleranza per chi pensa in modo differente dalla massa o per chi semplicemente pensa.



Lo Stato intende definitivamente mettere il bavaglio ai fratelli Marcianò, attraverso l'impiego illegittimo di volgari azioni di "Giustizia", laddove le "parti offese" sono i negazionisti affiliati al C.I.C.A.P. Questo vile attacco ha portato alla prima incredibile condanna nel mese di dicembre 2017, alla quale è seguita una seconda, nell'aprile 2018 e ne seguiranno altre! In tutti i casi quali le "parti lese" sono famigerati disinformatori, impegnati in opera di discredito a nostro danno ma paradossalmente attori di processi penali contro di noi. Tutto ciò implica spese enormi per difendersi e da soli non ce la possiamo fare. Abbiamo bisogno del Tuo sostegno, anche piccolo. E' una battaglia per la libertà. Aiutaci. Grazie!



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domenica, maggio 06, 2018

Procedimento Nigrelli vs Marcianò: falsa attestazione nelle motivazioni



Ricorderete la stupefacente condanna subìta da chi scrive nel mese di dicembre 2017, inflitta dal Giudice del Tribunale di Imperia Dott. Domenico Varalli. Sui contenuti delle motivazioni e quindi sugli ampi spazi di manovra che sono stati utili per ricorrere in Corte di Appello, ho già indugiato in questo articolo. Intendo ora rendervi edotti in merito ad una falsa attestazione presente nelle motivazioni, depositate il 19 marzo scorso presso la Cancelleria penale della Procura imperiese. Salta subito all'occhio che l'imputato viene indicato come presente, quando invece non lo era. D'altronde anche nel documento in questione non vi è alcun accenno all'assenza dell'imputato. Non si tratta certo di una questione di lana caprina, giacché la legge, in questo senso parla chiaro, prescrivendo la nullità del verdetto se l'udienza non viene rinviata, allorquando si accerta, con assoluta certezza, che l'imputato non è stato avvisato correttamente circa la data del dibattimento.



A questo proposito la legge n. 103/2017 ha infatti stabilito che l’elezione di domicilio presso un difensore nominato d’ufficio non ha effetto se non vi è l’assenso del domiciliatario. Una riforma doverosa, volta ad adeguare l’ordinamento nazionale ai principi costituzionali e convenzionali in materia di giusto processo, che deve essere interpretata ed applicata nel rigoroso rispetto di quei principi.

In particolare, il “nuovo” art. 420 bis c.p.p. prevede che il processo possa essere regolarmente celebrato in assenza dell’interessato solo nei seguenti casi:

– vi sia l’accertata conoscenza del procedimento da parte dell’imputato;
– l’accertata volontaria sottrazione dello stesso alla conoscenza del processo a suo carico o ad atti di esso.

Fuori da questi casi – che presuppongono tutti la consapevolezza e la libera scelta dell’imputato – il processo in assenza del medesimo non è consentito ed il dibattimento dovrà essere sospeso.

Si tratta quindi di un banale errore oppure è stato un atto deliberato volto ad accelerare il giudizio di condanna prima della prescrizione?


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