martedì, marzo 17, 2020

Coprifuoco in Italia per due morti. Denunciamo Conte!



Coronavirus: Iss, in Italia i decessi accertati finora per causa del Covid-19 sono solo due. 60 milioni di italiani sono quindi agli arresti domiciliari per una falsa pandemia!

6 ed 11 marzo 2020: con due decreti a distanza di pochi giorni il Presidente del Consiglio, Prof. Giuseppe Conte annuncia l’inasprimento per le norme contro il diffondersi del “contagio del coronavirus”. Tutta l'Italia è definita “zona protetta”. Di conseguenza sono consentiti gli spostamenti solo per motivi inderogabili di lavoro e di salute e sono vietati gli assembramenti. Le attività commerciali, esclusi i negozi e supermercati di alimentari, le tabaccherie e le edicole, devono restare chiusi. Chiunque viene colto in violazione del decreto, è denunciato alle autorità e rischia ammende ed anche il carcere.

Conferenza stampa del 13 marzo 2020 - Roma (dal minuto 10:38 - QUI) - “Le persone morte a causa del coronavirus in Italia, che non presentavano altre patologie, potrebbero essere solo due. E' quanto risulta dalle cartelle cliniche finora esaminate dall'Istituto superiore di sanità”. E’ quanto riferito dal Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, nel corso della conferenza stampa tenuta presso la Protezione civile a Roma. "I pazienti deceduti positivi hanno una media di oltre 80 anni - 80,3 per l'esattezza - e sostanzialmente sono prevalentemente maschi", ha aggiunto Brusaferro. "Le donne sono il 25,8 per cento. L'età media dei deceduti è significativamente più alta rispetto agli altri positivi. Le fasce d'età superiori ai 70 anni, con un picco tra gli 80 e gli 89 anni. La maggioranza di queste persone è portatrice di patologie croniche. Soltanto due persone non sono risultate al momento portatrici di patologie", ma anche in questi due casi, l'esame delle cartelle non è concluso e potrebbero, dunque emergere cause di morte diverse dal Covid-19. Il presidente dell'Iss ha precisato che, alla data del 13 marzo 2020, dagli ospedali di tutta Italia sono pervenute "poco più di cento cartelle cliniche".

Sono i primi dati un minimo dettagliati forniti finora dalla Protezione civile sulle cause di morte dei pazienti affetti da coronavirus. Allo stato attuale, infatti, le autorità non sono in grado di distinguere coloro i quali sono morti a causa del virus, da quelli che, invece, vengono quotidianamente comunicati all'opinione pubblica, ma che erano in massima parte portatori di altre gravi patologie e che, quindi, non sarebbero deceduti a causa del Covid-19. Rispondendo a una domanda di "Agenzia Nova", infatti, Brusaferro non ha saputo indicare il numero esatto dei decessi da coronavirus. Il professore ha inoltre chiarito che, in base ai dati analizzati, la grande maggioranza delle vittime "avevano serie patologie e in alcuni casi l'insorgenza di un'infezione delle vie respiratorie può portare più facilmente a un decesso. Per far chiarezza su questo punto, e fornire dati reali, "man mano che acquisiremo le cartelle andremo ad approfondire ulteriormente. Comunque le popolazioni più a rischio sono quelle fragili, portatrici di più patologie".

Coronavirus: Iss, 48,5 per cento deceduti con tre o più patologie gravi pregresse, solo 0,8 per cento con zero patologie

Roma, 18 mar 18:29 - (Agenzia Nova) - Tra le persone che sono decedute dopo aver contratto il Covid-19 "il 48,5 per cento ha tre o più patologie" gravi e "il 25,1 per cento una patologia" grave. Lo ha detto Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità, nel corso del bollettino della Protezione civile sulla diffusione del coronavirus in Italia. "Solo lo 0,8 per cento ha zero patologie", ha aggiunto, chiarendo che per patologie gravi si intendono ictus, ipertensione arteriosa, cancro, insufficienza renale ovvero "le patologie che accompagnano gli ultimi anni della nostra vita". Anche "tra i più giovani sotto i 50 anni" è possibile rilevare che si tratta di "persone già affette da patologie cardovascolari, disturbi renali, diabete, obesità, ancora una volta persone più giovani ma più fragili", ha concluso.

"Non è possibile fare tamponi a tutti" Coronavirus, Report Iss: "Su 355 cartelle cliniche solo 3 morti di covid-19 senza altre patologie" Sono 2.629 gli operatori contagiati sui 28.293 positivi totali. In media passano 8 giorni tra ricovero e decesso. La terapia antibiotica è stata quella più utilizzata (83% dei casi), meno utilizzata quella antivirale (52%) Tweet Coronavirus. Stretta sui controlli. Il commissario Arcuri: "Serve un'economia di guerra" 18 marzo 2020 Un'analisi complessa quella dei numeri dell'epidemia da Coronavirus. Sono 355 le cartelle cliniche, sulle 2.003 pervenute all'Istituto superiore di sanità (Iss), finora analizzate. E secondo i primi riscontri sono 3 su 355 i pazienti che "presentavano zero patologie". Tutti gli altri pazienti vittime dell'epidemia, secondo l'Iss, avevano altre patologie gravi. Quasi il 50 per cento dei deceduti aveva ben 3 patologie pregresse, e la media, tra i 352 morti per cause secondarie, è di 2,7 patologie a persona. In media 8 giorni tra sintomi e decessi Nelle persone decedute positive al Covid-19 la terapia antibiotica è stata quella più utilizzata (83% dei casi), meno utilizzata quella antivirale (52%), più raramente la terapia steroidea (27%) afferma il Report pubblicato sul sito Epicentro, aggiornato al 17 marzo. Il documento mostra anche i tempi mediani, in giorni, che trascorrono dall'insorgenza dei sintomi al decesso (8 giorni), dall'insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale (4 giorni) e dal ricovero in ospedale al decesso. http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Coronavirus-Iss-26876e8b-5923-4fb8-9f85-6244bfedb1b5.html

Conferenza stampa 21 marzo 2020 ore 18.00 – Coronavirus - Al secondo 54 (QUI), il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro, dichiara: “Purtroppo dobbiamo registrare, anche quest’oggi, un incremento di 793. Voglio ricordare ancora una volta che noi conteggiamo tutti i deceduti e quindi non facciamo una distinzione di deceduti ‘per e con Coronavirus’”.

Evidenze epidemiologiche storiche e la menzogna della pandemia da Coronavirus in questo documento.

PRONTA LA DENUNCIA CONTRO L'ESECUTIVO CONTE ET AL. Il documento può essere scaricato dal nostro server TANKER ENEMY. QUI.

Da presentare presso una Caserma dei Carabinieri o presso un Commissariato di Polizia oppure direttamente presso la cancelleria penale della Procura di Roma.

Oppure da indirizzare con raccomandata AR a: PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA. Presso: Tribunale di Roma, Via Golametto (Piazzale Clodio), 12, 00136 ROMA

Oppure via PEC a: prot.procura.roma@giustiziacert.it

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mercoledì, luglio 31, 2019

Propaganda e disinformazione: tutto grasso che cola



Martedì 30 luglio 2019 mi pervenne una mail, confezionata usando uno di quei server che permettono di inviare missive con indirizzo falso. L'email, inviata alle 6:30 e con intestazione "Situazione delicata!!!", contiene un testo nel quale l'interlocutore si spaccia, firmandosi con il nome e cognome, per il legale d'ufficio che ha seguito l'iter processuale presso la Corte d'appello di Genova. Corte che, tra l'altro, ha fatto sue le istanze del mio ricorso, in merito al processo Nigrelli vs Marcianò. Per i dettagli vi rimando (in calce) ad un post pubblicato nei giorni scorsi su Facebook.

Il testo ricevuto era il seguente:

"[...] Devo chiederti un favore via e-mail, perché non sono disponibile sul mio telefono.

A presto
"

Notate bene che l'interlocutore, che si spaccia per il mio legale, precisa che non è disponibile per telefono, onde evitare che il sottoscritto chiami il difensore sul cellulare!

Non è la prima volta che mi si inviano mail fake... ci sono abituato, ma in questo caso l'aspetto davvero interessante è che l'unica persona a conoscenza dell'identità del legale in questione è il giornalista del Secolo XIX Marco Grasso, autore di un articolo diffamatorio e calunniante nei miei confronti, il quale, guarda caso, tanto insistette (inutilmente) al fine di ottenere informazioni sul processo Nigrelli e cercò pure di ottenerle scrivendo direttamente all'avvocato in questione. Ovviamente rimase a bocca asciutta, grazie alla legge sulla privacy. Tra le mille nefandezze il "giornalista" asserisce che il sottoscritto sarebbe stato condannato in un processo istruito in merito al caso Solesin. Affermazione assolutamente destituita di fondamento e per cui il sottoscritto ha chiesto invano una rettifica ed uno spazio di replica mai ottenute.



L'episodio dell'email falsa dimostra, senza ombra di dubbio, che le "fonti" ritenute attendibili dal Marco Grasso sono proprio gli stalkers di Stato come Task Force Butler (Federico De Massis) e soci. Altrimenti chi poteva studiare una trappola del genere senza conoscere il nominativo del legale? Grasso era l'unico che poteva passarlo "all'altra parte"!. In questo episodio si ravvisano quantomeno violazione della legge e violazione del codice deontologico professionale e cioè "Sostituzione di persona" e "Violazione del segreto professionale". Poi si autodefiniscono "giornalisti" e "criminologi" quando, semmai, sarebbero da definire "criminali"...



PROCESSO DI APPELLO (NIGRELLI-WASP CONTRO ROSARIO MARCIANO')

I Giudici della Corte di Appello di Genova hanno sostanzialmente accolto in toto le eccezioni del ricorso (redatto e presentato presso la cancelleria penale del Tribunale di Imperia da chi scrive nel mese di marzo 2018). I togati hanno fatta propria l'eccezione dell'appellante in merito all'esimente della provocazione, anche in considerazione che l'aver definito "dozzinale" il Nigrelli era ben poca cosa rispetto alle reiterate e gravissime offese ricevute sino dal 2007 per opera della cosiddetta "parte lesa". Inoltre i Magistrati hanno stigmatizzato il comportamento del Giudice di Imperia, il quale ha completamente ignorato la dettagliata perizia di parte che confermava il coinvolgimento della famiglia Nigrelli nelle azioni persecutorie ai danni dei fratelli Marcianò. Ancora la Corte ha osservato, accogliendo le doglianze dell'appellante, che il reato invero è prescritto, in contrasto con quanto aveva contestato il Giudice di primo grado. Per le motivazioni dobbiamo aspettare i classici 60 giorni. In ogni caso, dopo quasi dieci anni di tribolazioni, ci si può ritenere soddisfatti. Ottimo il lavoro del legale difensore.

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giovedì, marzo 14, 2019

Pupi siciliani



Sapevamo da tempo che i Giudici sono dei pupi siciliani e ne abbiamo ulteriore conferma ora che, per l'ennesima volta, un Togato ha salvato il culo allo stalker di Stato Federico De Massis, che bazzica sulla Rete con il nomignolo di Task Force Butler. Come avevamo già previsto ed annunciato nei giorni scorsi, infatti, il Giudice del Tribunale di Pescara (competente per territorio) Dottoressa Antonella Di Carlo, ha deciso di non procedere contro il commercialista abruzzese, fratello di un noto avvocato della Regione, tale Fabio De Massis. Non sono evidentmente bastate le circostanziate e schiaccianti prove che inchiodavano Federico De Massis alle sue responsabilità. Il G.U.P. ha decretato l'archiviazione, adducendo il solito pretesto, già adoperato da altri suoi colleghi che, sino dal 2007 in poi, erano stati chiamati a processare gli stalkers stipendiati dallo Stato per perseguitare i fratelli Marcianò. Nel dispositivo, depositato il 15 febbraio 2019, il Giudice Dott.ssa Antonella Di Carlo, così si pronuncia:

"Ritenuto che l'azione penale non può essere validamente esercitata in giudizio per l'impossibilità di identificazione certa dell'autore delle condotte denunciate, come indicato dalla Polizia Giudiziaria nella nota del 9/04/18;

Considerato che i motivi di opposizione e le ulteriori indagini rappresentate, se apparsi pertinenti al fine di decretare prima facie l'ammissibilità dell'opposizione con la fissazione dell'udienza camerale, non sono invece idonei a supportare una diversa valutazione del merito della vicenda";

P.Q.M.

Dispone l'archiviazione del procedimento e la restituzione degli atti al P.M.
".



Giudicate voi se gli uleriori [ LINK ] elementi presentati in seconda opposizione ed esaminati (davvero?) dal Giudice non sono sufficienti ad identificare con certezza lo smilzo pescarese. Forse al Magistrato serve un orecchio di De Massis? No, probabilmente non sarebbe sufficiente nemmeno quello. I veri motivi che sono alla base della scandalosa archiviazione, espressi peraltro nella nostra comunicazione inviata alla Procura di Pescara, risiedono nella necessità di non bruciare un agente governativo. E' ovvio! Uno psicopatico al servizio dello Stato, che continuerà indisturbato nella sua opera persecutoria, grazie a Magistrati telecomandati che tutto garantiscono fuorché la "Giustizia", quella con la "G" maiuscola. Pupi, insomma. Pupi siciliani.

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lunedì, gennaio 21, 2019

Una sola regia per eliminare i fratelli Marcianò



Le connessioni tra apparati dello Stato, il C.I.C.A.P. e la disinformazione istituzionalizzata, indicano chiaramente un'unica regia nell'intento di eliminare, una volta e per sempre, i fratelli Marcianò, impiegando il braccio armato della Magistratura telecomandata.

E' nel mese di gennaio del 2011, allorquando cominciano a fioccare i primi rinvii a giudizio a carico di Rosario Marcianò e fratello. Questi procedimenti hanno un comune denominatore: le segnalazioni anonime di un tizio che si firma "Task Force Butler". Il nickname è mutuato dal nome assegnato ad una brigata di corazzati statunitensi in azione nel territorio abruzzese sul finire del Secondo conflitto mondiale. Questo dettaglio si evidenziò rilevante ai fini dell'identificazione, nel 2014, del soggetto che si nasconde dietro questo pseudonimo e che, sempre dal 2011, perpetra attività persecutorie a danno dei fratelli Marcianò. Lo schema seguito da Task Force Butler è il seguente: mantenere sotto costante controllo tutte le attività svolte sulla Rete da Rosario Marcianò e dal fratello e riportare, ridicolizzandoli, tutti i contenuti pubblicati sul blog denominato Tanker enemy nonché sui profili Web che fanno capo alla sua "vittima designata".

Nel contempo, se qualche frase o parola può essere usata affinché questa possa sfociare in una querela di parte, allora lo stalker Task Force Butler invia una "segnalazione" alla potenziale "parte lesa". Non importa se i contenuti riportati risultano una forzatura o, addirittura, sono il frutto di una manipolazione, poiché l'importante è il risultato. Fatto è che, in tutti i procedimenti a carico dei Marcianò fuorché uno (ma qui abbiamo a che vedere con la tutela della letale chemioterapia...), le "parti lese" sono colluse con lo stesso Task Force Butler e, come lui, orbitano intorno al comitato, fondato dal "divulgatore scientifico" Piero Angela C.I.C.A.P., che è ora l'acronimo di "Comitato italiano per il controllo delle affermazioni delle pseudoscienze", originariamente "Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale". Indicativa questa metamorfosi, che adatta il Comitato e le sue attività, attraverso conferenze e meeting in tutta Italia, alle nuove esigenze dettate dall'intenzione di contrastare il pensiero non allineato. Il fatto che Piero Angela sia il figlio di un illustre massone di 33mo grado, il medico Carlo Angela, è solo una coincidenza...



Ma torniamo a Task Force Butler ed ai suoi contatti eccellenti, che vedono tra questi geologi, avvocati, piloti, biologi, matematici, agenti di Polizia giudiziaria, militari della Marina e dell'Aeronautica etc. Un buon numero tra questi fu in più occasioni dai Marcianò denunciato, ma senza alcun riscontro da parte della Magistratura che, nella gran parte dei casi, ha semplicemente ignorato le denunce, mentre in altri ha archiviato, adducendo scuse incredibili. Ma facciamo dei nomi. Tra questi personaggi ci sono Lorenzo Bertoni, radarista di Marina, Massimo della Schiava alias il Fioba, geologo, impegnato in attività di "bonifica ambientale" e, nel tempo libero "debunker" (sul suo blog - I pensieri del Fioba - si legge: "Raccolta di alcune 'perle, bufale, tarocchi e falsificazioni' realizzate da Straker al secolo Rosario Marcianò"), Aldo Piombino (debunker C.I.C.A.P.), geologo, Serena Giacomin, ora conduttrice televisiva meteo ed ex dipendente Enichem (settore carburanti alternativi), David Puente (debunker C.I.C.A.P.), Paolo Attivissimo (debunker C.I.C.A.P.), intestatario del blog di diffamazione "Strakerenemy", Angelo Ruggieri (debunker C.I.C.A.P. e meteorologo), Silvia Bencivelli (giornalista, conduttrice per la RAI e relatrice per il C.I.C.A.P., autrice del noto articolo per il giornale "La Stampa" intitolato "Scie chimiche: la leggenda di una bufala" e sempre impegnata, nelle sue conferenze, in opera di discredito di Rosario Marcianò.

Ed ancora... Lucio Tonello alias Axlman, biomatematico (debunker C.I.C.A.P. e gestore del blog "Giorni di ordinaria follia"), Simone Angioni (debunker C.I.C.A.P.), creatore del portale "Scientificast", della cui redazione fa parte anche il già menzionato Massimo Della Schiava, Stefano Luciani alias eSSSe, gestore, insieme a Task Force Butler, del blog di diffamazione "Strakerenemy", anch'egli debunker C.I.C.A.P. e dipendente, in ruoli non marginali, di aziende farmaceuticche tra le quali la Roche...

Guarda caso, buona parte di costoro sono o sono state "parti lese" nei processi istruiti dalla Magistratura a carico dei fratelli Marcianò. Ciononostante non disdegnano tuttora di partecipare alle animate e scurrili discussioni screditanti ed insultanti che ogni giorno Task Force Butler pubblica sulla sua intoccabile pagina Facebook, sino dal 2011.



Ma chi è Task Force Butler e quali sono i suoi collegamenti con apparati dello Stato e le compagnie petrolifere? Una ricerca che durò alcuni mesi, portò ad identificare con assoluta certezza l'individuo in questione: si tratta del Dottore commercialista ed informatico (quest'ultima consiste in attività di copertura) Federico De Massis, di Pescara, fratello del noto avvocato Fabio De Massis, socio (e legale per un certo periodo) del negazionista WWF Abruzzo ed in contatti stretti anch'egli con apparati di dirigenza del C.I.C.A.P. abruzzese. Federico De Massis ha lavorato in questi ultimi anni prima per la Delta System s.r.l. e poi per la SPER s.r.l., entrambe aziende pescaresi e per le quali risultano appalti statali nell'ambito di forniture e servizi che hanno a che vedere, guarda caso, con aziende petrolifere. Non dimentichiamo, a questo proposito, che nei carburanti avio si trovano (vedi gli studi referati della scienziata svizzera Ulrike Lohmann) ben 16 metalli neurotossici e tra questi proprio l'alluminio, il bario ed il manganese, impiegati nella geoingegneria clandestina mediante l'aviazione civile. L'additivo avio al manganese, denominato MMT, è prodotto dalla Enichem.

Ovviamente, anche per quanto riguarda le denunce-querela nei confronti di Federico De Massis, le Procure di mezza Italia non hanno agito e si comprende bene il motivo, anche perché indagini investigative, svolte da agenzia autorizzata sanremese, portarono a collegare il soggetto ed in modo inequivocabile, ad apparati dello Stato, in special modo presso il Ministero della Giustizia. La cosa non ci stupisce, visto e considerato che diversi contenuti diffamatori nei confronti dei Marcianò portano agli indirizzi IP univoci del Ministero della Giustizia, appunto, nonché del Ministero dell'Interno, così come dimostrato con schermate e filmati già nel 2014. Prove documentali fortunatamente archiviate, visto che, quasi subito, a seguito della denuncia dei fatti, tutti i risultati mostrati dai motori di ricerca, furono fatti sparire da una manina solerte e premurosa, che ordinò a Google ed altri motori di ricerca la rimozione degli imbarazzanti e compromettenti contenuti.

Ora è chiaro come le frenetiche attività di certi magistrati, volte all'eliminazione di soggetti scomodi come i fratelli Marcianò (impegnati dal 2006 in opera di divulgazione sulla guerra climatica in corso, peraltro confermata da illustri scienziati nel mondo) attraverso processi farsa e condanne sbrigative, non sono altro che il frutto di un'azione ad hoc, gestita ai più alti livelli dello Stato. I fatti, ad oggi, lo confermano senza ombra di dubbio.


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mercoledì, gennaio 09, 2019

Tritacarne imperiese in azione



Il Giudice del Tribunale di Imperia, Dott. Marta Maria Bossi, nella sentenza del 9 novembre 2018, che vede Rosario Marcianò ingiustamente condannato ad otto mesi di reclusione nonché al pagamento (immediatamente eseguibile) di circa 40.000 euro tra provvisionale e spese processuali, a favore della "parte lesa", ovvero la S.P.A. ASL Imperiese (per aver pubblicato il libro "Ho cercato di salvarti"), nelle motivazioni scrive:

"La sospensione condizionale della pena deve essere subordinata al pagamento della provvisionale in favore della costituita parte civile, come di seguito meglio specificata, entro il termine di due mesi decorrenti dalla presente sentenza. Sul punto, si precisa che la decorrenza del termine dall'emissione della sentenza, e non dal passaggio in giudicato della stessa, è pienamente legittima in ragione del fatto che il provvedimento di fissazione della provvisionale è immediatamente esecutivo".

Sulla base di quanto sentenziato dal togato, l'arresto è consequenziale alla sentenza ed esula dal ricorso in appello (in itinere). Di conseguenza questo post è l'ultimo, sino a data da destinarsi. Eventuali articoli saranno pubblicati da stretti collaboratori.

Rosario Marcianò


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sabato, novembre 10, 2018

Terza condanna ad opera di un Tribunale stalinista - I fatti



Il 6 novembre 2018 il Tribunale stalinista di Imperia mi ha condannato ad otto mesi di reclusione, più risarcimenti vari e spese processuali, per aver pubblicato, nel 2011, un libro denuncia sulle "disfunzioni" della ASL imperiese, problemi che portarono alla fine orribile di mio padre, Pasquale Marcianò, il giorno 3 aprile 2011. Il Giudice, Dottoressa Marta Maria Bossi, con il Pubblico Ministero (incompatibile, poiché denunciato nel 2016 per aver assunto il ruolo di avvocato difensore del sottoscritto, pur adempiendo la funzione della pubblica accusa), ha ritenute fondate (era chiaro sino dall'inizio) le doglianze della parte civile, benché sia mancata la testimonianza cruciale del Dottor Bernardini dell'ospedale Humanitas di Rozzano (MI). La testimonianza è stata esclusa inauditamente dal togato imperiese. Il Dottor Bernardini avrebbe confermato che la diagnosi ERRATA di morbo di Parkinson e quindi il mancato trattamento per un tumore cerebrale in fase iniziale (Glioblastoma) sin dal 2005, furono la causa dell'evoluzione alla fase IV della neoplasia (mai trattata) e quindi del decesso, tra mille sofferenze, del compianto Pasquale Marcianò. A nulla sono valse, ovviamente, le prove che dimostravano come le lesioni sacrali di livello IV, patite dal Pasquale Marcianò a causa della completa assenza di presidi antidecubito e di assistenza idonea. Senza parlare della grave emorragia melene, indotta da trattamento con anticoagulanti ad un paziente già affetto da pregressa ulcera. A nulla è valso che i congiunti - questo è reato - non furono informati di tale inadempienza. Il Giudice aveva l'ordine di condannare Rosario Marcianò a 19 giorni dalla prescrizione (e qui si ha la conferma che la recidiva contestata per infliggere le precedenti altre due condanne in altri due procedimenti, è del tutto infondata ed illegittima). La Dottoressa Bossi ha anche disposto che la notizia della sentenza sia pubblicata sul quotidiano di regime "La Stampa", definita da tempo immemore "la grande bugiarda", a spese dell'imputato (sic).









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mercoledì, settembre 05, 2018

Crollo del ponte Morandi - Una strage voluta e la Procura ne è al corrente



La Procura di Genova che... "indaga" sulla strage del 14 agosto 2018, ci propone un video palesemente manipolato in post editing, ma le spaccia per genuine. Le dissolvenze nascondono immagini dirompenti e chiarificatrici? Secondi cruciali che il pubblico non deve conoscere? Evidentemente sì, altrimenti perché mentire? Per quale motivo gli inquirenti hanno bellamente ignorato le testimonianze che avvalorano la tesi della demolizione controllata? Perché hanno bollato come "affermazioni deliranti" quelle dell'ingegner Enzo Siviero che si riferisce chiaramente ad un attentato? E' palmare l'intento di chiudere la questione, pontificando di un crollo per cedimento strutturale, in modo da occultare le vere responsabilità ed i piani politico-strategici che si nascondono dietro questa strage VOLUTA. E' un'operazione che, a tutti gli effetti, è un attentato nei confronti di una comunità civile. E' un evento all'interno della consueta strategia della tensione. Ricordate la strage di Ustica, l'aereo di linea abbattuto dai Francesi a causa di questioni libiche? Forse si vuole spostare il mercato delle merci da Genova a Marsiglia? Il quadro internazionale vede dei possibili mandanti, ma alla Procura non interessa scoprire i veri artefici del collasso del viadotto genovese. Ciò è grave. I Giudici dovrebbero essere accusati di occultamento di prove e di depistaggio! Nota: sugli eccidi di Stato, spacciati per incidenti o per carneficine mafiose, da Portella della Ginestra sino ai nostri giorni, si legga il saggio di F. Imposimato, La Repubblica delle stragi impunite, 2013.


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