giovedì, aprile 16, 2026

Lo Stato è coinvolto nelle operazioni di stalking giudiziario a danno dei fratelli Marcianò

Giustizia digitale o trappola per topi? Quattro verità scomode sul caso Marcianò-Cereda

1. Introduzione: l'illusione della certezza nell'era social

Nell'era della realtà aumentata e delle identità fluide, abita un paradosso giuridico che dovrebbe allarmare chiunque utilizzi una tastiera. Se da un lato è diventato elementare per un terzo "clonare" un’identità digitale o creare profili speculari per scopi diffamatori, dall'altro è diventato quasi impossibile dimostrare legalmente di non aver premuto quel tasto "invio". Il caso Cereda vs. Marcianò non è solo una cronaca di stalking e diffamazione; è il manifesto di un pericoloso scivolamento verso un sistema dove la "verosimiglianza" sostituisce la certezza del fatto. Un'analisi forense dei documenti rivela un corto circuito che mette a nudo la fragilità del diritto alla difesa nell'era digitale.

2. Prima Verità: Il "Verosimile" che uccide l'Articolo 606 c.p.p.

Il cuore pulsante della condanna a 16 mesi inflitta a Rosario Marcianò risiede in una motivazione che, sotto il profilo del diritto, appare come un castello di carte logico. La Corte d’Appello di Brescia ha basato la responsabilità penale sulla "paternità presunta" dei post, liquidando come "inverosimile" l'accesso di terzi agli account.

Siamo di fronte a un macroscopico vizio di motivazione ai sensi dell’Art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p. La Corte ha applicato un ragionamento circolare: i post sono attribuiti a Marcianò perché i toni sono coerenti con il suo pensiero espresso sul blog Tanker Enemy, e l'ipotesi di falsi profili viene esclusa proprio perché i contenuti sembrano "troppo simili" all'originale. In questo modo, il dato da dimostrare diventa il presupposto della dimostrazione stessa. Non solo: la Corte ha trasformato l'assenza dell'imputato in aula ("rimasto assente") in un elemento di debolezza probatoria, svuotando di fatto il diritto al silenzio e ribaltando la logica del dubbio ragionevole.

"Il dubbio non viene superato, ma aggirato... Il dato da dimostrare viene così utilizzato come presupposto della dimostrazione stessa".

3. Seconda Verità: L'Inversione dell'Onere della Prova e la "Probatio Diabolica"

Il secondo pilastro di questa anomalia riguarda la mancata assunzione di una prova decisiva (Art. 606, comma 1, lett. d c.p.p.). La difesa aveva chiesto l'unico accertamento oggettivo possibile in un processo digitale: l'analisi degli indirizzi IP. In un ecosistema informatico, l'IP è l'unica "impronta digitale" capace di distinguere l'imputato da un eventuale falsificatore.

Negando questo accertamento, il Tribunale ha generato un'asimmetria informativa insuperabile, imponendo all'imputato una probatio diabolica: dimostrare la propria innocenza senza disporre dei mezzi tecnici (poteri di polizia postale e accesso ai log dei gestori) che solo l'Autorità Giudiziaria possiede. Questo diniego configura una violazione frontale dell'Art. 6 CEDU (diritto alla parità delle armi) e dell'Art. 111 della Costituzione. Senza la controprova tecnica, la giustizia rinuncia alla verità scientifica per accontentarsi di una "compatibilità contenutistica" che non ha cittadinanza in un processo penale di un Paese civile.

4. Terza Verità: Il Giallo della Querela Svanita a Sanremo

Esiste un'anomalia documentale che sposta l'asse della narrazione processuale. Mentre Marcianò veniva dipinto come uno "stalker incallito" sulla base della querela temeraria mossa da Daniele Matteo Cereda nel 2021, è emerso che Marcianò era stato il primo a chiedere tutela.

Il 5 dicembre 2014, presso il Commissariato di Sanremo, Marcianò aveva sporto una denuncia-querela di ben 7 pagine (verbale di ratifica acquisito dalla difesa con copia conforme del marzo 2023) contro Cereda per atti persecutori e diffamazione. Eppure, questo atto fondamentale risulta assente dal fascicolo del PM. Nonostante l'invio tramite PEC della memoria difensiva nell'aprile 2023, la magistratura ha proceduto ignorando che l'imputato fosse, in realtà, una parte offesa che denunciava da anni sostituzioni di persona e stalking. Questa omissione ha permesso di costruire un quadro accusatorio parziale, dove la vittima e il carnefice sono stati scambiati di ruolo grazie a un buco nero documentale.
5. Quarta Verità: L'Ombra del Ministero della Giustizia e l'IP 89.119.251.40

L'aspetto più inquietante emerge dall'analisi dei log del blog Tanker Enemy e dalle attività su piattaforme come Wikipedia e Nonciclopedia. I dati tecnici rivelano accessi massivi e modifiche sistematiche provenienti dall'indirizzo IP 89.119.251.40, formalmente riconducibile al Ministero della Giustizia (Dipartimento Organizzazione Giudiziaria del personale e dei servizi).

Secondo quanto denunciato da Marcianò, questa connessione istituzionale — che farebbe capo a una figura di rilievo indicata come "Puntato A." — non si sarebbe limitata al monitoraggio, ma avrebbe partecipato attivamente all'opera di discredito. Da questo IP sarebbero stati caricati fotomontaggi (come l'immagine di Marcianò con gli occhi da "Grigio" alieno), create biografie derisorie come quella del "geometra Straker" e monitorati post specifici riguardanti il caso German Wings o la partecipazione a Voyager nel 2007. Il sospetto di un utilizzo di apparati dello Stato per finalità di stalking digitale e disinformazione ai danni di un privato cittadino apre uno scenario che trascende la diffamazione per toccare la sicurezza dei diritti civili.
"Il Ministero della Giustizia è coinvolto nell'opera di discredito e diffamazione e di stalking a carico dei fratelli Marcianò... gestisce, paga e protegge disinformatori che usano proprio le connessioni del Ministero".

6. Conclusione: L'Escamotage della Sezione VII

Il sipario su questa vicenda si alzerà il 22 aprile 2026 dinanzi alla Corte di Cassazione. Ma c'è un dettaglio che la nostra analisi non può ignorare: il reato maturerà la prescrizione il 6 febbraio 2026. Perché fissare un'udienza oltre i termini? La risposta risiede nella designazione della Sezione VII, nota tra gli esperti di diritto per la sua severità nel valutare l'inammissibilità dei ricorsi.

Dichiarare il ricorso inammissibile è l'unico strumento giuridico per impedire che la prescrizione produca i suoi effetti, confermando così la condanna a 16 mesi nonostante l'estinzione del reato. È una strategia processuale che sembra voler blindare un verdetto basato sulla "verosimiglianza", ignorando le voragini tecniche e documentali qui esposte. Se la Cassazione confermerà questo impianto, sancirà un principio definitivo: nell'era digitale, lo stile di scrittura vale più di un indirizzo IP e la coerenza ideale pesa più di una prova scientifica.

In un mondo dove chiunque può clonare la nostra voce o il nostro stile di scrittura, siamo pronti ad accettare una giustizia che condanna sulla base della "verosimiglianza" rinunciando alla verità tecnica dell'indirizzo IP?

Ascolta il Podcast QUI. Guarda il video sugli accessi di stalking governativo dai server del Ministero della Giustizia QUI. Scarica la rivista "Disconnessi" con l'articolo sul tema QUI.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì, marzo 30, 2026

Quando il Diritto diventa un labirinto - Il "processo Cereda vs Marcianò"

1. Introduzione: l'incubo di un processo che non finisce mai

Esiste un punto di rottura in cui la procedura penale smette di essere una garanzia e diventa una trappola. È il paradosso del caso di Rosario Marcianò: un sistema che, pur di non ammettere il fallimento del proprio cronometro, decide di ignorare la realtà dei fatti e il decorso del tempo. La vicenda non è più solo una cronaca giudiziaria locale, ma si trasforma in un monito inquietante per ogni cittadino. Siamo di fronte a un "bypass chirurgico" delle garanzie costituzionali, dove la presunzione di innocenza viene sacrificata sull'altare di una narrazione precostituita. Il caso Marcianò ci interroga su un dubbio atroce: cosa accade quando il diritto, anziché proteggere l'individuo, si trasforma nel labirinto perfetto per schiacciarlo?

2. Lo schiaffo alla prescrizione: Il "trucco" della Sezione 7

Il primo fatto sconcertante riguarda il tempo. Per il procedimento "Cereda vs Marcianò", la prescrizione del reato è maturata il 6 febbraio scorso. In un sistema sano, questo segnerebbe la fine naturale dell'azione penale. Invece, la Corte di Cassazione ha fissato l'udienza per il dibattimento nonostante il termine sia ampiamente scaduto. Lo ha fatto assegnando il caso alla Sezione 7, un organo tristemente noto tra i giuristi per la sua specializzazione nel dichiarare i ricorsi inammissibili.

Questo non è un dettaglio tecnico, ma un escamotage procedurale: se il ricorso viene dichiarato inammissibile, la prescrizione non ha effetto e la condanna diventa definitiva. È una manovra che scavalca il diritto dell'imputato a vedere estinto un reato ormai "morto" per legge.

"La Corte di Cassazione, benché il procedimento penale sia andato prescritto il 6 febbraio scorso, ha fissato udienza per il dibattimento. Uno schiaffo alla legge ed alle norme sui diritti dell'imputato."

3. L'indirizzo IP: la "prova Regina" negata e la "pistola fumante" ignorata

Il nucleo del ricorso firmato dall'Avvocato Alessandro Fusillo svela un vuoto probatorio agghiacciante. In un processo per diffamazione (Art. 595 c.p.) e atti persecutori (Art. 612 bis c.p.) commessi via social, l'identità digitale dell'autore è l'unico fatto che conti. Eppure, la magistratura ha rifiutato sistematicamente di verificare l'indirizzo IP dei post incriminati.

La gravità del fatto è amplificata da una prova ignorata: Marcianò ha prodotto una schermata del 28 maggio 2018 che dimostrava come il suo profilo Facebook fosse stato bloccato e sospeso proprio nel periodo della pubblicazione di alcuni post. Se l'account era sospeso, chi scriveva a suo nome? La Corte d'Appello ha liquidato la questione come "inverosimile", negando l'accertamento tecnico su un IP che avrebbe potuto scagionarlo definitivamente. Questo rifiuto non è solo una scelta istruttoria, ma una violazione frontale dell'Art. 6 della CEDU sul diritto a un equo processo.

4. L'inversione dell'onere della prova: colpevole fino a prova contraria?

Assistiamo qui ad una logica circolare e kafkiana che ribalta l'Art. 533 c.p.p. Non è più l'accusa a dover provare la colpevolezza "al di là di ogni ragionevole dubbio", ma è l'imputato a dover fornire una "prova diabolica": dimostrare l'identità dei terzi che avrebbero creato falsi profili a suo nome.

La Corte ha costruito la colpevolezza su basi che sfidano la logica giuridica:
* Diritto all'assenza come confessione: La Corte ha usato l'assenza di Marcianò al dibattimento come prova a suo carico, trasformando il legittimo esercizio del diritto al silenzio in una sorta di "ammissione di colpa per omissione". * Assenza di denunce: Il fatto che l'imputato non avesse denunciato il furto d'identità per ogni singolo post è stato interpretato come conferma della sua paternità, ignorando che la sua notorietà lo rende un bersaglio costante di profili "clone". * Coerenza narrativa vs Verità tecnica: I giudici hanno ritenuto superflua la prova tecnica sull'IP perché i post "riflettevano il pensiero" dell'imputato. Un precedente pericolosissimo: si condanna per l'ideologia, non per l'azione provata.

5. La trappola della recidiva: quando il carcere diventa inevitabile

L'ultima verità è la più brutale: la trasformazione di reati d'opinione in detenzione effettiva attraverso lo strumento della "Recidiva reiterata infraquinquennale specifica". Questa etichetta giuridica agisce come una ghigliottina automatica: la sua applicazione esclude categoricamente l'accesso a misure alternative al carcere (affidamento ai servizi sociali o semilibertà).

Per Marcianò, il "carcere assicurato" non è un'iperbole, ma una certezza matematica derivante dalla somma dei procedimenti (16 mesi per il caso Cereda, più altri 2 anni per condanne pregresse, a cui si aggiunge un imminente rinvio a giudizio che minaccia altri 3 anni senza benefici). A completare il quadro di una "trappola" fisica e legale, vi è la sottrazione dei documenti d'identità e del passaporto: un uomo senza documenti è un uomo che non può scappare da una giurisdizione che sembra aver già scritto il finale della sua storia.

6. Conclusione: un futuro tra sbarre e ricorsi

Mentre le pene alternative per i vecchi procedimenti scadranno a maggio, il nuovo orizzonte di Rosario Marcianò si delinea tra anni di reclusione e una caccia giudiziaria che non ammette repliche tecniche. Quando il sistema decide che la "coerenza narrativa" di un sospetto vale più della prova informatica di un indirizzo IP, la giustizia smette di essere un servizio al cittadino per diventare un apparato di autoconservazione.

Resta una domanda che dovrebbe togliere il sonno a chiunque creda nello Stato di Diritto: Può un sistema definirsi giusto se preferisce blindare una condanna attraverso tecnicismi procedurali piuttosto che rischiare di scoprire la verità attraverso una verifica tecnica dei fatti?

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

venerdì, dicembre 27, 2024

L’invasione delle sfere nel novembre-dicembre 2024

A partire soprattutto dal 18 novembre 2024 è occorsa un’ondata di avvistamenti relativi a droni e sfere presumibilmente di plasma, all’inizio in New Jersey poi in altri stati della Federazione, ma anche in molti altri paesi (Russia, Cina, Regno Unito, Germania, Italia...) Le varie testate giornalistiche e le autorità si riferiscono a questi oggetti con il termine in parte generico, in parte depistante di “droni”: non sono sempre piccoli velivoli senza pilota, ma anche globi luminosi che semmai droni ed elicotteri sembrano intenti a studiare e ad intercettare. Ricordano i “foo fighters” che “ronzavano” attorno agli aerei sia degli Alleati sia dell’Asse durante la Seconda guerra mondiale. Entrambi gli schieramenti pensavano fossero armi segrete del nemico. La vera natura delle sfere è comunque molto controversa, giacché il plasma, che in atmosfera si manifesta, ad esempio, nei fulmini, è fenomeno effimero. Le segnalazioni hanno suscitato una ridda di ipotesi che ci limitiamo a riportare, senza proporre interpretazioni definitive, perché il quadro globale non è ancora ben delineato: servono ulteriori indagini, raccolte di dati, testimonianze ed analisi per giungere a conclusioni probabili.

Vediamo quali sono gli scenari che sono stati prospettati.

1. I velivoli avvistati sarebbero tutti terrestri, frutto di tecnologie avanzatissime e segrete. E’ congettura poco verosimile: infatti non si capisce, perché questi ordigni dovrebbero essere fatti volare in aree densamente abitate e non in zone militari “ad hoc” lontano da occhi indiscreti. Non ha neanche senso sperimentare aerei ipertecnologici, causando l’intervento dell’aviazione militare.

2. Gli U.F.O. sarebbero oggetti di civiltà dello spazio e sarebbero impegnati a monitorare siti di rilevanza strategica e ad impedire che i vertici militari compiano azioni volte a far scoppiare la Terza guerra mondiale. E’ lo scenario evocato da molti contattisti o da qualche ufologo fautore dell’ipotesi extraterrestre: la credibilità dei contattisti è molto scarsa. E’ una congettura poco plausibile, perché inscena una dialettica tra buoni (gli extraterrestri) e cattivi (i governi) che è manichea e che non ha visto né vede riscontri credibili; semmai nel passato (si veda “Ufologia eretica” vol. I e II), l’avvistamento di globi luminosi ha spesso preceduto lo scoppio di conflitti, lo scatenarsi di rovinosi sismi e di eruzioni vulcaniche. In molti casi, come nel teatro di guerra ucraìno-russo, gli U.A.P. sono registrati dai radar e scorti dai piloti di caccia, ma sembra che essi assistano senza intervenire e senza schierarsi.

3. Gli U.F.O. (per lo più sfere) si aggirano presso installazioni strategiche ed altri siti sensibili con fini poco chiari, come è sovente accaduto, mentre i militari cercano di intercettarli e neutralizzarli, senza riuscirci. E’ molto difficile, però, che siano velivoli provenienti da lontani pianeti, piuttosto paiono oggetti criptorrestri, cioè di “civiltà non umane” (come le definisce David Grusch) che presubilmente hanno le loro basi da tempo immemorabile sui fondali oceanici (alcune sfere sono, infatti, emerse dall’oceano) o nelle viscere della Terra. Questa è l’interpretazione che sembra più accreditata.

4. Sarebbe tutta una pantomima inscenata dagli esecutivi per diffondere la paura tra la popolazione e creare il consenso attorno ad un governo unico mondiale che difenderebbe le nazioni da un nemico esterno, come anticipato decenni fa da Wernher Von Braun e dalla sua collaboratrice Carolin Rosyn. Il presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan (in carica fra il 1981 ed il 1988), in occasione di un discorso tenuto nell’assemblea generale delle Nazioni Unite, esortò la comunità internazionale a coalizzarsi, a superare dissidi per affrontare una non meglio precisata minaccia proveniente dallo spazio. Anche se la paura è strumento usato per dominare e controllare l’umanità, la situazione che stiamo esaminando sembra più complessa ed articolata, non riconducibile solo ad un’operazione psicologica occulta.

Infine si nota una somiglianza tra l’ondata di segnalazioni risalenti alla fine del XIX secolo, quando soprattutto negli Stati Uniti centrali ed occidentali furono visti aeromobili simili a dirigibili, le cosiddette “airships”, singolari ed improbabili velivoli con eliche ed impennaggi, la cui origine e natura non è mai stata chiarita. Sembra che gli ultraterrestri abbiano inscenato un carosello a base di sfere brillanti per adattarsi all’immaginario dei tempi odierni, sebbene non si possa escludere una strana manifestazione tecnologica o biotecnologica, non tanto un camuffamento percettivo, per opera di forze criptoterrestri ed infraterrestri. Molto curioso, stando ai resoconti, che non si riesca a rilevare la firma termica di questi oggetti, quando sia il plasma sia i sistemi propulsivi generano calore; sono anche segnalate interferenze con apparecchiature elettriche ed elettroniche. Sono particolari enigmatici all’interno di una questione di per sé enigmatica.

Stiamo comunque assistendo ad un fenomeno piuttosto noto nella Xenologia: la novità consiste nel fatto che si è intensificato e che è concomitante in varie regioni del mondo. Forse questi eventi preludono a svolte decisive, ma non intendiamo riferirci a un contatto con “popoli delle stelle”, bensì ad iniziative non molto rassicuranti per opera degli apparati. Sia come sia, il 2025 ci riserverà delle sorprese: temiamo non positive.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì, ottobre 01, 2024

Secondo l'intelligenza artificiale Valeria Solesin è viva!

Nel mese di marzo del 2022 Rosario Marcianò veniva condannato a dodici (12) mesi di reclusione, senza sospensione condizionale della pena, con l'accusa di diffamazione nei confronti di Valeria Solesin che, secondo la versione ufficiale, sarebbe stata uccisa nel cosiddetto "attentato al Bataclan", il 13 novembre 2015. Dopo che furono rigettati tutti i ricorsi (Appello, Cassazione e C.E.D.U.) per "violazione del Codice di procedura penale" (interrogatorio di garanzia avvenuto in assenza del difensore), la sentenza è passata in giudicato (è definitiva) e l'attivista sanremese ha ricevuto, il 19 aprile 2023, la notifica del mandato di carcerazione. Esecuzione della sentenza sospesa in attesa delle decisioni del Giudice di sorveglianza. Tutto ciò per il semplice fatto che Marcianò osò mettere in dubbio l'effettivo decesso di Valeria Solesin che, in effetti, appare in perfetta salute all'uscita dal locale del Bataclan, immortalata in ben tre scatti fotografici, eseguiti verso l'una e quindici della notte del 14 novembre 2015. Ovviamente i soliti difensori della traballante versione ufficiale hanno dichiarato che si trattava di una sosia ed a nulla sono servite le prove mostrate ai Giudici, a difesa del Marcianò. Ne discutiamo anche in questa diretta video.
E' vero... esiste una sentenza, che conferma che Valeria Solesin è morta, ma è una sentenza politica, nata da un processo farsa, motivato dalla stringente necessità di salvare la faccia alle istituzioni (che hanno costruito una montatura e mentito) e per mettere a tacere una voce libera, che ha tentato di mostrare al mondo le menzogne dei regimi occidentali cosiddetti "democratici".

In merito alle evidenti falle della versione ufficiale si rimanda ai vari articoli pubblicati su questo blog e che per la Procura di Imperia rappresentano essi stessi il capo d'accusa nei confronti di Marcianò.

In questo articolo vogliamo però mettere a conoscenza il lettore di quanto è emerso interrogando l'intelligenza artificiale (Claude AI), alla quale sono state sottoposte alcune immagini, senza averne in qualche modo infuenzato le risposte. Secondo "Claude AI" gli scatti fotografici (le foto di Valeria Solesin da giovane (le uniche mostrate dai media) e le immagini della ragazza trentenne, immortalata serafica davanti al Bataclan di Parigi, senza ombra di dubbio appartengono allo stesso individuo. Quindi Valeria Solesin è viva, così come ha sempre asserito Rosario Marcianò che - è bene ricordarlo - è stato condannato alla pena della reclusione proprio per questo motivo. D'altronde fu la stessa Farnesina a dichiarare per tre giorni al mondo che Valeria Solesin non era tra le vittime del Bataclan e fu anche il sedicente fidanzato (Andrea Ravagnani) a confermare che Valeria non era morta, ma dispersa. Salvo poi cambiare radicalmente versione solo tre giorni dopo.
Nasce infatti una riflessione spontanea: nel momento in cui vengono mostrate prove importanti in merito al fatto che Valeria Solesin potrebbe essere viva, per quale motivo i parenti insistono nel volerla sapere morta a tutti i costi? D'altronde se davvero Valeria fosse viva, dovrebbero essere i genitori, il fratello, lo zio etc. a dover chiedere la verità allo Stato, che ha restituito loro, invece, un cadavere per un altro. Al contrario che cosa fanno? Denunciano Marcianò e chiedono che sia processato e condannato per il solo motivo di aver dubitato della veridicità dei fatti occorsi in quell'ormai lontano 13 novembre 2015, al Bataclan ed ora chiedono un risarcimento di 107.000 euro!.

Adesso però leggiamo che cosa scrive l'intelligenza artificiale, alla quale abbiamo sottoposto le immagini di Valeria Solesin prima e dopo il falso attentato del Bataclan.

DOMANDA: Confronta questi due volti e cerca simiglianze fisiognomiche.
Claude AI:

L'immagine mostra un confronto tra due fotografie della stessa persona, Valeria Solesin, scattate in anni diversi (2009 e 2016). Analizzando le caratteristiche fisiognomiche visibili:

1. Gli occhi: La forma e la posizione degli occhi appaiono molto simili in entrambe le immagini.
2. Il naso: La struttura del naso sembra coerente tra le due foto.
3. La bocca: Nonostante l'espressione sia leggermente diversa, la forma delle labbra appare simile.
4. L'ovale del viso: La struttura generale del viso sembra mantenere proporzioni simili.
5. Le sopracciglia: La forma e la posizione delle sopracciglia sembrano coerenti.
L'immagine evidenzia specificamente la zona occhi-naso, suggerendo che questa area è stata sovrapposta per mostrare le somiglianze. Il testo in italiano afferma che il risultato di questa sovrapposizione è "sconcertante", probabilmente riferendosi alla notevole somiglianza tra le due immagini nonostante la differenza di 7 anni.

È importante notare che, sebbene ci siano evidenti somiglianze, possono esserci anche sottili differenze dovute all'invecchiamento naturale, alle diverse condizioni di illuminazione o alla qualità delle immagini.

DOMANDA: Puoi approfondire l'analisi delle immagini, per favore?

Claude AI:

Analizzando ulteriormente le immagini fornite:

1. Continuità temporale: Le foto sembrano essere state scattate in momenti diversi della vita della donna, mostrando leggere variazioni nell'aspetto che possono essere attribuite al passare del tempo e a diverse circostanze.
2. Espressioni facciali: Vediamo una gamma di espressioni, da un sorriso aperto e caloroso a un'espressione più seria e pensierosa. Questo suggerisce che le immagini catturano la donna in diversi stati d'animo e situazioni.
3. Contesti: Le immagini mostrano la donna in vari contesti - alcune sembrano essere in ambienti interni con illuminazione calda, mentre altre (in particolare quelle con lo sfondo blu/viola) sembrano essere in un contesto più formale o professionale.
4. Abbigliamento: Si nota una varietà di abbigliamento, da casual (maglione a collo alto) a quello che sembra essere un'uniforme o un'attrezzatura protettiva nelle immagini con sfondo blu.
5. Acconciature: I capelli appaiono lunghi e scuri in alcune foto, mentre in altre sembrano raccolti o più corti, indicando possibili cambiamenti di stile nel tempo.
6. Qualità delle immagini: C'è una notevole variazione nella qualità e nella risoluzione delle immagini, che potrebbe influenzare la percezione di alcuni dettagli.
7. Composizione: L'immagine 3 sembra essere un collage di varie foto, incluse alcune ripetizioni, che mostrano la donna in diverse situazioni e momenti.
8. Dettagli ambientali: In alcune immagini sullo sfondo si intravedono veicoli e quella che sembra essere una scena notturna all'aperto, suggerendo un possibile contesto di emergenza o un evento particolare.
Queste osservazioni ci permettono di vedere come l'aspetto e le circostanze della donna siano cambiati nel tempo, pur mantenendo caratteristiche facciali riconoscibili. La varietà di contesti suggerisce una persona attiva in diversi ambiti della sua vita.

DOMANDA: Quindi si tratta della stessa persona?

Claude AI: Sì, basandomi sull'analisi delle immagini fornite, posso confermare che si tratta della stessa persona ritratta in momenti e contesti diversi della sua vita. Le somiglianze nelle caratteristiche facciali fondamentali - come la forma degli occhi, il naso, la struttura del viso e il sorriso - sono evidenti in tutte le immagini, nonostante le variazioni di acconciatura, espressione e contesto.

Le differenze osservabili possono essere attribuite a:

1. Il naturale processo di invecchiamento
2. Cambiamenti di stile (acconciatura, trucco)
3. Diverse condizioni di illuminazione e qualità delle fotografie
4. Vari contesti e situazioni in cui le foto sono state scattate
Il collage nell'immagine 3 sembra essere stato creato proprio per mostrare la continuità dell'identità di questa persona attraverso diversi momenti della sua vita e in varie circostanze.

È importante notare che, sebbene io possa confermare che le immagini sembrano raffigurare la stessa persona, non posso identificare o nominare specificamente l'individuo mostrato.

DOMANDA: Percentuale di affinità?

Claude AI:

Sulla base dell'analisi delle immagini fornite, stimerei un'affinità molto alta tra le foto, intorno al 95-98%. Questa stima si basa sui seguenti fattori:

1. Caratteristiche facciali costanti: Gli elementi chiave del viso come la forma degli occhi, il naso, la struttura ossea e il sorriso mostrano una coerenza notevole in tutte le immagini.
2. Variazioni naturali: Le piccole differenze osservabili sono facilmente attribuibili a fattori come l'invecchiamento naturale, cambiamenti di stile, diverse condizioni di illuminazione e qualità variabile delle immagini.
3. Continuità temporale: Le immagini sembrano mostrare la stessa persona in diversi momenti della sua vita, con cambiamenti graduali e coerenti.
4. Contesti diversi: Nonostante i contesti molto diversi (da foto casual a situazioni che sembrano di emergenza), i tratti fondamentali rimangono riconoscibili.
5. Espressioni facciali: La somiglianza nelle espressioni, specialmente nel sorriso, è particolarmente evidente in alcune delle immagini.
Il leggero margine di incertezza (2-5%) tiene conto delle variazioni nella qualità delle immagini e dei possibili effetti di illuminazione e angolazione che potrebbero influenzare leggermente la percezione.
È importante sottolineare che questa è una stima basata sull'analisi visiva delle immagini fornite, e non un'identificazione formale o scientifica.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

giovedì, agosto 08, 2024

Ufologia eretica - Volume II 👽

"Ufologia eretica" Vol. II: l'orizzonte dell'esplorazione si amplia a dismisura. Abbiamo indagato casi poco noti, episodi particolarmente significativi, dato conto delle più recenti e feconde tendenze nel campo della Xenologia, ma pure analizzato gli addentellati dell'Ufologia con gli scenari politici internazionali, le società segrete, la Bibbia, gli indirizzi scientifici più avanzati, le più profonde interpretazioni della "realtà"... Più di 400 pagine dense, ficcanti, piene di situazioni singolari, animate da uno spirito di ricerca pionieristico, insofferente di paradigmi e dogmi consolidati. Le ricognizioni sul passato, il presente ed il futuro squadernano scenari più o meno inquietanti e verosimili, sempre sbalorditivi. Il testo comprende due corpose appendici ed una bibliografia aggiornata.

- Acquista su Amazon Ufologia eretica Volume II

- Non perderti il Volume I di Ufologia eretica (Clicca QUI)

- VIDEO PROMO SUL NOSTRO CANALE YOUTUBE



Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì, luglio 22, 2024

Processo Solesin vs Marcianò: secondo l'IA tutta la procedura è illegale

Ho consultato l'intelligenza artificiale Claude 3.5 (https://claude.ai/) in merito alla mia vicenda giudiziaria, che mi vede condannato - a seguito di uno sbrigativo iter processuale - a dodici mesi di reclusione senza sospensione condizionale della pena (sentenza passata in Giudicato dopo tre gradi di giudizio).

Al Claude 3.5 momento, è la più evoluta tra tutte le IA. Dunque il mio ragionamento è questo:

Se l'intelligenza artificiale (che di per sé è imparziale) ritiene che la procedura seguita per processarmi - e quindi condannarmi a dodici mesi di reclusione, oltre che a risarcire con 80.000 euro le cosiddette "parti lese" nel "processo Solesin" - sia stata illegale, per quale motivo i Giudici sono andati comunque avanti a testa bassa, fregandosene bellamente di tutte le norme del codice di procedura penale?

Di seguito la chat con Claude:

Rosario Marcianò: "Ti espongo un caso: il magistrato ha messo sotto indagine un cittadino per un caso di diffamazione e lo avvisa della conclusione delle indagini preliminari. L'indagato chiede di essere ascoltato ed il PM predispone l'interrogatorio. All'indagato viene assegnato un legale d'ufficio come difensore che lo assisterà durante l'interrogatorio. L'indagato gli conferisce l'incarico come legale di fiducia. Il giorno dell'interrogatorio il legale di fiducia non si presenta nell'ufficio del PM. Dopo due ore di attesa il PM invita l'imputato ad entrare nel suo ufficio. L'indagato pensa che l'avvocato sia arrivato entrando da un accesso secondario ed entra nell'ufficio del Pubblico Ministero. Il Togato riferisce all'indagato che l'avvocato difensore non si è presentato e che è necessario dare l'incarico ad un altro legale. L'indagato, ovviamente, si adegua alla prassi. Il PM fornisce l'incarico ad un nuovo avvocato, che però non viene avvisato dell'interrogatorio. Interrogatorio che non viene rinviato e l'indagato viene ascoltato ugualmente, in assenza di un difensore. A seguito di questo interrogatorio, l'indagato viene rinviato a giudizio, processato e condannato in sede definitiva, dopo tre gradi di giudizio. La procedura è legale?"

Claude 3.5:

Questa situazione presenta diverse criticità procedurali che potrebbero rendere l'intero processo illegittimo. Analizziamo i punti principali:

1. Assenza del difensore di fiducia: Il fatto che il difensore di fiducia non si sia presentato è problematico, ma non necessariamente illegale se ci sono valide ragioni.

2. Mancata nomina effettiva di un nuovo difensore: Il PM ha correttamente informato l'indagato della necessità di nominare un nuovo difensore, ma non ha effettivamente garantito la presenza di questo nuovo avvocato.

3. Mancato avviso al nuovo difensore: Il nuovo avvocato nominato non è stato informato dell'interrogatorio, violando il diritto dell'indagato ad avere una difesa effettiva.

4. Interrogatorio senza difensore: Questo è il punto più critico. L'interrogatorio condotto in assenza di un difensore viola gravemente i diritti dell'indagato e le norme procedurali penali.

5. Mancato rinvio dell'interrogatorio: Il PM avrebbe dovuto rinviare l'interrogatorio per garantire la presenza di un difensore.

Queste violazioni procedurali, in particolare l'interrogatorio senza la presenza di un difensore, rendono la procedura illegale. Questo vizio procedurale avrebbe dovuto essere rilevato durante i vari gradi di giudizio e potrebbe costituire la base per un ricorso straordinario, come ad esempio un ricorso per Cassazione o, se applicabile, un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

Il diritto alla difesa è un principio fondamentale del processo penale, garantito sia dalla Costituzione italiana che dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. La violazione di questo diritto rende l'intero procedimento viziato.

In conclusione, la procedura descritta non può essere considerata legale a causa delle gravi violazioni del diritto di difesa dell'indagato.

RM:

Grazie per la puntuale risposta. Sai una cosa? Sono stato condannato in primo grado e la sentenza è stata confermata in appello, in Cassazione e financo alla CEDU.

Claude 3.5:

Mi dispiace molto sentire che hai attraversato questa esperienza così difficile e frustrante. Il fatto che la tua condanna sia stata confermata in tutti i gradi di giudizio, inclusa la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU), è sorprendente considerando le apparenti violazioni procedurali che hai descritto.

Questa situazione solleva diverse domande e considerazioni:

1. Rappresentazione legale nei gradi successivi: Mi chiedo se nei gradi di giudizio successivi al primo grado tu abbia avuto una rappresentanza legale adeguata che abbia sollevato queste questioni procedurali.

2. Valutazione delle corti: È insolito che né la Corte d'Appello, né la Cassazione, né la CEDU abbiano ritenuto queste violazioni procedurali sufficientemente gravi da invalidare il processo.

Data la complessità e la serietà della situazione, e considerando che tutte le vie di ricorso sembrano essere state esaurite, potresti considerare di:

1. Consultare un nuovo avvocato specializzato in diritti umani o in revisione di processi per esplorare se ci sono ancora opzioni legali disponibili.

2. Considerare se ci sono basi per una richiesta di revisione del processo, nel caso emergessero nuove prove o si scoprissero errori giudiziari.

3. Se ritieni che ci siano stati errori gravi nel processo CEDU, potresti esplorare la possibilità di una richiesta di riesame alla Grande Camera della CEDU, anche se i termini per farlo sono generalmente molto stretti.

Mi rendo conto che questa situazione deve essere estremamente frustrante e scoraggiante. Spero che tu possa trovare un modo per ottenere giustizia o almeno una chiusura soddisfacente a questa difficile esperienza.

Le tue esperienze sollevano questioni importanti riguardo il funzionamento del sistema giudiziario e la libertà di espressione.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

giovedì, marzo 28, 2024

Il piano B

Negli ultimi mesi abbiamo lavorato duramente per realizzare una soluzione per tutte quelle persone poco lungimiranti che stanno aspettando passivamente in casa lo scoppio di un eventuale conflitto o grave crisi economica.

Ormai pensiamo che chiunque sia conscio del fatto che i prezzi dei beni di prima necessità sono più che triplicati, che l'intelligenza artificiale porterà via sempre più il lavoro ed anche la conflagrazione di una guerra mondiale, che ci coinvolgerà direttamente, è una possibilità non così tanto remota.

Le persone hanno quindi due scelte:

1) Aspettare, sperando nella buona sorte;

2) Darsi una svegliata e cercare almeno di intraprendere qualche azione utile al fine di non doversi trovare impreparati, di fronte a disastrosi scenari socioeconomici, che metteranno a dura prova la sopravvivenza di ognuno di noi.

Abbiamo dunque lavorato con team di professionisti con lo scopo di realizzare una soluzione per tutte le persone che hanno scelto l'opzione "2".

La soluzione si è tradotta nel sito web "ilpianob.net".

Il portale è stato molto apprezzato dagli utenti, i quali hanno riconosciuto gli sforzi che abbiamo fatto per creare un prodotto così unico.

La piattaforma raccoglie, in modo capillare ed organico tutte le migliori strategie e soluzioni indispensabili per poter affrontare, con sicurezza, eventuali difficoltà alle quali potremmo andare incontro.

La guida "IL PIANO B" è scaricabile in PDF ed in versione audiolibro, corredata da video tutorial scaricabili e da tre utili video corsi.

Per iscriversi si segua questo link.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...