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mercoledì, febbraio 23, 2022

Covid-19 - Il grande inganno (il libro)

Comunichiamo ai lettori che è disponibile sia in formato cartaceo sia elettronico il saggio “Covid-19 - Il grande inganno. La falsa pandemia, alibi perfetto per il controllo dell’umanità”.

Il testo, che contiene molto materiale inedito e dirompente, è il frutto di alcuni mesi dedicati ad un alacre lavoro di ricerca e documentazione.

La bibliografia sul Covid-19 ed i suoi numerosi addentellati è, ad oggi, sconfinata. Chi non si è improvvisato virologo? Tuttavia nella mole di articoli, saggi, indagini, solo una mezza dozzina è emancipata dalla ripetizione di tesi ufficiali per di più semplificate e distorte, mentre nel campo della cosiddetta “informazione indipendente” si ripetono stereotipi pseudo-scientifici accostati ad idee controcorrente: la mescolanza di elementi eterogenei mina un’interpretazione unificante e plausibile.

Ecco perché con questa fatica abbiamo provato a colmare una lacuna informativa attraverso un approccio multidipliscinare che vede come assi portanti la biologia e la medicina, senza trascurare, però, corollari di natura sociale, economica, politica e simbolica. Non mancano riferimenti alla “guerra climatica”.

Auspichiamo che la lettura di “Covid-19 - Il grande inganno” possa risultare utile per conoscere le linee salienti di questioni solitamente censurate, ma anche per orientarsi in un periodo tanto difficile.

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La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

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Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì, luglio 28, 2021

Il Dottor De Donno si è davvero tolto la vita, impiccandosi? Oppure lo hanno aiutato?

Il 27 luglio 2021 il Dottor Giuseppe De Donno, padre della terapia del Plasma Iperimmune, è stato trovato (si dice) impiccato. Si sarebbe tolto la vita. Il Dottor De Donno stava raccogliendo fondi per creare un centro di cure privato ed indipendente ed aveva deciso di dedicarsi interamente a tale progetto, dimettendosi da altri incarichi. De Donno fu oggetto pure dell'attenzione dei N.A.S., prontamente inviati dal Ministero della Salute (salute si fa per dire...) nonché fu bersaglio di attacchi violenti da parte del "mainstream". Ricordiamo quando Bruno Vespa gli chiuse il collegamento durante un intervento nella sua trasmissione di RAI Uno "Porta a porta". De Donno fu isolato e ricevette minacce. In ogni caso non era depresso e di certo uno pneumologo, ben sapendo come si muore per mancanza d'aria, avrebbe scelto un altro modo per togliersi la vita. La versione oltremodo comoda del "suicidio" del medico, che remava contro la regola infame "Tachipirina e vigile attesa", non sta in piedi ed in effetti, se andiamo indietro con la memoria, di impiccati che toccano con i piedi per terra la storia italiana è piena. Un esempio tra tutti è la strage di testimoni legati all'"incidente" di Ustica, allorquando, il 27 giugno 1980, un DC9 della compagnia Itavia fu abbattuto da un missile aria-aria francese. Verità inconfessabile, che andava a tutti i costi nascosta. E così fu, per anni, sino a quando l'ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, all'epoca dei fatti Ministro degli Interni, vuotò il sacco, poco tempo prima di morire. E' bene ripercorrere la scia di morti sospette per comprendere, ora, che cosa sta succedendo con la falsa pandemia, le inoculazioni coatte e la dittatura sanitaria che ci opprime da quasi due anni.

Rosario Priore, nella sentenza-ordinanza del 1999, dedicò un capo, il quarto, alla questione dei 12 decessi dubbi legati, in alcuni casi direttamente mentre in altri meno, alla vicenda dell’abbattimento del Dc9, avvenuto il 27 giugno 1980. E scriveva l’allora giudice istruttore: “Questo delle morti sospette è un capitolo che […] connota l’inchiesta e la rende sui generis, persino al confronto di altre per similari delitti di strage”.

Proseguiva il magistrato romano: “Si dovrà approfondire − e in tal senso non mancheranno le magistrature competenti per territorio, che già hanno preso in considerazione comportamenti dolosi – [dato che] risulta sufficientemente certo che coloro che sono morti erano a conoscenza di qualcosa che non è stato mai ufficialmente rivelato e da questo peso sono rimasti schiacciati”.

Oltre alla vicenda dei tenenti colonnello Ivo Nutarelli e Mario Naldini, al centro dell’indagine difensiva dell’avvocato Daniele Osnato, ce ne sono altre. Due di queste sono legate alle sorti di Ustica e a quelle del Mig libico ritrovato a Castelsilano, in provincia di Crotone, il 18 luglio 1980. Inoltre sono otto quelle di coloro che avevano avuto un ruolo in questa storia e che non fecero in tempo a raccontare tutto quello che di cui erano venuti a conoscenza.

I morti legati ad Ustica e al Mig libico trovato sulla Sila. Cominciamo con i primi due. Il maresciallo dell’Aeronautica militare Mario Alberto Dettori nel 1980 era controllore di difesa aerea a Poggio Ballone e la sera della sciagura è probabile che abbia visto qualcosa dai radar. Ma morì il 31 marzo 1987, quando venne trovato impiccato ad un albero nel Grossetano, in riva al fiume Ombrone. Dopo la strage trascorse in periodo in Francia e si disse che fosse caduto in depressione, sviluppando manie di persecuzione al culmine delle quali si sarebbe ucciso. Ma, scrisse Priorie, “sui singoli fatti [e] sulla loro concatenazione non si raggiunge il grado della prova”.

Il maresciallo Franco Parisi, invece, morì nella periferia di Lecce nello stesso modo, ma più tardi rispetto a Dettori, il 21 dicembre 1995. Controllore a Otranto, non era in servizio il 27 giugno 1980, ma lo era meno di un mese dopo, nella mattinata del 18 luglio, quando fu ritrovato il Mig libico, quello che si vorrebbe caduto quel giorno, mentre diverse risultanze dicono che precipitò una ventina di giorni prima. Parisi fu sentito da Priore tre mesi prima di morire, nel settembre 1995, ma dalla sua deposizione emersero “palesi contraddizioni”, oltre a “incresciosi episodi con ogni probabilità di minacce nei suoi confronti”. Avrebbe dovuto essere risentito nel gennaio 1996, ma non arrivò vivo a quell’appuntamento.

Oltre ai 2 morti di Ramstein, altre 8 vittime. Gli altri decessi riuniti nel capo dedicato alle “morti sospette” rientrano tra i “casi risultati non collegati alla vicenda di Ustica”. È il capitolo che contiene anche i nomi di Nutarelli e Naldini, i due ufficiali deceduti a Ramstein sulla cui fine si chiede oggi di indagare.

Coloro che poi completano l’elenco stilato dal giudice Priore sono il colonnello Pierangelo Tedoldi (morto il 3 agosto 1980 in un incidente stradale sull’Aurelia), il capitano Maurizio Gari (infarto, 8 maggio 1981), il sindaco di Grosseto nel 1980 Giovanni Battista Finetti (23 gennaio 1983, incidente a Istia d’Ombrone), il maresciallo Ugo Zammarelli (12 agosto 1988, incidente stradale a Lamezia Terme), il suo parigrado Antonio Muzio (1 febbraio 1991, vittima di omicidio a Vibo Valentia), il tenente colonnello Sandro Marcucci (2 febbraio 1992, incidente aereo mentre era in servizio antincendio), il maresciallo Antonio Pagliara (decedette lo stesso giorno di Marcucci in un incidente stradale a Lecce), il generale Roberto Boemio (12 gennaio 1983, omicidio a Bruxelles) e il maggiore medico Gian Paolo Totaro (2 novembre 1994, "suicidio" per impiccagione).

Tutti i militari appartenevano all’Aeronautica e gravitavano intorno a missioni di volo o a centri radaristici, soprattutto quello del Grossetano, zona che ha avuto un ruolo particolare nell’inchiesta per via della quantità di persone che qui si concentravano e che non avrebbero detto tutto agli inquirenti. Sulle circostanze di queste morti e in merito all’inchiesta su Ustica, allo stato attuale delle conoscenze, ci sarebbero solo coincidenze.

Tuttavia scrisse ancora Priore: “Questa inchiesta, […] caratterizzata per la massa di inquinamenti, così si distingue per il numero delle morti violente attribuite per più versi a un qualche legame con essa […]. Di fronte a una tale situazione […] non si sarebbero dovute determinare necessità estreme di soppressioni, se non nei casi eccezionali di testi diretti, tecnici, in possesso di larga parte dei fatti. Di testi cioè fonti, non smentibili o da mostrare come usciti di senno”.

AGGIORNAMENTO - Esattamente tre mesi prima (era il 27 aprile) era stata diffusa una notizia falsa, inerente al suicidio di De Donno. La notizia fu ovviamente smentita, ma si è rivelata una sorta di sentenza. Un avvertimento. Giuseppe De Donno aveva infranto i protocolli del Ministero della Salute, per cui doveva togliersi di mezzo, con le buone o con le cattive.

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Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato, febbraio 06, 2021

Chemtrails over Europe

L'enorme massa di umidità sotto forma di nubi, proveniente dall'Atlantico è in queste ore bloccata da una massiccia operazione di geoingegneria clandestina. Il notevole calo clienti di voli commerciali, ormai da anni artefici della manipolazione climatica, ha indotto le compagnie civili a subaffittare i propri velivoli a contractors, i quali adoperano gli aeromobili per coprire le aree in cui si deve intervenire per inibire le precipitazioni e per creare un medium atmosferico idoneo alla propagazione dei segnali radio sia in campo militare sia in ambito civile (vedi frequenze in banda Ka e 5G).

Non stupisce l'incremento di patologie respiratorie gravi (bronchiolite costrittiva acuta, coagulazione vascolare disseminata...) addebitate ad un fantomatico virus del raffreddore: il Coronavirus. La fake-pandemia è dunque l'ideale foglia di fico per coprire le reali cause dei decessi per insufficienza respiratoria, occorse, non a caso, in quelle zone ove sono maggiormente concentrate le nanopolveri di ricaduta, il 5G e le vaccinazioni antiinfluenzali che hanno creato interferenza virale.

Parliamo di Brescia, Bergamo, Lodi e gran parte della Lombardia. Se a questo aggiungiamo il minore irraggiamento solare, con inevitabile deficit di vitamina D, il quadro si completa ed appare tutto chiaro. Ovviamente le autorità non hanno interesse a tutelare la salute dei cittadini. E' piuttosto il contrario e ne abbiamo la dimostrazione nel costatare come le operazioni di aerosol siano costantemente negate, benché di fronte agli occhi di tutti e ben confermate da brevetti, accordi e trattati internazionali, programmi di geoingegneria, guarda caso finanziati, tra gli altri, dal "filantropo" Bill Gates, il fautore delle vaccinazioni di massa. Che incredibile coincidenza...

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Range finder: come si sono svolti i fatti

domenica, gennaio 10, 2021

Il lockdown secondo il Prof. Eugenio Capozzi

Il Prof. Eugenio Capozzi, professore di Storia Contemporanea dell’Università degli studi di Napoli Federico II si esprime sulla situazione attuale: “Il lockdown generale è già stato deciso da tempo. Tutte le oscillazioni di queste settimane sono soltanto gioco del poliziotto buono e cattivo, tattica per imporre la decisione gradualmente, testando volta a volta le reazioni. Il progetto è chiaro e non ha niente a che vedere con la situazione sanitaria, che è sotto controllo (salvo le solite inefficienze di certe regioni) e che vede una pressione sugli ospedali inferiore a quella che si verifica abitualmente ogni anno per le epidemie stagionali di influenza. Morti e terapie intensive sono evidentemente in gran parte anziani ammalati di altro, spesso già ricoverati - i dati emergono su scala locale anche se il governo si guarda bene dal chiarirlo a livello nazionale. Se si volesse affrontare seriamente la protezione delle fasce di cittadini a rischio (chiarissimamente individuabili per via statistica) basterebbe monitorare gli anziani con patologie specifiche attraverso medicina di base e Usca, somministrare loro terapie ormai note ai primi sospetti di virus, fornire servizi per evitare loro il più possibile di uscire di casa, e raccomandare ai loro familiari di adottare con loro il più rigoroso distanziamento.

Ma chiaramente di questo a chi governa non importa nulla. Il progetto già pianificato dalla primavera è un altro, e tutto politico: un esperimento di ri-disciplinamento autoritario delle società funzionale ad un modello economico ben preciso.

È un progetto non solo italiano ma europeo, che parte dall'asse franco-tedesco e da Bruxelles, e di cui il governo italiano è solo uno tra gli esecutori. Non bisogna essere complottisti per individuarlo: esso è già palese nella torsione paternalista, eticizzante delle istituzioni Ue di cui Ursula von der Leyen è la garante.

L'obiettivo di queste classi politiche è enfatizzare a dismisura il virus per distruggere quel che resta della piccola e media impresa, del terziario autonomo, degli spazi di formazione, socialità e cultura "fisici", e sostituirli con consumi, intrattenimento, didattica, socialità integralmente digitalizzati, completamente inglobati dalle grandi corporations hi tech globali.

La narrazione terroristica del Covid e i lockdown sono lo strumento per rimpiazzare del tutto la socializzazione con i social, le comunità di scuola e università con la didattica su piattaforma, l'amore e il sesso con il dating virtuale, i ristoranti e i bar con il food delivery, i cinema e i teatri con Netflix, lo shopping con Amazon, i concerti con le dirette a distanza, lo sport con il "workout" casalingo gestito da app, il lavoro con sussidi statali di semi-indigenza, il culto religioso comunitario con una spiritualità solitaria senza nessun rilievo sociale.

E, soprattutto, per eliminare ogni forma di associazione culturale, circolo, movimento civico e politico libero, non controllabile, trasformando la società civile in una pluralità di individui isolati che si limitano ad essere followers dei leader politici, in un quotidiano reality show, "profilati" e sottoposti al continuo martellamento delle news unanimi di regime selezionate per loro dai social media depurandole di quelle che loro chiamano fake news, cioè di ogni fonte che non sia approvata dal complesso politico-mediatico mainstream.

L'accelerazione di questa trasformazione permetterebbe, per le élites europee, la saldatura tra il mega-tecno-capitalismo d'oltreoceano, lo statalismo burocratico Ue a economia sussidiata e il modello di mercato autoritario cinese.

L'unico ostacolo che può ancora frapporsi tra il progetto e la sua attuazione è la reazione, la resistenza, la mobilitazione delle società civili europee, dei ceti e delle fasce sociali che si è deciso di sacrificare. Dalla loro capacità di ribellione, dalla loro capacità di coordinarsi, dando vita a un blocco sociale e politico coerente in sostituzione di una rappresentanza politica ormai inesistente, dipende se l'esperimento tecno-autoritario riuscirà o sarà dichiarato fallito o quanto meno dilazionato.

Eugenio Capozzi
Professore Storia Contemporanea
Università degli Studi Napoli.

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sabato, gennaio 02, 2021

La farsa delle vaccinazioni in diretta TV

La falsa pandemia è costruita, è ormai arcinoto, sopra un castello di menzogne, a partire da un virus mai isolato, test inaffidabili e sulla base di cifre di decessi gonfiate, nelle quali un morto per incidente stradale o per infarto, ictus, leucemia, cancro, etc., viene catalogato come "paziente deceduto per Covid". Nessun magistrato che si sia permesso di scoperchiare il vaso di Pandora, per svelare il crimine peggiore della storia dell'umanità. Così il piano va avanti senza intoppi. La terza guerra mondiale è qui ed è una guerra contro i popoli. E se ancora non fosse chiaro a tutti, si contano ormai a decine le vaccinazioni pubbliche simulate, il che significa che, tra coloro che sanno, è evidente che non si tratta di "vaccini", ma di sieri mortali e nessuno oserebbe mai iniettarsi in corpo un veleno. Però devono convincere le persone a farlo ed il motivo è ormai palese: i cosiddetti vaccini hanno un unico scopo: sfoltire la popolazione, a cominciare dagli anziani e dai malati cronici che, a giudizio delle élites, sono una zavorra inutile per la società e devono sparire. Un vaccino biotecnologico è quindi lo strumento ideale per realizzare questo criminoso progetto di sterminio. Così, come nel peggiore dei film distopici di fantascienza siamo al cospetto di un colossale inganno, perpetrato ai danni dei cittadini, annichiliti dalla paura di morire, riprogrammati dai media di regime e che sognano un salvifico vaccino che non esiste e che, ingenuamente, si affideranno fiduciosi alle mani dei carnefici, nell'illusione di salvarsi da un nemico (il virus) che non esiste.

Vi mostro un'eclatante ripresa video, nella quale la dottoressa (si suppone lo sia, ma non è detto) sottopone a vaccinazione un'entusiasta paziente: Kamala Harris, la vice di Biden. Questa esclama: "Oh... è così facile?". La dottoressa ritrae la siringa e con gesto maldestro la fa scivolare verso il bracciolo della sedia, per raddrizzare l'ago che era ripiegato su se stesso. Una siringa pieghevole! Quindi, in questi giorni abbiamo visto siringhe con ago retrattile, siringhe senza ago, siringhe con il cappuccio ancora in sede e così via. Lo volete capire che vi stanno gabbando?



NOTA: qualcuno osserva che l'ago c'è e che esistono siringhe con il cappuccio ripiegabile. Esistono però anche le siringhe con ago retrattile. Costano 99 dollari l'una e sono impiegate in questi frangenti.

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