Visualizzazione post con etichetta Effetto serra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Effetto serra. Mostra tutti i post

sabato, maggio 21, 2011

Il progetto Edward Teller ed il coinvolgimento delle compagnie civili nell'operazione "copertura"

Guardate questi aerei... è del tutto normale che essi non rilascino alcuna traccia visibile al loro passaggio... nessuna scia di condensazione. Questi sono filmati di soli pochi anni or sono.

Le contrails sono un fenomeno molto raro, in quanto, affinché esse si possano formare, si deve verificare un mix di parametri fisico-atmosferici idonei e cioé:

Il velivolo deve sorvolare ad un'altitudine superiore agli 8.000 metri
Vi deve essere una temperatura inferiore ai 40 gradi centigradi sotto zero
Deve sussistere un'umidità relativa vicina o superiore al 70%

Questi parametri, è bene evidenziarlo, devono coincidere.

E' acclarato che ad elevate quote l'umidità relativa è sempre molto bassa e spesso prossima allo zero per cento. Ciò chiarisce che le scie di condensazione, comumente non si formano, alle nostre latitudini. Ma che cosa è cambiato da alcuni anni a questa parte? Per quale motivo, ora, quasi tutti gli aeroplani, civili e militari, rilasciano scie di tipo persistente e non persistente? Esse sembrano essere il frutto del fenomeno della condensazione e per tali le spacciano, ma sono invece il prodotto di aerosol chimico-biologico deliberato.

Assodato che la fisica dell'atmosfera non è cambiata, a cosa dobbiamo imputare questo nuovo ed inquietante fenomeno? Per quale motivo i nostri cieli, oggi, sono spesso velati, bianchicci, striati, privi di formazioni nuvolose naturali? Dov'è finito il nostro cielo blu? E dove sono finite le nubi da bel tempo delle giornate di alta pressione? Curioso è notare come cieli non deturpati si possano ora ammirare solo in Siria ed in Libia...

La conclusione è una sola: quelle che vedete non sono scie di condensazione, così come istituzioni, media di regime e disinformazione istituzionalizzata vogliono farvi credere, ma sono il risultato di scellerate operazioni di aerosol clandestine. Operazioni nelle quali sono coinvolte sia le compagnie di volo commerciali sia aeronautica militare.



Per quanto riguarda i voli civili ciò è dovuto all'aggiunta di speciali additivi nei carburanti, come, ad esempio, lo STADIS 450. Ribadiamo che se fossero in uso i carburanti di solo una quindicina di anni fa, nessun aereo rilascerebbe scie di alcun tipo ed i nostri cieli sarebbero ancora quelli di un tempo.

Questo programma di geoingegneria prevedede la diffusione di nanoparticolato di metalli elettroconduttivi e di polimeri e rientra in un progetto globale nascosto da segreto militare e per il quale cooperano governi ed istituzioni, mentre a pagare, sia in termini economici, sia in termini di salute umana, siamo noi cittadini, trattati alla stregua di cavie da laboratorio.

Vi piace vivere e morire come topi? Chi vuole un futuro, esca dal sonno e chieda verità e giustizia. E' giunta l'ora di chiedere il conto ai nostri aguzzini.



Attacco all'informazione CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì, novembre 25, 2009

Ecco la spy story informatica che ha messo in imbarazzo i catastrofisti climatici


Pubblichiamo un articolo sull'ormai nota vicenda circa i messaggi di posta elettronica che vari climatologi si sono scambiati. Questi messaggi sono stati scoperti da un hacker che è riuscito ad introdursi nel sistema informatico dell'Università dell'East Anglia. La notizia è dirompente, poiché dimostra in modo inoppugnabile che l'effetto serra dovuto al biossido di carbonio è una gigantesca frottola. Nondimeno la dicotomia tra "scettici" e "catastrofisti" è ambigua e forviante: infatti, se è vero che il CO2 non è all'origine del riscaldamento globale, è altrettando indubbio che gli sconvolgimenti climatici e meteorologici sono reali, ma causati da chemtrails ed onde elettromagnetiche.

Anche l'accresciuta attività solare incide ed essa interagisce rovinosamente con le operazioni militari che hanno danneggiato la magnetosfera. Volentieri dunque diamo spazio a tutti quegli articoli che sbugiardano i "climatologi" e "meteorologi" che mentono sull'effetto atmosfera, falsificando i dati, ma non bisogna mai né ignorare né dimenticare quanti e quali danni chemtrails e H.A.A.R.P. stanno provocando al pianeta. Le mezze verità non sono meno perniciose delle bugie (C.T.E.).


Furti, lettere e codici: a qualcuno piace molto caldo

“Sono abituato ad avere a che fare con tutta la faccenda del 1998 e la possibilità che si stia andando verso un periodo più lungo – 10 anni – al di là di quanto ti aspetti dalla Niña. Sarà speculazione, ma se questa possibilità la vedo io, c’è il rischio che la vedano anche altri. Ad ogni modo, penso che taglierò gli ultimi punti dalla curva prima del mio prossimo discorso, in modo che quel trend verso il basso sembri l’effetto della fine della serie, piuttosto che il risultato dei recenti anni freddi”.

Se fosse stato Michael Crichton a scrivere la storia di e-mail rubate all’Università dell’East Anglia (UK, n.d.r.) che in questi giorni preoccupa (e non poco) alcuni dei più influenti climatologi del mondo, in pochi avrebbero trovato il romanzo noioso. Nella notte di venerdì 20 novembre, il Centro di ricerca sul clima (C.R.U.) dell’Università britannica ha subìto un attacco per opera di un pirata informatico (forse agevolato da una talpa interna) che ha pubblicato su un server russo 62 mega byte di e-mail e allegati scambiati dal 1996 ad oggi tra gli scienziati del famoso centro che da tempo collabora con l’I.P.C.C. nella stesura dei rapporti dell’O.N.U. sui cambiamenti climatici (rapporti in cui si sostiene che le emissioni di CO2 prodotte dall’uomo starebbero surriscaldando pericolosamente il nostro pianeta).

Nella mattina di venerdì, diversi blog specializzati (primo tra tutti Air Vent, poi Climate Audit e What’s up with that) riportano la notizia con alcuni stralci di queste e-mail. Subito i cosiddetti “scettici” dell’origine antropica del global warming si affrettano a dire che in quelle mail c’è la pistola fumante del grande raggiro perpetrato dai cosiddetti “catastrofisti”: in effetti la lettura di questa corrispondenza (scaricabile ormai da molti siti sulla Rete, primo tra tutti quello del Wall Street Journal) svela un fitto scambio di informazioni e pareri tra gli studiosi del global warming su come filtrare le informazioni per selezionare che cosa far passare al pubblico e che cosa no. In poche parole, i climatologi si consigliano a vicenda di non pubblicare dati e numeri che contesterebbero la loro teoria.

Fino a venerdì pomeriggio, nessun sito di informazione riprende la notizia, soprattutto in Italia. Solo Climate Monitor, un blog scientifico che si occupa di Climatologia, tratta la faccenda, invitando intanto alla calma. Al momento, infatti, nessuno ha ancora né smentito né confermato la fuga di materiale dal C.R.U. Il Foglio contatta l’Università dell’East Anglia: un portavoce conferma “l’attacco di un pirata informatico”, ma non garantisce che tutto il materiale finito in Rete sia genuino. Nel tardo pomeriggio, la B.B.C. dà la notizia del furto di e-mail senza accennare nello specifico al loro contenuto; poco dopo il Guardian fa lo stesso, ma citando alcuni nomi di scienziati presenti nella corrispondenza elettronica e riportando alcuni brani della stessa. Tra questi, quello che più ha eccitato gli "scettici".

Uno degli scienziati più attivi in questo scambio di e-mail, P. J., scrive a diversi colleghi che ha “appena usato il trucchetto di Mann (noto climatologo, n.d.r.) per nascondere il declino (delle temperature, n.d.r.) in alcune serie a partire dal 1981”.

A questo punto sulla rete è il caos, le parole “trick” (trucchetto) e “hide the decline” (nascondere il declino) sono inequivocabili, dicono in molti. Nella sera di venerdì anche il New York Times racconta l’accaduto. Sabato, in Italia, solo il Foglio ne parla: il mistero è ancora fitto, nessuno degli scienziati coinvolti ha parlato nel merito (alcuni sono intervenuti per dire che il furto di corrispondenza è un reato). Domenica Il Corriere della Sera e La Stampa scrivono dell’accaduto. Lunedì sui giornali italiani non c’è già più traccia della notizia, che invece resta nei giornali internazionali: il Wall Street Journal gli dedica l’intera pagina tre, ieri, e quello stesso articolo è il più letto del giorno sul sito Web. Altre mail vengono pubblicate. E’ ancora P. J. a scrivere:

“Non voglio vedere nessuno di questi studi nel report dell’I.P.C.C. K. ed io li terremo fuori in un modo o nell’altro, anche se dovessimo arrivare a ridefinire che cos’è un peer-review”.

Tecnicamente il “peer review” è un processo con cui viene valutata la qualità di una ricerca, per decidere se pubblicarla su una rivista o finanziarla. Questa viene sottoposta al giudizio di altri scienziati esperti nello stesso campo dell’autore e scelti nella comunità internazionale. Di cosa parlano questi studi per la cui non pubblicazione il professor P. J. sarebbe pronto a ridefinire la procedura di questo processo? I siti che riportano la notizia parlano di studi “non utili alla causa del global warming antopico”. A questo punto, le reazioni non ufficiali sono cominciate ad uscire: gli scienziati coinvolti hanno scritto la loro versione su Real Climate, un blog nato proprio da alcuni di loro. La cosa interessante è che non è arrivata nessuna smentita su quanto scritto nelle mail (a questo punto da considerare tutte genuine?), ma solo precisazioni sul significato di alcuni termini usati in gergo colloquiale e accuse di “ aver decontestualizzato” i contenuti degli scambi epistolari. Resta il fatto che i contenuti sono abbastanza espliciti e misteriosamente quasi nessun quotidiano li ha analizzati.



La linea che sta passando – anche in Italia – è che questo “attacco” sia stato portato da chi vuole far fallire la Conferenza sul clima di Copenaghen. Così, La Stampa domenica intervistava il geologo Bob Ward che sosteneva come “le mail dell’East Anglia, vergognosamente rubate, mostrano solo la frustrazione degli scienziati per i continui attacchi di questi sedicenti scettici che sanno dire solo di no”. In sostanza, in quelle e-mail ci sarebbero solo le lamentele di chi sta salvando il mondo, ma non è capito dai colleghi “negazionisti” e non la prova che questi scienziati falsificassero i dati perché non sapevano come sostenere la loro teoria di fronte alla realtà. Leggiamo questo passaggio da una lettera di K.T. riportato anche dalla Stampa:

“Il fatto è che non possiamo spiegare l’assenza di riscaldamento in questo momento storico”.

Tranne il Telegraph (che sul suo sito pubblica un’interessante antologia delle frasi più contestate) e pochi altri, nessuno sottolinea l’incertezza scientifica che appare evidente nei botta e risposta tra i membri del C.R.U. Si fa notare solo quanto sia sospetto che proprio a pochi giorni da Copenaghen questo materiale sia stato reso pubblico. Il Guardian si lancia addirittura in una excusatio non petita: “Non ci sono tracce di alcuna cospirazione tra climatologi, allora perché la risposta dell’Università dell’East Anglia è stata così patetica?”. In effetti dalla sola lettura delle e-mail è difficile parlare di complotto organizzato, ma si può notare una rete di connivenze, omertà e collusioni votate allo scopo di dimostrare le proprie idee, più che trovare per esse conferme scientifiche. Così almeno la pensa Lord Lawson, Chairman della Global Warming Policy Foundation, che ieri ha chiesto che si apra un’inchiesta sui contenuti “molto gravi” delle mail, “che colpiscono al cuore l’integrità e la credibilità scientifica”. Scrive M.M. in una delle e-mail:

“Sappiamo tutti che in questo dibattito il problema non è affatto ciò che è vero o falso”.

Ognuno può avere gli amici che gli pare, ma certo non può non destare qualche sospetto la vicinanza che emerge dal materiale del C.R.U. tra gli scienziati e certe organizzazioni ambientaliste dall’approccio spesso poco scientifico per quello che riguarda i cambiamenti climatici. Così ci sarebbe la richiesta a Greenpeace di un endorsement alla “causa” (sic) fatta appena prima della ratifica del protocollo di Kyoto e la richiesta fatta dal W.W.F. australiano perché il Centro di ricerca alzi la percentuale di rischio di occorrenza di siccità ed eventi estremi in Australia, così che il W.W.F. possa fare un “big public splash”, un gran bel botto.
Detto questo, come ha scritto in un editoriale il blog Climate Monitor, sono i 3.500 file allegati alle e-mail la parte più interessante della storia.

E’ lì che chi se ne intende potrà verificare se e che cosa sia stato occultato. “Se le e-mail del C.R.U. possono essere aperte ad interpretazioni, il codice commentato dal suo programmatore ci dice come sono andate le cose”, scriveva ieri il blog di Anthony Watts (wattsupwiththat.com), un famoso meteorologo assai attivo nel blogsfera. Il codice in questione è il programma usato per costruire l’insieme delle temperature medie superficiali (il dataset), i cui dati provengono dalle osservazioni sparse per il mondo (sia terrestri sia superficiali) e che in sostanza è fondamentale per capire se fa più caldo o più freddo. Dopo essere stati trattati, ovvero normalizzati in una griglia, corretti in base a molti parametri, i dati vengono mediati su scala spaziale globale e su scala temporale mensile e resi pubblici. Il dataset si chiama “Hadcrut3” ed è una delle fonti più accreditate nello studio dell’andamento delle temperature. Nonostante le tante richieste di molti scienziati, questo codice non era mai stato rilasciato per intero. Un lettore particolarmente attento ha spulciato tra gli allegati, trovandolo accompagnato da un’annotazione molto curiosa:

Il programmatore del codice consiglia di “non inserire nel grafico (dati, ndr) successivi al 1960, perché questi saranno artificialmente aggiustati per sembrare più simili alle vere temperature”.

Si legge ancora sul blog di Anthony Watts: “I dati o raccontano la storia della natura oppure no. I dati che sono stati ‘artificialmente aggiustati per sembrare più simili alle vere temperature’ sono dati falsi, che portano a falsi risultati”. Sarà interessante vedere che cosa succederà nei prossimi giorni e nelle settimane che ci separano dalla Conferenza sui "cambiamenti climatici" (dal 7 al 18 dicembre). Intanto la controffensiva è partita: i mezzi di informazione italiani non ne parlano (ieri è intervenuto il solo Luca Mercalli, meteorologo ospite fisso di “Che tempo che fa”, il programma di Fabio Fazio, che ha troncato la discussione, dicendo che poiché le e-mail sono diventate pubbliche con un furto e quindi illegalmente, non devono essere prese in considerazione) e quelli stranieri puntano ai tempi “sospetti”. Con tempismo invidiabile ieri l’O.N.U. ha fatto sapere che “le concentrazioni di gas serra hanno raggiunto il più alto livello di sempre”, e per questo a Copenaghen gli Stati Uniti proporranno un obiettivo per il taglio del CO2. Quegli stessi Stati Uniti che, ad oggi, sono i veri “killer” della Conferenza sul clima, dopo che Obama ha detto ai Cinesi che in Danimarca non si deciderà un tetto alle emissioni, ma in pratica si rimanderà il tutto al prossimo anno. Resta da capire se tenendo conto delle rivelazioni di questi giorni o no.


Articolo di Piero Vietti

Revisione linguistica a cura del Comitato Tanker Enemy.


Articolo correlato (in lingua inglese)

Qui è disponibile per il download l'archivio delle scomode corrispondenze trafugate.



Attacco all'informazione CLICCA QUI


CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì, dicembre 16, 2008

Oltre 650 scienziati smentiscono la menzogna del riscaldamento globale (art. di Corrado Penna)

Quando un anno fa, parlavo in classe del metodo scientifico e del suo uso distorto, non avevo ancora approfondito la questione del riscaldamento globale, ma di una cosa ero già sicuro: è impossibile attribuire con certezza all'anidride carbonica (il famigerato CO2, biossido di carbonio) la responsabilità di un momentaneo riscaldamento terrestre, perché i fattori implicati sono troppo numerosi ed impossibili da separare.

Possiamo mai compiere un esperimento con due pianeti simili alla terra, uno dei quali soggetto ad aumento di C02 e l'altro no, due pianeti che siano per il resto uguali in quanto a composizione atmosferica, irraggiamento solare, estensione e localizzazione dei ghiacci (che riflettono luce e calore), estensione e localizzazione delle terre emerse e degli oceani, distribuzione di flora e fauna e tutto il resto?

Evidentemente no: è un esperimento impossibile da realizzare: infatti chi formula ipotesi sui cambiamenti climatici sa benissimo che può solo giocare con simulazioni basate su modelli matematici approssimativi, aggiustando alcuni parametri in modo che tali modelli si adattino ai cambiamenti passati e sperando di essere così fortunati da ottenere previsioni che non verranno smentite dai cambiamenti futuri.

Parlare di "teoria scientifica" in riferimento all'ipotesi del riscaldamento globale causato da emissioni di C02, è quindi ridicolo, perché non può essere né provata né smentita con nessun tipo di esperimento. Essa per definizione non può essere altro che pseudo-scienza, una pseudo-scienza utile a nascondere le manipolazioni climatiche e la guerra ambientale.

Il seguente articolo da me tradotto è la prova che il riscaldamento globale è qualcosa di più, ovvero una menzogna bella e buona. Per chi volesse approfondire ulteriormente la questione consiglio la visione di questo documentario.


Dal sito Global Research, December 13, 2008 - link originale - (articolo segnalato da Eshin)

WASHINGTON – Una conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in svolgimento in Polonia sta per ricevere una sorpresa per opera di 650 scienziati di fama i quali irridono ai rapporti apocalittici [che vengono continuamente diffusi] sul riscaldamento globale causato dall’uomo – etichettandoli con termini come “menzogna”, “truffa” ed “asserzioni dogmatiche”.

Al più tardi entro oggi [13 dicembre 2008, N.d.T.], le loro voci saranno ascoltate in un rapporto di minoranza al Senato degli Stati Uniti che cita tali scienziati, molti dei quali sono membri attuali od ex membri dell’Osservatorio Intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite [IPCC, Intergovernmental Panel on Climate Change].

Solo nell’ultimo anno, sono stati circa 250 gli scienziati citati in tale rapporto che si sono uniti al dissenso degli altri colleghi.

In realtà il numero totale di tali scienziati rappresentati nel rapporto è dodici volte maggiore del numero degli scienziati delle Nazioni Unite che hanno stilato il rapporto ufficiale dell’IPCC del 2007.

Ecco qui alcuni estratti dal rapporto:

"Sono scettico ... il riscaldamento globale è diventato una nuova religione." – Ivar Giaever, vincitore del premio Nobel per la Fisica.

"Dal momento che non sono più affiliato a nessuna organizzazione né sto ricevendo nessun finanziamento, posso parlare alquanto francamente [...] Come scienziato rimango scettico [sul riscaldamento globale provocato dall’uomo con l’emissione di CO2]." – Dottoressa Joanne Simpson, Scienziata dell’Atmosfera, la prima donna al mondo a vincere un dottorato di ricerca in meteorologia ed ex impiegata della N.A.S.A., che ha firmato più di 190 studi ed è stata considerata "uno degli scienziati più eminenti degli ultimi 100 anni".

Le paure del riscaldamento sono il "peggiore scandalo scientifico della storia. Quando la gente verrà a sapere quale sia la verità, si sentirà ingannata dalla scienza e dagli scienziati." – Dr. Kiminori Itoh, scienziato giapponese dell’IPCC, chimico-fisico dell’ambiente, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti.

"L’IPCC è ormai diventato un circuito chiuso; non ascolta gli altri. Non ha menti aperte. Sono davvero stupito che il Premio Nobel per la Pace sia stato assegnato sulla base di conclusioni scientificamente scorrette per opera di persone che non sono geologi." – Dottor Arun D. Ahluwalia della Punjab University, geologo indiano e membro della commissione (con il patrocinio dalle Nazioni Unite) per la realizzazione dell’Anno Internazionale del Pianeta.

"I modelli e le previsioni dell’IPCC delle Nazioni Unite "sono scorrette, perché sono basate solamente su modelli matematici ed hanno presentato risultati fondati su scenari che non includono, per esempio, l’attività solare." – Victor Manuel Velasco Herrera, ricercatore dell’ Istituto di Geofisica dell’Università Nazionale Autonoma del Messico.

"È una menzogna sfacciata messa in circolazione dai media che fa sembrare che ci sia solo una frangia di scienziati che non ci guadagna con [la teoria del] riscaldamento globale creato dall’uomo." – Stanley B. Goldenberg, Scienziato Atmosferico governativo statunitense, della Divisione per la Ricerca sugli Uragani dell’Amministrazione Nazionale Oceanica ed Atmosferica [NOAA, National Oceanic and Atmospheric Administration].

"Persino raddoppiare o triplicare l’ammontare di biossido di carbonio avrebbe probabilmente ben poco effetto, dal momento che il vapore acqueo e l’acqua condensata su particelle sotto forma di nuvole domina la scena [climatica] in tutto il mondo e sarà sempre così." – Geoffrey G. Duffy, professore del Dipartimento di Ingegneria Chimica e dei Materiali dell’Università di Auckland, Nuova Zelanda.

"Dopo avere letto il commento asinino di Pachauri [presidente dell’IPCC delle Nazioni Unite] su quelli che credono alla terra piatta [paragonati agli scettici sul riscaldamento globale] è difficile restarsene tranquilli." – Dottor William M. Briggs, statistico del clima, specializzato in statistica della valutazione delle previsioni, che lavora presso il Comitato di Probabilità e Statistica meteorologico della Società Meteorologica Americana [Meteorological Society's Probability and Statistics Committee] e che è un editore associato della rivista Monthly Weather Review.

"Per quanti anni il pianeta si deve raffreddare prima che iniziamo a comprendere che esso non si sta surriscaldando? Per quanti anni deve durare il raffreddamento?" – Dottor David Gee, presidente del comitato scientifico del Congresso Geologico Internazionale del 2008, autore di oltre 130 articoli pubblicati da riviste con revisione autorevole (peer review n.d.t.) che attualmente lavora all’ Università di Uppsala in Svezia.

"Gore mi ha spinto a compiere di nuovo ricerche scientifiche e mi sono trovato rapidamente e con assoluta certezza, dalla parte degli scettici ... I modelli climatici possono, nella migliore delle ipotesi, essere utili per spiegare i cambiamenti climatici dopo che essi sono avvenuti." – Hajo Smit, meteorologo olandese, che ha cambiato le sue precedenti opinioni sul riscaldamento globale causato dall’uomo fino a diventare scettico, ex membro del comitato olandese del IPCC delle Nazioni Unite.

"Molti [scienziati] stanno adesso cercando una strada per fare piano piano marcia indietro (rispetto al promuovere la paura del riscaldamento), senza che le loro carriere vengano rovinate." – James A. Peden, fisico dell’atmosfera, precedentemente impiegato presso Il Centro per la Ricerca ed il Coordinamento Spaziale [Space Research and Coordination Center] di Pittsburgh, Pennsylvania.

"Creare un’ideologia basata sul biossido di carbonio è un pericoloso nonsenso ... Il presente allarme sul cambiamento climatico è uno strumento di controllo sociale, un pretesto per importanti battaglie nel campo della politica e degli affari. Esso è diventato un’ideologia, la qual cosa è preoccupante." – Professor Delgado Domingos, scienziato ambientale del Portogallo, fondatore del gruppo di Previsione Numerica del Tempo, che ha al suo attivo la pubblicazione di più di 150 articoli scientifici.

"Le emissioni di CO2 non fanno alcuna differenza in un modo o nell’altro. Ogni scienziato lo sa, ma non è molto remunerativo dirlo [...] Il riscaldamento globale, come strumento politico, mantiene gli Europei sul sedile del guidatore, lasciando le nazioni in via di sviluppo a camminare scalze." – Dottor Takeda Kunihiko, vice rettore dell’Istituto di Ricerca Scientifica e Tecnologica dell’Università di Chubu in Giappone.

"L’allarmismo [sul riscaldamento globale] ha la sua giustificazione nel fatto che è qualcosa che genera finanziamenti." – Dottor Eduardo Tonni, Paleontologo del Comitato per la ricerca scientifica di Buenos Aires, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti ed è a capo del Dipartimento di Paleontologia dell’Università di La Plata.

Il rapporto include anche nuove analisi e nuovi articoli scientifici soggetti a revisione autorevole che smentiscono le paure del riscaldamento causato dall’uomo e mostrano uno sviluppo climatico che contraddice quella teoria.

Ecco due links di ulteriore approfondimento 1) il presidente dell'IPCC ridimensiona il pericolo del riscaldamento globale (iniziano a fare marcia indietro, a mettere le mani avanti per poi dire... ooops scusate: forse le nostre valutazioni erano eccessive?) 2) Un ampio documento in cui si smonta l'ipotesi del C02 come causa del riscaldamento. Entrambi i documenti sono in inglese, se sara possibile, ne tradurrò almeno una parte (da pubblicare in un prossimo articolo).


Traduzione a cura di Corrado Penna



Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum
Aggiorna Tanker Enemy nei tuoi preferiti. D'ora in poi questo blog è raggiungibile digitando http://www.tankerenemy.com/
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale
FIRMA LA PETIZIONE PER ABOLIRE IL CANONE RAI

martedì, novembre 18, 2008

L'IPCC ed "il Pianeta impazzito"

Il tema del riscaldamento globale sta da tempo incentivando numerose pubblicazioni finalizzate ad informare il pubblico sullo "stato dell'arte" più attuale. E' il caso del recente documentario "Una scomoda verità" di Al Gore, ex vice-presidente degli Stati Uniti d'America: il suo successo, pari all'allarmismo dei suoi contenuti, è ormai tale da averlo eletto a bibbia ambientalista la cui proiezione è caldeggiata addirittura nelle scuole.

Più umilmente, anche a casa nostra ci si sta dando da fare: agli inizi di giugno ad esempio è uscito in allegato a la Repubblica un inserto dal titolo tranquillizzante: "Il Pianeta impazzito". Nelle sue 160 pagine si imparano, grazie ad una dettagliatissima panoramica sui vari annessi e connessi ambientali, economici, sociali e tecnologici del cambiamento climatico, tutti i motivi per cui dovremmo seriamente temere per la vita nostra e di milioni di persone nonchè emendare il nostro egoismo rafforzando senza remore il contratto sociale coi nostri governanti così da scongiurare l'incombente minaccia. La serietà dell'inserto d'altronde è fuori discussione: vi compaiono le migliori firme della testata nonchè altri gran nomi quali Jeremy Rifkin, Kofi Annan, lo stesso Al Gore... e pure Leo di Caprio!

Ma cosa accomuna molte di queste produzioni? A parte i toni apocalittici, i dati presentati traggono spunto dalle conclusioni d'un comitato specificamente creato per indagare su cause ed effetti del riscaldamento globale: l'IPCC. Fondato nel 1988 su mandato dell'O.N.U., esso s'incarica di scremare dal fitto bosco delle pubblicazioni scientifiche quelle più utili, attendibili e pertinenti al fine di produrre istantanee semplici ma dettagliate della situazione climatica. Come si legge nelle pagine del sito:

"L'IPCC non effettua alcuna ricerca nè monitora i dati relativi al clima od altro parametro rilevante. Basa le sue stime principalmente su pubblicazioni approvate ...

... e letteratura tecnico/scientifica
".

Dunque non fa ricerca attiva, ma da chi è composto? Leggiamo ancora:

"E' un comitato intergovernativo aperto a tutti gli Stati membri dell'UNEP e del WMO. ...anche importanti organizzazioni internazionali, intergovernative e non-governative prendono parte ai lavori dell'IPCC. ...alle sessioni partecipano centinaia di inviati ed esperti dai vari ministeri, agenzie ed istituti di ricerca..."

E' perciò una piramide il cui vertice politico seleziona, organizza e infine giudica l'operato della base formata da centinaia di scienziati ed altri "esperti". L'autorevolezza conferita da questi ultimi e la campagna di diffusione dei media sono i fattori che ne han determinato il successo al punto da averlo reso la principale fonte d'informazioni in proposito.

Giova quindi dare un quadro della serie di livelli attraverso i quali passano i dati contenuti in ciò che leggiamo ogni giorno sul riscaldamento globale:

- la letteratura scientifica esistente, che conta centinaia di articoli d'ogni orientamento; letti quasi soltanto da "addetti ai lavori";

- il rapporto dell'IPCC che screma solo i più rilevanti per riassumerne i dati condivisi e su di essi costruire ipotesi e previsioni;

- il riassunto del rapporto dell'IPCC (SMP - Summary for policy makers), scritto da politici specificatamente per politici e gruppi di pressione;

- pubblicazioni come "Una scomoda verità" di Al Gore o "Il pianeta impazzito" di la Repubblica, destinati al grande pubblico.

Poichè ciascun livello è il riassunto del precedente e già dopo il primo s'attiva il collo di bottiglia del vaglio politico, si può immaginare in che forma e sostanza il messaggio arrivi alla gente, che beninteso da nulla è impedita nel caso voglia attingere direttamente alla fonte, salvo la minor reperibilità ed il più ostico linguaggio scientifico con cui sono redatti.

Ci sono però diversi scienziati che contestano i metodi dell'IPCC, denunciano alterazioni di parti di testo non allineate con la teoria antropogenica del riscaldamento globale e la manipolazione dei dati presi a fondamento di valutazioni tanto allarmiste.

Presentiamo qui di seguito un'inchiesta della CNN del 2 maggio 2007, intitolata "Exposed: the climate of fear" (Rivelazioni: il clima della paura), che riporta una serie d'interviste a questi scienziati del clima che discordano dalle conclusioni dell'IPCC:



Fonte: http://www.riscaldamentoglobale.org/

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum
Aggiorna Tanker Enemy nei tuoi preferiti. D'ora in poi questo blog è raggiungibile digitando http://www.tankerenemy.com/
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

FIRMA LA PETIZIONE PER ABOLIRE IL CANONE RAI


lunedì, febbraio 18, 2008

Clifford Carnicom: il bario è responsabile delle elevate temperature

Modello matematico influenza degli aerosol sulle temperature - Clicca per allargareClicca per allargare l'immagine

Aumento della temperatura nella bassa atmosfera in funzione della concentrazione di aerosol di bario e del tempo espresso in anni.

Prendendo spunto da uno speciale televisivo di 60 minuti della CBS, mandato in onda 1 Aprile 2007 ed intitolato “L'Era del Riscaldamento”, Clifford Carnicom, scrive…


Durante gli scorsi '50 anni questa regione, la penisola Antartica, la parte nord occidentale e le isole attorno ad essa hanno visto aumentare la propria temperatura di circa 1° C ogni 10 anni e ciò la rende il posto che si sta riscaldando più velocemente sulla terra... E non è l'unico: più del 90 % dei ghiacciai nel mondo si sta ritirando.

E' stato svolto uno studio per esaminare il ruolo delle operazioni di aerosol in relazione al riscaldamento globale.
Da molto tempo è stato proposto(1)(2)(3) che tali operazioni hanno l'effetto di aggravare lo stato di riscaldamento del pianeta, e che esse non mostrano alcuna prospettiva di raffreddamento per la terra come molti hanno sostenuto. Ciò si pone in diretta contraddizione con molte delle diffuse nozioni che comunemente circolano al loro riguardo e cioè che tali operazioni sono in qualche modo intese per il nostro bene ma che è meglio che la loro vera natura rimanga segreta e nascosta al pubblico dominio. Ci si può chiedere se queste comuni teorie siano propalate per ingannare il pubblico o no; i fatti, tuttavia, dicono il contrario. Gli aerosol vengono dispersi nella bassa atmosfera e si può dimostrare da questo fatto che in verità riscaldano i suoi strati più bassi; lo stesso Riscaldamento Globale è definito come il "riscaldamento della bassa atmosfera e della terra"(4). L'accezione per la quale gli aerosol stanno in qualche modo raffreddando il pianeta è in aperta contraddizione con le dirette osservazioni ed esami dei fisici.

Per raffreddare il pianeta il cospargimento intenzionale degli aerosol dovrebbe aversi negli strati superiori dell'atmosfera o nello spazio; i lettori interessati a tale conclusione potrebbero voler leggere più accuratamente le proposte di Edward Teller, spesso citate nelle affermazioni di un'ipotetica mitigazione. Si scoprirà che una qualunque tra tali affermazioni richiederà quasi sempre che questi materiali si trovino dalle altitudini superiori dell'atmosfera fino ai confini con lo spazio, e che nella bassa atmosfera abbiano l'effetto di riscaldare il pianeta.

Questi fatti devono essere presi in considerazione da tutti coloro che continuano a diffondere pretese di una mitigazione anonima e benefica associata alle operazioni di aerosol.
L'attuale modello esamina gli effetti della deliberata introduzione nella bassa atmosfera di particolato di bario ed il susseguente contributo al problema del riscaldamento globale; i risultati non sono incoraggianti: essi indicano che queste velenose particelle, persino a livelli di concentrazione piuttosto modesti, possono contribuire in un modo reale e significativo al riscaldamento della bassa atmosfera. L'entità di tale immissione sembra coincidere pienamente con quelle più comunemente dibattute, come l'aumento del CO2 e dei gas-serra.

Si raccomanda al pubblico di avere buona volontà nel considerare alcune delle più dirette, visibili e tangibili alterazioni al nostro pianeta ed all'atmosfera nella ricerca sul problema del riscaldamento globale, cioè le operazioni di aerosol, per come sono state imposte alla popolazione, senza consapevole consenso da più di 8 anni a questa parte.

Il grafico sopra mostra le interazioni attese dalle 3 variabili che si relazionano al problema del riscaldamento globale; queste sono le seguenti:

I - concentrazione dell'aerosol
II - tempo
III - aumento delle temperature.

Su un asse sono indicate le concentrazioni modeste di particolato di bario nell'atmosfera. Le grandezze mostrate non sono del tutto irragionevoli circa le numerose analisi eseguite da questo ricercatore nel passato, ad esempio gli studi sull'evidenza disponibili su questo sito. Come termine di paragone lo standard E.P.A. (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente) sulla qualità dell'aria per particelle di grandezza inferiore ai 2.5 micron E’ stato recentemente abbassato(5) a 35 microgrammi/metro cubo. Si vedrà dal grafico, per esempio, che persino il solo 10% di questo livello standard può causare un notevole riscaldamento della bassa atmosfera.

Come precedentemente affermato, la sincerità e l'affidabilità dell'E.P.A. sono in forte calo da dieci anni a questa parte. Questa agenzia ha miseramente fallito nel suo compito verso i cittadini, nel verificare i livelli di guardia ambientali. Non può essere più assicurato o dato per certo che gli standards minimi di qualità dell'aria siano in ogni modo rispettati, così come non può più essere sostenuta l'integrità dell'E.P.A. nel perseguimento del pubblico interesse. E' pienamente possibile e, in qualche maniera, c'era da aspettarselo, che gli standards alti e rispettabili di qualità dell'aria siano stati sacrificati, già qualche tempo fa con l'avvento delle operazioni di aerosol.

Il secondo asse del grafico è quello del tempo espresso in anni. Nell'origine 0 il tempo sarebbe quello in cui si assume non esista alcuna concentrazione artificiale ed accresciuta di particolato di bario nella bassa atmosfera. Il grafico è contrassegnato in intervalli di periodi di 5 anni, da 0 a 50 anni. Il periodo di tempo di 50 anni è stato scelto solo per dimostrare che gli effetti di questi particolati sul riscaldamento sono fonte di seria ed immediata preoccupazione; in una questione di decenni gli effetti sono rilevanti ed hanno un impatto globale riscontrabile. Le variabili concentrazione aerosol - tempo ora possono essere considerate congiuntamente nel grafico e modello sopra raffigurato. Presumibilmente gli uomini hanno un interesse particolarmente dedicato alla protezione del benessere del pianeta oltre l'immediato futuro di pochi decenni ed il problema sarebbe solo più evidente, se fosse indicato un secolo, invece di un periodo di 50 anni.

Il terzo asse è quello della temperatura indicata in gradi centigradi. Questa è la variabile che dovrebbe sollevare la maggiore apprensione. Per dare un esempio del suo uso, una concentrazione di 5 microgrammi/metro cubo in un intervallo di appena 20 anni porterebbe al riscaldamento della bassa atmosfera di 0.6 gradi ° Celsius, che corrisponde a circa 1 grado Fahrenheit. Ciò si scopre cercando l'intersezione di 5 microgrammi lungo l'asse della concentrazione con i 20 anni di tempo trascorso lungo il secondo asse; proiettando poi orizzontalmente questo punto sull'asse dell'aumento della temperatura, esso si va ad intersecare a circa 0.6 ° Celsius.

Questo è un risultato molto veritiero e riscontrabile in termini di impatto globale.

Il premio Nobel Paul Crutzen scrive, nel 1997 in “Atmosphere, climate and change”(6) che persino le stime più prudenti circa il cambiamento della temperatura globale della superficie del pianeta sono nell'ordine che va da 1 a 3° centigradi in un periodo di 50 anni. Questo cambiamento della temperatura produrrà un innalzamento del livello dei mari compreso tra i 10 ed i 30 centimetri. E' dichiarato, inoltre, che "la maggior parte della popolazione della terra stenterà ad adattarsi a tali cambiamenti".

I lettori ora possono notare che il recente servizio speciale della C.B.S., riferito a quanto sopra, dimostra che il tasso di riscaldamento nell'Antartide è già quasi una volta e mezzo superiore a quello previsto nel 1997. Da questo modello si può evincere che i risultati dell'immissione artificiale di aerosol nella bassa atmosfera possono essere di una grandezza in pieno accordo con gli straordinari impatti proiettati dai persino più modesti e conservativi modelli di riscaldamento globale sulla razza umana nel prossimo futuro. Poiché il modello qui presentato vuole essere ragionevolmente conservativo, l'impatto delle operazioni di aerosol chimici potrebbe essere molto più incisivo di quello mostrato da questi risultati.

Si consiglia ai cittadini di considerare fattibilità e valore di questo modello nella disamina del problema del riscaldamento globale e di assumere apertamente un'azione aggressiva per fermare le intenzionali operazioni di aerosol.

Questo documento è tardivo nella sua pubblicazione, dato che la mia disponibilità ad una continua ricerca a questo livello è limitata. Nondimeno spero che l'informazione possa essere valutata ed assimilata nei tanti argomenti e motivazioni sviluppati nell'ultimo decennio per far cessare l'intenzionale alterazione dell'atmosfera del nostro pianeta.


Clifford E. Carnicom
13 Aprile 2007

Nota aggiuntiva: questo modello può essere facilmente esteso ad altri elementi fonti di preoccupazione, tuttavia focalizzare l'attenzione sul bario ha prevalso, a causa dell'unicità delle sue proprietà fisiche, insieme con l'evidenza della sua concentrazione nell'atmosfera a livelli inattesi. L'esplicazione fisico-matematica del modello è affrontata nel dettaglio in un documento a parte.

Riferimenti

1. CE Carnicom, Drought Inducement,
http://www.carnicom.com/drought1.htm, April 2002
2. Carnicom, Global Warming and Aerosols,
http://www.carnicom.com/sh1.htm, Jan 2004
3. Carnicom, Global Warming and Aerosols, Further Discussion,
http://www.carnicom.com/sh1b.htm, Feb 2004
4. Wikipedia, Global Warming,
http://en.wikipedia.org/wiki/Global_warming
5. EPA, EPA Strengthens U.S. Air Quality Standards,
http://yosemite.epa.gov/opa/admpress.nsf/ 6. Crutzen, Paul, Atmosphere, Climate and Change, (Scientific American Library, 1997), p141.


Ricerca e traduzione a cura di
AMD
Riadattamento lessicale a cura di Tanker Enemy
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...