venerdì, luglio 04, 2008

No al Trattato di Lisbona! (Articolo di Davy - Seconda parte)

Segue da: "No al trattato di lisbona"



Un esempio.

Se il sig. Rossi apre un’azienda con fondi personali, perché vuole partecipare ad un appalto pubblico per il riciclaggio, smaltimento e riuso dei rifiuti in una determinata zona al prezzo di 50 Euro a tonnellata, egli “forse” sarà ammesso alla gara d’appalto e, in questo caso, (ipotesi) dovrà aumentare la propria quota di spesa, perché la società privata che il governo ha delegato affinché stabilisca i criteri d’appalto, ha deciso che la quota minima di spesa deve essere di almeno 80 Euro a tonnellata.

Dunque il sig. Rossi decide di partecipare alla gara d’appalto, incrementando la quota e garantendo maggiore sicurezza sugli obiettivi da raggiungere che, a questo punto, considerata l’organizzazione della concorrenza, dovrebbero essere già vicini ad essere conseguiti. Modificando qua e là il bilancio, ha persino dovuto estromettere dei fornitori chi gli avrebbero garantito utilità a buon prezzo: questo perché la solita società privata ha “stabilito” che i mezzi dediti al servizio pubblico devono essere forniti dall’azienda della quale controlla la flessibilità del prezzo d’acquisto che non deve mai essere troppo basso.

A questo punto (sempre ipotesi) il sig. Rossi invia esperti mondiali nei luoghi dove ha intenzione di stoccare immense tonnellate di rifiuti, ma, quando un amico gli fa sentire una telefonata di Mastella (che qualche tempo fa è stata divulgata durante la trasmissione “Anno zero”), capisce che non vincerà quell’appalto e qualche tempo dopo ne comprende il motivo, leggendo le cronache che tutti conoscono, ma che pochi sanno intendere.

Questo esempio può essere interpretato in diversi modi, ma quello che emerge è l’operatività di aziende private che hanno preso in affitto (pagato dai contribuenti) la gestione di molti beni e servizi erogati e garantiti dallo stato.

I servizi forniti da queste aziende monopolistiche sono finalizzati allo "sviluppo" europeo ed oltre ad avere un’evidente inclinazione alla svendita dei beni “comuni” (Attualmente l’Alitalia), pretendono di gestire i dati personali ed il denaro del cittadino tramite l’abolizione della banconota e l’introduzione di una nuova carta d’identità, destinata anche ai servizi sanitari ed al credito, da usare rigorosamente per gli acquisti relativi alla propria classe sociale.

Questo radicale cambiamento non è un'ipotesi, ma è contemplato nel Trattato di Lisbona.

L’adesione dell’Italia a questo accordo significa che il governo si è piegato al cambiamento della Costituzione italiana, senza chiedere il parere popolare (per questo motivo dal dicembre 2007 né destra né sinistra sono più scesi in piazza a raccogliere firme per cambiare la Carta): questo perché l’adesione definitiva a tale trattato impone automaticamente l’approvazione di una costituzione superiore… quella europea.

Come negli anni precedenti e, a differenza di altre nazioni, anche questa volta il governo italiano ha promulgato leggi in linea con un trattato ancora da ratificare e da stabilire.

I programmi di sviluppo (E-government ed E-procurament) ai quali l’Italia ha aderito possono sembrare democratici ed innocui: ad esempio, la campagna sulla politica multimediale sarebbe anche una lodevole iniziativa, ma nel momento stesso in cui la si analizza e si considerano i risultati, si scopre che un programma di sviluppo come l’E-procurament è volto al controllo delle informazioni personali del cittadino classificato, violando così definitivamente la Costituzione italiana che dovrebbe tutelare la privacy che ora verrebbe infranta dai soliti enti privati.

Inoltre l’esecuzione di tale progetto fa ufficialmente capo ad un altro programma chiamato “Technology information” che è stato studiato ed approvato in un contesto militare in cui viene esposta la chiara esigenza all’uso di “Bio-tecnologie” miranti al controllo delle emozioni e delle sensazioni nell'essere umano.

Approvando questo trattato, l’intera Europa entrerebbe in un sistema che porterebbe solo all’apparenza democrazia, ma come si potrebbe definire democratico un sistema ultra tecnologico e multimediale che impone l’innesto di microchip nell’uomo che già nel 1996 avevano la capacità di gestire la produzione di bilioni di enzimi nell’ipotalamo, tanto da gestire le emozioni di una persona davanti ad una scheda elettorale?

Quello che ancora una volta stupisce è vedere giornalisti, scrittori, politici che catturano l’attenzione blaterando a destra od a sinistra affinché non si noti che, in realtà, stampano, investono e gestiscono il denaro, manipolano le abitudini, le ambizioni e tutto quello che è spontaneo allo scopo di creare una coscienza collettiva, una storia ed una cultura unica per tutto il globo, un punto di vista unico per tutti.

Personalmente sono lontano da qualunque tendenza politica e spero che un domani sui libri di scuola venga insegnata la verità, ma, conoscendo il significato fittizio di destra e di sinistra, esprimo un monito, avvertendo che la solidità ed il significato dei principi italiani od iniziano ad essere tutelati ora, oppure non lo saranno mai più.



TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

3 commenti:

  1. Leggete qua:
    ENR.notlong.com
    scuz se vi rimando al mio blog ma lì c'è anche la traduz in italiano, ho raccolto delle spiegazioni supplementari e altri link pertinenti.

    TerrAristi gialli...
    mi sembra un'ottima iniziativa!

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  2. Ciao Straker,
    da qualche giorno sto seguendo il link per il referendum sul trattato di Lisbona:
    http://x09.eu/it/home/

    ... gli incrementi degli ultimi giorni riguardano principalmente l'Italia ... però ancora siamo in pochissimi rispetto ad altre nazioni ...

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  3. Fanalino di coda, come sempre.

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