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martedì, novembre 08, 2011

Elettrosmog: il governo alza i limiti (articolo di Giuliano Foschini)

Il governo di mentecatti, presieduto dal fantoccio sottodimensionato della feccia satanista, Silvio Berlusconi, con il cosiddetto “decreto sviluppo” ha varato una norma che è una grave minaccia per la già precaria salute degli Italiani. Con il pretesto di favorire nuovi e più efficienti sistemi per le comunicazioni telefoniche e radio-televisive, è stata innalzata la soglia delle emissioni elettromagnetiche con cui irradiare la popolazione con il fine non dichiarato di causare tumori. Definire “criminali” i governanti non è un eufemismo: è un complimento.

Ventimila antenne in arrivo nelle città. Blitz del governo nel decreto “sviluppo” (sic) dello scorso ottobre. Ora la popolazione sarà esposta ad emissioni di gran lunga superiori nelle ore diurne. La denuncia in due documenti firmati da A.R.P.A. ed I.S.P.R.A.


In Italia, tra qualche mese, si potrà navigare sempre più veloce con i cellulari, ma potrebbe essere più facile ammalarsi di cancro. A denunciarlo sono i presidenti di tutte le A.R.P.A. (Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente) e l'I.S.P.R.A. (l'Istituto superiore per la ricerca ambientale) con due documenti durissimi recapitati nei giorni scorsi al governo Berlusconi. Nel decreto "sviluppo" dell'ottobre scorso, l'esecutivo ha modificato la legge sull'elettromagnetismo, arrivando ad innalzare fino al 70 per cento gli attuali limiti per gli impianti di telefonia mobile.

Con la nuova normativa, i valori di attenzione (in Italia il limite è di 6 volt per metro) sono da considerare soltanto all'interno degli edifici. "In questa maniera - spiega Giorgio Assennato, presidente dell'AssA.R.P.A., l'associazione delle A.R.P.A. italiane - se ne esclude l'applicabilità su tutte le aree di pertinenza esterne delle abitazioni, come i balconi, terrazzi, giardini e cortili". Questo può comportare un'invasione di antenne, tanto che gli esperti ritengono che, nel giro di due anni, verranno montati dai 15mila ai 20mila nuovi impianti.

La nuova norma cambia anche gli obiettivi di qualità: verrà valutata una media statistica giornaliera, mentre ieri si prendevano a campione i sei minuti a massima potenza. "Poiché di notte la potenza è notevolmente ridotta - dice Assennato - la nuova disposizione permette che la popolazione nelle ore diurne possa essere esposta a valori di campo di gran lunga superiori a quelli dell'attuale normativa". Secondo una simulazione compiuta dalle stesse A.R.P.A., i valori saranno aumentati del 30 per cento per gli impianti radiotelevisivi e del 70 per gli impianti di telefonia mobile.

Ma perché questa variazione? I tecnici hanno fatto notare come in Italia esistono i limiti più rigidi d'Europa (6 volt per metro concessi contro una media europea di 40). All'orizzonte c'è soprattutto la necessità da parte delle compagnie telefoniche di adeguarsi alla tecnologia 4G, con l'installazione delle nuove antenne L.T.E. (Long term evolution). TIM, Vodafone e Wind hanno già investito 1,5 miliardi a testa sul nuovo network e, secondo alcuni, con la vecchia legislazione avrebbero avuto troppi problemi. "Ci troviamo, però, di fronte ad una svendita della salute agli operatori di telefonia mobile", denunciano le associazioni ambientaliste.

Non sono i soli. Ad esprimere un parere fortemente contrario al provvedimento, prima della sua approvazione, è stata anche l'I.S.P.R.A. che, con una nota a firma dell'ingegner Salvatore Curcuruto, parla di "un deciso passo indietro rispetto a quanto stabilito dalla vecchia legge che contribuirebbe ad alimentare il clima di sfiducia dei cittadini nei riguardi delle istituzioni. Il decreto rischierebbe, infatti, di riportare il paese indietro di dieci anni, in una situazione di conflitti sociali che allo stato attuale delle cose sembrava ampiamente superata grazie all'attività di controllo, informazione al cittadino e trasparenza dell'azione amministrativa".

L'I.S.P.R.A. fa riferimento anche al rischio cancro. "Lo I.A.R.C. (International agency for research on cancer) - scrive l'istituto al governo - ha reso noto di aver classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come 'possibilmente cancerogeni per l'uomo'".

Ma soprattutto lo stesso istituto ritiene che non ci fosse bisogno di cambiare la legge per adeguarsi alle nuove tecnologie. "La motivazione alla base della proposta di modifica delle norme vigenti - precisano i tecnici - e cioè la necessità di agevolare la realizzazione dei sistemi di quarta generazione (L.T.E.) non ha fondamento, perché, allo stato attuale, in Italia le situazioni che potrebbero presentare eventuali criticità di installazione sono numericamente estremamente contenute e non esprimono il reale obiettivo dei gestori". Forse.

Fonte: Repubblica.it

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venerdì, luglio 01, 2011

Comitato Stop Scie Firenze: comunicato stampa del 30/06/11

FIRENZE Il 29 giugno 2011 alle 15.00, un gruppo di cittadini ha partecipato ad un presidio di protesta davanti alla sede regionale dell'A.R.P.A.T. (Agenzia regionale per la "protezione" dell'ambiente Toscana) di via Porpora, per denunciare l'immobilismo dell'Agenzia sulla questione delle cosiddette "scie chimiche".

Numerosi sono stati gli esposti di comitati e cittadini negli anni passati all'A.R.P.A.T., che si è decisa a rispondere solo lo scorso aprile. E' stata, però, una risposta completamente insufficiente, parziale e fuorviante, basata su materiale di dubbia scientificità, raccolto da Internet e senza alcuntipo di analisi di campioni (vedi sulla questione anche Scie chimiche: le preoccupazioni dei toscani e le risposte dell'A.R.P.A.T.).

E' stato un responso che il Comitato Stop Scie Firenze, uno dei gruppi organizzatori del presidio, ha già contestato in una lettera diretta all' A.R.P.A.T. e ad altri organismi interessati (LINK). Nei vari esposti si chiedeva di eseguire analisi di acqua, suolo ed aria al fine di rilevare la presenza di alcuni elementi dannosi per la salute (es. bario, alluminio, polimeri...). Molte analisi condotte privatamente hanno rilevato la presenza in percentuali altissime e ingiustificate di alcuni di questi elementi (bario e alluminio), presenza che ormai in tante parti del mondo si associa alle emissioni deliberate da parte di velivoli non meglio identificati, emissioni meglio note come SCIE CHIMICHE.

Sulle scie chimiche solo in Italia dal 2003 ad oggi sono state presentate 13 interrogazioni parlamentari, di fatto cadute nel vuoto. Anche in Toscana è venuta alla luce nel gennaio 2011 la questione del bario, nel caso che ha riguardato l'acquedotto di Quarrata, dove ne sono state rilevate altissime concentrazioni, senza individuare la fonte di inquinamento, almeno stando a quanto affermano le autorità.

I manifestanti con cartelli, foto e volantini si sono piazzati davanti alla sede regionale. Una delegazione è entrata all'interno per chiedere di conferire con il direttore generale o con qualche altro responsabile di rilievo dell'Agenzia. Sia il direttore sia altri responsabili non erano disponibili, così i manifestanti hanno potuto incontrare l'addetto stampa dell'A.R.P.A.T. che si è impegnato a riportare le richieste del Comitato ai responsabili. Alle 17.00 circa il presidio si è sciolto.

30/06/11 Comitato Stop Scie Firenze

Qui il servizio video del quotidiano La Nazione

Articolo correlato: Manganese nell'acqua potabile


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