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martedì, marzo 19, 2013

C.U.D. digitale? Ma vaffanC.U.D.!

C.U.D. pensionati: niente più invio a casa... dicono che serva a risparmiare, evitando le spese per la spedizione via posta tradizionale. Ma è vero? A quanto pare no, giacché per accedere ai servizi on line degli enti "previdenziali" si deve ottenere un codice PIN che, per metà viene inviato via SMS o posta certificata (PEC) e, per l'altra metà, è spedito a domicilio, via posta prioritaria. Non ci si era vantati che questa procedura era utile per eliminare i documenti cartacei e la posta tradizionale? Oltre a ciò, si può ben immaginare come questa iniziativa, dettata dalla recente "Legge di stabilità" (manovra economica) dell'esecutivo Monti, sia solo un ulteriore strumento per vessare i poveri pensionati che, spesso, vivono soli, inabili a muoversi, senza assistenza alcuna e, ovviamente, senza computer, stampante, telefono cellulare e che non sanno nemmeno che cosa sia la PEC, porca miseria! Quindi lo Stato non solo tratta come cittadini di serie C persone uomini e donne che hanno lavorato una vita per racimolare poi un assegno miserrimo ma che, ora, rischiano anche sanzioni per il semplice fatto di non essere in grado di superare taluni ostacoli. Sono scogli che, anche per chi è pratico, sono a dir poco da manicomio. Questa sarebbe la semplificazione digitale? Ma andate a cagare!

Sul portale dell'I.N.P.S. leggiamo:

"Devi richiedere il PIN? Per accedere ai servizi telematici INPS è necessario avere un PIN, cioè un codice segreto di identificazione personale (Personal Identification Number). Al momento sia di prima richiesta sia di nuova richiesta in fase di smarrimento, ti verrà assegnato un PIN di 16 caratteri. Al momento del primo accesso il PIN da 16 caratteri verrà trasformato in uno da 8. Questo per consentire una gestione più semplice del PIN senza diminuirne la sicurezza. Inoltre gli utenti che hanno già un PIN attivo da 16 caratteri possono continuare ad utilizzarlo; in occasione della sua modifica anche per tali utenti verrà generato un PIN di 8 caratteri".

Tuttavia non finisce qui! Il PIN scade ogni tre mesi, quindi alla volta successiva, bisognerà ripetere l'esasperante procedura di rinnovo con ulteriore, si suppone, invio per posta prioritaria, di metà del nuovo PIN. Siamo alla follia!


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sabato, dicembre 17, 2011

La scomparsa del denaro contante

Il mortale governo Monti, con la recente manovra economica, tra le altre cose, ha stabilito un limite pari a mille euro per i pagamenti in contante.

Come sempre, l’esecrando sistema ricorre a vari stratagemmi per attuare il suo programma il cui obiettivo finale è l’introduzione di una moneta elettronica con cui asservire e controllare tutti i “cittadini”. Naturalmente la gradualità delle azioni consente di assuefare l’opinione pubblica affinché essa accetti iniziative che se, proposte o imposte ex abrupto, sarrebbero rifiutate. Così, con il pretesto di combattere l’evasione fiscale, attraverso la tracciabilità delle operazioni, è stato ulteriormente abbassato il tetto per l’uso del denaro liquido. Ormai a maneggiare somme piuttosto consistenti di pecunia sonante sono per lo più pensionati, benzinai ed ambulanti.

Oggi per un lestofante è più vantaggioso rapinare un benzinaio che una banca. Dunque attendiamoci, secondo il classico schema triadico (problema – reazione – risoluzione) aggressioni e rapine a danno delle succitate categorie in modo che, amplificati questi episodi di cronaca nera dai media del regime, la gente si convinca che è necessario adottare la moneta digitale per evitare ogni rischio. Dalla carta di credito, anzi, di debito, si passerà al microprocessore sottocutaneo che fungerà da mezzo per l’identificazione, l’archiviazione dei dati personali e da strumento per la compravendita.

Di questo passo, una mattina ci sveglieremo nel Nuovo ordine mondiale, un incubo materializzatosi con il nostro silenzio-assenso.

Articolo correlato: Teramo, benzinaio aggredito e rapinato, 2011
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