martedì, ottobre 21, 2008

Il gregge (articolo di Davy)

La metafora generalmente associata alla parola “massa umana” è senz’altro “gregge” ed una singola parte di quel gregge, ovvero il singolo individuo, è abbinato alla parola “pecora”.

Questa interpretazione simbolica ha radici religiose, esoteriche e culturali ben radicate in molti ambiti, in particolar modo nel Cattolicesimo. Il Cattolicesimo, mescolanza di indulgenza e di ambizione, ha sempre imposto al gregge di autoclassificarsi in modo inferiore rispetto ad i vari “pastori” che, in molti casi è giusto che ci siano, perché è attualmente riscontrabile che la maggior parte della massa è ignorante, comprabile ed ottusa. Per questo l'uomo medio ha indubbiamente bisogno di riferirsi a persone coscienti che spianino la strada agli individui-pecore che possano guidare nel pascolo della società.

I pastori spesso conducono il loro gregge verso strade senza sbocchi per garantirsi una speciale “vita eterna”; altri inducono gli stessi pastori ad adoperarsi per garantire la vita oltremondana che darà a loro una posizione di rilievo, il tutto senza consentire loro di comprendere che anch’essi sono pecore, con la differenza che sono solo più grassi.

Il problema di quei pastori senz’anima è che NON potranno mai ed in alcun modo difendersi da quei lupi travestiti da pecore che presto si mangeranno parte del gregge ed ogni pastore.

La politica ed i suoi collaboratori (anche giornalisti), ad esempio, non è altro che un gregge più pingue, composto da paradossali pecore che si credono leoni, perché allucinati dalla cocaina. Essi cercano di mostrarsi leoni e, per ottenere soldi e successo, sporcano i loro antichi e puri ideali giovanili, consapevoli di essersi venduti ai nemici.

Non importa che la loro cravatta sia blu scura coi puntini bianchi, oppure rossa. Sono comunque della stessa pasta… fanno parte dello stesso impasto.

Non importa che essi sfruttino discussioni sulle scie chimiche per fare pubblicità alla nuova televisione politica di sinistra, perché costoro conoscono la situazione da almeno quattro anni e, nonostante la gravità delle irrorazioni, NON hanno mai fatto nulla per divulgare “concretamente” ciò che sanno, mentre continuano ad affermare di non essere sicuri della realtà delle chemtrails! (Vedi Di Pietro, Chiesa & C.).

Non ha senso che Beppe Grillo accenni al “Signoraggio”, quando NON cita la CONSIP e sbeffeggia chi allude alle irrorazioni chimiche.

Non esiste che il Papa evochi, durante l’Angelus, di “Nuovo ordine mondiale” e che nessuno se ne accorga…


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domenica, ottobre 19, 2008

Il dominio arcontico in "Essi vivono" (articolo di Antonio Marcianò)

La verità è inverosimile (Eraclito)

Essi vivono (They live, U.S.A., 1988, 97 minuti) è una nota pellicola di John Carpenter (Karthage, New York, 1948). Un giovane vagabondo (Roddy Piper) scopre, per mezzo di strani occhiali, che molte persone sono in realtà degli extraterrestri in sembianze umane. Essi controllano la società con messaggi subliminali e con un capillare apparato di sorveglianza. Con l'ausilio di un operaio (Keith David), il protagonista comincia la rivolta contro le élites dominatrici.

Letto da alcuni critici, privi del tutto o quasi di spirito critico, solo come un'impietosa condanna "da sinistra" (P. Mereghetti) del sistema capitalista, Essi vivono è, invece, uno spaccato ante-litteram della realtà attuale ed anche una rivelazione dell'inganno dietro le quinte. Il regista e sceneggiatore del film, John Carpenter, con pochi mezzi, riesce a delineare un quadro verosimile, benché incredibile della nostra "civiltà".

Vorrei individuare alcuni aspetti prolettici del film per evidenziare come l'intreccio si riferisca, però, più ad una terra dominata dagli Arconti che da alieni.

La produzione contiene i seguenti segni "profetici" o comunque interessanti.

1 Gli "extraterrestri" riescono ad imporre la loro perversa volontà grazie alla spregevole collaborazione di uomini corrotti, appartenenti alle classi dirigenti.

2 I media, in particolar modo la televisione, sono usati dai potenti per tenere l'umanità in uno stato perenne di stordimento e di sottomissione. Oltre ai programmi, incentrati su frivolezze e su fatti inventati, la televisione trasmette un vero e proprio segnale per influire sulla percezione e sul subconscio.

3 Attraverso un particolare dispositivo (metafora di una visione non più condizionata) è possibile percepire l'essenza dietro le apparenze.

4 L'ambiente, l'acqua ed il cibo vengono deliberatamente inquinati dai governi affinché gli uomini siano lentamente intossicati e le loro capacità intellettive ottuse.

5 L'esercito si avvale, per controllare i dissidenti, sia di elicotteri privi di contrassegni sia di piccoli droni-spia.

6 Gli avvertimenti biblici (e non solo biblici) circa la perversione dell'umanità, sedotta da Satana con i piaceri più laidi, sono veridici.

7 L'abbattimento del sistema dipende sia da una presa di coscienza sia da un'azione mirata.

In un film, dal ritmo serrato e con frequenti piani-sequenza che consuonano quasi con un'unità di azione (tutto si svolge nell'arco di pochi giorni), stride l'indugio, anche alquanto noioso sulla lotta tra il giramondo sottoccupato e l'operaio di colore. I due, infatti, per circa sei minuti si scambiano forti pugni e colpi di ogni tipo. Il vagabondo vuole convincere il manovale ad inforcare gli occhiali affinché... veda. E' tutto inutile: solo, dopo che il protagonista è riuscito ad atterrare il muratore, gli inforca gli occhiali contro la sua volontà. Allora l'operaio finalmente percepisce. Il duello è potente metafora della riluttanza che connota la maggior parte degli uomini: essi potrebbero vedere, ma non vogliono assolutamente, recalcitrano, preferendo restare nella loro rassicurante cecità.

Un aspetto che credo sia sfuggito a recensori e critici è l'"originalità" di uno dei messaggi subliminali che vengono costantemente trasmessi attraverso la pubblicità ed i media. Accanto agli ordini schiavistici e consumistici, come "Obbedisci", "Non porre domande alle autorità", "Il denaro è il tuo dio…" uno spicca per il suo carattere anti-cataro: "Sposatevi e moltiplicatevi". Questo comando la dice lunga sulla necessità che i jinn hanno di allevare il bestiame umano: essi, infatti, sono come quei porcari che si rallegrano quando la scrofa figlia molti porcellini.

Gli uomini sono dunque utili per i demoni che li sfruttano. Non è un caso se l'umanità è svigorita con sostanze chimiche e con germi, ma è necessario che alcuni gruppi siano tenuti in vita e, anzi, è auspicabile che il loro numero aumenti, sebbene essi siano tenuti in uno stato di perenne servaggio, spacciato per libertà. Per quale motivo recondito, si può forse immaginare.

La conclusione del film, nonostante la morte dell’intemerato protagonista, è positiva, poiché viene spento in extremis il segnale che ipnotizza l’umanità: finalmente gli alieni appaiono con il loro orribile volto inteschiato ed il sistema basato sulla menzogna e sul controllo implode. Credo che il tema del segnale si possa interpretare sia in senso letterale sia metaforico: è la ragnatela elettromagnetica (ed eterica?) che invischia corpi e menti, ma pure la plumbea cappa di false credenze che schiaccia la coscienza.

Spegnere il segnale non è facile come premere il pulsante off del televisore, ma bisogna provarci.


Fonte: Zret Blog




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giovedì, ottobre 16, 2008

Malattie autoimmuni dopo somministrazione del vaccino contro il papillomavirus

Martedì 14 Ottobre 2008 - L’emittente televisiva statunitense CBS ha riportato il caso di una ragazza di 13 anni di nome Jenny, che vive nel Nord Carolina, sana fino a 15 mesi prima. Subito dopo aver assunto la terza iniezione del vaccino tetravalente contro il papillomavirus, Gardasil, la ragazza ha iniziato a manifestare i primi segni di una malattia muscolare degenerativa. Ora Jenny è quasi completamente paralizzata.

Gardasil può aver causato la paralisi?

La famiglia di Jenny ritiene che ci sia un legame tra la vaccinazione con Gardasil e la paralisi della figlia. La società produttrice del vaccino, Merck & Co, ha negato l’esistenza di una casualità tra vaccinazione e questo grave evento avverso. Il caso di Jenny non è isolato, tuttavia le autorità sanitarie non hanno finora avvallato la relazione tra paralisi e vaccinazione.

L’F.D.A. (Food and Drug Administration) ha comunicato che dal 2006, anno dell’approvazione del vaccino, quasi otto milioni di ragazze hanno ricevuto almeno una iniezione di Gardasil; in totale sono state somministrate 13 milioni di dosi.

La stampa americana ha riportato anche il caso di Katherine Davison, una ragazza di vent'anni che, dopo aver assunto la terza dose di Gardasil, ha avvertito giramenti di testa, ed ha sviluppato sintomi simil-influenzali. In pochi giorni la ragazza ha perso la sensibilità sul lato sinistro del corpo. I medici hanno accertato che la paziente era stata colpita da un ictus. Merck & Co non ha inserito la trombosi tra gli effetti indesiderati del Gardasil. La parte sinistra del corpo di Katherine è ancora insensibile, con giramenti di testa, stanchezza; la ragazza sta assumendo ben sette farmaci al giorno.

Una ragazza di quattordici anni, Katherine Kimzey, ha manifestato cefalea debilitante, svenimenti e rigidità simil artrite, con frequenti giramenti di testa e difficoltà a stare in piedi. L'adolescente è stata ricoverata in ospedale, ed ha sofferto di crisi convulsive. I sintomi di Katherine iniziarono subito dopo aver ricevuto la seconda iniezione di Gardasil.

Dall’analisi del sistema di sorveglianza post-marketing, VAERS, è emerso che tra le segnalazioni pervenute (9.749 al 30 giugno 2008) i casi gravi sono una minoranza (6%), ma con un’incidenza maggiore di quanto atteso.

Non è da escludere che in alcune persone la somministrazione di un vaccino come il Gardasil, talvolta somministrato contemporaneamente ad altre vaccinazioni, possa scatenare una reazione di tipo autoimmune. A sostenere questa tesi è Diane M. Harper, direttore del Gynecologic Cancer Prevention Research Group al Dartmouth Medical Scholl nel New Hampshire (Stati Uniti), che già nel 2007 aveva avvertito del possibile presentarsi di malattie autoimmuni dopo somministrazione a giovani ragazze del Gardasil. (Xagena Medicina)

Fonti:

CBS News
NHPR News, 2008
VacciniOnline.net
MedicinaNews.it



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martedì, ottobre 14, 2008

Elicotteri privi di contrassegni e scie chimiche: il caso Alitalia

E' noto che le attività clandestine di aerosol coincidono con una frenetica attività di elicotteri non identificati, i quali hanno funzioni non ancora definitivamente accertate. Mentre negli anni passati, all'inizio delle attività chimico-biologiche sul nostro territorio, era più frequente avvistare mezzi del tutto assimilabili ad aeromobili di tipo militare (in genere si trattava di Agusta-Bell AB 212 in livrea mimetica, sebbene anch'essi privi di targhe di riconoscimento), ora è consuetudine registrare soprattutto la presenza di elicotteri dalle solo apparenti fogge civili.

Ultimamente abbiamo potuto più volte osservare velivoli con livrea del tutto assimilabile a quella dei Vigili del Fuoco, ma, come nel caso di tutti gli altri aeromobili ripresi, questi sono sempre privi di coccarde identificative. Appare evidente l'intenzione di ingannare un osservatore non attento ridipingendo con fogge "familiari" gli aeromobili che, invece, hanno evidentemente scopi di sorvolo del tutto estranei a quanto ingenuamente qualcuno potrà pensare. Se così non fosse, per qual motivo si adottano tali espedienti? E' chiaro che il gran numero di elicotteri impegnati in voli sui centri abitati non rientra assolutamente nella norma e costituisce un'attività illegale occupare i cieli di qualsiasi paese con velivoli non muniti di contrassegni identificativi. Non ultimo, sappiamo che a Sanremo è stato realizzato un eliporto sul cui reale uso (non viene a quanto pare impiegato né da eliambulanze né dalla protezione civile) le persone interrogate appaiono reticenti ed evasive. Ma allora... chi autorizza questi voli? Gli enti preposti al controllo aereo (E.N.A.C. ed E.N.A.V.) e, in special modo, il Ministero della "Difesa", dovrebbero fornirci delle risposte esaurienti e definitive.

Vano auspicio.

REGOLAMENTO “MARCHE DI NAZIONALITA’ E DI IMMATRICOLAZIONE DEGLI AEROMOBILI CIVILI”

Articolo 5


Posizionamento delle marche

Le marche di nazionalità e di immatricolazione devono essere dipinte sull’aeromobile oppure apposte con qualsiasi altro mezzo che assicuri un equivalente livello di integrità nel tempo. Le marche devono essere tenute pulite e visibili.

Il 27 settembre 2008, come è noto, si sono svolti gli ultimi febbrili negoziati Alitalia-C.A.I., mentre i voli chimici si erano diradati in tutta Italia nella settimana precedente. Inconsueto ed abnorme è stato il numero di elicotteri privi di contrassegni identificativi in sorvolo su Sanremo ed altre città. Firmata l’intesa, però, si è assistito ad una spaventosa recrudescenza delle attività, soprattutto nelle ore notturne, con decine di sorvoli di aerei spesso in formazione, per lo più, a bassa quota e con la ricomparsa (la sera stessa del 27 settembre) e dopo un black out di oltre dieci giorni, degli MD-80 che, casualmente, sono tra i velivoli in dotazione alla compagnia di bandiera. Il sospetto che i piloti Alitalia abbiano avuto un anomalo potere contrattuale superiore agli altri comuni lavoratori è legittimo.

Il filmato che vi proponiamo si riferisce a quel giorno.


Helicopters and chemtrails from Tanker Enemy on Vimeo.



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lunedì, ottobre 13, 2008

Stato di polizia alle porte?

"Siamo sulla soglia di una mutazione globale. Ci manca soltanto una cosa: una crisi rilevante, e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale"
David Rockefeller allo United Nations Business Council, 1994.

"Siamo davanti a una grave crisi globale che richiede forti risposte globali"
George W. Bush, 11 Ottobre 2008



Mentre la situazione economica internazionale sta rapidamente precipitando, avvengono quasi di sfuggita sullo sfondo dei movimenti assai curiosi, che visti in una prospettiva più ampia assumono una connotazione leggermente preoccupante.

Qualche mese fa vi fu una accesa polemica in Italia per la decisione del governo di schierare per le strade delle città un numero cospicuo di militari, per la precisione 2500 fanti dell'Esercito destinati a compiti di sicurezza e di ordine pubblico.
Una assoluta novità nella storia dell’Italia repubblicana, ed una misura che ricordava troppo da vicino usanze più congeniali a regimi dittatoriali. Ma per quale motivo? Quasi sicuramente una decisione che aveva uno scopo pratico, ovvero il testare la reazione popolare di fronte ad un provvedimento tipico di uno stato in cui vige la legge marziale.

Nello stesso modo, il governo tedesco ha proposto di modificare la costituzione per permettere un dispiegamento dell’esercito all'interno dei confini nazionali. La spiegazione ufficiale di questa manovra è la necessità di “combattere il terrorismo”.

Una scusa ovviamente risibile, dal momento che le vittime per il terrorismo sul suolo tedesco negli ultimi anni sono pari a quelle causate da caduta di dischi volanti.
Lo stesso provvedimento è stato preso negli Stati Uniti, dove dal 1° Ottobre è stata dispiegata sul suolo nazionale una brigata di fanteria, una brigata di combattimento attivo in precedenza di stanza in Iraq.

Ancora una volta, si tratta di una misura inconsueta, un fatto mai verificatosi in precedenza. Sempre negli Stati Uniti, si ricorderà come l’amministrazione Bush si sia a lungo impegnata negli ultimi anni nella costruzione di numerosi campi di detenzione per civili. Se ne contano più di 800 sparsi su tutto il territorio americano, pronti all’uso e al momento del tutto vuoti.
Ma pronti per chi?

Se facciamo ancora un passo indietro, vi è un altro indizio che suggerisce un determinato scenario.

Torniamo in Europa, e riprendiamo in mano il tanto vituperato Trattato di Lisbona, ovvero la nuova costituzione dell’entità orwelliana che risponde al nome di Unione Europea.
Un trattato sempre rigettato dai cittadini nelle sue varie forme, ma che finirà solennemente ratificato all’unanimità nelle oscure sale dei vari parlamenti europei.

Il Trattato di Lisbona è stato compilato in modo volutamente confusionale, con una sequenza di continui rimandi e aggiunte a documenti precedentemente redatti, come il Trattato sull’Unione Europea (TUE), la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea e la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU).

L’articolo Articolo 52, paragrafo 3 del Trattato di Lisbona così recita:

3. Laddove la presente Carta contenga diritti corrispondenti a quelli garantiti dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (detta CEDU), il significato e la portata degli stessi sono uguali a quelli conferiti dalla suddetta convenzione.

Ciò implica che la CEDU sia parte costituente del Trattato.
Ed arrivando al dunque, vediamo cosa dice questa Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali , all’articolo Articolo 2 - Diritto alla vita:

1. Il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge.
Nessuno può essere intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un tribunale, nel caso in cui il delitto è punito dalla legge con tale pena.

2. La morte non si considera inflitta in violazione di questo articolo quando risulta da un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario:

a. per assicurare la difesa di ogni persona dalla violenza illegale;
b. per eseguire un arresto regolare o per impedire l'evasione di una persona regolarmente detenuta;
c. per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o una insurrezione.

Ecco quindi che secondo il Trattato di Lisbona, diviene lecito privare della vita un cittadino quando il ricorso alla forza da parte dello stato si rende assolutamente necessario, come ad esempio nel caso di una “sommossa”.
Una aggiunta curiosa, questa dei padri costituenti.

Quando mai si è vista nell'Europa contemporanea, placida e pacifica, una insurrezione popolare tale da giustificare un intervento armato da parte delle forze dell'ordine?

Perchè si sente ora la necessità di autorizzare queste forze dell'ordine ad agire in tal senso?

Facendo quindi un breve riepilogo di tutti questi elementi inizia a delinearsi un quadro dai tratti alquanto foschi. La crisi economica che stiamo vivendo è assai grave, e la sua portata non è stata ancora sperimentata.

La crisi ad oggi ha travolto le strutture finanziarie, e per la maggioranza dei cittadini pare avere solamente un carattere numerico, cifre che ci vengono dispiegate dai telegiornali e che non siamo nemmeno in grado di quantificare.
Quando la debolezza del sistema finanziario farà sentire i suoi effetti sull’economia reale, allora anche il singolo cittadino conoscerà in prima persona il significato di questa depressione.

Gli indebitati non saranno più in grado di ripagare i propri debiti, il blocco del credito implicherà un grosso calo nella produzione con conseguenti fallimenti e licenziamenti su grande scala. Il periodo delle vacche grasse per l’Occidente è finito, un periodo di prosperità iniziato nel dopoguerra e che era fondato essenzialmente sul debito, in maniera via via più marcata.

Questo è il momento in cui quei debiti si pagano, e occorrerà farsene una ragione.

E l’elite del potere tali scenari li aveva già previsti da tempo, dal momento che ha le idee un po’ più chiare degli economisti della domenica che affollano i media e che ancora non hanno idea del perché tutto questo stia succedendo.

Una grande crisi economica, le conseguenti rivolte popolari, una serie di provvedimenti atti a fronteggiare al meglio tali “sommosse”, con tanto di eserciti schierati per le strade, autorizzati a sparare sulle folle e con tanti campi di concentramento già allestiti, per i “dissidenti”. Ed alla fine del temporale, come un Deus ex Machina calerà dall’alto la definizione di un Nuovo Ordine, di cui tutti sapranno ormai accettare la necessità.


Si veda anche:

- Per chi suona la campana? di Huey Freeman
- Verso il Governo Mondiale, il volto oscuro delle Nazioni Unite
- Nuovo Ordine Mondiale, i concetti base
- Date significative nella creazione di un Nuovo Ordine Mondiale
- La creazione di una crisi finanziaria, di Capitano Nemo



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venerdì, ottobre 10, 2008

Gandalf è una creatura DARPA

Nessuno deve saperne nulla al di fuori degli USA e gli americani, per saperne qualcosa, debbono avere il nulla osta. Ma qualcosa trapela: DARPA avvia un progetto fin qui riservatissimo.


Roma - Non è molto quel che si ricava dall'
annuncio ufficiale: "Gandalf è un programma di tecnologia avanzata per lo sviluppo e la dimostrazione di ricerche in campo di geolocation e identificazione dei punti di emittenza di trasmettitori radio per segnali di specifico interesse. L'obiettivo finale è porre degli apparecchi palmari in condizione di localizzare e individuare segnali radio di interesse nell'ambito del programma. Gli obiettivi specifici e le performance associate alle rispettive attività per il programma Gandalf sono dati classificati".

Che il progetto del DARPA, il braccio tecnologico del Pentagono, sia in itinere è evidente dalla sua
presenza sul sito dedicato alle Federal Business Opportunities, utilizzato dagli States per pubblicare i bandi di gara con cui il governo si approvvigiona di prodotti e servizi. Tra i contractor già è elencata un'azienda, la QUASAR FEDERAL SYSTEMS, INC., dalla piuttosto enigmatica ragione sociale e dalla home page apparentemente innocua ma che sembra abbracciare, nel campo Federal Systems, tecnologie avanzate.

Wired
lo descrive come un sistema adibito semplicemente a sorvegliare "nemici attraverso i telefoni che usano". Sembrerebbe - ipotizza invece un ex-ufficiale della Marina che si vogliano sviluppare dei "palmarini" che, sfoderati al momento opportuno, possano accerchiare un obiettivo e, collegati tra loro, possano individuarlo e, volendo, possano "inseguirlo". L'ufficiale sostiene che "Questo tipo di attività viene abitualmente svolto con l'ausilio di aerei da sorveglianza e/o droni. Questa novità sembra concepita per quegli scenari dove aerei e droni non possono essere impiegati, per esempio se le autorità locali non dovessero essere a conoscenza di una eventuale operazione in corso". Non c'è molto altro. Né potrebbe essere diversamente, essendo tutta la documentazione coperta da segreto militare.


Fonte: Punto Informatico



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mercoledì, ottobre 08, 2008

Militari per le strade: ma allora è un vizio...

Ormai i militari per strada diventano un'abitudine, almeno in TV e quando si parla di casalesi o di Chiaiano, tanto che il Ministero della Difesa si allarga e lamenta carenza di fondi. Probabilmente gliene servono altri.

In Italia ne abbiamo fatto una questione berlusconica, fascista, insomma l'ennesima idea peregrina di un governo surreale. Come avevamo invece anticipato nel post relativo, probabilmente i militari nelle città non sono un'idea tanto originale. Stante la situazione in rapido deterioramento (citazione da The Stand...), che presto occorrerà tener buona la gente con le buone o le cattive è un'esigenza che cominciava a serpeggiare in vari Paesi. Insomma, questa faccenda dei militari in città era un'opzione sui tavoli internazionali già da parecchio.

Infatti, ecco che succede nella Germania di Merkel. Il governo tedesco sta approvando l'impiego domestico dell'esercito, e non avendo sottomano camorristi né monnezza la scusa alquanto più deboluccia è quella del "terrorismo" e di "aiuto nelle emergenze". Evito battute di cattivo gusto su cosa proveranno i tedeschi nel sentire di nuovo sbattere i tacchi nelle ronde notturne.

Non finisce qui. Succede proprio ora anche in USA. Per "combattere il terrorismo" e "intervenire nei disastri naturali" (mancano anche loro di monnezza), una decorata unità da combattimento dell'esercito è tornata dall'Iraq per intervenire prontamente in caso si risvegli un commando di Muqtada al Sadr a Minneapolis.

Tutte queste coincidenze lasciano poco spazio all'immaginazione: si temono rivolte nei Paesi occidentali. E se volete scommettere su quale sarà la prima città del mondo a rivoltarsi, potete sempre contare sui bookmaker inglesi. Sulla notizia come sempre, gli esperti britannici accettano le vostre puntate: in testa alla classifica, Parigi (data 3 a 1) e Washington (10 a 2).


Fonte: http://crisis.blogosfere.it/



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martedì, ottobre 07, 2008

Scie chimiche: confutazioni alle F.A.Q. del C.I.C.A.P.

Il C.I.C.A.P. ha recentemente pubblicato un testo che, in realtà, è un centone di tutti gli spropositi, gli errori e le mistificazioni sbandierati in questi anni, dalla rete degli occultatori. Il documento denota un grado di "scientificità" che si attesta a livelli infimi, prossimi alla non misurabilità. Si può quindi concludere che il famigerato comitato ha gettato la maschera: è palese che i numerosi disinformatori, usi all'insulto ed alla diffamazione, sono pròtesi del C.I.C.A.P. a cui risale la capillare azione di discredito e di depistaggio di questi ultimi tre anni, circa il fenomeno delle scie chimiche. Credere alla loro "verità" è come credere nelle parole di Ser Ciappelletto.

Il documento, in formato PDF, si può leggere e scaricare a questo link.

MIRROR 1
MIRROR 2
MIRROR 3

Qui la versione html a cura di Corrado Penna che ha curato anche un suo dettagliatissimo dossier.



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domenica, ottobre 05, 2008

Smart dust: dallo spionaggio industriale al controllo globale

Polvere intelligente, monitoraggi su Internet, due diligence finanziarie ed una fitta rete di insiders


Tradiscono addetti alle pulizie, magazzinieri e segretarie. Tradiscono tecnici di laboratorio e ricercatori, assistenti e fornitori, amici e concorrenti. In cima alla catena di controllo, tradiscono dirigenti, amministratori delegati e direttori generali. Tutti potenziali traditori di tutti. Il dipendente che mette le mani su un brevetto, sottrae informazioni e la fa franca può costare carissimo alle aziende. Cifre esatte sullo spionaggio industriale non esistono, ma gli incidenti sono all'ordine del giorno. In Italia i professionisti di livello sono un centinaio, tutti a libro paga delle principali società quotate. Vengono dalle forze dell'ordine, qualcuno dai servizi segreti, i più si sono fatti da soli, specializzandosi all'estero. Chi al College of criminal justice di Boston, dove si tengono corsi in "white collar crimes" e "risk management"; chi in Europa, a Parigi o Harvard, dove si studiano case history dei guru dell'intelligence.


"Capita di continuo: informazioni strategiche sottratte alle aziende da rivali senza scrupoli che hanno assoldato agenzie investigative disposte ad assecondare ogni richiesta", ammette Sergio Pivato, docente di Economia e direttore dello Space Bocconi (Centro europeo per gli studi sulla protezione aziendale). "Ma i furti di brevetto avvengono anche per negligenza: basta dimenticare acceso il pc, trascurare di cambiare la password di accesso ogni 15 giorni, oppure farsi soffiare la valigetta con il portatile". A questo si aggiunge il competitive intelligence, lo spionaggio attuato per controllare le mosse della concorrenza. Legale e profittevole. Un'attività che serve, per esempio, a decidere se investire su un'azienda ad alto contenuto tecnologico situata in un Paese con un regime instabile. Valutazioni di questo tipo, in Italia, sono merce rara. In fatto di investigazioni i colossi stanno Oltreoceano.

Come Kroll, la multinazionale dello spionaggio assoldata da Enrico Bondi per Parmalat. Fondata nel 1972, la società newyorkese conta filiali in mezzo mondo, 2.416 dipendenti e 485 milioni di dollari di entrate operative. Ai tempi d'oro di Wall Street, con le analisi finanziarie, è diventata una leggenda. Al suo livello lavorano solo Decision strategies e Control risk. Negli anni la società, che ha sempre avuto un'impostazione aggressiva, ha attraversato diverse crisi di reputazione da cui si è puntualmente ripresa. In Sudamerica è stata assoldata da Brazil Telecom per sorvegliare i dirigenti Telecom Italia, ma l'operazione si è conclusa con la denuncia del chief executive officer Carla Cico, la chiusura della sede e l'arresto per spionaggio dell'agente Thiago Verdial. Kroll comunque arriva dove gli altri non arrivano. Riesce a scoprire chi si nasconde dietro fiduciarie e società offshore. Scova il prestanome di turno e gli strappa informazioni. Oppure punta diritto sul rappresentante legale.

Quando è sbarcata in Francia, Kroll ha provocato l'allarme dei servizi segreti, che hanno sempre considerato la società uno strumento dello spionaggio statunitense applicato al mondo delle aziende e dei segreti industriali. E forse non a torto. Molti concorrenti non apprezzano i metodi di Kroll. "Nelle indagini hanno successo perché non si fanno scrupoli. Ma hanno commesso errori che sono costati la chiusura di varie filiali. In Italia stanno lavorando senza licenza; alcuni agenti, poi, sono molto chiacchierati", dice al Mondo un agente della Decision strategies. Effettivamente in Italia, dove ha indagato su Telecom, Tecnosistemi, Milano mare e per conto degli eredi di Calvi, Kroll si è dimostrata all'altezza della sua fama solo con l'operazione Parmalat, che ha restituito a Bondi una parte del tesoro nascosto di Calisto Tanzi. Ma come si muove Kroll? "Raccolgono dati aggiornati in tempo reale. Scremano le informazioni rilevanti da quelle inutili e formano un dossier", spiega Danilo Bruschi, docente di sistemi informativi e sicurezza dei calcolatori al Politecnico di Milano. "Possono contare su una fitta rete di insider: consulenti, studi legali, direttori di banca, tecnici informatici e hacker. Le fonti non sono mai un problema. Accedono a bilanci, comunicazioni interne, rapporti su fornitori e clienti, note curricolari. Fanno sopralluoghi negli uffici, se serve rovistano nei cestini e nei sacchi della spazzatura. Consultano i registri degli ordini, gli albi, studiano la reputazione del management, stilano perizie sui prodotti. E vanno alle fiere per osservare da vicino i concorrenti".

A questa analisi preliminare ne segue una seconda, più delicata, della due diligence e delle interrogazioni bancarie mirate. "Kroll con le banche ha un rapporto di dare e avere: passa ai direttori informazioni e ne ottiene altre in cambio. Se il risultato non arriva, utilizza altri metodi, non sempre cristallini", dice Ernesto Savona, docente di criminologia all' università Cattolica di Milano. "Il denaro lascia sempre una traccia", aggiunge. Solo nell'ultima fase scattano i pedinamenti, le intercettazioni ambientali e telefoniche. I tempi di preparazione dei rapporti variano: le informazioni sulla stabilità di un Paese sono aggiornate continuamente, e quindi sempre disponibili. Il resto dipende dall'urgenza del cliente. Naturalmente questa è solo la parte più elementare dell'attività di intelligence.

Per tutte le agenzie investigative Internet è una miniera di informazioni. Si parte con le banche dati: Dialog e Datastar, gli archivi dell'agenzia giornalistica Reuters, il Cerved per le visure societarie. Nelle indagini di competitive intelligence è fondamentale la consultazione della Banca dei brevetti, che rivela le mosse della concorrenza. Anche se i gruppi più grossi hanno imparato a depistare i competitors depositando brevetti inutili. Poi c'è l'hidden Internet, l'insieme delle informazioni che si trovano nei forum, nei news group o nelle chat. In questo caso si tratta di capire chi si nasconde dietro un nickname. Si sono modificate le regole di attacco e difesa al punto che anche le tecnologie militari sono diventate di pubblico dominio. Fino a un paio di anni fa, Carnivore era uno dei più potenti strumenti informatici della C.I.A. Installato sul canale entrante di un provider, ricostruiva schermata dopo schermata la navigazione di un utente. Oggi è solo uno dei tanti software pirata. "Sempre che non vi sia stata sottrazione fisica di materiale, la maggior parte dei casi di spionaggio industriale dipende da un baco del software", precisa Bruschi. "La cosa diventa grave quando questi programmi risiedono dentro computers collegati ad Internet: allora posso infilarci dentro qualsiasi cosa".

Il danno d'immagine arrecato da un'intrusione informatica può far fibrillare la Borsa. Nel 2000 Amazon ha subito un "denial of service attack", una tecnica comunemente impiegata come strumento di concorrenza sleale. Il server, intasato dalle richieste inviate via Web, si è bloccato, e nel giro di qualche ora il titolo ha accusato al Nasdaq una flessione del 30%. I manuali di business intelligence dicono che la difesa informatica va organizzata su tre livelli: prevenzione, rilevamento e risposta. Per ogni passaggio esistono software adatti. Ma chi lo fa veramente? Di sicuro Fiat, Telecom, Enel, Pirelli e Rfi (Rete ferroviaria italiana), che sono costrette a dotarsi di dispositivi di protezione per ragioni di national security. Ma sono un'eccezione e comunque potrebbe non bastare. In Italia vivono almeno cento persone capaci di bucare gli scudi elettronici di queste aziende.

Sono specialisti in "information gathering" la raccolta di notizie sui sistemi di protezione. Se i dispositivi di difesa non sono perfettamente allineati, individuano subito un varco. Altrimenti aspettano l'errore umano: c' è sempre una password o un codice che non viene aggiornato al momento giusto. Servono solo soldi, tempo e lavoro di squadra. Maurizio Decina, docente di telecomunicazioni al Politecnico di Milano, si occupa di sicurezza infrastrutturale, e non scherza quando dice che nessuna azienda può dormire sonni tranquilli. Lui, per esempio, sostiene di poter arrivare ovunque. Con la sua società, la Ict consulting, effettua test di intrusione per conto dei principali gruppi quotati. "La tecnologia da sola è inutile", dice. "Sono gli uomini a fare la differenza". La tesi è che, senza i guardiani giusti, anche l'unità di crisi milanese di Telecom, il centro ricerche Fiat di Orbassano (Torino) o i laboratori Pirelli della Bicocca potrebbero essere violati dall'esterno.

È una questione statistica. I mastini di Telecom guidati da Giuliano Tavaroli, numero uno della security italiana, solo in un mese hanno ricevuto e respinto 26 milioni di attacchi esterni. Il crescente impiego di tecnologie militari nelle azioni di spionaggio industriale complica le cose. "La smart dust, o polvere intelligente, è una sofisticata rete di microcomputer grandi appena qualche millimetro cubico", afferma Decina. "Installano visori ad alta definizione, sensori audio e sniffer in grado di riconoscere odori e comunicare informazioni via onde radio. Si autoalimentano con le vibrazioni o il calore. Disseminati su un'area vasta quanto la Lombardia, ne garantiscono il controllo totale". L'esercito americano ha usato la polvere intelligente in Afghanistan e Iraq. Ma un privato può ordinarla al prezzo di poche decine di dollari (nel 2004 - n.d.r.) alla Crossbow o alla Smartdust corporation di Berkeley.

Appena qualche centesimo costano le smart tag, le etichette intelligenti a radiofrequenza che entro il 2008 sostituiranno i codici a barre. Posizionate all'interno di un pc o di una penna, arriveranno presto a trasmettere grandi quantità di informazioni. Un brutto affare per le aziende globali. Laser per l'intercettazione vocale, microfoni e microtelecamere, invece, fanno parte del corredo di qualsiasi agenzia investigativa. Tra i siti specializzati non c'è che l'imbarazzo della scelta. Forse i tempi di Echelon sono finiti. O forse tutti danno per scontato di essere spiati dai satelliti del blocco anglosassone. Nel 1995, fax e telefonate tra il consorzio europeo Airbus e le aerolinee saudite furono utilizzati per far vincere un bando di gara da 6 miliardi di dollari alla Boeing. In quell'occasione il dipartimento del Commercio U.S.A. passò informazioni alle aziende statunitensi, che soffiarono un appalto d'oro ai concorrenti europei. "I furti di brevetto avvengono anche per negligenza basta dimenticare di spegnere il computer" "Kroll, con le banche, ha un rapporto di dare e avere: Passa Informazioni e ne riceve in cambio" "La maggior parte dei casi di spionaggio industriale dipende da un baco del software".


Da Il mondo del 17/12/2004
http://www.archivio900.it/it/articoli/art.aspx?id=5987

di Matteo Scanni

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venerdì, ottobre 03, 2008

NO alla nuova base U.S.A. DAL MOLIN a Vicenza

Pubblico volentieri un comunicato inviatomi da diversi amici vicentini.


Siamo tutti Vicentini: mobilitazioni il 4-5 ottobre

APPELLO: [...] La vicenda Dal Molin non riguarda solo la città di Vicenza; a essere in gioco, infatti, è la realizzazione di una nuova base militare statunitense, ovvero di uno strumento utile alle future guerre; ma anche il diritto delle comunità locali – di tutte le comunità locali – di potersi esprimere sui progetti [...]


Breve stralcio da un articolo sul giornale di Vicenza.


-----------------------------------
Il sindaco non demorde. Insorge contro
l'ordine del Consiglio di Stato che giudica la consultazione "inutile e
irrealizzabile". Al referendum di domenica, Achille Variati ci sarà. "Il
Consiglio di Stato ha dato un ordine a Vicenza", ha detto il sindaco. "Vicenza
domenica darà un consiglio allo Stato"."
-----------------------------------

Ai cittadini viene negato il diritto di esprimersi. Nota bene: non di decidere, ma solo di esprimersi. Se non è mancanza di democrazia questa, ditemi voi che cos'è. La sera del primo ottobre 12.000 Vicentini sono scesi in piazza per protestare e non mi risulta che le tv nazionali ne abbiano fatto menzione. Se sbaglio, correggetemi.

I leghisti, come al solito, fanno i padroni a casa nostra solo con gli zingari e gli extracomunitari (ma gli yankee non sono extracomunitari?), non con chi ti mette le atomiche sotto casa.

Buffoni!!!

Attenzione! Bisogna votare Sì. Leggete bene il quesito; trattasi di referendum all'italiana per cui chi vuole no deve votare sì e viceversa.

Grazie a tutti.

Damocle

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Aerei fantasma (Transponder Off - by Tanker Enemy)




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mercoledì, ottobre 01, 2008

Le limitazioni del proprio Io (articolo di Davy - Seconda parte)

1° grado: Religioni monoteiste e politeiste

Impongono al credente di confidare nell’esistenza di esseri e/o entità superiori. Essendo questi i credo più seguiti nel globo, sono per ora i più efficienti, in quanto offrono al praticante uno scopo da seguire per un fantomatico benessere oltre la vita terrena: ciò porta un individuo ad avere un solo scopo da perseguire. La cieca fiducia nell'istituzione-chiesa lo può indurre pure ad avallare massacri. Ogni credo ha delle gerarchie da rispettare che vengono riproposte anche in un eventuale paradiso od inferno.

Sono queste le ideologie che hanno portato l’uomo alla situazione di ignoranza attuale e che incatenano tutti quegli individui che molti definiscono come pecore. Anche se viene operata una distinzione tra politeismo e monoteismo, è evidente la somiglianza tra le antiche fedi di Egizi, Babilonesi, Romani, Celtici etc., con la religione cristiana considerata monoteista. Come per i Cristiani Gesù è il figlio di Dio, ad esempio, per gli Egizi, Horus è figlio di Osiride. Inoltre la Vergine ed immacolata Maria è, per i Babilonesi, la Vergine Semiramide e, per gli Egizi, Iside. Questi sono solo alcuni esempi dei tanti a disposizione, ma si deve notare che i vari dei adorati nell’antichità dalle molte culture, altro non sono che i vari santi propiziatori venerati oggi dai cattolici.

2° grado: Religioni percettive

Una volta che l’individuo ha passato il primo grado, inizia a rendersi conto che non tutti sono dove è lui e di avere qualcosa di grande dentro di sé. Per riuscire a valorizzare l’evoluzione, ora vengono proposte altre possibilità di scelta che appaiono più concrete rispetto alle religioni di primo grado. Una di queste può essere la meditazione Zen che offre all’individuo la possibilità di comunicare con Anima allo scopo di migliorare la propria Vita quotidiana, quella delle altre persone e soprattutto quella della comunità buddhista (non con fini di lucro, ma di potere). La pratica Zen è forse l'unica che, se viene capita, porta ad intendere un aldilà spirituale tramite il Nirvana, mentre la reincarnazione che viene genericamente pubblicizzata oggi, si riferisce alla reincarnazione a livello fisico e spirituale, ma non come proseguimento a livello Animico. Qua si possono collocare la
New age ed altre correnti che prendono in considerazione l’esistenza di Anima, proponendo varie meditazioni allo scopo di adagiarla per contenerla.

3° grado: Scienza

Ora Anima, Mente e Spirito cominciano a rendersi conto della trascendenza che li fa divenire “proprio Io” e, tramite uno sguardo interiore e la classificazione dei propri sensi, ci si rende conto che possono cambiare i parametri di analisi, a seconda dei fattori che possono influire sulla percezione dei sensi. Di conseguenza l’individuo comincia a porsi domande sempre più complesse e volte a dare precisa spiegazione a ciò che vede ogni volta che apre gli occhi. A questo punto si avvia lo studio delle reazioni. Si parte dalla fisica di Newton per avere le risposte basilari, poi ci si rende conto che i concetti espressi hanno dei limiti, così si passa allo studio della fisica quantistica, mentre il grado di pericolo aumenta, come si accresce la complessità delle reazioni che ora si possono studiare. La fisica quantistica dà la possibilità di mettere in discussione la reale consistenza di ciò che ci circonda. Le basi sulle quali è costruita portano a cambiare la percezione e gli angoli di osservazione, stimolando in questo modo possibilità infinite di domande e relative risposte. Molti si fermano qui, presi da ricerche che gireranno su sé stesse in eterno, mentre altri fermano un attimo le ricerche per vedere quali sono altri possibili sviluppi.

4° grado: Cospirazioni ed intrecci ideologici

A questo punto si arriva a capire che esiste un limite da varcare per trovare le vere risposte. Ora l’individuo può diventare un pericolo per l’architettura, poiché ha compreso che i primi tre gradi che ha dovuto superare o che non ha neppure considerato sono stati orchestrati dal sistema. Qua vengono collocati politica e multinazionali, sistemi di controllo e chemtrails. Il materiale che si ha a disposizione circa questi temi spinge a porsi nuove infinite domande, infinite perché le risposte rimangono sempre circondate da segreto e da ambiguità.

Leggi qui la prima parte.


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sabato, settembre 27, 2008

Il “metodo scientifico” come paravento dei vigliacchi


Un'altra estate è trascorsa sotto un cielo solcato da profonde ferite: le ormai famigerate chemtrails.

Di fronte ad una sempre più invasiva campagna di disinformazione volta a "normalizzare" l’orrore e nella quale sono coinvolti a vario livello media, pubblicitari, produttori cinematografici e televisivi, "scienziati", militari, “meteorologi”, piloti, etc., la questione scie chimiche sta rischiando di scivolare sempre più nella "leggenda", grazie anche alle nuove tecniche di dissimulazione adottate dagli
avvelenatori in questi mesi con sempre maggiore frequenza al fine di nascondere agli occhi non attenti le attività di irrorazione clandestina.

Si è affermato più volte che le operazioni di aerosol si sono ultimamente concentrate nelle ore notturne e, durante il giorno, si è privilegiato un intenso uso di scie di tipo non persistente, con elementi dispersi a quote superiori. Gli aerei, nascosti dalle nebbie chimiche o dai fronti nuvolosi creati ad hoc durante la notte, hanno così potuto agire indisturbati.

Nel frattempo anche il C.I.C.A.P., attraverso i suoi coordinatori, si è schierato ufficialmente con i negazionisti per tentare in tutti i modi di rendere inoffensivi coloro che, come noi, lavorano per la diffusione di informazioni vitali. Non è comunque di codeste nullità che vogliamo occuparci, in quanto a noi preme riportare
dati obiettivi e, al contrario dei disinformatori, non ci perdiamo in inutili arrampicate sugli specchi senza ventose. Noi portiamo una mole enorme di dati, documenti e studi, mentre i cicappini possono solo impelagarsi in sofismi e paralogismi.

Ci siamo più volte soffermati sulla correlazione tra le scie chimiche e la presenza di polimeri di origine nanotecnologica, usati con lo scopo di trasportare su ampie aree gli elementi dispersi, tra i quali, come sappiamo, si annoverano alluminio, bario, titanio, rame, quarzo, carbonato di calcio, litio, silice, cesio, stronzio, torio, smartdust (polvere “intelligente”), oltre che agenti biologici modificati.

I riscontri, oltre all'aspetto ormai irriconoscibile dei nostri cieli, esistono. Basta osservare ed indagare seriamente.

I
polimeri di ricaduta possono essere reperiti sulle piante, appesi ai cornicioni degli edifici, sui cavi della luce, sugli stenditoi della biancheria etc. La struttura di questi filamenti di polimeri e la loro natura estremamente appiccicosa li rende un veicolo perfetto per gli elementi dispersi in atmosfera da velivoli non identificati che, per ovvie ragioni (durante alcune "missioni" i prodotti rilasciati devono depositarsi al suolo sulle aree designate, in genere zone densamente popolate o campi coltivati), sorvolano i centri abitati a bassa quota.

La smartdust, causa del morbo di Morgellons, insieme con le fibre di polimeri, si può osservare in certe condizioni di luce radente. Anche i filamenti di polimeri possono venire scorti, mentre fluttuano in aria, prima di cadere al suolo in condizioni di luce simili (al tramonto o all'alba, contro sole).



Una volta sottoposti ad un esame microscopico, i
filamenti di polimeri mostrano una struttura che non ha alcuna attinenza con le tele di ragno e se analizzati, mostrano una composizione non organica (proteine), ma di origine artificiale. In molti continuano, non si capisce se in buona fede o meno, ad affermare che il Morbo di Morgellons non esiste e che questa grave patologia è frutto di fantasie "cospirazioniste". In altri casi si asserisce, erroneamente, che il Morgellons è in realtà una sindrome parassitaria che ha addirittura origine nel XVII secolo. Eppure la classe medica italiana è al corrente della reale situazione epidemiologica anche nel nostro paese e si interroga sulle possibili cure per questo male. Infatti, sul sito Web edott.it è stato inserito un articolo con visione riservata ai soli medici (http://www.edott.it/SanitaQuotidiana/12-12-2007/Fili-colorati-sulla-pelle--il-mistero-di-Morgellons.aspx ). Non si era dichiarato che il Morgellons non esiste? Non si era affermato con sicumera che non esistono casi di Morgellons in Italia? Allora per quale motivo talune informazioni non sono leggibili da tutti? Che cosa si intende occultare?

Intanto, senza andare troppo lontano, basta constatare come i prodotti della terra (in aree interessate dalle irrorazioni) abbiano subìto tutti, in un modo o nell'altro danni considerevoli. Guardate, ad esempio, questi limoni.

La presenza di bario, stronzio ed alluminio, oltre che di litio ed di altri elementi dannosi per la salute è stata evidenziata da diverse
analisi eseguite su campioni di acqua piovana, terreno, piante, etc. è confermata anche dalla lettura delle etichette di acqua minerale. Questi elementi non erano assolutamente presenti tra i residui in tracce delle acque minerali di 5-10 anni fa. Sul tema delle analisi al suolo o delle acque si leggono sempre le stesse balzane attestazioni di "scienziati" che adottano il comodo sistema dei due pesi e due misure: infatti essi descrivono e denunciano la situazione di reale inquinamento ambientale dovuta a polveri di nanoparticelle metalliche, rilevate in atmosfera ed al suolo nelle aree circostanti basi militari o inceneritori. Nel caso delle chemtrails, invece, più volte costoro hanno sostenuto che i dati che evidenziano metalli pesanti in acqua, suolo e piante delle aree sottoposte ad irrorazione, non sono attendibili, in quanto non direttamente collegabili agli aerosol indotti. Essi, in quel caso e solo in quello, sono intransigenti e proclamano la necessità di prelievo direttamente nelle scie chimiche, in quota. Due pesi e due misure, appunto, per tirarsi fuori (anche loro come altri "scienziati") dalla ingombrante questione chemtrails, per non vedere la loro reputazione di ambientalisti della domenica contaminata dall’accostamento con i ricercatori indipendenti che osano studiare le scie chimiche.

E' quindi chiaro che certe giustificazioni sono solo un ben poco originale mezzo utile a dissociarsi da ricercatori liberi o da argomenti scomodi, fornendo così, però, vitale ossigeno ai disinformatori (pagati da noi contribuenti) che non lesinano insulti diffamanti con un solo scopo, ovvero fare terra bruciata intorno a chi ha a cuore una sola cosa: la verità.

Se è questo il metodo scientifico tanto sbandierato dai soliti noti, allora ne facciamo davvero a meno.


Fonte: TankerEnemy.com

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venerdì, settembre 26, 2008

Mattoni (articolo di Zret)

Qui si parrà la tua nobilitate (Dante, Inferno)

Anni fa ricordo che la canzone dei Pink Floyd, Another brick in the wall, suscitò roventi polemiche, poiché un verso della canzone recitava: “We don't need no education”, ossia “Non abbiamo bisogno di istruzione”. [1] La frase, il cui valore semantico provocatorio e reciso, era sottolineato dall'iterazione della negazione che viola la sintassi dell'inglese, fu considerata da alcuni blasfema e segno di profonda ignoranza.

Senza dubbio la cultura è necessaria, ma quella fornita dal sistema scolastico è cultura? Siamo sinceri: la scuola è imparentata con la cultura come uno scimpanzé (mi perdonino gli scimpanzé) assomiglia ad una fotomodella. Siamo sinceri: nelle scuole di ogni ordine e grado, il 95 per cento di quello che è insegnato è inutile o errato o mero indottrinamento. Gli studenti che memorizzano nozioni inerti, sterili e fallaci saranno promossi e, bene o male, si inseriranno nel mondo del lavoro; gli allievi pigri ingrosseranno le schiere dei ripetenti, dei transfughi da un istituto all'altro, degli sbandati. Qualche discente, nonostante le condizioni proibitive, grazie ai pochi docenti non allineati ed al suo estro, riuscirà ad interiorizzare dei contenuti culturali che non lo aiuteranno nella scalata sociale, ma gli forniranno, se non altro, degli strumenti per comprendere il disegno del mondo ed anche per gustare i capolavori dell'arte e della letteratura.

E' indispensabile il sacrificio per apprendere: ciò è verissimo, ma diffido di chi afferma che, solo con un impegno intensissimo e ciclopico, si può diventare degli "scienziati". Conosciamo numerosi scienziati le cui scoperte più importanti sono state il risultato di intuizioni, di voli pindarici, di cambiamenti di paradigma, di un modo di pensare libero. Un uomo di genio come Tesla era un creativo, un sognatore, uno sperimentatore, un uomo dalla forte caratura morale: era guidato da idee folgoranti, più che dal paralitico "metodo" scientifico. Tralascio di soffermarmi su tutti gli pseudo-scienziati che spigolano da scoperte altrui o che, al limite, dopo essersi a lungo arrovellati, grazie ad uno "studio matto e disperatissimo", comprendono che le lucine norvegesi sono fenomeni plasmatici. Che scoperta strabiliante! Costoro pontificano su tutto ed il contrario di tutto, ma come l'ineffabile Odifreddi, da “scienziati” frustrati possono solo aspirare a diventare cabarettisti di infimo ordine. Sono "ricercatori" che si atteggiano a ierofanti della Scienza-Dio: siamo noi gli intermediari tra la Scienza-Dio e voi, umili esponenti del volgo, dovete solo fidarvi delle nostre interpretazioni e valutazioni rigorosamente scientifiche. E', mutatis mutandis, lo stesso contegno sprezzante e sussiegoso degli esperti di scie di "condensazione" che credono di intimidire i ricercatori indipendenti, ironizzando sulla loro presunta "scarsa preparazione" in fisica dell'atmosfera, chimica, meteorologia, climatologia e via discorrendo. Avete una laurea scientifica? No? Tacete! Avete una laurea in materie scientifiche? Sì? Tacete lo stesso: non avete articoli referati. Tacete o studiate come noi, prima di parlare. Imparate a memoria le formulette, le equazioni, gli algoritmi, gli asintoti, altrimenti non osate pronunciarvi su nulla. Piuttosto andate a bervi una birra!

Anche gli scienziati "eterodossi", alla fine, sono soldatini del C.I.C.A.P. contro cui, fino a poco tempo fa, tuonavano, rivendicando la loro indipendenza, la loro libertà di pensiero, il coraggio che dimostravano quando si inoltravano in territori di frontiera. E' un caso di omologazione "culturale". Questi sedicenti scienziati non sono migliori dei barbogi accademici che criticano. Hanno sedotto alcuni lettori, divulgando un po' di fisica quantistica, mescolando in modo sapiente vari ingredienti: un pizzico di numero di Planck, una punta di Dio, un briciolo di telepatia, una spruzzata di non-località e l'appetitosa pietanza è servita. Conoscono verità ultime che, superbi e preziosi come sono, tengono per sé. Con modi saccenti e schifati, mettono in guardia dai pericoli della New age, si accaniscono contro chi pubblica articoli indubbiamente beceri, ma spesso in buona fede. Infieriscono contro coloro che attingono ai loro saggi, come se non fossero loro degli spigolatori, insuperati autori di indigesti centoni.

Tuttavia queste anime belle non osano neppure sfiorare il sistema con le sue colossali menzogne ed anzi, tra le righe, accreditano la versione ufficiale sulle scie chimiche, pardon scie di condensazione. Tutto ciò, però, strizzando l'occhio a qualche possibile interpretazione sulla natura paranormale (sic) degli U.F.O., in modo da stare col piede in due staffe. Servono contemporaneamente Dio e Mammona, Rimpinguano il portafoglio con i libri pubblicati da case editrici dalla buona reputazione. Scrivono prolissi, noiosi, volgari pamphlets, pieni di strafalcioni (Gli “scienziati” sono esonerati dalla conoscenza della lingua italiana e possono commettere errori che non si perdonano agli studenti di scuola media), per denigrare tutti e non si sa dove trovino il tempo per le loro mirabolanti ricerche, se sono sempre impegnati a scrivere verbose pasquinate.

Da tempo denunciamo il pericolo costituito dai vari guru della disinformazione, dell'informazione (in)dipendente e delle varie correnti New age, ma è il caso soprattutto di mettere in guardia da chi afferma di conoscere la Verità e che, sia da un punto di vista empirico sia sul piano conoscitivo, non offre alcun contributo concreto. E' facile, infatti, discettare sullo scibile umano, nelle vesti paludate dello “Scienziato” innovatore; è facile sparare nel mucchio (un bersaglio prima o dopo verrà colpito) e, nel contempo, evitare con prudenza temi scomodi, scivolando, però, in una conferma delle tesi mainstream. Non si sa mai: meglio non inimicarsi i potenti.

Come la ”giustizia” umana, costoro sono deboli con i forti e forti con i deboli. Per questo motivo, anche se tra le righe ed in modo sommesso, avallano le ridicole fole dei potenti sul 911 (non si parli di aerei-ologrammi: sono solo gli U.F.O. ad essere ologrammi! Altra scoperta grandiosa!), sulle chemtrails, sul barbecue… Non dimentichiamo poi di appoggiare le religioni istituzionali: vale a dire, continuiamo ad ascoltare gli ipnotizzatori, gli incantatori di… serpenti. Le religioni, create da “angeli” dalle lunghissime vesti candide, e le varie chiese sono potentissimi mezzi di controllo e di manipolazione mentale: è evidente che questi “scienziati” non vogliono che si aprano gli occhi.

Tuttavia l'aspetto più sconcertante di questo gruppo di "scienziati-pionieri", come Stephen Hawking, è il seguente: nel loro delirio di onniscienza, anzi di onniscemenza, ci preannunciano che presto, molto presto, ci mostreranno Dio, magari mentre, a somiglianza di Cincinnato, è intento a coltivare il campo… di Planck. "Harry, ti presento... Dio". Conosciamo i pensieri degli “scienziati” e sappiamo quanto sono vani.

Infine mi raccomando: non disturbiamo questi superuomini nel loro buen retiro, in cui si dedicano alacremente a trovare la centratura di sé stessi, tipico concetto della New age, solo un po’ imbellettato. Speriamo che abbiano un… compasso. Non disturbiamoli: muoia pure il mondo, ma non interrompiamoli, mentre stanno recitando un mantra. La loro “etica” è questa: l’”etica” del totale disimpegno, dell’indolenza e della codardia, spacciati per equidistanza e per saggezza.

Col senno di poi, possiamo affermare che i tanto vituperati Pink Floyd non avevano tutti i torti: la scuola, laddove è espressione del perverso apparato di potere, serve solo a sfornare mattoni nel muro, il muro del sistema, eretto per nascondere le verità, costruito per delimitare un campo di prigionia dove ci si illude di essere liberi. La scuola e l’università producono persone "istruite" affinché siano integrate nel sistema e lo rafforzino; si sbarazzano di ignoranti onde lo rafforzino; rigurgitano "scienziati" perché il sistema sia legittimato e coperto nelle sue bieche strategie.

Anche gli "scienziati eterodossi" sono mattoni nel muro, per quanto nascosti da una pietosa mano di intonaco.


[1] L’enunciato successivo era il seguente: “We don’t need no thought control”, “Non abbiamo bisogno del controllo del pensiero.” Dio solo sa quanto sia controllato il pensiero oggigiorno.



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