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mercoledì, maggio 08, 2013

Attentato davanti a Palazzo Chigi: falso anche il frame della telecamera di sorveglianza


L'indagine sui "fatti" occorsi a Roma il 28 aprile scorso prosegue, enucleando altre incongruenze inerenti alla versione ufficiale. In particolare sono state analizzate le stranezze riguardanti il fotogramma che immortalerebbe il momento cui Preiti spara a bruciabelo al Carabiniere Giuseppe Giangrande. Le contraddizioni degli eventi, secondo la ricostruzione dei media di regime, nonché il cui prodest sono sviscerati nel recente articolo "Attentato davanti a Palazzo Chigi: un false flag all'italiana", 2013, cui si rimanda per maggiori informazioni.

LE AUTO

a) Le auto sulla destra appaiono come modellini bidimensionali. Infatti manca il lunotto posteriore che, data l'angolazione prospettica, si dovrebbe vedere. Inoltre se ne scorgono molte di più di quanto ci aspetteremmo. Semplicemente colui che ha realizzato il falso ne ha replicato i profili, dimenticandosi di riportare le vetture come avrebbero dovuto vedersi in prospettiva.
b) Il modello è inesistente (si noti la curvatura del profilo posteriore e l'enorme finestrino laterale posteriore). Si è cercato di realizzare una Audi 8 da rappresentanza, ma con poco successo.

LE OMBRE

a) Sono nella direzione sbagliata, se si confrontano con le immagini fornite dai TG nazionali pochi istanti dopo gli spari. Si noti, infatti, come nei fotogrammi di RAI News 24 le ombre si allunghino verso la garitta, mentre nel frame in esame divergono da essa. In pratica, se nelle immagini di RAI News 24 le ombre corrispondono alle 11:30 circa, nelle immagini contraffatte della telecamera di sorveglianza esse si riferiscono ad almeno due ore prima.
b) Il paletto sulla sinistra nell'inquadratura non proietta alcuna ombra. Il falsario ha semplicemente dimenticato di disegnarla.
c) L''uomo in fondo alla scena getta un'ombra appena accennata.

I TURISTI

a) L'omino con la maglietta bianca (cerchiato di verde) appare avere un braccio con due gomiti ed una mano senza dita lunga come un avambraccio.
b) In base alle sequenze di RAI News 24 e del TG COM, si evince che i turisti presenti nelle immagini falsificate della telecamera di sorveglianza, si trovano proprio sulla posizione del blindato dei Carabinieri, il che è dimostrazione palese che, anche in questo caso, si tratta di mero fotomontaggio.

I CARABINIERI DI GUARDIA

a) Giuseppe Giangrande, stando alla ricostruzione fornita da questo frame, è stato colpito a bruciapelo dal Preiti, mentre si trovava davanti alle barriere di protezione, ma nelle immagini televisive egli appare steso a terra dietro alle transenne medesime, a circa sette metri dalla garitta e fuori dal campo visivo della telecamera di sorveglianza.
b) Il militare che si nota di spalle appare tranquillo e rilassato, con le braccia incrociate dietro la schiena, nello stesso istante in cui Preiti punta la pistola contro Giangrande. E' un modo davvero strano di reagire ad un'azione di quel genere...

LE TELECAMERE DI SORVEGLIANZA

a) Le telecamere di sicurezza attuali hanno una definizione video ben superiore a quella che mostra il fotogramma fornito ai media dalle autorità.
b) In base alle verifiche svolte, non risulta siano installati impianti di video sorveglianza nel punto compatibile con l'angolazione di inquadratura del frame esaminato.

mercoledì, maggio 01, 2013

Attentato davanti a Palazzo Chigi: un false flag all'italiana

Nell’era dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario. (G. Orwell)



E' la tarda mattinata del 28 aprile 2013: le televisioni nazionali stanno trasmettendo la diretta del giuramento per opera dei ministri del nuovo governo del Presidente. E’ un governo nato secondo il Diktat di organismi sovranazionali che controllano questo paese, ormai da tempo esautorato di qualsivoglia potere da Stato sovrano. Questo 25 aprile rappresenta, per coloro che hanno deciso l'ennesimo golpe, un punto di svolta decisivo che, però, necessita di un'ulteriore legittimazione agli occhi dei cittadini e soprattutto esige un nuovo casus belli, al fine di restringere ulteriormente le libertà dei singoli, con l’introduzione di nuove norme coercitive atte a vietare assembramenti e manifestazioni in luoghi “sensibili”. E' il giorno migliore per un "attentato in diretta televisiva", per cui qualcuno, negli apparati, decide di architettare e mettere in atto una scena da Far West, con tanto di vittime sacrificali in divisa, mentre l'attentatore deve risultare un cittadino esasperato, perché disoccupato e bramoso di eliminare fisicamente qualche politico. Così, mentre i principali networks mostrano le immagini in diretta dell'insediamento del nuovo esecutivo, emuli della cinematografia false flag statunitense, ecco che il collegamento con la Sala di Montecitorio viene interrotto per dare immediatamente spazio ad una... "diretta" della sparatoria in corso proprio dinnanzi al Palazzo.

Sono le 11:40 e RAI News 24 trasmette le confuse e traballanti immagini di un attentatore sconosciuto che apre il fuoco contro i Carabinieri di servizio in Piazza Colonna, a Roma. Per la verità si comprende ben poco di quanto sta avvenendo, poiché l'operatore, nonostante la sua supposta professionalità, porta la sua telecamera da un obiettivo all'altro, zooma avanti ed indietro, punta in alto, punta a terra... Insomma, si tratta delle peggiori riprese eseguite da un cameraman RAI in tutta la storia della televisione di Stato. Questo elemento subito suscita dei dubbi su quanto sta accadendo in quegli istanti e le perplessità aumentano nel momento in cui si menzionano tre feriti: due Carabinieri ed una donna incinta. Dei due militari – si riferisce – uno è gravemente ferito al collo, mentre l'altro ad una gamba. L'attentatore sembra aver esploso ben 7 colpi dalla sua Beretta calibro 7,65, senza che i militari abbiano risposto al fuoco con uno solo proiettile! Davvero strano...

Le stranezze, però, aumentano, giacché dei due feriti meno gravi non si vede alcuna traccia sulla scena, mentre lo sconosciuto è già a terra, ai piedi del blindato dei Carabinieri, oltre le barriere di protezione.

L'inviata di RAI News 24, con tono da attrice poco convincente, descrive al direttore del TG, una scena "terrificante" che non corrisponde assolutamente a quanto evidenziano le poche riprese trasmesse nella... diretta. Le sequenze mostrano un uomo in pantaloni corti e maglietta intento a far cenno a tre militari di spostarsi un po' più a destra (è il regista?), mentre, tra le urla ed il fuggi fuggi generale dei pochi turisti presenti, alcuni fotoreporters (uno con camera a spalla, altri due con macchina fotografica tradizionale, ma delle loro riprese non si trova neanche un fotogramma) con estrema tranquillità si avvicinano a pochissimi metri dalla scena del crimine ed eseguono le loro riprese, ben eretti e stabili, come se tutto quel trambusto intorno non li riguardasse. Questo atteggiamento è in netto contrasto con quello manifestato dall'operatore RAI che, pur essendo distante decine di metri, trema a guisa di una foglia, come se, in realtà, la sua intenzione fosse proprio quella di non mostrare alcunché di quanto avviene in quegli istanti cruciali.

Lo scopo desiderato è presto ottenuto ed immediatamente il Governo appena insediatosi, ripristina la scorta a chi non l'aveva e rafforza quella dei politici che già ne avevano diritto.

Analizzando il filmato di RAI News 24 ci si avvede che alcuni fotogrammi sono stati sottoposti a manipolazione. Casualmente sono i pochi istanti in cui si può osservare il volto del Carabiniere, Giuseppe Giangrande, ma il viso è stato in modo maldestro oscurato in post-produzione. E’ un oscuramento che, malauguratamente per chi ha operato per nasconderci qualcosa, occupa anche parte del palo che si trova davanti al viso del militare. Poco prima che il cameraman sposti ancora con movimento repentino l'obiettivo dal Carabiniere "ferito", si può notare che egli non mostra tracce di sangue sul collo.

Abbiamo accennato alla post-produzione... Come è possibile, se le immagini, da quanto a noi raccontato, erano in diretta? Evidentemente non lo erano e ciò è dimostrato dall'ora mostrata da un agente che, di lì a poco, pare soccorrere il Giangrande a terra. Il suo orologio da polso mostra le 11:30, mentre la diretta del TG di RAI News 24 (come anche quella del TGCOM24) segna a schermo le 11:40. Dieci minuti sono più che sufficienti per preparare una finta diretta, così come avvenne il giorno 11 settembre 2001, durante l'”attacco” alle Torri gemelle.

Inoltre un nostro testimone, esperto di armi, presente casualmente durante il parapiglia, non solo conferma che potevano essere le 11:30 circa, ma ricorda che le deflagrazioni degli spari esplosi apparivano essere originati da cartucce a salve!

E' interessante notare che, il video in questione, riproposto sul canale You-Tube della testata "Il fatto quotidiano", è stato subito rimosso, pochi minuti dopo la nostra segnalazione, su Facebook, di dette anomalie. Per quale motivo?

Un secondo filmato, proposto sempre da RAI News 24 e realizzato qualche minuto dopo, in prossimità del militare a terra, colpito al collo, contiene una serie di tracce audio sovrapposte. Si sentono le sirene, sullo sfondo, mentre al secondo 10 ed al secondo 24 (sul video originale) si odono due persone gridare: "Dio!" e "Che stamo a scherza’?" ed un'altra voce sembra dire: "Che... non vedi?". Poi l'audio risulta troncato e si sente l'inviata ansimare, mentre un agente della sicurezza intima a tutti di allontanarsi.

Che cosa intende dire quel personaggio che esclama: "Che stamo a scherza’?" Forse si è reso conto che si tratta di una pantomima? Una messa in scena? In modo incauto il regista che ha sovrapposto le sequenze audio, con l'intenzione di inserire l'esclamazione "Dio!", ha pure introdotto due volte "Che stamo a scherza?"... il che dimostra che la traccia audio è stata manipolata.

Quindi, riepilogando, abbiamo due filmati trasmessi come "diretta TV" che, invece, non lo sono. Non possono esserlo, giacché sia parti di sequenze video sia tracce audio sono state contraffatte. Ciò porta ad una sola conclusione e cioé che quella diretta televisiva è una montatura che rientra nella strategia della tensione. Quale migliore occasione di un attentato in diretta, mentre il Governo Letta (del gruppo Bilderberg) si insedia?

Questo aspetto chiarisce, senza ombra di dubbio, che il false flag all'italiana è stato messo in atto con la piena complicità dei principali networks italiani, come accadde con l'inganno del 9 11, allorquando le poche sequenze in grafica 3D, realizzate per mostrare il secondo aereo che si schiantava sulla torre Sud (secondo la versione ufficiale), furono distribuite, con qualche modifica, a tutti i canali televisivi statunitensi e nel mondo e ritrasmesse come fatto reale.

Proseguiamo. Anche TG-COM trasmette la sua “diretta” da Palazzo Chigi ed interrompe il collegamento dalla Sala del giuramento per collegarsi... in diretta, con la piazza dell'attentato, salvo poi scoprire che, anche in questo caso, si trattava di riprese video mandate in play con qualche minuto di ritardo. Infatti, non solo anche qui l'ora a video mostra che sono le 11:40, ma, per qualche frazione di secondo, appaiono a schermo le icone della telecamera Panasonic che le ha inviate alla redazione. Quelle stesse sequenze video, dopo la breve interruzione che mostra le icone della Panasonic, ricominciano dal principio, sempre spacciate per diretta televisiva, dopo un improvvido fermo immagine. Curiosa è l'esitazione dell'inviata che ripete tre volte la sua introduzione, dopo aver notato che le immagini si erano fermate e che quindi la farsa della diretta era saltata.

Oltretutto, si nota benissimo che i video disponibili sui fatti di Piazza Colonna sono almeno sei o sette! Ripetiamo: anche questa non è una diretta, se confrontata con l'ora indicata (le 11:30) da uno dei Carabinieri che soccorrono Giangrande a terra in una pozza di sangue. Già... il sangue.

Osserviamo le chiare incongruenze presenti negli scatti pubblicati in Rete e sui media nazionali.

Stando alla versione ufficiale l'attentatore, Luigi Preiti, ha sparato al Carabiniere Giuseppe Giangrande da distanza ravvicinata (meno di mezzo metro), puntando l'arma alla testa del militare, mentre questo si trovava in piedi di fronte a lui in prossimità della garitta. In tale frangente le anomalie sono tante, ma ne elenchiamo solo alcune.

a) L'agente ferito al collo, sul lato sinistro, è stato colpito mentre era in piedi, di conseguenza la linea di sangue sarebbe dovuta colare verso il petto. Nelle foto il rivolo scende solo a lato del collo.
b) Nelle sequenze trasmesse da RAI News 24 si intravvede chiaramente il volto di Giangrande, senza sangue, mentre a fianco della sua mano destra si scorge un cilindro, dal quale scorre un liquido rosso.
c) Normalmente in una ferita al collo il sangue schizza copiosamente, ma non si vedono tracce di sangue sulla divisa né sotto al mento ed intorno al collo del Giangrande.
d) Non ci sono tracce di polvere da sparo, tipiche delle ferite subìte da distanza ravvicinata ed inoltre il foro di entrata è minuscolo ed incompatibile con quello procurato da un calibro 7,65 da distanza ravvicinata.
e) Il militare a terra si trova a circa dieci metri di distanza dalla posizione in cui si trovava, secondo la versione ufficiale, quando è stato colpito dal Preiti.
f) Il bollettino medico diramato dai chirurghi che avrebbero operato d'urgenza il Giangrande menziona un proiettile che, entrando dal lato sx del collo, si è poi conficcato nella scapola, passando attraverso la colonna vertebrale. Ciò implicherebbe una traiettoria curvilinea nonché dall'alto verso il basso (una finestra...) e non ad altezza uomo!
g) I medici descrivono difficoltà respiratorie, ma il militare a terra, a giudicare dalle foto e dalle seppur confuse riprese video, non appare boccheggiante e non gli è stata procurata, dai soccorritori, alcuna tracheotomia per aiutarlo a respirare. Se davvero il Giangrande avesse subìto i danni dichiarati dai chirurghi, sarebbe comunque morto per asfissia, in quelle condizioni, giacché, stando sempre alla versione ufficiale, la prima ambulanza è sopraggiunta ben dieci (10) minuti dopo il fatto.
h) A proposito delle ambulanze, non si comprende da dove provenissero le sirene presenti nell'audio del servizio RAI, se, come dichiarato, i primi soccorsi sono giunti diversi minuti dopo.

Tra l'altro tutti gli agenti intorno al Giangrande sembrano più voler oscurare la vista a cameramen e fotografi non autorizzati a riprendere la fiction, piuttosto che agire per soccorrere il loro collega. In effetti in nessun fotogramma si scorge un paramedico intorno al Carabiniere apparentemente ferito e disteso a terra. Uno degli agenti in borghese sembra operare con una flebo, ma questa, dalle foto successive, rilasciate a giornali ed emittenti televisive, non risulta inserita in un braccio ed anzi, durante le riprese del TGCOM, l'uomo in borghese alza per un attimo il flacone (ad uso delle telecamere), poi, pochi istanti dopo, coperto dai colleghi, lo riappoggia a terra. Ovviamente nessuna flebo può operare correttamente se non posta in alto e soprattutto se questa non ha l'ago presente in vena!

Inoltre... dove sono il militare ferito ad una gamba e la donna incinta? Nessuna sequenza video o fotografia ne mostra la presenza sulla scena del delitto... o meglio... sul set cinematografico.

Occupiamoci ora dell'attentatore. Costui arriva in Piazza Colonna in giacca e cravatta, con abito firmato e scarpe da 150 euro. Ha l'aspetto ben curato e non sembra di certo un muratore disoccupato da tempo. Sembra un sicario, piuttosto che un povero disperato. L'attentatore voleva colpire i politici, tuttavia nessun politico era presente al momento della sparatoria. Al Preiti sarebbe bastato attendere una manciata di minuti ed avrebbe potuto perpetrare una strage di parassiti, invece...

Passiamo in rassegna alcuni punti degni di nota.

1) L'attentatore "squilibrato" presenta capelli corti semi rasati: è il classico taglio delle forze dell'ordine o dei militari. Inoltre è perfettamente sbarbato.
2) Il completo che indossa il Preiti è identico a quelli usati dagli addetti alla sicurezza delle sedi istituzionali.
3) Dalle sequenze di RAINews 24, l’uomo si intravede già dai primi momenti dietro le transenne ed in pochi istanti appare placcato ed atterrato. Strano, visto che la versione ufficiale lo colloca a poca distanza dalla garitta, ma dall'altra parte della piazzetta a circa 6 metri dalla camionetta e dalle barriere. Un qualsiasi deficiente che volesse scappare dopo aver sparato, non si getterebbe tra le braccia dei Carabinieri, scavalcando le transenne di protezione ed infilandosi tra queste ed il blindato dei militari.

4) La pistola ed il caricatore dell'attentatore sono state posate a terra con precisione (si veda la foto del quotidiano “La Repubblica”), nonostante nessuno potesse toccare l'arma prima dell'arrivo della polizia scientifica e l'attentatore, lasciandole cadere a terra, non avrebbe mai potuto allineare pistola e caricatore cosi vicini tra loro. Inoltre la Beretta 7,65, una volta esplosi tutti i colpi si blocca e rimane come nella foto sopra.
5) Il Preiti, immortalato nelle fotografie, mentre esce dalla questura, pur essendo stato ferito al capo durante la colluttazione con gli agenti, non ha alcuna ferita né tumefazione né cerotto o benda sulla testa.


6) Il giallo della punta di trapano che il Preiti aveva in una borsa. Oltre ai proiettili (una cinquantina) che l’attentatore portava con sé, gli inquirenti hanno trovato - così viene riportato - nella sua borsa anche la punta di trapano: a che cosa serviva? Perché l’ha portata con sé? La prima ipotesi è che abbia adoperato l’utensile per cancellare il numero di matricola dalla pistola che ha usato per sparare ai due Carabinieri. Il fatto è che il Preiti ha riferito ai magistrati di aver acquistato l’arma già con la matricola abrasa, al mercato clandestino di Genova, quattro anni addietro.
7) Poco chiara è anche la ricostruzione degli spostamenti del Preiti. L’attentatore sarebbe partito da Gioia Tauro alle 9.35 di sabato. All’altezza di Praia a Mare la Polizia ferroviaria gli chiede una verifica dei documenti. È un controllo di routine, l’uomo non si scompone. Ha probabilmente l’arma nella borsa, però non ha precedenti penali ed è difficile che possa subire una perquisizione. Arriva alla stazione Termini alle 15.00. Poco dopo entra all’Hotel Concorde, appena dietro piazza dei Cinquecento. Prende l’ultima stanza disponibile. Esce dopo poco. Racconta il portiere dell’albergo: “È uscito verso le 17.00. Tra le 18.00 e le 19.00 è entrato nella stanza, senza uscirne più”.
8) Quando viene fermato dopo la sparatoria, il Preiti ha con sé una borsa. Dentro, oltre alla punta del trapano, viene trovata una cartina di Roma, segnata in più punti, non solo su Palazzo Chigi dove ha appena compiuto il suo folle gesto. Il dubbio è il seguente: è stato lui a segnare la cartina, indicando il percorso che l’avrebbe condotto fino a Palazzo Chigi, o qualcuno l’ha fatto per lui? Infatti non è ancora perspicuo come abbia agito il Preiti nel lasso di tempo che intercorre tra l’uscita dall’albergo e la sparatoria.
9) I vestiti. Il Preiti indossa un abito identico a quelli portati dagli addetti alla sicurezza di Palazzo Chigi e delle altri sedi istituzionali della politica. E’ un elemento che spinge a pensare che l’attentatore non abbia affatto agito d’impeto, perché disperato. La sua azione è stata meditata, lucida, organizzata. Senza contare che il Preiti, secondo la versione ufficiale, ha sparato con precisione millimetrica, cercando di colpire dove i Carabinieri non erano protetti dal giubbotto antiproiettile.
10) Sempre dalle sequenze RAI si scorge il Giangrande distendersi a terra, (più che stramazzare) a dieci metri dal blindato dei Carabinieri, dietro le transenne e distante almeno sette metri dal punto dove, secondo la versione ufficiale, sarebbe stato colpito dal Preiti.

Riassumendo, dal momento dell'unico sparo udito nelle riprese RAI, si vedono due o tre militari chinarsi con calma a terra, di fronte al furgone blindato e dietro le barriere, insieme con il presunto attentatore, già a terra. Contemporaneamente, dal lato opposto, il Carabiniere Giuseppe Giangrande si adagia sul selciato, sempre dietro le transenne di protezione. La posizione dei protagonisti di questa messa in scena è del tutto incongruente con le dichiarazioni di media ed istituzioni e già solo questo aspetto metterebbe in seria discussione l'autenticità di quanto verificatosi, ma l'enorme mole di dati sin qui raccolti, senza nemmeno approfondirli tutti, dimostra chiaramente che siamo al cospetto di un false flag in piena regola, attuato con la piena collaborazione e complicità di mezzi di comunicazione, sanitari, magistratura inquirente etc. Non è un caso se, come negli episodi del 9-11-2001, i testimoni oculari sentiti sono quasi sempre giornalisti.

E' alquanto curioso il fatto che la nota enciclopedia Wikipedia, dopo aver, in un primo momento, creato una pagina ad hoc per raccontare la versione del regime, ora abbia sottoposto a blocco quella stessa pagina, rimuovendo inoltre tutto il precedente contenuto e non rendendolo disponibile nemmeno attraverso la cache di Google. Chi ha la coscienza sporca e perché?

Infine qualche indizio “esoterico”. Il presunto attentatore è originario di Rosarno. La firma dei Rosacroce deviati?

L'ex moglie di Luigi Preiti si chiama Ivana Dan. Dan è un raro cognome di origine ebraica e si richiama ad una delle tribù perdute d'Israele, di solito evocata in riti ed in trame occulte. Il figlio di Preiti e della consorte... ha undici (11) anni. Il numero 11 è, per gli "illuminati", il numero dell'inganno, ricorrente in auto-attentati nel mondo.

La giornalista conduttrice al TG2: "Il governo si è appena insediato con pieni poteri di sparatoria". Un lapsus freudiano di grande importanza.

I tre filmati in esame sono visionabili qui, qui e qui. Se per qualche motivo non riusciste a visionare i filmati in esame, è possibile accedere a questa pagina, nella quale i video sono riuniti assieme.

AGGIORNAMENTO: Luigi Preiti porta le stesse calzature degli agenti. Singolare coincidenza...

Rosario Marcianò - TUTTI I DIRITTI RISERVATI

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domenica, marzo 13, 2011

Scie chimiche: organigramma delle istituzioni coinvolte e ruolo dei disinformatori

"Il mondo si divide in tre categorie di persone: un piccolissimo numero che produce gli avvenimenti; un gruppo un po' più importante che veglia sulla loro esecuzione ed assiste al loro compimento e, infine, una vasta maggioranza che giammai saprà ciò che in realtà è accaduto".

Nicholas Murray Butler, esponente del C.F.R. , Council on foreign relations, struttura fondata dai Gesuiti


Di fronte al disastro a cui assistiamo quotidianamente, rappresentato dalle operazioni clandestine di aerosol (chemtrails), la nostra reazione istintiva è un misto di sconcerto, collera, disorientamento. Osserviamo aerei non identificati, privi di livree e targhe di riconoscimento. Il loro transponder è spento, per cui sono aerei che, ufficialmente, non esistono. Eppure migliaia di questi velivoli attraversano ogni giorno i cieli del mondo.

Come già altre volte precisato, siamo di fronte ad un progetto di avvelenamento della biosfera nel quale sono impegnate forze militari ma anche civili: infatti è appurato che le compagnie aeree per il trasporto di passeggeri e di merci collaborano fattivamente. Questi vettori percorrono i corridoi aerei alle quote loro assegnate (8/13000 metri), disperdendo additivi particolari in atmosfera. Noi, in realtà, siamo in grado di notare solo gli aerei militari che volano a quote di molto inferiori (1500/6000 metri circa) e questi velivoli vengono, però, spacciati per aerei di linea che formano "innocue scie di condensa".

Appare chiaro che esiste una rete disinformativa che coordina e gestisce ogni singola attività legata alla irrorazioni clandestine. Affinché sia possibile mantenere il silenzio su tali attività, è necessaria una stretta collaborazione tra istituzioni, enti pubblici, società private, militari e singoli individui. Ciò è perfettamente possibile ed i precedenti, come, ad esempio, le sperimentazioni su popolazioni inermi in Gran Bretagna, lo dimostrano. Se, infatti, la catena organizzativa è ben strutturata e legata da interessi reciproci che garantiscano la tenuta stagna delle informazioni, qualsiasi attività illegale può tranquillamente essere perpetrata per anni senza che il cittadino ne venga a conoscenza.

Quando ci riferiamo ai disinformatori, ci sfugge il vero significato e l'importanza che essi assumono nella gestione del cover-up e soprattutto non comprendiamo che essi esistono poiché qualcuno li coordina e li finanzia, fornendo loro strumenti, strutture ed un supporto logistico di tutto rispetto.

E' quindi sbagliato pensare che il fenomeno correlato alla rete di disinformatori sia un fattore minore e trascurabile, in quanto essi sono la protesi di coloro che, ai vertici, hanno a suo tempo deciso di avvelenare le popolazioni civili per meri scopi legati al controllo mentale ed alla manipolazione genetica, nell'ambito di progetti militari e governativi.

Non esisterebbero disinformatori, se non esistesse alle loro spalle un impianto organizzativo e finanziario. Un gruppo ristretto di agenti è preposto al reclutamento ed all’addestramento-indottrinamento di individui spesso frustrati e psicopatici (Costoro sono l'ideale per certe logoranti attività). Più in alto, nella catena di comando, sono onnipresenti i servizi, i quali forniscono le informazioni riservate (utili al momento giusto nel caso si debba dissuadere qualcuno dal continuare nella sua azione pericolosa per il sistema), predispongono l’identificazione degli attivisti operanti sulla Rete, nonché la successiva intercettazione delle loro utenze, l'assegnazione degli I.S.P. di connessione per i vari gruppi di disinformatori, il reperimento di materiale giudiziario, il finanziamento, attraverso fondi neri, di persone, dotazioni tecnologiche ed attività etc.

In questo modo il disinformatore, assunto con contratti a termine, ha carta bianca. Può operare anche sul luogo di lavoro. Verrà garantita la piena collaborazione e segretezza. L'unico suo obbligo è di rispettare il programma assegnatogli, senza limiti di orari e senza alcun impedimento per quanto riguarda la legalità delle sue azioni. L'unico imperativo è di operare a stretto contatto con gli altri disinformatori e di coordinare ogni azione con la struttura gerarchica di comando.

Il disinformatore "gregario" percepisce in media circa 6.000 euro al mese, più i premi per azioni di riconosciuto impatto mediatico utili alla delegittimazione dei ricercatori indipendenti.

Ovviamente, per agire sulla Rete, il disinformatore ha bisogno di una connessione veloce privilegiata e sempre operativa. In questo ambito, abbiamo notato che enti come l'I.N.P.S. e l'I.N.P.D.A.P. assumono un ruolo importante in questo ambito, visto che "ospitano" vari agenti disinformatori, fornendo loro I.S.P. pubblici, pagati dai contribuenti. Chiaramente ciò non rappresenta un incidente dettato dal caso o dalla fruizione clandestina di tali I.S.P., in quanto ogni amministratore di sistema di tali enti dispone di strumenti idonei alla tracciatura del traffico Internet, per cui un "dipendente" che dovesse impegnare il suo tempo per scrivere insulti e/o minacce sul blog Tanker Enemy o su altri blog e siti sotto sorveglianza, anziché svolgere il suo lavoro ufficiale, verrebbe subito identificato e punito. Ciò evidentemente non avviene poiché chi fornisce gli strumenti di connessione alla Rete è perfettamente consapevole del "lavoro" che sta svolgendo il dipendente I.N.P.S. o I.N.P.D.A.P. o di qualsivoglia altro ente o ufficio pubblico. E' chiaro perciò che, se gli amministratori di sistema chiudono non un occhio, ma due sulle illecite attività nell'ambito di un servizio pubblico, è semplicemente perché hanno ricevuto ordini molto precisi in tal senso e questi ordini provengono evidentemente dai dirigenti, i quali, a loro volta, hanno ricevuto ordini dal Ministero competente.

Se un cittadino qualunque si rivolge alle A.R.P.A. locali, le risposte che riceverà saranno le medesime fornite ogni ora dai disinformatori sulla Rete, dai piloti di linea, dai piloti militari, dai geologi come Mario Tozzi, dai meteorologi, dal Ministero della Difesa, dal Ministero dell'Ambiente, dal Ministero della Salute, dal N.O.E. dei Carabinieri (sempre se e quando si degnano di rispondere) etc., ovvero: "State tranquilli: è solo la condensa degli aerei di linea".

Queste risposte preconfezionate si collocano all'interno del progetto di cover-up globale, considerato che la popolazione deve rimanere completamente all'oscuro e, basandosi sull'ignoranza in certe materie, viene ai cittadini ammannita la solita storiella delle scie di condensazione. A questo si aggiungono i continui messaggi subliminali più o meno evidenti in spots pubblicitari, cartelloni, depliants, pellicole cinematografiche, telefilms, cartoni animati, videogiochi... Insomma il quadro è desolante, poiché le forze in gioco sono potenti e piene di risorse. In questo panorama di tele tessute nei nostri cieli e di riprogrammazione mentale ad opera di sottili menti, l'informazione, quella vera, si trova a dover combattere una battaglia impari ma, paradossalmente, tutto questo dimostra che la ragione è dalla nostra.

Laddove si manifesta il dissenso, ecco che entrano in gioco i disinformatori. Siamo di fronte ad un grave problema di liceità nella gestione della cosa pubblica e quindi del denaro dei contribuenti. Non si può ridurre a pura presenza fastidiosa e trascurabile un fenomeno, come quello della disinformazione, il quale è parte integrante del programma di avvelenamento del pianeta con le scie chimiche e con mille altri veleni. Dobbiamo combattere con tutte le nostre forze questo abominio, se vogliamo avere un futuro. Sta a noi decidere se intendiamo vegetare rassegnati o se vogliamo riappropriarci della nostra libertà.


Clicca qui per visionare l’organigramma delle istituzioni coinvolte in formato PDF.


NOTA: questo articolo è stato inviato alle sedi competenti

mercoledì, marzo 17, 2010

Iniziativa - Dona un rotolo di carta igienica alla Gabanelli

Iniziativa "carta igienica". Per esprimere la propria ripugnanza e riprovazione nei confronti della decisione adottata dalla redazione di Report di mandare in onda un vergognoso servizio in cui si decantavano i "meriti" dei dilettanti appartenenti al C.I.C.A.P. e dove si dava spazio alla solita scandalosa disinformazione, invitiamo i gentili lettori a mandare il seguente messaggio alla Dottoressa Milena Gabanelli. Alla lettera si accompagni un rotolo di carta igienica assai scadente, ad esortare i giornalisti della R.A.I. a nettare la loro trasmissione dal luridume sempre più debordante.


Illustrissima Dottoressa Gabanelli, a parziale commento della sua puntata dello scorso 14 marzo 2010, dedicata (anzi ceduta) all'ignobile e screditata cricca del C.I.C.A.P., sponsorizzata dai servizi segreti per coprire le infami operazioni globali di irrorazione clandestina di veleni mediante aerei, problema di cui sempre più persone stanno acquisendo consapevolezza, mi pregio di farLe omaggio di questo utile accessorio.

Consapevole che il mio modesto contributo non è peraltro sufficiente ad arginare tutta la merda cosparsa nell'etere da Lei e dai Suoi colleghi della R.A.I., mi auguro che molti altri italiani svegli e stanchi di farsi prendere per i fondelli da questo simulacro di servizio pubblico, contribuiscano anche loro con generosità allo stesso obiettivo.

Con sincero disgusto,


Data Firma


L'indirizzo della presidenza generale RAI è il seguente:

RAI - Presidenza e Direzione Generale
Viale Mazzini, 14 - 00195 - Roma

Aggiungere:

"Alla cortese attenzione della Dottoressa Milena Gabanelli (REPORT)".


Si ringrazia Giulia per l'efficacissimo testo.



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CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì, settembre 14, 2009

"Superquark": le dieci strategie per ingannare il pubblico (CENSURED AGAIN!)

II filmato sugli sporchi metodi del C.I.C.A.P. è stato censurato per la seconda volta. Richiedi il file originale ed inseriscilo sul tuo canale, su You-Tube ed altrove. Non lasciare che la censura orwelliana prenda il sopravvento sulle poche libertà rimasteci. Non lasciare che la R.A.I. ed il C.I.C.A.P. proseguano nella loro campagna di disinformazione e manipolazione mentale con i denari dei contribuenti.





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domenica, agosto 09, 2009

Italia, la televisione e la menzogna permanente

Tutto ciò che l'italiano medio conosce, lo deve alla televisione. Ma l'italiano medio non sa che la televisione mente in modo sistematico o, se lo sa, se ne infischia e se la beve tutta. La televisione è nata per mentire e vendere fumo, è nata per fare propaganda, per soggiogare in maniera subdola le coscienze, per poterle modificare.

Chi crede di informarsi accendendo il televisore è solo un ingenuo. Occorre sapere che la tv è sempre manipolata e maipolante e che i programmi sono progettati per un pubblico di 12 anni di età media. Questo non lo diciamo soltanto noi, ma fior di studiosi. Ora si dà il caso che il primo ministro del nostro governo detenga il potere di tutte le reti nazionali e che lo stesso primo ministro, plurinquisito, corruttore, piduista, voltagabbana, puttaniere, stia letteralmente nascondendo la verità agli italiani. Gli esempi da fare sarebbero tanti, troppi, ma quello relativo alla ricostruzione delle zone terremotate d'Abruzzo è veramente inconcepibile. La tv mostra Berlusconi trionfale, sul tetto di una nuova palazzina a piantare la bandiera italiana (manco fosse Armstrong sulla luna) e tutti i cronisti, pseudogiornalisti, a emanare dispacci di regime sugli ottimi risultati ottenuti dal governo e sulla promessa che entro il 30 di novembre (massimo dicembre) si daranno le case ai cittadini sfollati. Quattro mesi di bugie e non sono ancora finite. La realtà è ben diversa, quattro palazzine di cemento appena costruite non dànno un tetto a 50 mila sfollati. Conoscendo Berlusconi, non ci stupirebbe sapere che quelle palazzine siano state costruite per fare da scenografia alla messinscena della bandiera italiana con le riprese dall'elicottero. L'Italia è offesa da quel gesto!

La realtà è diversa, i terremotati d'Abruzzo sono incazzati all'inverosimile, ma la tv non lo fa vedere, non mostra le proteste dei cittadini (proteste clandestine, visto che -pensate un po'- sono state vietate), non rivela il fatto che vengono sequestrati striscioni e che loschi e arroganti energumeni con occhiali neri urlano in faccia ai manifestanti 'quello che bisogna fare lo decidiamo noi, è chiaro'?.

E' tutta una menzogna, in cui gli italiani vivono beati e beoti. Tutto è falso, anche le cifre dell'ISTAT, anche le informazioni circa il numero degli studenti bocciati (più alto, secondo il Ministero, ma solo per giustificare la severità di una 'riforma' che, in verità, è stata severa soltanto con i lavoratori della scuola, mandandoli a spasso con un calcio in culo). False sono le informazioni, le promesse di Berlusconi e tutti i dati emanati dalla televisione. Persino le notizie di cronaca non rivelano il vero stato del Paese, poiché i direttori dei TG scelgono ad hoc le notizie, in base a quel che conviene al governo. Allora, ad esempio, si cercano con il lanternino notizie di stupri commessi da stranieri per giustificare una legge anticostituzionale con ronde annesse. Si nascondono i morti sul lavoro per far sembrare che in Italia non esista il problema. In compenso, se muore un militare, la prima pagina è sempre garantita, come minimo!

E' tutto falso, signori! Le interviste sono montate ad arte, tagliando le parti sconvenienti, eliminando testimonianze scomode o piazzandole in punti di facile rimozione cerebrale.

E che dire di questa fantomatica pandemia da influenza suina -che suina non è più- e contro la quale la tv sta vendendo terrore (e vaccino) a tutto spiano? A tal proposito, per inciso, abbiamo realizzato delle VERE interviste su questo argomento, per vederle cliccate
QUI.

La televisione dipinge un paese di tette e culi, dove ogni prostituzione è lecita per far carriera, salvo ingerenze clericali e scomuniche papaline (ma mai rivolte al vero puttaniere d'Italia).

Nota a piè di pagina: non è un caso se gli studi televisivi di tutto il mondo, quando c'è un golpe o una guerra, vengono immediatamente occupati militarmente e gestiti dalle autorità preposte alla propaganda. Una propaganda che sostituisce quella precedente. Una menzogna che sostituisce quella precedente. Avanti così, italiani imbecilli!


Fonte: italianimbecilli.blogspot.com




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mercoledì, giugno 03, 2009

Scie chimiche: organigramma delle istituzioni coinvolte e ruolo dei disinformatori

"Il mondo si divide in tre categorie di persone: un piccolissimo numero che produce gli avvenimenti; un gruppo un po' più importante che veglia sulla loro esecuzione ed assiste al loro compimento e, infine, una vasta maggioranza che giammai saprà ciò che in realtà è accaduto".

Nicholas Murray Butler, esponente del C.F.R. , Council on foreign relations, struttura fondata dai Gesuiti


Di fronte al disastro a cui assistiamo quotidianamente, rappresentato dalle operazioni clandestine di aerosol (chemtrails), la nostra reazione istintiva è un misto di sconcerto, collera, disorientamento. Osserviamo aerei non identificati, privi di livree e targhe di riconoscimento. Il loro transponder è spento, per cui sono aerei che, ufficialmente, non esistono. Eppure migliaia di questi velivoli attraversano ogni giorno i cieli del mondo.

Come già altre volte precisato, siamo di fronte ad un progetto di avvelenamento della biosfera nel quale sono impegnate forze militari ma anche civili: infatti è appurato che le compagnie aeree per il trasporto di passeggeri e di merci collaborano fattivamente. Questi vettori percorrono i corridoi aerei alle quote loro assegnate (8/13000 metri), disperdendo additivi particolari in atmosfera. Noi, in realtà, siamo in grado di notare solo gli aerei militari che volano a quote di molto inferiori (1500/6000 metri circa) e questi velivoli vengono, però, spacciati per aerei di linea che formano "innocue scie di condensa".

Appare chiaro che esiste una rete disinformativa che coordina e gestisce ogni singola attività legata alla irrorazioni clandestine. Affinché sia possibile mantenere il silenzio su tali attività, è necessaria una stretta collaborazione tra istituzioni, enti pubblici, società private, militari e singoli individui. Ciò è perfettamente possibile ed i precedenti, come, ad esempio, le sperimentazioni su popolazioni inermi in Gran Bretagna, lo dimostrano. Se, infatti, la catena organizzativa è ben strutturata e legata da interessi reciproci che garantiscano la tenuta stagna delle informazioni, qualsiasi attività illegale può tranquillamente essere perpetrata per anni senza che il cittadino ne venga a conoscenza.

Quando ci riferiamo ai disinformatori, ci sfugge il vero significato e l'importanza che essi assumono nella gestione del cover-up e soprattutto non comprendiamo che essi esistono poiché qualcuno li coordina e li finanzia, fornendo loro strumenti, strutture ed un supporto logistico di tutto rispetto.

E' quindi sbagliato pensare che il fenomeno correlato alla rete di disinformatori sia un fattore minore e trascurabile, in quanto essi sono la protesi di coloro che, ai vertici, hanno a suo tempo deciso di avvelenare le popolazioni civili per meri scopi legati al controllo mentale ed alla manipolazione genetica, nell'ambito di progetti militari e governativi.

Non esisterebbero disinformatori, se non esistesse alle loro spalle un impianto organizzativo e finanziario. Un gruppo ristretto di agenti è preposto al reclutamento ed all’addestramento-indottrinamento di individui spesso frustrati e psicopatici (Costoro sono l'ideale per certe logoranti attività). Più in alto, nella catena di comando, sono onnipresenti i servizi, i quali forniscono le informazioni riservate (utili al momento giusto nel caso si debba dissuadere qualcuno dal continuare nella sua azione pericolosa per il sistema), predispongono l’identificazione degli attivisti operanti sulla Rete, nonché la successiva intercettazione delle loro utenze, l'assegnazione degli I.S.P. di connessione per i vari gruppi di disinformatori, il reperimento di materiale giudiziario, il finanziamento, attraverso fondi neri, di persone, dotazioni tecnologiche ed attività etc.

In questo modo il disinformatore, assunto con contratti a termine, ha carta bianca. Può operare anche sul luogo di lavoro. Verrà garantita la piena collaborazione e segretezza. L'unico suo obbligo è di rispettare il programma assegnatogli, senza limiti di orari e senza alcun impedimento per quanto riguarda la legalità delle sue azioni. L'unico imperativo è di operare a stretto contatto con gli altri disinformatori e di coordinare ogni azione con la struttura gerarchica di comando.

Il disinformatore "gregario" percepisce in media circa 6.000 euro al mese, più i premi per azioni di riconosciuto impatto mediatico utili alla delegittimazione dei ricercatori indipendenti.

Ovviamente, per agire sulla Rete, il disinformatore ha bisogno di una connessione veloce privilegiata e sempre operativa. In questo ambito, abbiamo notato che enti come l'I.N.P.S. e l'I.N.P.D.A.P. assumono un ruolo importante in questo ambito, visto che "ospitano" vari agenti disinformatori, fornendo loro I.S.P. pubblici, pagati dai contribuenti. Chiaramente ciò non rappresenta un incidente dettato dal caso o dalla fruizione clandestina di tali I.S.P., in quanto ogni amministratore di sistema di tali enti dispone di strumenti idonei alla tracciatura del traffico Internet, per cui un "dipendente" che dovesse impegnare il suo tempo per scrivere insulti e/o minacce sul blog Tanker Enemy o su altri blog e siti sotto sorveglianza, anziché svolgere il suo lavoro ufficiale, verrebbe subito identificato e punito. Ciò evidentemente non avviene poiché chi fornisce gli strumenti di connessione alla Rete è perfettamente consapevole del "lavoro" che sta svolgendo il dipendente I.N.P.S. o I.N.P.D.A.P. o di qualsivoglia altro ente o ufficio pubblico. E' chiaro perciò che, se gli amministratori di sistema chiudono non un occhio, ma due sulle illecite attività nell'ambito di un servizio pubblico, è semplicemente perché hanno ricevuto ordini molto precisi in tal senso e questi ordini provengono evidentemente dai dirigenti, i quali, a loro volta, hanno ricevuto ordini dal Ministero competente.

Se un cittadino qualunque si rivolge alle A.R.P.A. locali, le risposte che riceverà saranno le medesime fornite ogni ora dai disinformatori sulla Rete, dai piloti di linea, dai piloti militari, dai geologi come Mario Tozzi, dai meteorologi, dal Ministero della Difesa, dal Ministero dell'Ambiente, dal Ministero della Salute, dal N.O.E. dei Carabinieri (sempre se e quando si degnano di rispondere) etc., ovvero: "State tranquilli: è solo la condensa degli aerei di linea".

Queste risposte preconfezionate si collocano all'interno del progetto di cover-up globale, considerato che la popolazione deve rimanere completamente all'oscuro e, basandosi sull'ignoranza in certe materie, viene ai cittadini ammannita la solita storiella delle scie di condensazione. A questo si aggiungono i continui messaggi subliminali più o meno evidenti in spots pubblicitari, cartelloni, depliants, pellicole cinematografiche, telefilms, cartoni animati, videogiochi... Insomma il quadro è desolante, poiché le forze in gioco sono potenti e piene di risorse. In questo panorama di tele tessute nei nostri cieli e di riprogrammazione mentale ad opera di sottili menti, l'informazione, quella vera, si trova a dover combattere una battaglia impari ma, paradossalmente, tutto questo dimostra che la ragione è dalla nostra.

Laddove si manifesta il dissenso, ecco che entrano in gioco i disinformatori. Siamo di fronte ad un grave problema di liceità nella gestione della cosa pubblica e quindi del denaro dei contribuenti. Non si può ridurre a pura presenza fastidiosa e trascurabile un fenomeno, come quello della disinformazione, il quale è parte integrante del programma di avvelenamento del pianeta con le scie chimiche e con mille altri veleni. Dobbiamo combattere con tutte le nostre forze questo abominio, se vogliamo avere un futuro. Sta a noi decidere se vogliamo vegetare rassegnati o se vogliamo riappropriarci della nostra libertà.


Clicca qui per visionare l’organigramma delle istituzioni coinvolte in formato PDF.


NOTA: questo articolo sarà inviato alle sedi competenti


Fonte: Tanker Enemy



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venerdì, luglio 18, 2008

Are they spraying Ethylene dibromide? (Part II)

Le maldestre menzogne di un disinformatore - Aldo Bulgheroni (md80.it staff)

Nei giorni successivi al sorvolo di questo MD-87 opportunamente modificato, l'episodio, di cui abbiamo ampiamente discusso, si è di nuovo verificato e, questa volta, siamo riusciti ad immortalare il velivolo durante la fase di spraying indotta. La quota era palesemente la medesima della volta precedente e di certo non superiore ai 2.000 metri, fatto che esclude la formazione di contrails. Lo stesso disinformatore Aldo Bulgheroni (Aldus - Staff md80.it) affermava:

[...] Avendo come riferimento questi elementi:
- la località (sanremo)...
- il giorno e l'ora (27 giugno 2008, ore 21.05)...
[...] ...e infine la quota dell'aereo, tale da NON rilasciare contrails (per cui più bassa del solito volo di crociera)...


Clicca qui per allargare l'immagineI fotogrammi di questo filmato confermano ulteriormente, grazie alla diversa prospettiva di osservazione, la presenza di un solo pod subalare, al contrario di quanto afferma, con urtante sicumera, il saccente emulo di Paolo Attivissimo, Aldo Bulgheroni. Siamo quindi di fronte ad una deliberata operazione di diffusione clandestina di elementi chimico-biologici sulla città di Sanremo (così come accade indiscriminatamente in altri luoghi d'Italia e del mondo).

La RAI continua la sua scandalosa campagna al servizio degli avvelenatori - Le menzogne di Ivo Allegrini (C.N.R.)

Ivo Allegrini (C.N.R.), intervistato su RAI Radio Tre da Roberto Olla [ascolta], disinforma sulle scie chimiche. Il conduttore si accorda in anticipo con Allegrini e gli prepara una domanda preconfezionata relativa ad un immaginario SMS ricevuto in redazione, nel quale un ascoltatore chiede: "Cosa contengono le scie chimiche?". Allegrini, ci sembra ovvio, nega l'esistenza del fenomeno, pur partecipando egli stesso, come scienziato del C.N.R., al "Progetto atmosfera" nel quale "si simulano le condizioni limite dei biosistemi in rapporto alla dispersione di aerosol chimico biologici". Allegrini si lamenta della scarsa censura attiva su Internet e che permette la diffusione di informazioni che, per lui, evidentemente, sono verità scomode da... filtrare. Il membro del C.N.R. ridimensiona ed altera il significato stesso di "scia chimica", spiegando che si tratta solo di vapore acqueo con un po' di particolato. Questo nuovo mefistofelico e sottilmente ingannevole approccio è stato di recente usato anche da m3bmeteo.com.

Ma che cosa contengono davvero le scie chimiche?

Arsenico, alluminio, bario, litio, cobalto, manganese, silicio, arsenico, piombo, mercurio, uranio, zinco, vetro, carbonato di calcio.

Stronzio, torio radioattivo, cesio radioattivo, fluoro, rame, selenio, titanio, fosforo, zolfo.

Etilene dibromide o etilene dibromuro, esafluoruro di zolfo, meningococco, pseudomonas aeruginosa, pseudomonas fluorescens, serratia marcescens, streptomiceti, virus, viron, ossia virus modificati geneticamente, retrovirus, batteri, enterobatteri, micoplasmi.

Funghi, muffe, nematodi, plasmidi, globuli rossi essiccati, sostanze sedative, sostanze stupefacenti, vaccini, marcatori biologici, polimeri, nanosensori.

Freon 11, Freon 12, Methyl Bromide, Dichloromethane, cis-l,2-Dichloroethylene, 1,1,1-Trichloroethane, Carbon Tetrachloride, Benzene, Trichloroethylene, Toluene, Tetrachloroethene, Ethylbenzene, m,p-Xylene, o-Xylene, Styrene, 1,3,5-Trimethylbenzene, 1,2,4-Trimethylbenzene, o-Dichlorobenzene, Formaldehyde, Acetaldehyde, Acrolein, Acetone, Propinaldehyde, Crotonaldehyde, Isobutylaldehyde, Methyl Ethyl Ketone, Benzaldehyde, Veraldehyde, Hexanaldehyde, Ethyl Alcohol, Acetone, Isopropyl Alcohol, Methyl Ethyl Ketone, Butane, Isopentane, Pentane, Hexane, Butyl Alcohol, Methyl Isobutyl Ketone, n,n-Dimethyl Acetamide, Dimethyl Disulfide, m-Cresol, 4-Ethyl Toulene, n-Heptaldehyde, Octanal, 1,4-Dioxane, Methyl Phenyl Ketone, Vinyl Acetate, Heptane, Phenol, Octane , Anthracene, Dimethylnapthalene(isomers), Flouranthene, 1-methylnaphthalene, 2-methylnaphthalene, Naphthalene, Phenanthrene, Pyrene , Benzo(a)pyrene, 1-nitropyrene, 1,8-dinitropyrene , 1,3-Butadiene , sulfites, nitrites, nitrogen oxide, nitrogen monoxide, nitrogen dioxide, nitrogen trioxide, nitric acid, sulfur oxides, sulfur dioxide, sulfuric acid, urea, ammonia, carbon monoxide, ozone, particulate matter (PM10, PM2.5).

Quali sono le patologie collegate alle irrorazioni chimico-biologiche?

ASPHYXIATION, ASTHMA, BRAIN CANCER, CANCER, CONJUNCTIVE IRRITATION, COUGHING, DELAYED HYPERSENSITIVITY, DISTORTED, PERCEPTIONS DROWSINESS, DYSPNEA HEADACHE, EEG CHANGES, EMPHYSEMA, FLUSHING, HALLUCINATIONS, HEART DISEASE, HODGKIN'S DISEASE, KIDNEY DAMAGE, LACRIMATION, LIVER DAMAGE LUNG DISEASE, LUNG STRUCTURE DAMAGE, LUNG TIGHTNESS, LYMPHOMA, MENTAL DEPRESSION, MULTIPLE ORGAN INVOLVEMENT, MUSCLE WEAKNESS, MUTATIONS, MYELOID LEUKEMIA, NASAL EFFECTS, NAUSEA, VOMITING, PULSE RATE DECREASE, PULMONARY IRRITATION, RESPIRATORY SYSTEM DAMAGE, SKIN AND EYE IRRITATION, SYSTEMIC, IRRITATION, WHEEZING.

Niente di che... potete dormire tranquilli. Ci sono l'E.N.A.V., l'E.N.A.C. le A.R.P.A. locali, il N.O.E., il C.N.R. etc., che vegliano indefessi su di voi e sulla vostra salute, mentre la R.A.I., servizio pubblico, pagato dai cittadini, vi garantisce la massima ed obiettiva informazione.

[1] Gli Enterobatteri sono microorganismi comprendenti l’Enterobatterio coli, la salmonella e la Klebsiella, responsabile della polmonite. La Serratia marcescens è un patogeno molto pericoloso che determina l’insorgenza della polmonite. Questo batterio, come emerge da documenti declassificati, fu sperimentato nel 1950 sulla popolazione, ovviamente inconsapevole, di San Francisco: causò vari decessi.




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venerdì, luglio 11, 2008

Nostradamus

Nostradamus, al secolo Michel de Notre-Dame o Miquèl de Nostradama in occitano, (Saint-Rémy-de-Provence, 14 dicembre 1503 – Salon-de-Provence, 2 luglio 1566) è stato un astrologo, scrittore e medico-farmacista francese.

È considerato da molti, assieme a san Malachia, come uno tra i più famosi ed importanti scrittori di profezie della storia.


Oltre due anni fa, sui forum RAI e dopo il banning di Straker, cominciò a scrivere, in provocatoria ed ironica risposta ai volgari interventi dei disinformatori (gli stessi che ancora oggi imbrattano la Rete), un nuovo utente dal nome a tutti noto, Nostradamus. A quell'epoca era ormai chiaro che le discussioni sui forum RAI erano pilotate e condizionate dagli stessi responsabili delle discussioni della TV di Stato, per cui decidemmo di affrontare la questione in un modo innovativo, volto a mettere in risalto, senza particolari ostacoli (spiazzando l'avversario), il lato più oscuro della questione chemtrails, pervicacemente occultata dai vertici RAI, che in effetti furono i primi ad ospitare ed assecondare di buon grado, le diffamanti incursioni dei cosiddetti debunkers, dimostrando così di essere collusi con gli artefici del cover-up.

L'utente Nostradamus, durante la sua breve permanenza sui forum RAI, scrisse alcune quartine modellandole sulla metrica e sullo stile del famoso veggente. L'intento era quello di stimolare, in modo originale, l'attenzione sul tema della
disinformazione e del tradimento operato per mezzo di essa.

Di seguito le profezie che, sebbene possano apparire fantasiose, potrebbero non esserlo...


Nell'anno settimo la luna di fuoco diverrà
e ciascun omo in alto guarderà.
Ma li stolti la verità negheranno
e la sciagura essi cagioneranno.

Tutti vedranno: nessuno crederà.
Nel cielo veggo vischiose ragnatele.
Allora l'oracolo della menzogna parlerà,
ma per morire affogato nel suo stesso fiele.

Nell’anno che Plutone si unirà a Marte,
Gog verrà dalle steppe della Bactriana
Allora la terra s’oscurerà in ogni parte
L’Anticristo veggo e la sua furia inumana.

Mesce il calice di sangue il guerriero di paglia
ai suoi famelici cani bavosi
mentre intorno si odono i passi della battaglia
e li cieli s'empiono di avvoltoi odiosi.

Camminano gli stolti su li corpi dei morti.
Essi sbattono la lingua venale
e di nulla si son accorti,
mentre tosto piomberà su di loro il male.

Nel mese di Marte guerriero tra le cinque
furie anguicrinite nella notte cupa,
sono lontane le belve e propinque:
calcola, uomo, il tempo che desterà la lupa.

Se non volgerete il guardo al firmamento,
si spengerà lo foco della vita.
Né oro ti salverà, Magog, né argento.
Lo tempo è maturo per la falce brunita.

Quanto chi più chiara mira e chiaro veggio
Appare apparecchi nelli celi
Per far sopra tutti coloro nascoste prove
Che a gran dir sfascia la sua prole.

Quando la rosa purpurea fiorirà sullo stelo,
vedrassi la terra impregnata di sangue.
Ahi, veggio avvoltoi solcare il cielo
e le genti fuggir col viso esangue.

Quando la terra di Manitù sarà violata
per la quinta volta ed il fulgido astro
arderà la prateria desolata,
dal cielo verrà improvviso il disastro.

Dal cielo numerosi fili cadranno
quando la luna oscurata sarà.
Arido il frutto dell'inganno
ed il seme della morte verrà.

Vedrassi popoli di terrore e sangue perire
quando in tredici saranno alle porte.
Odo le urla di genti da ogni dove venire
e li cieli colmi di ombre di morte.

Ora taci, ignobile uomo di menzogna:
finì l’era dell’inganno e della tracotanza.
Sarai distrutto per un’eterna vergogna.
Di te non resterà neppure la ricordanza.

Bocche mendaci, donde escono serpi:
è giunta l’ora per voi, quella fatale.
Finirete scuoiati tra spini e tra sterpi.
Maledirete, ahi invano, quanto faceste di male.

Di menzogna scorre il sangue nelle giare
ed il vento suo porta di foco.
Nulla posson le genti fare
poiché il tempo è ancora poco.

Quando sarà empito di fiele e sangue il Graal,
sarà vicina l’ultima tua ora, bugiardo.
È questo il tuo fato, Astaroth, devoto a Baal.
Invano implorerai perdono, vile codardo.

Quando il papa nero verrà
foco e fumo dal cielo cadranno.
Dai mari vapore e schiuma si innalzerà
ed i vivi i morti invidieranno.

Sciagurato, la tua ora sta per arrivare!
Il tuo è sciatto volgo e vomita vipere.
Attento! Le ferite dovrai leccare
e nulla potrai più, se non nella polvere languire.

Quando il Toro si unirà a Venere,
lingue infocate avvolgeranno i marrani:
le loro menzogne diverranno cenere,
lai e preci saranno allora vani!


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mercoledì, aprile 16, 2008

Negli interstizi: la R.A.I. è una rete satanista?

Certi dominatori biechi e satanicamente illuminati curano di spegnere ogni fuoco spirituale. […] Poiché il satanismo è profonda quanto perversa conoscenza, essa saprà adoperare a questa sua bisogna, pervertendole, le sublimi illuminazioni di Lao Tsu: “I sapienti al potere svuotano i cuori e riempiono le pance, badano a che il popolo sia senza conoscenza né impulsi e che coloro i quali hanno conoscenza non osino operare. E’ difficile governare il popolo, se possiede troppo conoscenze”. (E. Zolla, Le meraviglie della natura)

I malvagi hanno la bontà sulle labbra più dei buoni (Paracelso, De matrice)

Non è agevole comprendere non tanto i piani della sinarchia quanto le loro strategie di dissimulazione. Come notavo nel testo Gli infiltrati, essi si intrudono in maniera molto subdola tra comitati di cittadini, siti di informazione indipendente, movimenti, partiti... Questi infiltrati operano come gli Achei quando decisero di espugnare Ilio, con lo stratagemma del cavallo. Essi sono simili a virus che restano latenti in attesa di aggredire l'organismo, non appena il sistema immunitario si indebolisce.

Dobbiamo quindi osservare gli interstizi dove si annidano costoro. Il diavolo si nasconde nei particolari e nei messaggi subliminali. Propongo un esempio: consideriamo una nota trasmissione come Voyager. Il conduttore Roberto Giacobbo è certamente all'oscuro della scaltra azione per opera di individui che agiscono per insinuare segni occulti, per oscurare le verità scomode, enfatizzando particolari insignificanti o ridicolizzando, anche se in modo molto velato ed indiretto, ricerche serie. Consideriamo il logo di Voyager, quella V cubitale simile ad una radice quadrata, lettera che echeggia la celebre V del grillo, la V di Visitors e di V per vendetta. Tutte le V portano lì... Chi crediamo che si celi dietro certi loschi progetti?

Nella puntata di Voyager che dedicò un servizio alle chemtrails sono stati inseriti dei fotogrammi subliminali, proprio all’interno dell’inchiesta sulle chemtrails. I fotogrammi, che durano una brevissima frazione di secondo, mostrano una freccia diretta verso il basso (con evidente significato di inversione, di stravolgimento e di catabasi infernale) e la frase Splice here, Unisci(ti) qui, ossia a noi, seguaci di… [1] Lo sono. Lo sono: chi ha il terzo occhio per guardare, guardi.

E' incredibile quanto siano diffusi certi culti nefandi ed abominevoli negli ambienti più insospettabili, dietro una facciata di rispettabilità. Snidare questi agenti dell'inganno non è difficile: talora sono personaggi carismatici, reputati difensori degli inermi cittadini. Denunciano il pericolo costituito dalle nanoparticelle degli inceneritori, ma tacciono sulle scie chimiche. Studiano l'etere, ma negano la realtà delle chemtrails. Conducono inchieste sugli scandali italiani, ma aderiscono alla versione ufficiale sul 911. Affermano di combattere per i diritti calpestati, ma sono favorevoli all’energia nucleare. Rivelano per censurare, scoprono altarini, ma solo per depistare.

A volte è più arduo smascherarli: sono busti di cera televisivi che orchestrano innocui programmi "culturali", in cui si magnificano gli o.g.m., l'energia atomica, i "termovalorizzatori", i microprocessori che consentono di ritrovare i bambini scomparsi... Tutto nell'interesse della gente. Come sono umani! E' la televisione della crudeltà sotto le sembianze dell'intrattenimento o della divulgazione "scientifica". La forza di infiltrati e disinformatori è nel loro mimetismo. Si mimetizzano come camaleonti, pronti a catturare l'insetto con la loro lingua lunghissima e vischiosa. Usano la lingua per adulare, per mentire e blandire. Ci ricorda Virgilio: Latet anguis in herba, Si nasconde nell’erba il serpente. Costoro sono serpenti, rettili, forse non soli in senso metaforico.

[1] Abbiamo potuto appurare che si tratta di una consuetudine del programma: questi equivoci fotogrammi sono introdotti in tutti i servizi di particolare significato esoterico, archeologico, ufologico etc.

In realtà viene usato un simbolo impiegato nei softwares di editing. Non si capisce però perché viene inserito capovolto e per pochissimi istanti e perchè solo nel servizio sulle scie chimiche. Sembra un palese utilizzo subliminale di un'immagine nota solo ai tecnici video, ma con scopi ben diversi.


Addendum (Grazie a R.V. per le preziose informazioni)

Magari sono solo innocui simboli, ma...

[...] Per meglio comprendere a che livelli è infiltrata la massoneria, è necessario tornare indietro di qualche anno e precisamente all’11 luglio 2002 quando il Gran Maestro Giuliano Di Bernardo deposita a Roma, presso un notaio, l’atto costitutivo degli Illuminati, la cui sede si trova al numero 31 in piazza di Spagna.

Membri di quest’ordine, che ricorda gli Illuminati di Baviera, sono: Carlo Freccero (già direttore di Rai2 ed ex programmista di Fininvest), Rubens Esposito, (avvocato responsabile degli affari legali per la Rai), Sergio Bindi (tredici anni consigliere di amministrazione della Rai). [...]
http://www.disinformazione.it/cade_il_governo.htm

La RAI sembra un luogo di coltura della massoneria, se è vero, come testimonia il professor Aldo Mola, che al Grande Oriente giunse a un certo punto in dote una Loggia coperta, retta dal Venerabile Giorgio Ciarocca, alto funzionario del Servizio pubblico, di cui facevano parte Cesare Merzagora, Eugenio Cefis, Giuseppe Arcaini, il genero di Fanfani Stelio Valentini, il comunista Gianni Cervetti, nonché Guido Carli, Enrico Cuccia, Raffaele Ursini, Michele Sindona, il cardinale Franziskus Konig, e l'antico direttore generale della RAI Ettore Bernabei, notoriamente soprannumerario dell'Opus Dei.
http://panenutella.wordpress.com/2007/11/27/muratori-ditalia-unitevi-massoneria-alla-riscossa/

Articolo il secolo XIX Freccero "A Savona nessuno tocca i massoni".
http://www.truciolisavonesi.it/articoli/numero133/magnano.pdf

Massoneria, in onda l'inchiesta

Decide Freccero dopo un incontro col Gran Maestro Gaito. Ma è polemica: una guerra a distanza tra il capo delle Logge e la Federazione della Stampa.
http://archiviostorico.corriere.it/...


Splice here

sabato, febbraio 09, 2008

Censura legalizzata

Milena GabanelliDI PAOLO BARNARD

Cari amici ed amiche impegnati a dare una pennellata di decenza al nostro Paese, eccovi una forma di censura nell’informazione di cui non si parla mai. E’ la peggiore, poiché non proviene frontalmente dal Sistema, ma prende il giornalista alle spalle. Il risultato è che, avvolti dal silenzio e privi dell’appoggio dell’indignazione pubblica, non ci si può difendere. Questa censura sta di fatto paralizzando l’opera di denuncia dei misfatti sia italiani che internazionali da parte di tanti giornalisti "fuori dal coro".

Si tratta, in sintesi, dell’abbandono in cui i nostri editori spesso ci gettano al primo insorgere di contenziosi legali derivanti delle nostre inchieste ’scomode’. Come funziona e quanto sia pericoloso questo fenomeno per la libertà d’informazione ve lo illustro citando il mio caso..
Si tratta di un fenomeno dalle ampie e gravissime implicazioni per la società civile italiana, per cui vi prego di leggere fino in fondo il breve racconto.

Per la trasmissione Report di Milena Gabanelli, cui ho lavorato dando tutto me stesso fin dal primo minuto della sua messa in onda nel 1994, feci fra le altre un’inchiesta contro la criminosa pratica del comparaggio farmaceutico, trasmessa l’11/10/2001 (”Little Pharma & Big Pharma”). Col comparaggio (reato da art.170 leggi pubblica sicurezza) alcune case farmaceutiche tentano di corrompere i medici con regali e congressi di lusso in posti esotici per ottenere maggiori prescrizioni dei loro farmaci, e questo avviene ovviamente con gravissime ripercussioni sulla comunità (il prof. Silvio Garattini ha dichiarato: “Dal 30 al 50% di medicine prescritte non necessarie”) e spesso anche sulla nostra salute (uno dei tanti esempi è il farmaco Vioxx, prescritto a man bassa e a cui sono stati attribuiti da 35 a 55.000 morti nei soli USA).

L’inchiesta fu giudicata talmente essenziale per il pubblico interesse che la RAI la replicò il 15/2/2003. Per quella inchiesta io, la RAI e Milena Gabanelli fummo citati in giudizio il 16/11/2004 [1] da un informatore farmaceutico che si ritenne danneggiato dalle rivelazioni da noi fatte..
Il lavoro era stato accuratamente visionato da uno dei più alti avvocati della RAI prima della messa in onda, il quale aveva dato il suo pieno benestare..

Ok, siamo nei guai e trascinati in tribunale. Per 10 anni Milena Gabanelli mi aveva assicurato che in questi casi io (come gli altri redattori) sarei stato difeso dalla RAI, e dunque di non preoccuparmi. [2]

Paolo BarnardLa natura dirompente delle nostre inchieste giustificava la mia preoccupazione. Mi fidai, e per anni non mi risparmiai nei rischi.

All’atto di citazione in giudizio, la RAI e Milena Gabanelli mi abbandonano al mio destino. Non sarò affatto difeso, mi dovrò arrangiare. La Gabanelli sarà invece ampiamente difesa da uno degli studi legali più prestigiosi di Roma, lo stesso che difende la RAI in questa controversia legale. [3]

Ma non solo...

La linea difensiva dell’azienda di viale Mazzini e di Milena Gabanelli sarà di chiedere ai giudici di imputare a me, e solo a me (sic), ogni eventuale misfatto, e perciò ogni eventuale risarcimento in caso di sentenza avversa. [4]

E questo per un’inchiesta di pubblico interesse da loro (RAI-Gabanelli) voluta, approvata, trasmessa e replicata.* *(la RAI può tecnicamente fare questo in virtù di una clausola contenuta nei contratti che noi collaboratori siamo costretti a firmare per poter lavorare, la clausola cosiddetta di manleva [5], dove è sancita la sollevazione dell’editore da qualsiasi responsabilità legale che gli possa venir contestata a causa di un nostro lavoro. Noi giornalisti non abbiamo scelta, dobbiamo firmarla pena la perdita del lavoro commissionatoci, ma come ho già detto l’accordo con Milena Gabanelli era moralmente ben altro, né è moralmente giusificabile l’operato della RAI in questi casi).

Sono sconcertato. Ma come? Lavoro per RAI e Report per 10 anni, sono anima e corpo con l’impresa della Gabanelli, faccio in questo caso un’inchiesta che la RAI stessa esibisce come esemplare, e ora nel momento del bisogno mi voltano le spalle con assoluta indifferenza. E non solo: lavorano compatti contro di me.

La prospettiva di dover sostenere spese legali per anni, e se condannato di dover pagare cifre a quattro o cinque zeri in risarcimenti, mi è angosciante, poiché non sono facoltoso e rischio perdite che non mi posso permettere.

Ma al peggio non c’è limite. Il 18 ottobre 2005 ricevo una raccomandata. La apro. E’ un atto di costituzione in mora della RAI contro di me. Significa che la RAI si rifarà su di me nel caso perdessimo la causa. Recita il testo: “La presente pertanto vale come formale costituzione in mora del dott. Paolo Barnard per tutto quanto la RAI s.p.a. dovesse pagare in conseguenza dell’eventuale accoglimento della domada posta dal dott. Xxxx (colui che ci citò in giudizio, nda) nei confronti della RAI medesima”. [6]

Nel leggere quella raccomandata provai un dolore denso, nell’incredulità. Interpello Milena Gabanelli, che si dichiara estranea alla cosa. La sollecito a intervenire presso la RAI, e magari anche pubblicamente, contro questa vicenda. Dopo poche settimane e messa di fronte all’evidenza, la Gabanelli tenta di rassicurarmi dicendo che “la rivalsa che ti era stata fatta (dalla RAI contro di me, nda) è stata lasciata morire in giudizio… è una lettera extragiudiziale dovuta, ma che sarà lasciata morire nel giudizio in corso… Finirà tutto in nulla.” [7]

Non sarà così, e non è così oggi: giuridicamente parlando, quell’atto di costituzione in mora è ancora valido, eccome..
Non solo, Milena Gabanelli non ha mai preso posizione pubblicamente contro quell’atto, né si è mai dissociata dalla linea di difesa della RAI che è interamente contro di me, come sopra descritto, e come dimostrano gli ultimi atti del processo in corso. [8]

Non mi dilungo. All’epoca di questi fatti avevo appena lasciato Report, da allora ho lasciato anche la RAI. Non ci sarà mai più un’inchiesta da me firmata sull’emittente di Stato, e non mi fido più di alcun editore. Non mi posso permette di perdere l’unica casa che posseggo o di vedere il mio incerto reddito di freelance decimato dalle spese legali, poiché abbandonato a me stesso da coloro che si fregiavano delle mie inchieste "coraggiose". Questa non è una mia mancanza di coraggio, è realismo e senso di responsabilità nei confronti soprattutto dei miei cari. Così la mia voce d’inchiesta è stata messa a tacere. E qui vengo al punto cruciale: siamo già in tanti colleghi abbandonati e zittiti in questo modo.

Ecco come funziona la vera “scomparsa dei fatti”, quella che voi non conoscete, oggi diffusissima, quella dove per mettere a tacere si usano, invece degli ‘editti bulgari’, i tribunali in una collusione di fatto con i comportamenti di coloro di cui ti fidavi; comportamenti tecnicamente ineccepibili, ma moralmente assai meno.

Questa è censura contro la tenacia e il coraggio dei pochi giornalisti ancora disposti a dire il vero, operata da parte di chiunque venga colto nel malaffare, attuata da costoro per mezzo delle minacce legali e di fatto permessa dal comportamento degli editori..
Gli editori devono difendere i loro giornalisti che rischiano per il pubblico interesse, e devono impegnarsi a togliere le clausole di manleva dai contratti che, lo ribadisco, siamo obbligati a firmare per poter lavorare.

Infatti oggi in Italia sono gli avvocati dei gaglioffi, e gli uffici affari legali dei media, che di fatto decidono quello che voi verrete a sapere, giocando sulla giusta paura di tanti giornalisti che rischiano di rovinare le proprie famiglie se raccontano la verità.

Questo bavaglio ha e avrà sempre più un potere paralizzante sulla denuncia dei misfatti italiani a mezzo stampa o tv, di molto superiore a quello di qualsiasi politico o servo del Sistema. Posso solo chiedervi di diffondere con tutta l’energia possibile questa realtà, via mailing lists, siti, blogs, parlandone. Ma ancor più accorato è il mio appello affinché voi non la sottovalutiate. In ultimo. E’ assai probabile che verrò querelato dalla RAI e dalla signora Gabanelli per questo mio grido d’allarme, e ciò non sarà piacevole per me. Hanno imbavagliato la mia libertà professionale, ma non imbavaglieranno mai la mia coscienza, perché quello che sto facendo in queste righe è dire la verità per il bene di tutti. Spero solo che serva..
Grazie di avermi letto.


Paolo Barnard
dpbarnard@libero.it
9.02.08


Note:

1) Tribunale civile di Roma, Atto di citazione, 31095, Roma 10/11/2004.
2) Fatto su cui ho più di un testimone pronto a confermarlo.
3) Nel volume “Le inchieste di Report” (Rizzoli BUR, 2006) Milena Gabanelli eroicamente afferma: "alle nostre spalle non c’è un’azienda che ci tuteli dalle cause civili”. Prendo atto che il prestigioso studio legale del Prof. Avv. Andrea Di Porto, Ordinario nell’Università di Roma La Sapienza, difende in questo dibattimento sia la RAI che Milena Gabanelli. Ma non me.
4) Tribunale Ordinario di Roma, Sezione I Civile-G.U. dott. Rizzo- R.G.N. 83757/2004, Roma 30/6/2005: “Per tutto quanto argomentato la RAI-Radiotelevisione Italiana S.p.a. e la dott.ssa Milena Gabanelli chiedono che l’Illustrissimo Tribunale adìto voglia: porre a carico del dott. Paolo Barnard ogni conseguenza risarcitoria”.
5) Un esempio di questa clausola tratto da un mio contratto con la RAI: “Lei in qualità di avente diritto esonera la RAI da ogni responsabilità al riguardo obbligandosi altresì a tenerci indenni da tutti gli oneri di qualsivoglia natura a noi eventualmente derivanti in ragione del presente accordo, con particolare riferimento a quelli di natura legale o giudiziaria”.
6) Raccomandata AR n. 12737143222-9, atto di costituzione in mora dallo Studio Legale Di Porto per conto della RAI contro Paolo Barnard, Roma, 3/10/2005.
7) Email da Milena Gabanelli a Paolo Barnard, 15/11/2005, 09:39:18.
8] Tribunale Civile di Roma, Sezione Prima, Sentenza 10784 n. 5876 Cronologico, 18/5/2007: “la parte convenuta RAI-Gabanelli insisteva anche nelle richieste di cui alle note del 30/6/2005”. (si veda nota 4)



Fonte: comedonchisciotte.org
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