mercoledì, gennaio 30, 2008

I segreti della Celiachia

E’ mai possibile che la diffusione pressoché «epidemica» della celiachia, cioè dell'assoluta intolleranza al glutine che può innescare anche gravi patologie conseguenti, possa essere dovuta ad una modificazione genetica approntata sul frumento? Questa ipotesi non è nuova e su di essa si sono spesso avventati, smentendola con ferocia, i sostenitori delle biotecnologie e dei cibi Ogm. Ma ora, grazie all'intuizione di uno scienziato di esperienza pluridecennale in campo medico, pare possa arricchirsi di ulteriori dettagli, chiarendosi all'opinione pubblica.

Un frumento nanizzato

Il professor Luciano Pecchiai, storico fondatore dell'Eubiotica in Italia e attuale primario ematologo emerito all'ospedale Buzzi di Milano, ha avanzato una spiegazione di questa possibile correlazione causa-effetto su cui occorrerebbe produrre indagini scientifiche ed epidemiologiche accurate. «E’ ben noto che il frumento del passato era ad alto fusto - spiega Pecchial - cosicchè facilmente allettava, cioè si piegava verso terra all'azione del vento e della pioggia. Per ovviare a questo inconveniente, in questi ultimi decenni il frumento è stato quindi per così dire “nanizzato” attraverso una modificazione genetica».

Appare fondata l'ipotesi che la modifica genetica di questo frumento sia correlata ad una modificazione della sua proteina e in particolare di una frazione di questa, la gliadina, proteina basica dalla quale per digestione peptica-triptica si ottiene una sostanza chiamata frazione III di Frazer, alla quale è dovuta l'enteropatia infiammatoria e quindi il malassorbimento caratteristico della celiachia.
«E’ evidente - ammette lo stesso Pecchiai - la necessità di dimostrare scientificamente una differenza della composizione aminoacidica della gliadina del frumento nanizzato, geneticamente modificato, rispetto al frumento originario. Quando questo fosse dimostrato, sarebbe ovvio eliminare la produzione di questo frumento prima che tutte le future generazioni diventino intolleranti al glutine». E non è da escludere che sia proprio questo uno degli scogli più difficili da superare.

400.000 malati in Italia

La riconversione della produzione, una volta che questa sia entrata a regime e abbia prodotto i risultati economici sperati, diviene impresa assai ardua e incontrerebbe senza dubbio molte resistenze. Di qui la probabile mancanza di interesse ad approfondire una simile ipotesi per trovarne l'eventuale fondamento.
D'altra parte, nessuno ancora ha trovato una spiegazione al fatto che l'incidenza della celiachia è aumentata in maniera esponenziale negli ultimi anni e l'allarme non accenna a rientrare. «Mentre qualche decennio fa l'incidenza della malattia era di 1 caso ogni mille o duemila persone, oggi siamo giunti a dover stimare 1 caso ogni 100 o 150 persone», spiega Adriano Pucci, presidente dell'Associazione Italiana Celiachia. «Siamo dunque nell'ordine, in Italia, di circa 400 mila malati, di cui però soltanto 55 mila hanno ricevuto una diagnosi certa e seguono una dieta che può salvare loro la vita».

In molti sostengono che l'aumento dei casi di celiachia sia una conseguenza del miglioramento delle tecniche diagnostiche, ma la spiegazione non convince, appare eccessivamente semplicistica e riduttiva. Fatto sta che, anziché cercare spiegazioni sulle cause, cosa che permetterebbe di provvedere poi alla loro rimozione, la ricerca oggi percorre direzioni opposte, ipotizzando e sperimentando ulteriori modificazioni genetiche del frumento stesso per «deglutinare», cioè privare del glutine, ciò che ne è provvisto o «immettere» nel frumento caratteristiche proprie di cereali naturalmente privi di glutine.

Il mistero dei Creso

A proposito torna alla mente una questione dibattuta qualche anno fa alla quale non è mai stata fornita risposta e che rimane a tutt'oggi un problema apertissimo e attuale: il cosiddetto grano Creso. Nel 1974, all'insaputa dei più, viene iscritto nel Registro varietale del grano duro il Creso. Nove anni dopo, la superficie coltivata a Creso in Italia era passata da pochi ettari a oltre il 20% del totale, con 15 milioni di quintali l'anno per un valore, di allora, di circa 600 miliardi di vecchie lire.
Da una pubblicazione del 1984 si ricavò poi che quel grano era stato «inventato» e sviluppato presso il centro di studi nucleari della Casaccia (1). Nel lavoro, come ricordò nel 2000 anche il fisico Tullio Regge su Le Scienze, si sottolineava l'efficacia della mutagenesi e l'introduzione di nuovo germoplasma e di ibridazioni interspecifiche.

In sostanza, il Creso era il risultato dell'incrocio tra una linea messicana di Cymmit e una linea mutante ottenuta trattando una varietà con raggi X. Per altre varietà in commercio erano stati utilizzati neutroni termici. In che misura, per esempio, il consumo continuativo di questo frumento può avere influenzato l'organismo di chi lo ha ingerito? Non si sa, né pare che alcuno voglia scoprirlo. Lo stesso Regge si limitò ad affermare che comunque «lo hanno mangiato tutti con grande gusto».
E se la celiachia fosse il risultato di decenni di ripetuti e differenti interventi sulle varietà di grano che sta alla base della maggior parte del cibo che mangiamo? Chissà se a qualcuno, prima o poi, verrà voglia di capirlo.

Claudia Benatti – tratto da AAM Terranuova n.193




Fonti:

«Il miglioramento genetico dei frumento duro: bilancio di un ventennio di attività» su L’informatore Agrario, Verona 40, n. 29, 1984, di Bozzini, Mosconi, Rossi, Scarascia-Mugnozza.


Sottovoce 360°

13 commenti:

  1. I frutti marci della genetica e della manipolazione umana...

    Ciao carissimo

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  2. Mia madre è una delle vittime di queste sciagurate politiche commerciali, quindi pensa quanto sono incazzato.

    Ciao, caro amico.

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  3. Mi dispiace, comunque è così un po' ovunque. Tempo fa ho scritto qualcosa a proposito.

    Buona giornata

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  4. I nostri corpi sono sottoposti ad una tale quntità di contatti e reazioni con sostanze sintetiche e artificiali che è ovvio che tutte non si riescano a sopportare. Se parli con una qualsiasi persona in modo sincero ti dirà che quasi sicuramente deve stare attenta a non mangiare qualcosa. Quasi tutti hanno qualche disturbo, chi in maniera lieve e chi in maniera grave.
    Ciao a tutti!

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  5. riposto l'ottimo articolo di Freenfo

    http://freenfo.blogspot.com/2006/09/celiachia.html

    e

    http://freenfo.blogspot.com/2008/01/cresce-il-numero-di-celiaci.html

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  6. MARKETING SELVAGGIO

    Quando il mercato è saturo, bisogna inventarsi nuove "Strategie" e NUOVI "Mercati".. (frase tratta da un testo di studio di Marketing e Comunicazione).

    CREA UN "BISOGNO" E OFFRI LA SOLUZIONE..!!

    Ma non passerà molto tempo.. e QUESTI dovranno rendere conto delle loro "aberranti" operazioni comprese le scie-menze che ci fanno osservare..!!

    Forti e Potenti contro la menzogna.

    Un caro abbraccio THE BOSS (sei sempre un Grande)

    #B O J S#

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  7. Sottoscrivo ogni parola, Bojs, senza esitazione!

    Ciao!

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  8. C'é una bella intervista su Disinformazione.it al presidente dell'associazione panificatori, in cui dice che alla farina viene aggiunto tanto glutine all'impasto.
    Non riesco a trovare l'articolo in cui ho letto che il 97% del grano circolante é stato privato dei due suoi enzimi che servivano al nostro organismo per essere digerito. Cercherò ancora.
    Un abbraccio a tutti

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  9. Posso dire che l'ottima associazione "Il punto Macrobiotico", forse l'unica in Italia che garantisce prodotti realmente naturali (al di là delle solite "etichette bologiche"), consiglia ai celiachi di provare i loro prodotti a base di grano originario, i vecchi semi delle vecchie varietà di grano recuperati e coltivati dalle aziende "La Salvia" e "La Salvia 2".

    Riferiscono di buoni risultati.

    Pro' ci sarebbe uno strano addendum, corredato da mille forse e cento "chissà"

    Forse tutti i cereali sono stati originati da una manipolazine genetica di altro tipo?

    La struttura genetica di certi cereali ed il modo in cui sono apparsi improvvisamente sulla terra fanno sospettare un intervento di modificazione genetica, però operato da qualcuno molto più saggio ed esperto in tale materia.

    E' un argomento che non ho avuto il tempo di approfondire quanto si merita, ma purtroppo il tempo manca sempre.

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  10. Secondo i miei ricordi, i semi naturali hanno cominciato a sostituirli silenziosamente, almeno 40 anni fa, quando mi accorsi al mercato, della vendita di ortaggi di dimensioni enormi rispetto a quelle tradizionali. Noi si pensò fossero frutto di una terra arricchita di di tanto concime naturale ... Più in là si parlava di ibridi, e poteva ancora andare bene, ma chi poteva immaginare un programma di sostituzione delle semenze naturali in cambio di "monnezza" transgenica? Nessun contadino possiede più i semi naturali, e speriamo che se qualcuno ancora li abbia non sia un fuorilegge!

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  11. Non solo fra gli umani le allergie e le intolleranze alimentari stanno crescendo a vista d'occhio come le malattie autoimmuni: anche nei cani tali patologie sono in crescita (il mio cane ad es è allergico all'erba (se cammina su un prato zampe e orecchie diventano rosso fuoco), alla polvere, alla frutta secca con guscio e la madre del mio cane oltre a queste allergie ha sviluppato una strana malattia autoimmune che se non fosse x l'omeopatia l'avrebbe già fatta secca..

    by @lice (Oltre lo Specchio)
    http://aliceoltrelospecchio.blogspot.com

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  12. Premetto che si tratta x ora solo di una mia ipotesi (dovuta al fatto che conosco come funziona il sistema immunitario e come reagisce agli adittivi dei vaccini):

    se la celiachia e altre intolleranze e allergie alimentari fossero dovute non solo alla modifica genetica di tali alimenti ma ad un interazione fra queste e gli adittivi immunostimolanti dei vaccini?
    Spiego: gran parte dei vaccini x essere + a basso costo sono addizionati con immunostimolanti (metalli pesanti spesso) che aumentano a dismisura la risposta del corpo all'antigene facendo formare anticorpi anche contro particelle spezzettate di un virus, ma tali adittivi fanno produrre anticorpi che possono attaccarsi ad un qualsiasi antigene presente in quel momento nel corpo, ad es se uno facesse un vaccino di quel genere e poi andasse in un prati avrebbe + possibilità di diventare allergico ad un certo polline poichè il suo sistema immunitario iper stimolato tenderà in quel momento a vedere come nemico qualsiasi antigene trovi, idem x i cibi. a cosa si "attaccheranno" gli anticorpi (sto semplificando) non è possibile saperlo quindi solo una piccola % di chi si fa vaccinare e viene ad es in contatto con un polline ne diventerà allergico, ma tale % è molto + alta rispetto ad una persona non immunostimolata da un vaccino.
    Quindi secondo me sarebbe da indagare se i casi di celiachia o anche di altre intolleranze e allergie alimentari comparse repentinamente possano essere associate ad un fenomeno di questo tipo.

    by @lice (Oltre lo Specchio)
    http://aliceoltrelospecchio.blogspot.com

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