giovedì, giugno 26, 2008

Tu protesti? E noi sospendiamo la democrazia

di Debora Billi

La notizia è di quelle sconcertanti. L'articolo che la riporta, però, è ancora più incredibile.

In breve: il Parlamento inglese sta per approvare il Planning Bill, una legge che renderà di fatto impossibile opporsi alle varie opere pubbliche in programma e alle quali i sudditi di Sua Maestà si mostrano poco propensi. Centrali nucleari, Alta Velocità, aeroporti... storie già sentite, insomma.

Sentite forse da noialtri, ma non da
La Stampa che riporta la cosa così:

Per la prima volta, uno Stato democratico impedirà ai cittadini di fare valere le loro proteste quando un’autostrada, un aeroporto, una ferrovia, una centrale nucleare o un impianto eolico deve essere costruito sul loro territorio.

Cascano dal pero, insomma. Come se qui non si stesse mandando l'esercito. Ma il seguito è ancora più surreale. Ad esempio:

Molti parlamentari, sia laburisti che conservatori, hanno espresso dubbi sul provvedimento [...]. Dal loro punto di vista, oltre alla democrazia, bisogna difendere la rappresentatività parlamentare e - anche se non lo dicono - la possibilità di sfilare in testa al corteo di protesta ed essere intervistati dalla tv.

Insomma, La Stampa insinua che se un Parlamentare eletto difende il diritto dei cittadini ad opporsi, in realtà lo faccia per il meschino interesse di capeggiare cortei e finire in TV. Comprensibile, d'altronde: i giornalisti italiani non sono abituati ad aver a che fare con Parlamentari che difendono la democrazia. Ci hanno perso la mano.

Ma proseguendo è ancora meglio. Sentite qua:

Comunque la si giudichi, la nuova legge inglese costituirà un precedente importante per tutte le democrazie che sono alle prese con sfide che non riescono a governare. Forse, se vorremo fermare la Cina, dovremo come i cinesi fare prevalere l’interesse pubblico su quello privato.

Fantastico. L'autore del pezzo auspica una svolta di tipo cinese (avete presente? Ciò che si chiama "calpestare i diritti umani", in altre scelte occasioni), ovvero un bell'approccio dittatoriale del genere quanno ce vò, ce vò.

Esagero? Ma per niente, infatti ecco il gran finale.

Molti autorevoli esperti sostengono che la crisi dell’energia, del cibo e dei mutamenti climatici rappresentano ormai un pericolo maggiore del terrorismo per la sicurezza nazionale degli stati. Per affrontarlo con la fretta che è necessaria, sembra pensare Gordon Brown, non c’è altro modo che sospendere la democrazia.

Capito? Papale papale, ce lo dicono proprio in faccia. Arriva la crisi (lodevole ammissione) e quindi la si deve affrontare senza andare troppo per il sottile, con le maniere spicce. Come coi terroristi. Che, viene l'atroce sospetto, saremmo poi noi cittadini: che di crisi invece sappiamo tutto, ma non siamo tenuti neppure a dare suggerimenti.

Zitto, e nuota.


Fonte: http://crisis.blogosfere.it/




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3 commenti:

  1. che i terroristi siamo "noi" ovvero i comuni cittadini ho trovato le prove schiaccianti in un articolo che devo finire di tradurre in questi giorni.

    si tratta di documenti ufficiali USA che dipingono il cittadino comune come sospetto terrorista

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  2. Senza dubbio, Corrado. Il tempo stringe, perché la rete si allargherà presto per catturare i dissidenti.

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  3. Questi stupidi sono drogati di P.I.L vedono che la Cina ha un alto PIL e allora vogliono fare come loro. Peccato che la Cina per avere quel PIL schiavizza pure i bambini al lavoro per 14 ore al giorno, stanno soffocando nei loro fumi!
    Oltrettuto le loro grandi opere non vengono realizzate per l'utilità della gente...ma per fare soldi, gare d'appalti e nulla più...quindi non fanno nessun interesse pubblico.
    Questi centri di potere sia statali che privati (pensiamo alle multinazionali OGM) non sono in sintonia con l'essere umano che si sta evolvendo, per questo cercano di imbrigliarlo tramite dittature.

    Comprendono che le comunità locali controllano e vogliono proteggere il loro territorio da opere inutili e dannose...quella che chiamano sindrome nimby non è un difetto ma un pregio...il naturale bisogno di difendere la propria terra!

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