Piazzati nelle stazioni della metro captano i comportamenti di chi li osserva. I consumatori: "Basta con il Grande Fratello" (di GIAMPIERO MARTINOTTI)
PARIGI - Il Grande Fratello non è solo una trasmissione televisiva di successo, un formidabile passatempo o un insopportabile stupidaggine, secondo i punti di vista. No, il Grande Fratello può anche essere un innocuo pannello pubblicitario installato nei corridoi della metropolitana, capace di misurare il tempo che trascorrete a guardare la pubblicità e di inviarvi un sms per vantare i meriti di un detersivo, di un film o di un qualsiasi altro prodotto. In confronto, le prodezze dei ragazzi chiusi in casa per settimane sono ben poca cosa: i tabelloni parigini cercano di isolare la nostra anima di consumatori e di plasmarla come più gli piace. Già da un po' nel mirino di parecchie associazioni, adesso i pannelli hanno suscitato le reazioni del Consiglio comunale, che ha votato una mozione con cui chiede chiarezza alla Ratp, l'azienda statale che gestisce i trasporti pubblici della capitale.
PARIGI - Il Grande Fratello non è solo una trasmissione televisiva di successo, un formidabile passatempo o un insopportabile stupidaggine, secondo i punti di vista. No, il Grande Fratello può anche essere un innocuo pannello pubblicitario installato nei corridoi della metropolitana, capace di misurare il tempo che trascorrete a guardare la pubblicità e di inviarvi un sms per vantare i meriti di un detersivo, di un film o di un qualsiasi altro prodotto. In confronto, le prodezze dei ragazzi chiusi in casa per settimane sono ben poca cosa: i tabelloni parigini cercano di isolare la nostra anima di consumatori e di plasmarla come più gli piace. Già da un po' nel mirino di parecchie associazioni, adesso i pannelli hanno suscitato le reazioni del Consiglio comunale, che ha votato una mozione con cui chiede chiarezza alla Ratp, l'azienda statale che gestisce i trasporti pubblici della capitale.
Il corpo del delitto è un banale pannello che assomiglia molto a uno smartphone, naturalmente molto più grande: un metro e sessanta su 90 centimetri. Bordo nero, schermo molto luminoso, ma non particolarmente aggressivo, almeno per chi passa in fretta. Per ora ce ne sono quattro, tutti nella stazione Etoile. Entro giugno dovrebbero diventare 400, mentre altri 800 sono previsti in autunno nelle stazioni ferroviarie. A patto che la Ratp non perda i processi intentati da associazioni anti-pubblicità e da movimenti che si battono contro le onde elettromagnetiche. Quei pannelli apparentemente anodini nascondono, infatti, dei sensori che captano i comportamenti dei passanti, registrano quante persone si fermano a guardare una determinata pubblicità e per quanto tempo. In sostanza, misurano l'audience degli spot, costituendo così un formidabile strumento per i pubblicitari ed i loro committenti. Il problema è che i cittadini, già abbastanza controllati dalla miriade di telefonini, carte e quant'altro, non sono forse troppo contenti di questi nuovi spioni che agitano i peggiori fantasmi nella mente dei loro avversari, secondo i quali i sensori sarebbero capaci di distinguere sesso ed età. "Fandonie", rispondono alla Ratp, anche se su Internet si vedono dimostrazioni di prodotti simili che individuano per lo meno il sesso. Inoltre, i pannelli sono capaci di inviare sms attraverso la tecnologia bluetooth, una funzione che sarà attivata solo l'anno prossimo. Alla Ratp spiegano che i messaggini arriveranno solo se ci sarà una richiesta da parte degli interessati: la Commissione informatica e libertà ha vietato l'invio automatico dei messaggi pubblicitari.
Il Consiglio comunale ha così deciso di votare una mozione in cui chiede all'azienda dei trasporti una "concertazione" sui nuovi schermi e soprattutto precisioni su contenuti e garanzie ai cittadini. Le associazioni, tuttavia, non si accontentano ed hanno deciso di portare il contenzioso in tribunale. Secondo loro, i tabelloni costituiscono una violazione della legislazione sulla videosorveglianza, autorizzata solo per motivi di sicurezza e non per scopi commerciali: c'è un limite a tutto, dicono, anche al Grande Fratello.
(11 marzo 2009)
Fonte: Repubblica.it
Il Consiglio comunale ha così deciso di votare una mozione in cui chiede all'azienda dei trasporti una "concertazione" sui nuovi schermi e soprattutto precisioni su contenuti e garanzie ai cittadini. Le associazioni, tuttavia, non si accontentano ed hanno deciso di portare il contenzioso in tribunale. Secondo loro, i tabelloni costituiscono una violazione della legislazione sulla videosorveglianza, autorizzata solo per motivi di sicurezza e non per scopi commerciali: c'è un limite a tutto, dicono, anche al Grande Fratello.
(11 marzo 2009)
Fonte: Repubblica.it
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Durante i tre giorni dopo l’attacco dell’11 settembre del 2001, quando gli aerei rimasero a terra, negli Stati Uniti, David J. Travis ebbe un’opportunità unica di studiare gli effetti dell’aerosol atmosferico. Egli trovò significativi cambiamenti nella temperatura della superficie terrestre e presentò i suoi risultati alla società meteorologica statunitense.
Miscele esplosive di radio-frequenze






Ebbene, sulla base di queste asserzioni, chiunque non abbia modo di controllare se quanto esposto dall'illustre borsista "scienziato" è corrispondente al vero, conclude che effettivamente quelle che ha visto il 15 febbraio a Milano non erano scie chimiche, ma solo innocue nuvole di vapore acqueo: contrails... scie di condensa!
"L’immissione in atmosfera dei gas di scarico degli aerei, ricchi di nuclei di condensazione e di vapore acqueo, determina la sovrassaturazione del vapore acqueo e quindi la formazione di scie. Le scie di condensazione si formano ad altezze in cui la temperatura dell’aria è molto bassa (inferiore a -40 °C), con umidità relativa almeno del 60%. Le scie possono essere più o meno durare nel tempo, a seconda della stabilità dell’aria e della quantità di vapore presente". [Girolamo Sansosti & Alfio Giuffrida - Manuale di meteorologia, Una guida alla comprensione dei fenomeni atmosferici e climatici in collaborazione con l'U.A.I. (Unione Astrofili Italiani) - 2006 – pag. 86]

