sabato, maggio 21, 2011

Il progetto Edward Teller ed il coinvolgimento delle compagnie civili nell'operazione "copertura"

Guardate questi aerei... è del tutto normale che essi non rilascino alcuna traccia visibile al loro passaggio... nessuna scia di condensazione. Questi sono filmati di soli pochi anni or sono.

Le contrails sono un fenomeno molto raro, in quanto, affinché esse si possano formare, si deve verificare un mix di parametri fisico-atmosferici idonei e cioé:

Il velivolo deve sorvolare ad un'altitudine superiore agli 8.000 metri
Vi deve essere una temperatura inferiore ai 40 gradi centigradi sotto zero
Deve sussistere un'umidità relativa vicina o superiore al 70%

Questi parametri, è bene evidenziarlo, devono coincidere.

E' acclarato che ad elevate quote l'umidità relativa è sempre molto bassa e spesso prossima allo zero per cento. Ciò chiarisce che le scie di condensazione, comumente non si formano, alle nostre latitudini. Ma che cosa è cambiato da alcuni anni a questa parte? Per quale motivo, ora, quasi tutti gli aeroplani, civili e militari, rilasciano scie di tipo persistente e non persistente? Esse sembrano essere il frutto del fenomeno della condensazione e per tali le spacciano, ma sono invece il prodotto di aerosol chimico-biologico deliberato.

Assodato che la fisica dell'atmosfera non è cambiata, a cosa dobbiamo imputare questo nuovo ed inquietante fenomeno? Per quale motivo i nostri cieli, oggi, sono spesso velati, bianchicci, striati, privi di formazioni nuvolose naturali? Dov'è finito il nostro cielo blu? E dove sono finite le nubi da bel tempo delle giornate di alta pressione? Curioso è notare come cieli non deturpati si possano ora ammirare solo in Siria ed in Libia...

La conclusione è una sola: quelle che vedete non sono scie di condensazione, così come istituzioni, media di regime e disinformazione istituzionalizzata vogliono farvi credere, ma sono il risultato di scellerate operazioni di aerosol clandestine. Operazioni nelle quali sono coinvolte sia le compagnie di volo commerciali sia aeronautica militare.



Per quanto riguarda i voli civili ciò è dovuto all'aggiunta di speciali additivi nei carburanti, come, ad esempio, lo STADIS 450. Ribadiamo che se fossero in uso i carburanti di solo una quindicina di anni fa, nessun aereo rilascerebbe scie di alcun tipo ed i nostri cieli sarebbero ancora quelli di un tempo.

Questo programma di geoingegneria prevedede la diffusione di nanoparticolato di metalli elettroconduttivi e di polimeri e rientra in un progetto globale nascosto da segreto militare e per il quale cooperano governi ed istituzioni, mentre a pagare, sia in termini economici, sia in termini di salute umana, siamo noi cittadini, trattati alla stregua di cavie da laboratorio.

Vi piace vivere e morire come topi? Chi vuole un futuro, esca dal sonno e chieda verità e giustizia. E' giunta l'ora di chiedere il conto ai nostri aguzzini.



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Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì, maggio 17, 2011

La frattura

Ha ragione chi afferma che gli attivisti delle associazioni ambientaliste sono spesso persone in buona fede.

Qualche settimana fa, camminando per una via del centro, fui invitato da una garbata signora a prendere un volantino in cui si esortavano gli Italiani a recarsi alle urne in occasione dei tre referendum, fissati per giugno: il referendum sulla privatizzazione dell'acqua, la consultazione concernente il nucleare e quella relativa al legittimo impedimento. E' naturale che sono temi rilevanti, sebbene sia probabile che il quorum, a causa dell'ostruzionismo operato dai media di regime, non sarà conseguito.

Approfittai dell'occasione "propizia" per sondare il terreno: così, agganciandomi ai problemi connessi ai quesiti referendari, chiesi all'attivista se fosse al corrente delle operazioni di geoingegneria. Ovviamente ella cadde dal pero: l'organizzazione, nella fattispecie “Legaambiniente”, alla quale l'elegante signora era iscritta, l'aveva tenuta all'oscuro delle scelleratezze perpetrate dai militari. Decisi di delineare il tema cui ella si dimostrò interessata, invitandola ad osservare ogni giorno il cielo, per verificare de visu, le condizioni meteorologiche. Quel giorno, fatalità, era in atto un fermo tecnico, sicché nel firmamento azzurro si erano formati dei corposi cumuli: non si vedeva neanche una scia né si udiva il rombo degli aerei. La mia interlocutrice, un po' turbata, ma attenta, avrebbe così poi potuto constatare la sensibile differenza tra una rarissima giornata naturale e le settimane devastate dalle irrorazioni.

L'episodio che ho raccontato, pur nel suo carattere aneddotico, è indice di una profonda frattura tra la base ed i vertici, all'interno dei gruppi ecologisti. Sono movimenti sovente creati da esperti di ingegneria sociale: gli stessi movimenti che si battono contro la costruzione di impianti atomici sono stati fondati da convinti nuclearisti ed i "paladini" della natura sono, in verità, uomini organici al sistema che, in modo fraudolento, puntano SOLO sulla riduzione delle emissioni di CO2.

Come giudicare dunque le crociate di “Greedpiece” contro il nucleare? Hanno un duplice fine: in primo luogo contribuiscono ad accrescere il credito dell'associazione, inoltre convincono cittadini sensibili a donare il 5 per mille o a prendere la tessera, rimpolpando i bilanci dell'associazione. E' un modo come un altro di carpire la fiducia dei cittadini e di spillare loro dei soldi. Adotta strategie simili e si prefigge analoghi obiettivi il famigerato C.I.C.A.P.

Dunque soci e simpatizzanti sono ammirevoli per il loro impegno a favore dell'ambiente, ma purtroppo sono marionette mosse da coloro che si divertono pure a servirsene per i loro turpi scopi. Li sfruttano mandandoli a pulire le spiagge gratis et amore Dei, li derubano con le quote associative, rispondono in maniera minatoria a quei pochi iscritti che li interpellano sulle scie chimiche. Cornuti e mazziati! Lo stesso accade con tutte quelle fondazioni che fingono di usare i denari donati dai benefattori per studiare terapie contro i tumori o altre affezioni. Alla buon'ora! Da decenni, con il loro affettato fariseismo Veronesi e soci, questuano somme di qua e di là e le neoplasie sono sempre più diffuse, sempre più aggressive! Più che incompetenti, molti oncologi sono avidi, del tutto disinteressati a trovare cure efficaci. I capitali si impiegano per creare nuove malattie, armi chimico-batteriologiche, vaccini letali e farmaci dannosi. Altro che investimenti per la salute!



L'uomo medio riuscirà a comprendere che lo stanno intossicando con le più volgari menzogne, oltre che con i veleni? Forse un giorno comincerà a fiutare l'inganno: allora, aperto un occhio, comincerà a porsi qualche domanda, senza trovare, però, le risposte giuste, poiché la verità che avrà trovato sarà solo una realtà addomesticata. Il percorso verso la rivelazione finale sarà lungo e disagevole. La verità, infatti, è come una matrioska: ne trovi sempre un'altra dentro.

domenica, maggio 08, 2011

Il delitto corre sulle microonde

Il segnale del picchio verde

Il 14 ottobre 1976, tutte le comunicazioni radio del globo furono interrotte da segnali radio di forte intensità. Le emissioni erano irregolari e si alternavano frequenze molto elevate a frequenze molto basse.

L'Unione sovietica, dopo essere stata identificata come la diretta responsabile, presentò delle formali scuse a tutti i paesi che avevano protestato. I loro "esperimenti" erano all'origine di questi disturbi. Poco dopo i Russi cambiarono lunghezza d'onda e cominciarono così le emissioni di gigantesche onde elettromagnetiche stazionarie.

I Sovietici avevano usato il "PIVERT", chiamato anche "Woodpecker" (Picchio), a causa del caratteristico suono ritmato che i rilevatori di segnali elettromagnetici avevano registrato. Questo suono assomiglia al rumore che si produce, battendo su una tavola con una penna, a una velocità di 14 colpi al secondo. Pare che il segnale venisse dalle città sovietiche di Riga e di Gomel, dove i Sovietici sperimentavano dei mastodontici generatori ad energia continua basati sulla tecnologia di Tesla. Come bersaglio fu scelta l'ambasciata statunitense a Mosca: tra il personale del consolato molti accusarono disturbi di varia natura (cefalea, insonnia, inappetenza, irritabilità, depressione...); alcuni furono colpiti da patologie, anche gravi, tra cui emorragie cerebrali, ictus, attacchi epilettici e tumori.

La strana morte di Mark Purdey

L'abitazione del medico veterinario Mark Purdey fu incendiata. Un giorno trovò la sua linea telefonica isolata. Un'altra volta vide degli estranei che si aggiravano, con fare sospetto, nei paraggi della sua fattoria. Questi estranei pedinarono a lungo sia lui sia la moglie. L'avvocato di Purdey morì in un incidente stradale, avendo perso il controllo dell'auto su cui viaggiava. E' stato riferito che un giorno l'autoveicolo, con alla guida Purdey, incrociò un autocarro dotato di strane apparecchiature. La morte di Purdey è avvolta nel mistero: il tumore cerebrale che lo colpì fu causato da campi elettromagnetici mirati e potenti?

Da fine ottobre 2010 sino ad aprile 2011 la nostra famiglia è stata coinvolta in una serie di drammatici eventi che, alla fine, nonostante innumerevoli tentativi, hanno portato alla morte di nostro padre, avvenuta il 3 aprile 2011. Molti dei lettori sapranno che nel periodo compreso tra fine novembre 2010 sino al 17 gennaio 2011, mio padre ed io siamo stati a Rozzano (MI), presso il centro ospedaliero Humanitas. Non mi dilungo nei particolari, visto che chi vorrà approfondire, può leggere questa sorta di resoconto in memoria del papà.

Dobbiamo giocoforza, però, ritornare su questa storia, poiché abbiamo il fondato sospetto che nostro padre sia stato, diciamo così... aiutato a morire. Sul tetto dell'edificio di fronte (sette piani - ora disabitato), a 110 metri di distanza, nel marzo 2005, furono installate due antenne di telefonia mobile. Nel settembre 2005 mio padre cominciò a conclamare disturbi motori per un tumore (glioblastoma IV, causato dai campi magnetici della telefonia mobile), che, però, non gli fu diagnosticato. Infatti, sino a dicembre 2010, tutti pensavamo, a causa di una diagnosi sbagliata dei medici sanremesi, al morbo di Parkinson.

_blankUna relazione di causa-effetto tra smog elettromagnetico e cancro al cervello intercorre evidentemente. Fatto sta che il nostro babbo conclamò in modo drammatico il tumore all'encefalo, il Glioblastoma IV, solo nell'ottobre 2010. Per cercare di salvarlo, decidemmo il ricovero in un centro specializzato per questo tipo di neuropatie, l'Humanitas.

Alla fine di dicembre 2010 mio fratello ed io iniziammo a concordare telefonicamente il rientro a casa, affinché fosse tutto pronto per la lunga convalescenza di papà a letto.

Il 17 gennaio 2011 il babbo firmò per le dimissioni. Partimmo alla volta di Sanremo dove arrivammo nel tardo pomeriggio.

Papà quella sera cenò nel suo letto, seguì qualche programma in televisione e si addormentò sereno, finalmente era a casa sua, con la famiglia. Ci sembrava di aver toccato il cielo con un dito: pensammo che l'incubo fosse concluso, ma qualcosa di terribile stava per accadere.

18 gennaio 2011, alle 8:30 di mattina sentii gridare mio padre che accusava un fortissimo dolore al piede sinistro. Visto il viaggio del giorno prima in auto, pensai ad un crampo e cominciai a massaggiare l’arto. Non ebbi nemmeno il tempo di rendermi conto che non era un innocuo crampo muscolare. Vidi, infatti, che papà cominciava a contrarre il viso, a sbattere gli occhi, a serrare la bocca. Nell’attimo in cui compresi, saltando dall'altra sponda del letto, che si trattava di una probabile emorragia cerebrale con attacchi epilettici, il dramma era già compiuto, poiché in quei secondi preziosi papà si morse la lingua, le labbra e si sublussò la mandibola, scheggiando anche due denti incisivi. Dovemmo chiamare subito il pronto intervento. I paramedici arrivarono dopo pochi minuti, mentre le scariche epilettiche di papà si ripetevano ed il sangue schizzava da tutte le parti. Subito lo portarono via. Lo seguii in ospedale. Le crisi epilettiche si avvicendarono per circa 40 minuti, nonostante i sedativi somministrati per “spegnere” le scariche. Il cuore arrivò per un attimo a 150 pulsazioni al minuto, poi si stabilizzò e papà si risvegliò. Una lacrima gli sgorgò dall’occhio destro. Chiamai l’infermiera, che per quei lunghissimi minuti era rimasta fuori, in una saletta adiacente. La informai che papà era appena uscito dalle crisi epilettiche. Lo trasferirono quindi nella stroke-unit.

Incredibilmente l’emorragia cerebrale, con sede nella zona dell’intervento stereotassico e che aveva procurato le crisi epilettiche, non produsse all'apparenza ulteriori danni neurologici. Gli arti si muovevano ancora e papà parlava in modo normale. Soffriva, però, di un’amnesia a breve e medio termine, ma questo sintomo è spesso causato dell’epilessia. In realtà non ricordava più neanche del ricovero a Rozzano.

Una settimana prima del ritorno a Sanremo mio fratello mi aveva comunicato che erano state installate delle nuove antenne sulla palazzina di fronte. Scattò, per fortuna, una serie di fotografie, adoperando la nostra vecchia videocamera Panasonic.

Mio padre, tutto sommato, al rientro a Sanremo, era in buone condizioni. Fatto sta che, solo 14 ore circa dopo il nostro rientro a casa, egli subì una gravissima emorragia cerebrale con annesse crisi epilettiche che si protrasero per un'ora. Caso vuole, una settimana circa prima, sul tetto dello stabile di fronte, era stato aggiunto uno strano apparato, che poi fu, fatto strano, rimosso il giorno successivo al decesso di nostro padre e solo quattro mesi dopo la sua installazione. Si notino il cablaggio avvolto in modo visibilmente provvisorio, il diametro notevole dei cavi e lo strano aspetto e colore dell'"antenna".

Nei giorni immediatamente precedenti al decesso, nostro padre fu colpito da altre due emorragie con crisi epilettiche. Fu la fine. Il 2 aprile entrò in coma ed il 3 aprile 2011, alle ore 23.11, esalò l'ultimo suo respiro.

Ci è stato confermato da diverse fonti "del mestiere" che quel particolare apparato, installato in direzione dei nostri locali d'abitazione per circa 130 giorni ed ora rimosso, è un'apparecchiatura "camuffata" probabilmente con sottile telo che, con molta probabilità è un cosiddetto "quinta banda" e cioè un'attrezzatura militare realizzata ed installata per arrecare danni, mediante fasci di microonde concentrati in una ristretta area. "E' un'antenna con un beam (fascio di emissione) che può variare tra 1 e 2 gradi, a seconda della frequenza di impiego. Di conseguenza a 110 metri di distanza il beam ha un'apertura tale da formare un cerchio elettromagnetico concentrato di circa 3 metri".

In definitiva, si deve pensare che abbiano irradiato in modo indiscriminato l'appartamento ed il più debole (nostro padre) della famiglia ha avuto la peggio.

Visto il chiaro collegamento che esiste tra le microonde e le emorragie cerebrali (oltre che i tumori) e data la strana coincidenza di eventi e fatti relativi alla morte del nostro babbo, la mente va subito ad un amplificatore di microonde. Considerato che ci occupiamo di temi scomodi, propendiamo ad una specie di vendetta trasversale o comunque ad un tentativo di distrarci dalla nostra opera di divulgazione, così come accaduto, in casi luttuosi del tutto assimilabili al nostro, ad altri noti attivisti in questi anni.


NOTA: i nostri numeri telefonici sono sotto controllo e quindi chi di dovere poteva benissimo sapere del mio rientro a casa e predisporsi in modo adeguato.

venerdì, maggio 06, 2011

Il miracolo di Obama: uccidere Bin Laden per la seconda volta

Perché le notizie sulla finta uccisione di Bin Laden sono piene di contraddizioni e di reticenze? Perché a Giulietto Chiesa, famigerato mondialista, è consentito di apparire in televisione e di diffondere una (mezza) verità sugli ultimi eventi legati allo "sceicco del terrore"? Chi manovra i manovratori? Chi ha interesse a demonizzare il pur criminale governo statunitense? Presto lo scopriremo: intanto è necessario chiarire i termini dell'intrigo internazionale a base di blitz, frettolose esequie, foto non mostrate...

Osama Bin Laden è l'unico uomo al mondo che è riuscito a vivere due volte (se escludiamo un vecchio film con Roger Moore, "L'uomo che visse due volte"). Questo, ovviamente, se diamo credito alla farsa inscenata dal governo statunitense, secondo il quale l'agente della C.I.A., nella parte di terrorista islamico, pare essere stato neutralizzato da un commando delle forze U.S.A. in territorio pakistano. Dopo la comparsa di due foto, frutto di manipolazione digitale in cui si riprendeva Bin Laden ucciso dai Navy Seals ed in seguito alla pubblicazione sulla Rete di articoli che dimostrano che, invece, esse sono dei falsi, il presidente Barack Obama fa marcia indietro, dichiarando: "Non saranno diffuse immagini del 'capo di Al Qaeda' per non impressionare i cittadini". Quale immensa considerazione per il popolo bue! Ci dobbiamo fidare sulla parola, così come nel caso del certificato di nascita di Obama...

Nel frattempo, un funzionario degli Stati Uniti afferma: "Il corpo di Bin Laden è stato sepolto in mare", aggiungendo che il suo funerale è stato accelerato secondo la legge islamica che impone la sepoltura entro le ventiquattro ore dal decesso. La sepoltura in mare non è una pratica islamica . Gli U.S.A. hanno aggiunto che trovare un paese disposto ad accettare i resti di Bin Laden era difficile, quindi "hanno deciso di seppellirlo in mare".

Obiettivamente già così questa storia non sta in piedi ed assomiglia piuttosto molto di più ad una di quelle scuse ridicole che improvvisano i ragazzini per coprire una marachella. Peccato che qui si tratti del Governo degli Stati Uniti!

Ma davvero le cose stanno in questi termini? Davvero Osama Bin Laden è stato ucciso ora, alle porte, guarda caso, della nuova campagna elettorale statunitense? Certo... Osama è un jolly che è stato usato spesso dall'amministrazione Bush ed ora Obama ha voluto giocarselo nuovamente per risollevare il suo indice di gradimento un po' troppo in calo. Tutto ciò dopo anni di invenzioni, filmati falsi, menzogne di ogni genere e tutto questo senza che nessun giornalista che si rispetti si sia mai degnato di obiettare alcunché. Ovviamente sappiamo bene di che pasta sono fatti i cosiddetti giornalisti. Essi sono solo in grado di comunicare le veline che i padroni passano loro ed è per questo motivo che, nel 2011, a dieci anni dall'"Inside job" del 2001, ancora pochi sono a conoscenza della verità e cioè che gli attentati del giorno 11 settembre 2001 ed a seguire gli attentati di Londra e Madrid, sono di matrice occidentale, ideati e messi in atto dai servizi segreti statunitensi e britannici, con la fattiva collaborazione del Mossad.

Basterebbe eseguire una piccola ricerca per comprendere quale incredibile inganno è stato perpetrato in questi anni con la prona collaborazione dei media internazionali. Qualcuno ha mai sentito parlare sui media nazionali della nanotermite (esplosivo in dotazione esclusivamente ai militari) trovata nelle ceneri delle Twin towers? Qualcuno ha mai visto il filmato delle telecamere di sorveglianza, girato nel convoglio esploso a Londra, nel quale i primi poliziotti intervenuti osservavano un cratere (determinato da una deflagrazione) posto sul pavimento di uno dei vagoni coinvolti? Nessun aereo contro le Torri e contro il Pentagono; nessun terrorista islamico con lo zainetto, quindi...

Ma torniamo alle due vite di Osama Bin Laden.

Qui di seguito potete vedere l'intervista che l'ex premier del Pakistan, Benazir Bhutto, rilasciò a David Frost nel 2007. Ella affermava che Osama Bin Laden era stato assassinato. In un'intervista successiva dichiarò pure che i fatti del giorno 11 settembre 2001 erano frutto di una messa in scena ad opera di frange governative statunitensi. La Bhutto, come a suo tempo si temeva sarebbe accaduto, per via delle sue imprudenti manifestazioni verbali, fu eliminata nel dicembre 2007, un mese dopo. L'intervista alla Bhutto apre seri interrogativi in merito alle affermazioni degli Stati Uniti e sulle circostanze (ed i tempi) che hanno portato alla morte di Osama Bin Laden. Il barbuto "sceicco del terrore" è morto nel 2011, nel 2007 o ancora prima? Chi era davvero Bin Laden? Quante vite aveva a disposizione? E' deceduto davvero?



Nell'intervista a seguito del fallito attentato contro l'ex premier pakistano nel mese di ottobre 2007, la Bhutto affermò che Bin Laden, a quell'epoca, era stato già ucciso. Benazir Bhutto aveva anche identificato l'uomo che aveva tolto di mezzo il leader di Al Qaeda, citando Omar Sheikh. In risposta ad una domanda dell'anchorman se l'eventuale assassino avesse legami con il governo pakistano, la Bhutto dichiarò: "Sì, ma uno di loro è una figura molto importante per la sicurezza, è un ex ufficiale militare... ed aveva accordi con Omar Sheikh, l'uomo che ha assassinato Osama Bin Laden".

L'intervista è dell'ottobre 2007. Benazir Bhutto perì il 27 dicembre 2007, in un attentato dinamitardo, mentre stava lasciando un comizio elettorale a Rawalpindi, allorquando un uomo armato le sparò alla nuca per far poi esplodere una bomba.

La Bhutto è, guarda caso, morta e sepolta, le sue dirompenti dichiarazioni sono volutamente passate inosservate ed ella non può eccepire alcunché su quanto in questi giorni ci viene bellamente propinato. Sappiamo che sono frottole, ma i morti non possono parlare.

D'altronde è così che noi Occidentali esportiamo la democrazia: eliminando i testimoni scomodi ed addossando, anche in questo caso, la responsabilità al terrorismo di matrice islamica.

Il Governo occulto si prepara ora a nuovi attentati nel mondo. Preparatevi a nuove menzogne ed a nuove stragi: non dite che non vi avevamo avvertito.


6 maggio 2011 - Rosario Marcianò


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Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì, maggio 03, 2011

Il certificato di nascita del Presidente Barack Obama è un falso realizzato con Adobe Illustrator

La Casa Bianca ha mostrato il documento in cui si attesterebbe che il Presidente Barack Obama è nato alle Hawaii e quindi è un cittadino statunitense. La conferenza stampa: "Ora stop alle polemiche. Abbiamo cose più importanti da fare". Peccato che il documento sia un falso creato con Adobe Illustrator.

Abbiamo scaricato il file pdf dal blog della Casa Bianca e lo abbiamo aperto con Corel Draw (programma vettoriale), evidenziando così più livelli di elaborazione sullo spurio documento presidenziale. Come potete vedere in questo video (ognuno potrà verificarlo), il certificato di nascita dell'illegittimo Presidente Barack Obama è una maldestra nonché superficiale contraffazione, realizzata per mezzo della grafica computerizzata (Adobe Illustrator).



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sabato, aprile 30, 2011

La beatificazione di un fautore del Nuovo ordine mondiale

"Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine o fichi da rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi". (Vangelo detto di Matteo 7;15)

"Le persone stanno diventando sempre più consapevoli della necessità di un Nuovo ordine mondiale". (Giovanni Paolo II, Roma, omelia del giorno 1 gennaio 2004)


Articolo correlato



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venerdì, aprile 15, 2011

Air to air Mc Donnel Douglas KC-10 chemtrails - The final proof

Questo è il secondo ed ultimo video caricato sul canale You-Tube di USAFFEKC1O. Infatti, in seguito allo scalpore suscitato dal più famoso "Cani sciolti", rilanciato dal Comitato Tanker Enemy e visto a tutt'oggi da oltre mezzo milione di utenti nel mondo, il pilota che aveva girato queste eloquenti e scomode immagini è stato costretto prima ad abiurare e poi a chiudere il proprio canale. Giudicate voi se anche questa testimonianza filmata può essere ritenuta un fake, come vergognosamente sostenuto dal mentore di Tom Bosco, Andrea Rampado.



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giovedì, aprile 07, 2011

11 settembre: ritrovato esplosivo nelle Torri, ora è ufficiale!

Ora è ufficiale. Tracce di esplosivi di nano-termite sono state raccolte dai detriti del W.T.C. poco dopo il loro crollo dell'11/9/2001. Alla Brigham Young University, il professore di fisica, dottor Steven Jones, ha appurato e confermato la presenza di esplosivo tra le macerie delle Torri gemelle, insieme con un team internazionale di nove scienziati.

Grazie quindi alle prove di laboratorio più approfondite, gli scienziati hanno concluso che i campioni analizzati hanno evidenziato che si tratta effettivamente di esplosivi contenenti nano-termite, generalmente in dotazione ai militari.

Dopo un rigoroso processo di peer-review, il loro documento è stato pubblicato nella Bentham Chemical Physics Journal, una delle riviste più accreditate negli U.S.A. e che ha segnalato alcuni futuri Premi Nobel, essendo rispettata all'interno della comunità scientifica. Primo autore dello studio è il Dr Niels Harrit, 37 anni, professore di chimica all'Università di Copenaghen in Danimarca ed esperto di nano-chimica, che afferma: "Il rapporto ufficiale presentato dal N.I.S.T. vìola le leggi fondamentali della fisica."

Il governo ora sa che esistono prove inoppugnabili a conferma della presenza di esplosivo Nano-Termite, impiegato per far "implodere" tutte le Torri del W.T.C. il giorno 11 settembre 2001.


Download allegati: VERSIONE INTEGRALE DELL'ARTICOLO ORIGINALE APPARSO SUL BENTHAM CHEMICAL PHYSICS JOURNAL


Fonte: http://italian.irib.ir/

Articolo correlato: Il Generale Gesuita Peter Hans Kovenbach e i Suoi Legami con l’11 Settembre

Revisione linguistica a cura del Comitato Tanker Enemy.



NOTA: Il negazionista disinformatore Paolo Attivissimo, dopo questa batosta, non avrà più alcun credito anche quando ciancerà a proposito delle sue amate "scie di condensa".





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Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì, aprile 04, 2011

Un nuovo studio irlandese offre affascinanti comprensioni degli ultimi istanti di vita

Dedicato a nostro padre

Che cosa accade quando si muore? Un’affascinante nuova comprensione viene offerta da un recente studio messo in risalto da Irish Times intitolato “Catturare il non visibile: esplorando le esperienze in punto di morte nelle cure palliative irlandesi”, a cura delle ricercatrici Una MacConville e Regina McQuilla.

I risultati descrivono come “sorprendenti” esperienze in punto di morte o D.B.E. (Deathbed Experiences) siano molto comuni e spesso molto simili, secondo le ricercatrici.

Un infermiere che ha risposto all’indagine lo ha riassunto dicendo: “Ho sentito spesso i pazienti riferire di aver visto qualcuno nella loro camera o ai piedi del loro letto, spesso parenti, anche che non è un evento doloroso per loro. Le famiglie di solito sono sconvolte nel sentirlo e vogliono comprenderne il significato”.

L'indagine ha scoperto che, caso dopo caso, la persona in fin di vita ha parlato di “vedere parenti deceduti o figure religiose o di vivere l’esperienza di una radiosa luce bianca nella stanza”.

Il 31 per cento di coloro che assistono i malati ha citato un altro fenomeno poco prima della morte: la persona emerge dal coma e parla con familiari e amici.

“In un caso il paziente, in stato di coma, ha aperto gli occhi e sorriso alle sue tre figlie ed alla moglie. Un senso di calma profonda e di pace riempivano la stanza. E’ stato speciale essere parte di questa esperienza”, ha detto l’assistente. In un altro caso, il paziente disse di aver visto una luce; morì qualche istante dopo”.

In diversi casi, la persona in fin di vita ha avuto sogni vividi che lo hanno aiutato a risolvere questioni in sospeso nella sua vita.

Altri riferiscono un “profumo di rose improvviso e inspiegabile” o dichiarano di vedere angeli apparire nella loro stanza.

La ricercatrice MacConville sootolinea che i fenomeni in punto di morte possono spaventare le famiglie: “I familiari possono essere angosciati, perché capiscono che la morte è imminente e pensano che la persona in fin di vita possa essere disturbata dalle visioni, perché essi non le capiscono”.

Un infermiere di cure palliative, che ha voluto restare anonimo, ha affermato che tali visioni “spesso non hanno una spiegazione razionale”. Comunque, “non credo che le esperienze delle persone possano essere scontate o contestate. E’ soggettivo, intenso e vero per molti pazienti e familiari”.

Essere in grado di dare un nome a queste esperienze e parlarne apertamente è la chiave.

Il "Times" segnala che Una MacConville avrebbe piacere di sentire dagli operatori sanitari e dalla gente comune esperienze di questo tipo, dato che la ricerca sta continuando. Inviatele una e-mail a U.macconville@bath.ac.uk.


Fonte: www.coscienza.org

Traduzione a cura di Erica Dellago

lunedì, marzo 28, 2011

Violazione estrema dei diritti umani: sperimentazione umana non consensuale negli Stati Uniti oggi

Violazione estrema dei diritti umani: sperimentazione umana non consensuale negli Stati Uniti (articolo di Deborah Dupré) Pubblichiamo un articolo dell'ottima Deborah Dupré. L'agghiacciante cronaca si riferisce ai cittadini statunitensi vittime di torture per mezzo di armi elettromagnetiche e strumenti simili. Ringraziamo l'amica Giovanna per la traduzione. Un evento storico per i diritti umani negli Stati Uniti si è verificato martedì 1 marzo, quando la Commissione presidenziale per lo studio sulle questioni bioetiche ha ascoltato le sconvolgenti dichiarazioni di una rappresentanza dei molti statunitensi che vengono torturati attraverso armi a distanza, tattiche Cointelpro e simili. Ciascuna vittima sopravvissuta alla tortura ha presentato prove di violazioni estreme dei diritti umani, chiedendo al Presidente Obama di porre termine all'orrenda sperimentazione militare umana non consensuale condotta oggi su di loro e su migliaia di altri cittadini come loro.

Sulla base delle dichiarazioni fatte alla Commissione di Bioetica martedì, le vittime sopravvissute hanno avanzato istanza di un'inchiesta del Congresso. Hanno bisogno che i loro abusi siano documentati ed ascoltati. Essi rivendicano una maggiore declassificazione dei documenti governativi che nascondono la sperimentazione umana non consensuale e le operazioni di controspionaggio che hanno come obiettivo cittadini statunitensi. Tale declassificazione si è verificata durante l'amministrazione Clinton, rivelando violazioni dei diritti umani che hanno scosso la nazione. Uno studio immorale sponsorizzato dagli U.S.A. nel 1940 ha spinto i consiglieri di Bioetica a suggerire al Presidente Barack Obama di formare una giuria internazionale per valutare se le attuali leggi tutelino adeguatamente i volontari negli studi clinici a livello mondiale.

Il Presidente Obama ha così chiesto alla Commissione presidenziale per lo studio delle questioni bioetiche di esaminare se "le attuali norme per i partecipanti alla ricerca, proteggano le persone dai danni o dal trattamento non etico, nella nazione, così come a livello internazionale". Il 1 marzo Science A.A.S. Magazine ha riportato che Obama ha richiesto anche all'Istituto di Medicina (I.O.M.) di indagare sulla sperimentazione umana non consensuale in Guatemala. Tale studio avrebbe dovuto essere esaminato dalla Commissione di Bioetica, dopo che l'Istituto di Medicina si è reso conto che cinque dei suoi esponenti erano stati coinvolti nella ricerca in Guatemala. Gli esperimenti furono condotti “in segreto dai ricercatori, che mentirono ai soggetti testati e si preoccuparono del fatto che il programma poteva essere ‘rovinato’ se fosse divenuto pubblico”, come riportato da "U.S.A. Today".

Nel mese di ottobre il governo degli Stati Uniti ha rivelato che durante lo studio in Guatemala condotto dagli U.S.A., i medici nel 1940 hanno infettato soldati, detenuti, prostitute e malati mentali con la sifilide ed altre malattie sessualmente trasmesse. Tutte le tracce dello studio, che coinvolse ben 1.500 uomini e donne, giacciono sepolte in un archivio dell'Università di Pittsburgh, tra le carte del ricercatore John Cutler del Servizio di salute pubblica. Cutler, che morì nel 2003, aveva intenzione di continuare la sua ricerca sulla sifilide in Tuskegee (U.S.A. Today).

Martedì la Commissione sulla bioetica di Obama, presieduta dalla dottoressa Amy Gutmann, Rettore dell'Università di Pennsylvania e vice presieduta da James Wagner, Rettore della Università Emory, ha ascoltato i cittadini statunitensi che sono stati vittime di esperimenti umani non consensuali, comunemente indicati come "targeted individuals." Ad ogni cittadino è stato concesso un minuto e mezzo per spiegare alla Commissione la propria traumatizzante esperienza di persona torturata negli Stati Uniti. E' stato loro permesso anche di presentare prove delle loro esperienze di sevizie.

Un avvocato ha ricordato alla Commissione che le leggi internazionali impediscono le violazioni dei diritti umani che vengono condotte segretamente. Sono state presentate statistiche sul numero di Statunitensi soggetti a sperimentazione umana non consensuale, che riflettono migliaia di casi noti. Tra le vittime sopravvissute alla tortura è intervenuta Lisa Becker che ha presentato la prova di bruciature, per dimostrare di essere stata torturata a distanza. (Vedi Youtube, "Shocking evidence of no-touch tortured, burned woman presented to Obama" e http://www.youtube.com/watch?v=fjcLRIFVRO0 )

La signora Becker, le altre vittime e coloro che non hanno potuto essere presenti all'audizione vivono tutti nella speranza che il “programma di ricerca” che sono stati costretti a sopportare, sia interrotto allorché diverrà pubblico. La domanda resta oggi se i media tradizionali renderanno noto al pubblico questo programma o se resteranno in silenzio, rendendosi così complici, come è avvenuto per anni per cittadini che hanno denunciato violenze di stato con prove di questa sperimentazione umana non consensuale high-tech, applicata a distanza.

Fonti:

http://www.examiner.com/
http://nwo-truthresearch.blogspot.com/

1 Marzo 2011 (Washington, DC ) - Testimonianza delle Vittime dinanzi alla Commissione Presidenziale per lo studio delle questioni bioetiche

LINK 1

LINK 2


Traduzione a cura di Giovanna

giovedì, marzo 17, 2011

Coccarde e mostarde

Festeggia, stupido omiciattolo, mentre io ti avveleno

!7 marzo 2011: si festeggiano i centocinquant’anni dall’unità d’Italia. Il ferale evento è celebrato con strade ed edifici pavesati da coccarde e bandiere tricolori, per mezzo di concioni e magniloquenti parate. Patetici festoni penzolano in ogni dove, persino dagli schermi televisivi. Occorre ricordare che codeste commemorazioni sono quanto di più lontano si possa immaginare dal genuino spirito patriottico sostanziato di identità culturale, un’identità svilita e conculcata da governi a delinquere.

Assistiamo ad un diluvio di retorica ipocrita e tronfia ed è naturale che le celebrazioni siano promosse ed enfatizzate da chi intende suscitare rigurgiti sciovinisti utili per manipolare la massa acefala, ma è sconsolante notare come persone di media cultura (si tratta probabilmente di erudizione o, meglio, di ignoranza ex cathedra) si lascino imbambolare dalla viscida propaganda. Addirittura i docenti di Lettere e di Storia, insegnanti che dovrebbero essere preparati su certi temi, si uniscono al peana, dimentichi affatto di un romanzo come “I Malavoglia” e della novella “Libertà”, in cui Giovanni Verga denuncia, tramite l’icastica tecnica dell’impersonalità, i sogni risorgimentali tramutatisi in incubi osceni.



Quanti altri esempi si potrebbero proporre! L’impietosa opera narrativa “I viceré” di De Roberto, il disincantato libro, “I Vecchi ed i giovani” di Pirandello, l'epicedio di Tommasi di Lampedusa, "Il gattopardo" nonché tutte le pagine di storici rigorosi che misero a nudo il carattere ingannevole dei panegirici in onore dell’ignominiosa dinastia sabauda e della sua feroce guerra di conquista. Problemi come la vigliacca invasione del regno borbonico, il cosiddetto brigantaggio, l’esoso fiscalismo della neonata compagine unitaria, l’asservimento dell’Italia a rapaci potenze straniere, quali il Regno Unito, la coscrizione obbligatoria con il suo strascico di miseria e di combattenti massacrati su fronti lontani… sono relegati in un censorio silenzio.

Nelle scuole, encicliche vomitate del Ministero della pubblica distruzione, esortano ad onorare la reproba ricorrenza: le nuove generazioni sono subdolamente plagiate, mentre la carcassa dei media servili ci assorda con cacofoniche riproduzioni dell’inno le cui parole furono plagiate da Goffredo Mameli. E’ inno che, tra versi di dozzinale solennità e crescendo ampollosi, mostra tutta la sua ridicola bruttezza di sinfonia abortita.

La retorica con i suoi paludamenti è sempre detestabile, anche quando è strumento per rievocare circostanze insigni; allorquando è un espediente mefistofelico per inculcare disvalori e blandire il popolo bue, si deve soltanto rigettare con vibrata ed inappellabile indignazione.



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domenica, marzo 13, 2011

Scie chimiche: organigramma delle istituzioni coinvolte e ruolo dei disinformatori

"Il mondo si divide in tre categorie di persone: un piccolissimo numero che produce gli avvenimenti; un gruppo un po' più importante che veglia sulla loro esecuzione ed assiste al loro compimento e, infine, una vasta maggioranza che giammai saprà ciò che in realtà è accaduto".

Nicholas Murray Butler, esponente del C.F.R. , Council on foreign relations, struttura fondata dai Gesuiti


Di fronte al disastro a cui assistiamo quotidianamente, rappresentato dalle operazioni clandestine di aerosol (chemtrails), la nostra reazione istintiva è un misto di sconcerto, collera, disorientamento. Osserviamo aerei non identificati, privi di livree e targhe di riconoscimento. Il loro transponder è spento, per cui sono aerei che, ufficialmente, non esistono. Eppure migliaia di questi velivoli attraversano ogni giorno i cieli del mondo.

Come già altre volte precisato, siamo di fronte ad un progetto di avvelenamento della biosfera nel quale sono impegnate forze militari ma anche civili: infatti è appurato che le compagnie aeree per il trasporto di passeggeri e di merci collaborano fattivamente. Questi vettori percorrono i corridoi aerei alle quote loro assegnate (8/13000 metri), disperdendo additivi particolari in atmosfera. Noi, in realtà, siamo in grado di notare solo gli aerei militari che volano a quote di molto inferiori (1500/6000 metri circa) e questi velivoli vengono, però, spacciati per aerei di linea che formano "innocue scie di condensa".

Appare chiaro che esiste una rete disinformativa che coordina e gestisce ogni singola attività legata alla irrorazioni clandestine. Affinché sia possibile mantenere il silenzio su tali attività, è necessaria una stretta collaborazione tra istituzioni, enti pubblici, società private, militari e singoli individui. Ciò è perfettamente possibile ed i precedenti, come, ad esempio, le sperimentazioni su popolazioni inermi in Gran Bretagna, lo dimostrano. Se, infatti, la catena organizzativa è ben strutturata e legata da interessi reciproci che garantiscano la tenuta stagna delle informazioni, qualsiasi attività illegale può tranquillamente essere perpetrata per anni senza che il cittadino ne venga a conoscenza.

Quando ci riferiamo ai disinformatori, ci sfugge il vero significato e l'importanza che essi assumono nella gestione del cover-up e soprattutto non comprendiamo che essi esistono poiché qualcuno li coordina e li finanzia, fornendo loro strumenti, strutture ed un supporto logistico di tutto rispetto.

E' quindi sbagliato pensare che il fenomeno correlato alla rete di disinformatori sia un fattore minore e trascurabile, in quanto essi sono la protesi di coloro che, ai vertici, hanno a suo tempo deciso di avvelenare le popolazioni civili per meri scopi legati al controllo mentale ed alla manipolazione genetica, nell'ambito di progetti militari e governativi.

Non esisterebbero disinformatori, se non esistesse alle loro spalle un impianto organizzativo e finanziario. Un gruppo ristretto di agenti è preposto al reclutamento ed all’addestramento-indottrinamento di individui spesso frustrati e psicopatici (Costoro sono l'ideale per certe logoranti attività). Più in alto, nella catena di comando, sono onnipresenti i servizi, i quali forniscono le informazioni riservate (utili al momento giusto nel caso si debba dissuadere qualcuno dal continuare nella sua azione pericolosa per il sistema), predispongono l’identificazione degli attivisti operanti sulla Rete, nonché la successiva intercettazione delle loro utenze, l'assegnazione degli I.S.P. di connessione per i vari gruppi di disinformatori, il reperimento di materiale giudiziario, il finanziamento, attraverso fondi neri, di persone, dotazioni tecnologiche ed attività etc.

In questo modo il disinformatore, assunto con contratti a termine, ha carta bianca. Può operare anche sul luogo di lavoro. Verrà garantita la piena collaborazione e segretezza. L'unico suo obbligo è di rispettare il programma assegnatogli, senza limiti di orari e senza alcun impedimento per quanto riguarda la legalità delle sue azioni. L'unico imperativo è di operare a stretto contatto con gli altri disinformatori e di coordinare ogni azione con la struttura gerarchica di comando.

Il disinformatore "gregario" percepisce in media circa 6.000 euro al mese, più i premi per azioni di riconosciuto impatto mediatico utili alla delegittimazione dei ricercatori indipendenti.

Ovviamente, per agire sulla Rete, il disinformatore ha bisogno di una connessione veloce privilegiata e sempre operativa. In questo ambito, abbiamo notato che enti come l'I.N.P.S. e l'I.N.P.D.A.P. assumono un ruolo importante in questo ambito, visto che "ospitano" vari agenti disinformatori, fornendo loro I.S.P. pubblici, pagati dai contribuenti. Chiaramente ciò non rappresenta un incidente dettato dal caso o dalla fruizione clandestina di tali I.S.P., in quanto ogni amministratore di sistema di tali enti dispone di strumenti idonei alla tracciatura del traffico Internet, per cui un "dipendente" che dovesse impegnare il suo tempo per scrivere insulti e/o minacce sul blog Tanker Enemy o su altri blog e siti sotto sorveglianza, anziché svolgere il suo lavoro ufficiale, verrebbe subito identificato e punito. Ciò evidentemente non avviene poiché chi fornisce gli strumenti di connessione alla Rete è perfettamente consapevole del "lavoro" che sta svolgendo il dipendente I.N.P.S. o I.N.P.D.A.P. o di qualsivoglia altro ente o ufficio pubblico. E' chiaro perciò che, se gli amministratori di sistema chiudono non un occhio, ma due sulle illecite attività nell'ambito di un servizio pubblico, è semplicemente perché hanno ricevuto ordini molto precisi in tal senso e questi ordini provengono evidentemente dai dirigenti, i quali, a loro volta, hanno ricevuto ordini dal Ministero competente.

Se un cittadino qualunque si rivolge alle A.R.P.A. locali, le risposte che riceverà saranno le medesime fornite ogni ora dai disinformatori sulla Rete, dai piloti di linea, dai piloti militari, dai geologi come Mario Tozzi, dai meteorologi, dal Ministero della Difesa, dal Ministero dell'Ambiente, dal Ministero della Salute, dal N.O.E. dei Carabinieri (sempre se e quando si degnano di rispondere) etc., ovvero: "State tranquilli: è solo la condensa degli aerei di linea".

Queste risposte preconfezionate si collocano all'interno del progetto di cover-up globale, considerato che la popolazione deve rimanere completamente all'oscuro e, basandosi sull'ignoranza in certe materie, viene ai cittadini ammannita la solita storiella delle scie di condensazione. A questo si aggiungono i continui messaggi subliminali più o meno evidenti in spots pubblicitari, cartelloni, depliants, pellicole cinematografiche, telefilms, cartoni animati, videogiochi... Insomma il quadro è desolante, poiché le forze in gioco sono potenti e piene di risorse. In questo panorama di tele tessute nei nostri cieli e di riprogrammazione mentale ad opera di sottili menti, l'informazione, quella vera, si trova a dover combattere una battaglia impari ma, paradossalmente, tutto questo dimostra che la ragione è dalla nostra.

Laddove si manifesta il dissenso, ecco che entrano in gioco i disinformatori. Siamo di fronte ad un grave problema di liceità nella gestione della cosa pubblica e quindi del denaro dei contribuenti. Non si può ridurre a pura presenza fastidiosa e trascurabile un fenomeno, come quello della disinformazione, il quale è parte integrante del programma di avvelenamento del pianeta con le scie chimiche e con mille altri veleni. Dobbiamo combattere con tutte le nostre forze questo abominio, se vogliamo avere un futuro. Sta a noi decidere se intendiamo vegetare rassegnati o se vogliamo riappropriarci della nostra libertà.


Clicca qui per visionare l’organigramma delle istituzioni coinvolte in formato PDF.


NOTA: questo articolo è stato inviato alle sedi competenti

venerdì, febbraio 18, 2011

Zebra fish: il pesce anticancro

Curare il cancro con una sostanza derivata dall'embrione di un pesce tropicale geneticamente somigliante all'uomo. É ciò che propone un oncologo milanese, che nel 1998 ha presentato il risultato della sua ricerca condotta su un campione di 400 pazienti oncologici.

Una delle più recenti cure anticancro è una terapia biologica che agisce su principi omeopatici. Consiste nella somministrazione di un preparato (LINK) a base di estratti embrionali ricavati dallo zebra fish, un pesciolino tropicale che ha circa l'80% dei geni in comune con l'uomo. L'estratto ottenuto dal pesce viene somministrato sotto la lingua del paziente in una dose di 300 microgrammi al giorno (30 gocce 3 volte al giorno), con una terapia di lunga durata.

Lo scopritore è il professor Mario Biava, primario di Medicina del lavoro all'Ospedale di Sesto San Giovanni (Milano). La terapia è stata sperimentata per circa quattro anni su 400 pazienti con tumori metastatici alla pelle, seno, colon rene, e linfomi, con risultati sorprendenti. Nell'80% dei casi sono cessati i dolori provocati dal tumore e si sono ridotti gli effetti collaterali (nausee, vomito, diarrea). Nel 50% (dell'80%) dei casi il tumore si è bloccato, mentre nel 5% è regredito (il totale percentuale è superiore a 100 perché le risposte al trattamento si sono talvolta sovrapposte).

Ma è lo stesso professor Biava a raccomandare cautela e prudenza nella valutazione dei risultati: "Non voglio giungere a conclusioni definitive, lo studio è aperto, ci vuole ancora del tempo e uno studio controllato". Per certo sappiamo che la sua terapia è collaterale e non sostitutiva alle cure tradizionali. Inoltre, che è priva di effetti collaterali. Da ultimo fa piacere scoprire che ha un costo contenuto: circa 120 euro al mese.

Gli studi del professor Biava sulla terapia embrionale durano da circa quindici anni. Nell'1988 egli ha pubblicato su Cancer Letters i primi risultati ottenuti sui mammiferi. Nel '97 a Gerusalemme, ha presentato il risultato della sperimentazione sull'uomo, al 14º convegno sui tumori dell'International Academy of Tumor Marker Oncology. Il punto di partenza di queste ricerche sono stati l'embrione e la sua sede naturale: l'utero materno: "Nell'utero materno - fa notare Biava - durante la prima fase dello sviluppo embrionale, sia nell'uomo che negli animali, non si manifestano mai i tumori, nemmeno in presenza di sostanze con alto potenziale cancerogeno". Accade così che i danni provocati dalle sostanze cancerogene vengono riparati all'interno dell'utero stesso dagli stessi fattori di regolazione che spingono le cellule dell'embrione a differenziarsi. É il P53 l'anti-oncogene presente nell'embrione che agisce attivamente ai fini della prevenzione. L'azione della cura messa punto dal professor Biava consiste quanto nell'attivazione dell'anti-oncogene P53 che rallenta la progressione tumorale.

"Il cancro è una patologia complessa in cui sono avvenute diverse alterazioni nelle cellule - spiega il professor Biava. Per comprendere questo cambiamento non ci si può basare su un modello riduzionista, cioè spiegare i vari fenomeni biologici come una serie di singole alterazioni, ma occorre adottare un paradigma complesso. I sistemi complessi, come i cervelli, gli organismi, gli ambienti ecologici, sono costituiti da un vasto numero di entità fra loro interagenti, spesso eterogenee. Per quanto concerne la specie umana, i reticoli di regolazione genetica sono il complesso di interazioni che permettono a determinanti geni di controllarne altri, regolandone la durata e l'intensità del funzionamento e quindi il loro effetto sulle cellule. La rete biologica ha determinate informazioni in grado di programmare correttamente le cellule. Il cancro non e altro che una nuova rete che cerca di svilupparsi in contrapposizione alla rete originaria, stravolgendone il programma della differenziazione cellulare".

L'esempio più facile per comprendere questo non semplice meccanismo illustrato da Biava è quello del computer. Immaginate un virus che entra nel programma e attacca sempre più bit, nello stesso modo il cancro altera la cellula. Per far funzionare il computer dobbiamo riprogrammarlo, così accade con l'uomo: per debellare il cancro dobbiamo riprogrammare il codice genetico e non semplicemente aggiustare le singole mutazioni.

Monica Melotti, N. 8/9 agosto settembre 1998

http://www.prevenzionetumori.it/

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lunedì, febbraio 07, 2011

Sanremo: Festival ed ospedali. Sempre di cessi si tratta

Fervono i preparativi per l'edizione 2011 del Festival di Sanremo: se la kermesse canora ci allieta solo per una settimana all'anno, ogni giorno o quasi nella "città dei fiori" si assiste al festival delle scie tossiche. Tuttavia, come fulgido esempio delle bellezze che impreziosiscono la cittadina ligure, abbiamo scelto qualche immagine della "stroke unit" all'interno dell'ospedale civico "Borea": tre posti letto per l'intera provincia di Imperia. E' una struttura di eccellenza tra zanzare in pieno inverno e macchinari fatiscenti: welcome to Sanremo!

Dedicato al disinformatore geologo Pier Luigi Torreggiani (alias Riosaeba alias gg).


giovedì, febbraio 03, 2011

Pesce zebra: speranza per il recupero da attacco cardiaco

Un piccolo pesce, spesso presente negli acquari di tutto il mondo, potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione nel trattamento delle malattie cardiache.

Il pesce zebra (Danio rerio) è un piccolo pesce che raramente raggiunge i 7 centimetri di lunghezza, e che viene spesso usato come organismo modello nella ricerca scientifica. Questo pesce ha una straordinaria capacità: è in grado di rigenerare il suo tessuto cardiaco. Il pesce zebra, infatti, è capace di riparare fino al 20% del suo muscolo cardiaco entro poche settimane dall'aver subìto un danno.

E' proprio questa abilità di rigenerazione che apre prospettive interessanti nella cura di patologie cardiache: se si riuscisse a sfruttare questa caratteristica, sarebbe possibile riparare il muscolo cardiaco di un essere umano senza la necessità di trapianti e di interventi chirurgici.

"Se potessimo trovare una tecnica biologica per riparare un muscolo cardiaco danneggiato, questo risolverebbe la necessità di trapianti di cuore per alcune persone che hanno subìto un attacco cardiaco", dice Peter Weissberg, direttore medico della "British Heart Foundation".

La BHF ha recentemente avanzato una richiesta per un finanziamento extra di 50 milioni di sterline nei prossimi cinque anni per sviluppare nuove tecniche di medicina rigenerativa, inclusa la ricerca sulla capacità di rigenerazione dei pesci zebra.

"Scientificamente, riparare cuori umani è un traguardo raggiungibile e potremmo davvero rendere il recupero da un attacco cardiaco semplice quanto recuperare da una gamba rotta", spiega Weissberg. "Ma abbiamo bisogno di spendere 50 milioni di sterline per rendere questo una realtà e attualmente le risorse e gli investimenti di cui abbiamo bisogno non sono semplicemente disponibili".

Statisticamente parlando, le morti da attacco cardiaco sono diminuite nel corso delle ultime decadi, ma il numero degli attacchi cardiaci è aumentato. Secondo il sito CardiacMatters.co.uk, ogni anno e nel solo Regno Unito, circa 146.000 persone vengono colpite da attacchi cardiaci ed oltre 1,4 milioni di persone sopra i 35 anni hanno sperimentato, almeno una volta nella loro vita, un attacco di cuore.

"Abbiamo una grande 'epidemia' di attacchi cardiaci in questo paese... ed ora sappiamo che il pesce zebra è in grado di rigenerare buona parte del suo tessuto cardiaco. Qui c'è uno stratagemma biologico da cui dobbiamo imparare ed adattarlo all'essere umano".

Il pesce zebra è in grado di rigenerare parte del tessuto cardiaco, formando inizialmente un coagulo di sangue nella zona danneggiata per limitare l'emorragia. La membrana epicardio inizia a crescere attorno al coagulo e stimola la ricrescita di nuovo tessuto cardiaco e di vasi sanguigni. Nel giro di qualche settimana, il cuore ritorna alla sua forma originale e riacquista la sua abilità di pompare sangue.

Il pesce zebra è un pesce molto comune negli acquari, considerato ideale per i principianti dell'acquario. E' anche un pesce molto usato nei laboratori di tutto il mondo, poiché rappresenta un organismo modello nello studio dei vertebrati. Non è soltanto in grado di rigenerare il proprio muscolo cardiaco, ma anche pinne, pelle e parte del cervello durante lo stadio larvale.


Fonte:
Ditadifulmine.com


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