giovedì, giugno 29, 2017

Raccolta differenziata "Porta a porta" a Sanremo: un fallimento, ma la responsabilità è solo degli amministratori



Vorrei essere chiaro, su questo punto: gli addetti alla raccolta dei rifiuti non hanno alcuna responsabilità per quanto si sta verificando nella città di Sanremo. Il bislacco metodo di raccolta definito "porta a porta" è un disastro che si presenta in tutto il suo "splendore" di fronte agli occhi di tutti, ma è l'idea ad essere sbagliata, mentre i dipendenti di A.M.A.I.E. ambiente sono le vittime di questo scempio e di certo non i responsabili. I responsabili vanno ricercati nelle alte sfere! I lavoratori impegnati nell'ingrato compito di raccattare in ogni angolo della "città dei fiori" migliaia di sacchi sparsi ovunque hanno tutta la mia solidarietà ed apprezzamento. Essi non hanno colpa alcuna ed anzi sono costretti a svolgere un lavoro improbo! Chi ha avuto la balzana idea di rimuovere i cassonettti atti alla raccolta di vetro, plastica, cartone, organico e che ha imposto ai cittadini di "esporre" dinnanzi ai portoni dei condomini, di fronte alle vetrine dei negozi, sui marciapiedi pubblici, sacchi e sacchetti di umido, plastica, vetro, cartone etc. è un folle! Da mesi siamo invasi da ratti, gabbiani, scarafaggi, pappataci, insetti delle acque nere e, mentre la ASL e la Magistratura imperiesi fanno orecchio da mercante, la situazione dal punto di vista igienico sanitario è drammatica.



Come intendiamo agire? Chi è il nemico da combattere? Prendere esempio da Roma non è il massimo: non vi pare? A chi conviene questo sistema che, alla fine, trova il suo compimento in malsane, mefitiche discariche dove i rifiuti, diligentemente separati dai cittadini, sono tutti ammassati per essere bruciati o sotterrati? Circa venticinque anni fa, essendo stato eletto consigliere di circoscrizione, proposi di creare delle isole ecologiche di quartiere interrate, accessibili solo tramite tessera magnetica, di modo che all'esterno, sulla strada, non vi fosse traccia di immondizia. Qui un esempio. Mezzi appositi erano quindi in grado, senza che l'operatore dovesse uscire dalla cabina, di prelevare i contenitori interrati. E' il metodo seguito da decine e decine di centri in Europa ed in Italia, ma ovviamente la proposta non fu presa in considerazione. Ecco come si usa l'intelligenza, egregio assessore Nocita! Ammettere di aver generato un abominio e ripartire da zero? No... mai.




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lunedì, maggio 22, 2017

Il porto delle nebbie



C'era una volta un Pubblico Ministero... al quale piacevano tanto certi maschietti famosi che vanno in TV... Questo PM illegittimamente rigettava un'istanza di interrogatorio di garanzia che, secondo codesto togato, non era stata formulata entro il termine di venti (20) giorni dettato dall'articolo 415 bis c.p.p. Peccato però che nessuna notifica era stata mai consegnata all'indirizzo dell'indagato, per cui faceva ovviamente testo la data della comunicazione eseguita via PEC dal legale d'ufficio! In quell'interrogatorio si sarebbero potute dimostrare, carte alla mano, le connivenze tra certa magistratura, gli stalkers di mestiere come Federico De Massis alias Task Force Butler ed i suoi sodali, alcuni avvocati, i Ministeri di Giustizia ed Interno, donna Prassede ed i quadrumviri del C.I.C.A.P. Palese la stridente arrampicata sugli specchi da parte di quella Procura definita nell'ambiente... "il porto delle nebbie": si nega un'interrogatorio di garanzia (sancito sempre dal 415 bis c.p.p.) che non si può negare per legge, pur di non sollevare polvere su certe questioni scabrose. Chi ha paura della verità? Chi ha paura di Marcianò?


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domenica, aprile 23, 2017

Dipendenti del Ministero dell'Interno "soci" dello stalker Task Force Butler. Segnalazione alla Procura di Imperia



E' arcinoto che agenti del Governo agiscono per contrastare con ogni mezzo, legale ed illegale, le attività di controinformazione dei fratelli Marcianò e nel far questo socializzano tranquillamente sulla pagina Facebook dello psicopatico Task Force Butler. Riportiamo l'ultimo espisodio, ove tale Franco Granato, in risposta ad un post minatorio [ LINK ] del Federico De Massis, scrive:

“Abbiamo, sui fratelli Marcianò, armadi carichi di faldoni. Leggerseli tutti è una faticaccia. Io ho fatto scorta di caffè e da domani al lavoro”.



Qui il documento PDF inoltrato alla Procura di Imperia. Di seguito uno stralcio dell'esposto-denuncia.

"Ci chiediamo: con quale impudente autorità e sulla base di quale norma o legge un dipendente dello Stato come il Franco Granato, si possa arrogare il diritto di intrappendere iniziative persecutorie a nocumento dei fratelli Marcianò, partecipando alle discussioni diffamatorie e persecutorie di un pluridenunciato come il De Massis Federico, evidenziando palesemente come esista un dossier sul quale costui nonché altri agenti stanno lavorando illegalmente per mettere a tacere due voci scomode. D’altronde le dichiarazioni della Presidente della Camera Laura Boldrini e le persone (stalkers e diffamatori come il De Massis Federico e cioè Paolo Attivissimo, David Alehandro Puente, Michelangelo Coltelli) assunte a ruolo di “esperti” per “contrastare” quelle che ella definisce “fake news”, vanno esattamente in questa direzione. Per tale motivazione la Presidente della Camera è stata denunciata per violazione dell’articolo 21 della Costituzione.

Può questa Procura spiegare per quale motivo il De Massis Federico non è stato MAI perseguito? Può questa Procura spiegare per quale motivo i dossier inviati dal De Massis Federico a danno dei fratelli Marcianò scaturiscono immancabilmente in illegittimi ed illegali procedimenti a carico? Può questa Procura giustificare l’impiego “legale” di dossier preparati da uno stalker seriale? Può questa Procura giustificare la commistione tra apparati dello Stato e stalkers seriali la cui unica attività è quella di perseguitare costantemente e da anni i denucianti? Può questa Procura giustificare l’archiviazione o l’insabbiamento anche di questa denuncia-esposto?"

Ovviamente nulla accadrà, poiché i magistrati sono pappa e ciccia con palla di grasso Federico De Massis alias Task Force Butler, ma è bene che queste cose siano sempre rese pubbliche! A buon intenditore, poche parole.


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sabato, aprile 22, 2017

Anche i negazionisti muoiono



E' deceduto Angelo Nigrelli. Ne dà notizia il diffamatore-geologo Aldo Piombino. Fu Nigrelli l'anello di collegamento tra gli stalkers veneti del C.I.C.A.P. e la città di Sanremo. Wasp o anche waspdue, Mario Lipuma, Giuseppe Ciro etc., al secolo Angelo Mario Nigrelli, con attività di copertura tipografo. Nigrelli, uno dei disinformatori-stalker-diffamatori più subdoli e scurrili che ha agito indisturbato per anni, disseminando calunnie, diffamazioni e contenuti scatologici a iosa. Se la Giustizia terrena non lo ha colpito, lo farà certamente quella divina.




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martedì, marzo 21, 2017

Il Pubblico Ministero infranse il codice di procedura penale: il rinvio a giudizio è nullo



Novembre 2013: a seguito di un'illegittima ed illegale perquisizione in casa Marcianò, ad opera di cinque agenti della Polizia Postale di Imperia e su mandato del Pubblico Ministero, Dott.ssa Maria Paola Marrali, nonostante tale perquisizione si concluse in un nulla di fatto (il GUP rigettò l'incidente probatorio ed ordinò la restituzione del materiale illecitamente sequestrato), i fratelli Antonio e Rosario Marcianò furono comunque rinviati a giudizio per supposta diffamazione nei confronti di... udite udite... Massimo Della Schiava (Il fioba), noto disinformatore e stalker incallito, amico dello psicopatico Federico De Massis alias Task Force Butler. Assieme a lui, Serena Giacomin (conduttrice televisiva) e Paolo Panerai (dirigente Class meteo TV), tutti insieme appassionatamente.

A distanza di anni, non certo grazie agli avvocati (di fiducia e d'ufficio) che sino ad ora si sono succeduti ad assistere i due "imputati", veniamo a scoprire, spulciando tra i cavlli procedurali, che il Pubblico Ministero, Dott.ssa Maria Paola Marrali violò palesemente il Codice di procedura penale, giacché a suo tempo rigettò senza appello la richiesta di chi scrive e fratello di essere sentiti, per voce del loro legale all'epoca assegnato dalla Procura di Sanremo. Nessuno eccepì, tant'è che ci venne negata anche l'udienza preliminare.

Noi che curiamo i nostri interessi, osserviamo la totale illegittimità del rinvio a giudizio per mancato interrogatorio di garanzia e constestuale violazione del Codice di procedura penale, poiché in questo quadro è palese la violazione degli articoli 416 (comma 1) e 415-bis. Nella fattispecie, la violazione dell'articolo 415-bis determina la nullità del rinvio a giudizio.

Leggiamo [ FONTE ] che cosa scrive il legislatore in merito a questo che è un diritto inalienabile dell'imputato.

[...] Deve al riguardo tenersi presente l’articolo 416, comma 1, c.p.p. secondo il quale "La richiesta di rinvio a giudizio è nulla, se non è preceduta dall’avviso previsto dall’articolo 415bis, nonché dall’invito a presentarsi per rendere l’interrogatorio ai sensi dell’articolo 375, comma 3, qualora la persona sottoposta alle indagini abbia chiesto di essere sottoposta ad interrogatorio entro il termine di cui all’articolo 415-bis, comma 3, CPP".

CODICE DI PROCEDURA PENALE - PARTE SECONDA - LIBRO QUINTO - INDAGINI PRELIMINARI E UDIENZA PRELIMINARE - TITOLO IX - Udienza preliminare - Art. 416.

L'avviso contiene altresì l'avvertimento che l'indagato ha facoltà, entro il termine di venti giorni, di presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al Pubblico ministero il compimento di atti di indagine, nonché di presentarsi per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio. Se l'indagato chiede di essere sottoposto ad interrogatorio, il Pubblico ministero deve procedervi. Il Pubblico ministero non può rigettare l’istanza e, se non segue questa norma alla lettera, il provvedimento di rinvio a giudizio è nullo.

Ne consegue che il processo tuttora incredibilmente in corso (il 22 marzo il Giudice Dott.ssa Alessia Ceccardi intenderebbe ascoltare i testimoni per l'"accusa") è, secondo la legge, nullo, illegittimo, illegale. In tutta evidenza la legge è un optional ed i primi ad infrangerla sono i magistrati, con la prona complicità dei legali difensori, poiché non è possibile immaginare che questi non conoscano i rudimenti del Codice di procedura penale. Il sistema si tutela in questo modo, in pieno spregio di quella frase scritta alle spalle del Giudice: "La giustizia è uguale per tutti". Sì... magari!


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giovedì, marzo 16, 2017

Cristiano Di Paoloantonio vittima del progetto Monarch?



Morto [ LINK ] Cristiano Di Paolantonio (del gruppo "Presidio Stop scie chimiche Pordenone"), protagonista in passato di esternazioni al limite del paradossale in merito alle scie chimiche (il bario fa bene...) e riguardo a Rosario Marcianò, definito "Gatekeeper-Guru-Disinformatore-fasullo" legato ai servizi segreti. Di Paoloantonio è deceduto, insieme alla moglie, in uno scontro frontale occorso tra il suo furgone ed un camion guidato da un cinquantaduenne.

Di Paoloantonio proveniva dall’ospedale di Treviso, dove era andato a riprendere la compagna, dimessa in mattinata dopo un’uscita di strada che aveva visto la stessa coppia protagonista di un altro incidente, poche ore prima a Vittorio Veneto sulla via del Cansiglio, a lungo chiusa al traffico. Anche nell’occasione, alle 16 di domenica scorsa, l’imprenditore, nella circostanza illeso, si trovava alla guida, mentre la compagna, rimasta ferita e trasportata in elicottero all’ospedale di Treviso, si trovava sul sedile del passeggero. I rilievi sul posto, insolitamente, sono stati condotti dai Carabinieri anziché dalla Polizia stradale e, dopo soli due giorni, la Procura di Pordenone ha chiuso le indagini affermando che si è trattato di omicidio-suicidio e motivando tale frettolosa conclusione col fatto che la coppia Di Paoloantonio era in crisi (Sic!). Nessuna autopsia è stata disposta sui cadaveri ed in effetti, per arrivare a chiudere le indagini dopo 48 ore, è evidente che anche un'eventuale esame autoptico non avrebbe potuto fornire risultati di sorta in così breve tempo.

Ma leggiamo alcune farneticanti righe, estrapolate da tre diversi post (dopo il loro repentino cambio di rotta), sulla pagina Facebook dei fratelli Di Paoloantonio, Simone e Cristiano.

"Visto che siamo dei possibilisti e non dei complottisti siamo arrivati alla conclusione che le scie chimiche non possono essere tosssiche. Molto probabilmente sono tutte di condensa con una tecnologia che permette di condensare a qualsiasi altitudine. Quindi il nome scie chimiche va cambiato ma il nome lo decidiamo noi".

"Il fasullo (Rosario Marcianò n.dr.) ha le ore contate. Il suo gioco sta volgendo al termine... Lo stiamo smascherando ogni giorno di più!!! Vi consigliamo di salvare sul vostro hard disc tutte le documentazioni possibili che ci sono dentro a tenker enemy (Sic!) in quanto l'intelligence ha dato tutto il materiale sulla geoingegneria e a breve crediamo che questo sito verrà oscurato con la scusa del processo farsa lasciano senza informazioni sull'argomento".

"Il presidio è più vivo che mai... Oggi abbiamo fatto presente insistentemente al signor Marcianò alias Task Force Butler (Sic!) della nostra presenza al suo processo-farsa ad Imperia dove lo avremmo sbiancato pubblicamente!! Marcianò, sei un fasullo. Vergognati!".



Nel frattempo, sebbene nella cronaca nazionale (il che lascia stupefatti) questo drammatico incidente che, lo ricordiamo, ha coinvolto un innocente camionista, alcuni pennivendoli molto attenti alla questione "scie chimiche" (quando c'è da riderci sopra), si sono interessati come al solito, andando a spulciare tra i commenti sui profili Facebook di Tommaso Minniti e Rosario Marcianò, nel ridicolo tentativo di normalizzare le circostanze dell'"incidente" e, nel contempo, di gettare un po' di fango addosso (occasione ghiotta) ai due ricercatori indipendenti. Certo è che questi giornalai ne hanno di faccia tosta, definendo insensibile chi scrive, mentre mettono in copertina un'immagine caricaturale del Di Paoloantonio con su scritto: "I don't want to live"!

Ma chi era Cristiano Di Paoloantonio? Costui, con il fratello Simone, aveva iniziato a far parlare di sé attraverso iniziative "border line" che miravano, secondo il duo, a sensibilizzare le persone sulla guerra climatica in corso. Nulla da dire... ognuno ha i suoi metodi ed è libero di fare ciò che preferisce...

Il fatto è che, di lì a poco i due fratelli si rimangiano tutto e negano quanto essi stessi avevano sino a poco prima dato per evidente e, rispettando uno schema rodato, iniziano a pubblicare post diffamatori e di discredito nei confronti dei fratelli Marcianò. Sì, uno schema rodato. Infatti diversi attivisti che adesso non citiamo, poiché l'elenco è lunghissimo, hanno cambiato casacca, passando a dar man forte all'ansimante disinformazione nonché agli stalkers di regime, rappresentati dai vari Task Force Butler e compagnia cantante.



Il fatto è che se accetti caramelle avvelenate da questi particolari agenti di Stato, non puoi pensare di uscirne di tua iniziativa, se non con i piedi davanti! Per chi eccepisce che, se si fosse trattato di un omicidio architettato dai servizi, non avrebbero coinvolto altre vittime, ricordiamo il caso dei due piloti della pattuglia acrobatica italiana, testimoni scomodi che di lì a poco avrebbero dovuto esser sentiti dal magistrato allora titolare delle indagini, il Giudice Rosario Priore, sull'"incidente" accaduto al velivolo Itavia nei cieli di Ustica. Si trattava dei piloti dell'Aeronautica Ivo Nutarelli e Mario Naldini. Anche loro vittime di un "incidente" aereo, ma a Ramstein, in Germania. Appartenevano alla Pan, la mitica formazione delle Frecce Tricolori con base a Rivolto, in provincia di Udine. Con loro morì anche il capitano Giorgio Alessio. Nel sud-ovest della Germania non ci fu soltanto un incidente aereo: si compì una strage, con 67 morti e 346 feriti. Era il 28 agosto 1988 e la relazione dell’Aeronautica non lasciò, allora, scampo a dubbi: un incidente provocato da un errore di Nutarelli (Ricordate il caso Germanwings?). Il disastro delle Frecce Tricolori non fu un incidente, stando alla controindagine della famiglia del pilota Nutarelli, ma un omicidio.

Tornando a Cristiano Di Paolantonio, riteniamo che costui sia stato indotto a compiere un atto folle. Era sotto terapia psichiatrica ed è tutto dire... Già negli anni Cinquanta del XX secolo gli Stati Uniti studiavano la possibilità di indurre comportamenti di ogni genere nelle loro vittime. Successivamente, negli anni Sessanta e Settanta, con il "Progetto MK Ultra", si svilupparono metodi e tecnologie, non solo farmacologiche, utili a controllare completamente alcuni "target individual". Anche l'Italia non è da meno, con il programma denominato "Monarch", nel quale sono stati coinvolti centinaia di cittadini inconsapevoli, definiti dagli psichiatri "schizzofrenici", ma che, in realtà, erano cavie nelle mani dei servizi segreti italiani.

Dunque Di Paoloantonio è stato ucciso? Noi pensiamo di sì. E voi?



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sabato, febbraio 25, 2017

Lettera aperta al Procuratore capo della Procura di Imperia, Dottoressa Grazia Pradella



Gentilissima Dottoressa Pradella, la presente per segnalare come colui che, secondo i Pubblici ministeri che, dal 2011 ad oggi, hanno liquidato le denunce contro il persecutore e diffamatore Signor DE MASSIS FEDERICO - alias Task Force Butler come "ignoto", adducendo sempre la scusa che il soggetto non era univocamente associabile allo pseudonimo Task Force Butler, è, invece, perfettamente identificabile. A questo proposito, ad integrazione delle innumerevoli prove inutilmente già addotte nelle denunce-querela che non hanno avuto mai seguito, richiamo alla Sua cortese attenzione il particolare non trascurabile che subito attirò l'attenzione dello scrivente già nel 2012, allorquando l'individuo sopra indicato, tra le decine di messaggi persecutori che, ogni giorno inviava (ed invia tuttora) a chi scrive. Infatti nella schermata (che si allega) compare, nella finestra del browser, l'applicazione denominata "Deltasystem". Indagini recenti hanno confermato che, tra il 2012 ed il 2014, il Signor De Massis ha lavorato per la società DeltaSystem s.r.l. con sede in Pescara. Oltre a ciò, ad ulteriore conferma che le archiviazioni dei PM di questa Procura sono sempre state affrettate e superficiali (la Polizia postale è al corrente da tempo dei rapporti di lavoro con la Deltasystem s.r.l.) si fa osservare come l'ultimo contratto professionale stipulato dal Signor De Massis Federico è quello con la SPER s.r.l. Anche qui abbiamo conferma che Task Force Butler e Federico De Massis sono la medesima persona, dacché nel 2014 (il 21 marzo) il soggetto inviò foto (allegata) che ritrae la sede della SPER s.r.l., sempre con sede in Pescara, sfidandomi a capire da dove scriveva. All'epoca, infatti, non era stato ancora identificato. Ora, considerato che il Signor De Massis è colui che istruisce i dossier utili a questa Procura per stabilire una sequela incredibile di fantasiosi rinvii a giudizio a carico del sottoscritto, non vorrei che vi fossero particolari interessi nel coprire l'individuo qui segnalato e che un investigatore privato tempo fa confermò avere rapporti con il Ministero della Giustizia! Auspico quindi che questa comunicazione sia presa in dovuta considerazione.



In un'intervista del 2016, concessa ad Imperiapost, Ella affermava:

"In tutto questo l’attività investigativa, come gli interrogatori e le intercettazioni telefoniche, sono di nostra competenza. In pratica siamo i “padroni” della fase delle indagini e in questa fase il nostro compito è propulsivo per la ricerca della verità. In Italia, al contrario dei film americani che vediamo in tv, la pubblica accusa ha il compito di arrivare alla verità, dunque non solo cercare prove sulla colpevolezza dell’imputato ma anche a favore di esso”.

La esorto dunque a rimembrare questo più che condivisibile compito ai Pubblici Ministeri della Procura di Imperia che, ahimè, sino ad ora, hanno sempre disatteso quanto un cittadino si attenderebbe da un Magistrato che si rispetti.

In attesa di un Suo cortese riscontro, porgo gli ossequi.

Rosario Marcianò


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venerdì, febbraio 24, 2017

Chi è lo stalker di Stato Federico De Massis?



Chi è Federico De Massis alias Task Force Butler? Oltre ad essere un stalker-diffamatore professionista protetto dalla Magistratura, quali sono i suoi collegamenti con le lobbies che mirano ad ostacolare la libera informazione in merito alla guerra climatica in corso? E' interessante osservare che lo psicopatico di Pescara ha lavorato, negli ultimi anni, per alcune aziende che hanno contratti con enti pubblici in ambito petrolifero. Tra queste Enichem, azienda per la quale ha lavorato anche Roberto Podestà (C.I.C.A.P.), noto anche come "chimico senza nome" (anche se colui ama farsi chiamare "mastrocigliegia"). Egli si presentò come disturbatore ad una conferenza in quel di Milano, nel 2009, insieme con Paolo Attivissimo (l'"esperto" venduto da Laura Boldrini come "colui che ci salverà dalle bufale"!) ed un'altra ventina di esponenti del comitato creato dal "divulgatore" Piero Angela. Ma non è solo Podestà ad aver lavorato per Enichem e ad avere, guarda caso, contatti stretti [ LINK ] con la disinformazione istituzionalizzata.



Quindi, tornando allo smilzo Federico De Massis (qui copia PDF del suo profilo Linkedin ora non più visionabile), costui ha rapporti di lavoro con la SPER s.r.l., azienda che ha sviluppato numerosissimi appalti nazionali ed internazionali nel settore petrolifero, anche per Enichem. Si tratta di una semplice coincidenza, ovviamente...

L'ENICHEM produce carburanti ed additivi [1] a base del neurotossico manganese o MMT [2], additivo già oggetto di interrogazioni parlamentari all'estero ed uno dei tossici ingredienti delle cosiddette scie chimiche che deturpano i nostri cieli. Sono additivi che si manifestano spesso nella ricaduta di filamenti, insieme con quelli a base di bario (additivo STADIS 450) ed alluminio (supercarburante Al-Ice).

E' chiaro quindi che, allorquando lo psicolabile è segnalato agli organi inquirenti, costoro innalzano un poderoso muro protettivo a sua tutela, tanto che le archiviazioni sono sempre caratterizzate dalla dicitura "Ignoti", benché le querele siano sempre e solo contro "noti". Gli interessi in gioco, come si può immaginare, sono enormi, giacché il traffico aereo civile gestito per la geoingegneria clandestina si basa quasi interamente sulla combustione di carburanti additivati da composti igroscopici, elettroconduttivi e, ahinoi, neurotossici.

La salute della cittadinanza non può essere garantita, visti gli enormi interessi in gioco. Così, De Massis e gli altri, grazie alla corruzione ed alla connivenza, resteranno impuniti e liberi di delinquere sino a quando il Signore non deciderà di portarseli via, una buona volta.


[1] Additivi E.N.I.:

Tetraethyllead (ancora in uso come additivo alto numero di ottani)
Metilciclopentadienil tricarbonil-manganese (MMT)
Ferrocene
Ferro pentacarbonile
Toluene
Isottano

[2] L'"AvGas 100LL" è un carburante per aviazione ad elevato numero di ottani identificato da due numeri. Il primo numero indica il valore di ottani testati per li standard "aviation lean", che produce risultati similari ai valori fissati nello standard Motor Octane Number (MON) per i carburanti per l'uso in autoveicoli. Il secondo numero indica il valore di ottani del carburante impostato allo standard "aviation rich", che ha lo scopo di riprodurre le condizioni di domanda nel settore aereonautico, per esempio misture ricche, alte temperature e alte pressioni del collettore. Il carburante per aviazione ha una minore e più uniforme pressione del vapore rispetto al carburante per l'automotive, che lo fa permanere in stato liquido ad elevate altitudini, e che previene il fenomeno conosciuto come "vapor lock".


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sabato, febbraio 18, 2017

Laura Boldrini & CO denunciati per attentato all’articolo 21 della Costituzione



Come anticipato nelle settimane scorse, la Presidente della Camera Dott.ssa Laura Boldrini è stata denunciata dal sottoscritto per attentato all’articolo 21 della Costituzione nonché per concorso nei reati di diffamazione, calunnia ed atti persecutori etc., perpetrati a mio danno da quegli stessi soggetti che ella presenta in pompa magna come i tutori della verità ma che, invece, sono stalkers di mestiere. Qui di seguito uno stralcio della denuncia, presentata alle Procure di Roma ed Imperia. Mentre qui è disponibile copia PDF.

[...] La Dott.ssa Laura Boldrini ha palesato dunque, in tutta evidenza, rapporti di collaborazione con quegli stessi soggetti più volte querelati negli anni passati dallo scrivente per aver commesso atti persecutori, diffamazione, calunnia ed altri reati, tutti delitti MAI perseguiti!

La Presidente della Camera, nel contesto di questa Sua cooperazione, ha addirittura invitato alla Camera ( LINK ), come relatori, i succitati soggetti e li ha incredibilmente presentati come coloro che tuteleranno il diritto alla “corretta informazione” sulla Rete, dimostrando definitivamente come gli individui sullodati siano già da tempo coadiutori del Governo.

La Dottoressa Laura Boldrini ha lanciato la sua iniziativa contro l’informazione libera, spacciandola per una battaglia contro le “notizie false” (Le fake news n.d.r.) che circolano, secondo la sua visione ideologica, nella Rete. E’ evidente che la Signora Boldrini ha calato la maschera: ha nominato un gruppo di negazionisti formato dal Signor Paolo Attivissimo, incallito e storico capofila dei disinformatori, dal Signor Michelangelo Coltelli, dal Signor David Alejandro Puente Anzil (cfr allegato “C).

La Signora Boldrini, coadiuvata dai soggetti in questione, chiama a raccolta le istituzioni per tentare di cancellare le verità scomode, usando tutti gli strumenti più sofisticati della propaganda e della retorica. E’ il consueto tentativo di vilipendere e ghettizzare gli scrittori ed i ricercatori non allineati, evocando addirittura circostanze psichiatriche. Gli attivisti sono anche accusati di essere venali, quando sono proprio i depistatori ad essere finanziati in modo generoso dai Ministeri, come già dal sottoscritto dimostrato in innumerevoli denunce presentate alla Magistratura nonché in articoli e video pubblicati, con dati incontrovertibili alla mano.

In questo contesto, il DDL 2688 pare l’atto finale contro l’informazione indipendente, la libertà di espressione e di opinione, misura volta a tacitare in modo definitivo coloro che non sono allineati, ledendo così - si ribadisce - il diritto sancito dalla Costituzione alla libertà di espressione.

Ritenendo dunque che tutti i soggetti di cui sopra siano autori in concorso di attentato all’articolo 21 della Costituzione nonché responsabili in modo diretto o indiretto, sempre in concorso, di atti persecutori, diffamazione, calunnia a danno del querelante, si chiede che siano perseguiti per i reati sin qui denunziati e per quelli che siano eventualmente ravvisabili nella loro condotta. [...]



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lunedì, febbraio 13, 2017

Solo per il vostro bene...



Se veramente le istituzioni avessero a cuore la salute della popolazione, non coopererebbero per occultare le operazioni di geoingegneria clandestina e nel contempo non eserciterebbero pressioni per vaccinare obtorto collo chiunque respiri. Quindi qualcosa non quadra... Visto e considerato che i vaccini nocciono alla salute e le scie chimiche anche, è evidente il piano progressivo ed inesorabile teso al genocidio. Il tutto per opera dei governi che fingono, con infinita ipocrisia, di essere preoccupati del benessere della collettività: d'altronde governo rima con inferno.


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venerdì, febbraio 03, 2017

Giornalini e pennivendoli. Il penoso caso di "Riviera24.it"



Luca Simoncelli, altro pennivendolo di basso, infimo profilo, pubblica veline a cottimo, nell'intento di screditare Rosario Marcianò. Può costui dimostrare che il sottoscritto ha torto nel considerare lager i nostri ospedali? No. Può la magistratura condannare sulla base di menzogne? Certo che sì... li conosciamo bene, ma non ci tange. Noi siamo uomini liberi. E lo saremo sempre!

Stando alle affermazioni dei responsabili del nosocomio ligure, queste gravissime lesioni da decubito non si sarebbero formate presso gli ospedali di Sanremo e Bordighera, ma presso l'Humanitas di Rozzano. I dati exif, però, smentiscono questa tesi. Non solo! Essi affermano, nella querela sporta nel 2011 contro il sottoscritto, che la struttura aveva predisposto presidio anti lesioni, ma anche in questo caso, come è ben evidente dalla foto di copertina, risulta il contrario. Questi scatti sono nelle mani dei magistrati sino dal 2011, ma costoro fingono di non vedere! E sarà un caso se il fascicolo a difesa, una volta nelle mani dell'avvocato di fiducia Fabrizio Spigarelli (deceduto nel 2015), è andato perduto? Quindi... Simoncelli, prima di scrivere cazzate su commissione, pulisciti bene quella fogna di bocca!

Ecco, infine, quello che, secondo i togati della Procura di Imperia, è il corpo del reato: "Ho cercato di salvarti".




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Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì, febbraio 01, 2017

Procura di Lanciano: sempre più nell'illegalità. Questa è la legge delle logge!



Coloro che leggono questo blog, già conoscono le epiche gesta della magistratura telecomandata, volte a zittire una voce scomoda quale quella di chi scrive. Così si sono inventati innumerevoli procedimenti penali a carico di Rosario Marcianò, i cui dossier, a partire dal primo, risalente al 2011, sono stati tutti sfornati dallo stalker di Stato, Federico De Massis, conosciuto con lo pseudonimo di Task Force Butler. Questi fascicoli sono poi acquisiti dal Pubblico Ministero di turno. A titolo di esempio, la PM, Dottoressa Francesca Scarlatti dell'ex Tribunale di Sanremo acquisì agli atti (nell'ambito del processo ASL Imperia vs Marcianò) le pagine di questo blog laddove si citava uno studio referato sullo Zebra fish, chissà con quali intenzioni di discredito da parte dell'accusa...

Torniamo, però, allo psicopatico abruzzese, fratello del noto penalista Fabio De Massis. Costui è parte integrante degli organi inquirenti e giudicanti ed è inutile qui ribadire come ed in quanti casi le innumerevoli querele sporte nei suoi confronti sono finite in archiviazioni con motivazioni fantasiose. Ovvio che è così: lo Stato non può perseguire un suo dipendente! Nel ginepraio di procedimenti penali-farsa istruiti a carico di Rosario Marcianò, si sono resi protagonisti anche il negazionista abruzzese, Signor Angelo Ruggieri (amico, guarda caso, del Federico De Massis) e la Procura abruzzese di Lanciano. Codesta Procura ha inziato ad agire illegalmente nel momento stesso in cui, nel 2014, rinviò il sottoscritto a giudizio per supposta diffamazione giacché, per legge, questa Procura non è competente da un punto di vista territoriale. Infatti la normativa prescrive che è Tribunale competente quello ove risiede l'imputato e, di conseguenza, il PM, Dottoressa Rosaria Vecchi, titolare del fascicolo, avrebbe dovuto trasmettere le carte al Tribunale di Imperia. Ciò non è avvenuto, ma non certo per leggerezza, piuttosto per rendere la difesa dell'imputato impresa difficile, vista l'oggettiva difficoltà di presenziare alle udienze in una sede distante centinaia di chilometri. Oltre a ciò, siamo di fronte ad un'ulteriore palese violazione del diritto alla difesa dal momento che, alla morte del legale di fiducia Avvocato Fabrizio Spigarelli, scomparso in circostanze poco chiare il 31 agosto 2015, l'imputato restò senza difensore. A questo punto, per legge, avrebbe dovuto essere incaricato un legale d'ufficio e la Procura di Lanciano avrebbe dovuto notificare (tramite documento scritto ufficiale) all'imputato le generalità dell'avvocato, in modo tale da permettere a chi scrive di impostare, insieme con il nuovo legale, una linea difensiva. Chiaramente siamo nell'ambito della fantascienza, visto che tutto ciò non è accaduto. Non solo! Le udienze si sono succedute nonostante le rimostranze e le denunce (l'ultima, in ordine di tempo, si è svolta regolarmente il 31 gennaio 2017) ed è stata decisa la nuova udienza per il 6 luglio 2017, alle ore 13:30. A vostro parere, da chi si è avuto modo di conoscere la data della nuova udienza che, probabilmente andrà a sentenza? Ma come da chi? Da Federico De Massis... che domande!

A questo punto credete ancora di vivere in un paese civile nel XXI secolo oppure pensate, piuttosto, di vivere nel cupo XVII secolo, perseguitati da un tiranno di spagnolesca tracotanza? Buona la seconda.

In ogni caso... anche se siamo consapevoli che serve a poco, visto che costoro si parano il culo a vicenda, il Procuratore della Repubblica della Procura di Lanciano, Dott. Francesco Menditto (in carica sino ad agosto 2017), è stato denunciato presso la Procura per competenza di Pescara e presso la Procura di Roma per la violazione dei seguenti articoli di legge: 325, 326, 333, 336, 341, 342 C.P.P.


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Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato, gennaio 14, 2017

Lo Stato finanzia e protegge gli stalkers: denunciato!



Uno Stato che foraggia e protegge stalkers di professione è legittimato a giudicare i propri cittadini nell'aula di un tribunale? Certamente no e visto e considerato che, con assoluta certezza, apparati governativi sono a pieno titolo coinvolti nella campagna diffamatoria a danno dei fratelli Marcianò, abbiamo ritenuto opportuno denunciare, presso la Procura di Roma, il Ministero della Giustizia ed il Ministero dell'Interno.


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