
Siamo di fronte alla solita sceneggiatura, veramente poco originale. Diversi sono i punti che ci inducono a sorridere. Sì, perché ormai questi "attentatori" sono divenuti noiosi e ci hanno davvero stancato. Vediamo i punti fondamentali che portano ad una sola matrice che è quella governativa, dei servizi segreti internazionali.
a) L'autocarro di Nizza che si getta sulla folla ha avuto successo. Perché non ripetersi? In fondo una buona trama può essere ripetuta all'infinito con le dovute varianti, come ci insegnano gli sceneggiatori cinematografici. Detto, fatto.
b) Anche in questa occasione abbiamo una dispersa italiana (poi dichiarata deceduta) che, incredibilmente, non è una qualunque, ma ha partecipato al programma Erasmus, è fautrice dell'integrazione, ha due lauree e, per finire (questo non guasta) è graziosa e sorridente. Un'altra eroina come la Solesin.
c) Il "terrorista", rigorosamente islamico, "dimentica" un documento a bordo del mezzo, così può essere subito identificato.
d) Il "terrorista" scappa, ma poi viene ucciso. In merito a quest'ultimo epilogo alla "spaghetti western" siamo al ridicolo. I media spiegano che il jidahista ha viaggiato in treno ed ha superato indenne due frontiere. Il poliziotto che lo avrebbe ucciso a Sesto San Giovanni, in piena notte, è un agente in prova e su Facebook "aveva avuto un presentimento", scrivendo "L'ora più buia arriva subito prima dell'alba". Tutto confezionato nei minimi dettagli al fine di condire opportunamente la storia da fornire al popolo bue. Cadono letteralmente le braccia quando ci spiegano che il ricercato è stato fermato per un controllo, mentre vagava a piedi. Il Tunisino ha sparato agli agenti, ferendone uno, dopo aver estratto la pistola dal suo zainetto che aveva sulle spalle. Immaginate l'azione e fatevi anche voi due risate.

Un T.I.R. che impatta sul paletto, ma lo lascia in piedi. Ci sembra di rivedere la scena della Mercedes nell'omicidio Buonanno.
a) L'autocarro di Nizza che si getta sulla folla ha avuto successo. Perché non ripetersi? In fondo una buona trama può essere ripetuta all'infinito con le dovute varianti, come ci insegnano gli sceneggiatori cinematografici. Detto, fatto.
b) Anche in questa occasione abbiamo una dispersa italiana (poi dichiarata deceduta) che, incredibilmente, non è una qualunque, ma ha partecipato al programma Erasmus, è fautrice dell'integrazione, ha due lauree e, per finire (questo non guasta) è graziosa e sorridente. Un'altra eroina come la Solesin.
c) Il "terrorista", rigorosamente islamico, "dimentica" un documento a bordo del mezzo, così può essere subito identificato.
d) Il "terrorista" scappa, ma poi viene ucciso. In merito a quest'ultimo epilogo alla "spaghetti western" siamo al ridicolo. I media spiegano che il jidahista ha viaggiato in treno ed ha superato indenne due frontiere. Il poliziotto che lo avrebbe ucciso a Sesto San Giovanni, in piena notte, è un agente in prova e su Facebook "aveva avuto un presentimento", scrivendo "L'ora più buia arriva subito prima dell'alba". Tutto confezionato nei minimi dettagli al fine di condire opportunamente la storia da fornire al popolo bue. Cadono letteralmente le braccia quando ci spiegano che il ricercato è stato fermato per un controllo, mentre vagava a piedi. Il Tunisino ha sparato agli agenti, ferendone uno, dopo aver estratto la pistola dal suo zainetto che aveva sulle spalle. Immaginate l'azione e fatevi anche voi due risate.

Un T.I.R. che impatta sul paletto, ma lo lascia in piedi. Ci sembra di rivedere la scena della Mercedes nell'omicidio Buonanno.
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