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venerdì, dicembre 23, 2016

False flag di Berlino: un film già visto



Siamo di fronte alla solita sceneggiatura, veramente poco originale. Diversi sono i punti che ci inducono a sorridere. Sì, perché ormai questi "attentatori" sono divenuti noiosi e ci hanno davvero stancato. Vediamo i punti fondamentali che portano ad una sola matrice che è quella governativa, dei servizi segreti internazionali.

a) L'autocarro di Nizza che si getta sulla folla ha avuto successo. Perché non ripetersi? In fondo una buona trama può essere ripetuta all'infinito con le dovute varianti, come ci insegnano gli sceneggiatori cinematografici. Detto, fatto.

b) Anche in questa occasione abbiamo una dispersa italiana (poi dichiarata deceduta) che, incredibilmente, non è una qualunque, ma ha partecipato al programma Erasmus, è fautrice dell'integrazione, ha due lauree e, per finire (questo non guasta) è graziosa e sorridente. Un'altra eroina come la Solesin.

c) Il "terrorista", rigorosamente islamico, "dimentica" un documento a bordo del mezzo, così può essere subito identificato.

d) Il "terrorista" scappa, ma poi viene ucciso. In merito a quest'ultimo epilogo alla "spaghetti western" siamo al ridicolo. I media spiegano che il jidahista ha viaggiato in treno ed ha superato indenne due frontiere. Il poliziotto che lo avrebbe ucciso a Sesto San Giovanni, in piena notte, è un agente in prova e su Facebook "aveva avuto un presentimento", scrivendo "L'ora più buia arriva subito prima dell'alba". Tutto confezionato nei minimi dettagli al fine di condire opportunamente la storia da fornire al popolo bue. Cadono letteralmente le braccia quando ci spiegano che il ricercato è stato fermato per un controllo, mentre vagava a piedi. Il Tunisino ha sparato agli agenti, ferendone uno, dopo aver estratto la pistola dal suo zainetto che aveva sulle spalle. Immaginate l'azione e fatevi anche voi due risate.



Un T.I.R. che impatta sul paletto, ma lo lascia in piedi. Ci sembra di rivedere la scena della Mercedes nell'omicidio Buonanno.




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domenica, luglio 17, 2016

"Attentato" di Nizza: un altro false flag!



Lo schema è sempre il medesimo: immagini sfocate e riprese video mosse dalle quali non si evince assolutamente alcunché. Tra i vari filmati, il video che riprenderebbe un autocarro dirigersi verso una zona oscurata dagli alberi (si racconta che il mezzo abbia falciato decine di persone) è stato realizzato, guarda caso, da un regista teatrale che - che coincidenza! - abita di fronte alla Promenade des Anglais! Ricordiamo che in casi precedenti, a partire dal giorno 11 settembre 2001, per passare agli episodi di Parigi, tra i "testimoni" spuntavano sempre registi, redattori, operatori, dipendenti di reti televisive etc. Curioso il dettaglio che vede i documenti trovati (così riferiscono) sul camion del presunto attentatore, "smarriti" due anni or sono e l'episodio fu regolarmente denunciato dal legittimo proprietario. E che dire delle armi giocattolo ritrovate sul mezzo?

Basterebbe anche solo applicare il principio della sineddoche per capire che siamo al cospetto di una sceneggiata. Se nel caso nizzardo, si è dimostrato, oltre ogni ragionevole dubbio, che sul teatro del vaudeville, si trovavano dei manichini, dobbiamo ancora ipotizzare che sia stata perpetrata una strage vera? Che senso ha portare dei fantocci sul luogo di un’effettiva carneficina? Principio della sineddoche significa che un elemento fittizio rende fittizio (la parte vale per il tutto) l’intero accadimento. Se tuttavia non si è convinti di ciò, indagando con pazienza, si possono reperire altre incongruenze che fanno saltare la ricostruzione dei media mainstream.

Osservate, ad esempio, le foto [LINK 1] [LINK 2] che rappresenterebbero l'autocarro usato per investire i passanti: il parabrezza si presenta completamente crivellato di colpi, eccetto che nella zona del guidatore, mentre i vetri laterali sono intatti. Strano, vero? Ma non è finita qui: spunta fuori un altro filmato a bassa risoluzione, mosso, scuro, sfocato e sul selciato vengono esibiti quelli che dovrebbero essere dei cadaveri straziati. Invece che cosa vediamo? Come si accennava sopra, dei manichini! Ovviamente ho pubblicato un fermo immagine eloquente su Facebook. Risultato? Sono stato sospeso per 7 giorni, con l'accusa di aver pubblicato materiale "che minaccia o promuove violenza o sfruttamento sessuale" (sic). Anche il video che segnalava la messa in scena è stato prontamente rimosso da You-Tube. Nel contempo si sono verificate due violazioni di account con richiesta di reset della password ad account sospeso ed inoltre mi è pervenuta codesta colorita minaccia. E' proprio vero che queste occidentali sono delle "democrazie" che esportano "democrazia"...

"Il modo più semplice per ottenere il controllo di una popolazione è il compimento di atti di terrorismo. Il popolo non farà clamore per le leggi, se la loro sicurezza personale è in pericolo". Joseph Stalin




Intanto sul web si dà notizia del ritiro del film d’azione, Bastille Day. Film franco-americano prodotto da Anonymous Content, Immagini Vendôme, TF1 Films Production e Studio Canal. L’action movie narra di un attentato terroristico in Francia nell’anniversario della presa della Bastiglia e organizzato dal Ministero degli Interni, sul quale sono chiamati a far luce un truffatore americano ed un agente della C.I.A.




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mercoledì, novembre 02, 2011

L'altra faccia di Obama

Ombre dal passato e promesse disattese

Autrice: Enrica Perucchietti

Casa editrice: Uno-Infinito Editori

Lo trovi qui.

Ormai da qualche tempo tutto il mondo si sta ponendo la stessa domanda: chi è realmente Barack Obama? Colui che incarna il famoso "sogno americano" è veramente un uomo del popolo salito alla ribalta per proprio merito? Quali interessi si nascondono, ad esempio, dietro i proclami umanitari che hanno spinto gli U.S.A. ad entrare in guerra contro la Libia di Gheddafi? Che cosa si nasconde dietro la riforma della sanità? Perché sono stati privilegiati i poteri forti a discapito dei contribuenti nella gestione politica della crisi finanziaria?

Ombre sempre più insistenti stanno mutando l'immagine con cui ha ammaliato il mondo anche attraverso il suo celebre motto "Yes, we can”, con il quale ha condotto la sua campagna elettorale, la più dispendiosa della storia. Appoggiato dai soldi delle banche e delle multinazionali, ha dovuto intraprendere accordi con imprenditori corrotti e terroristi per portare avanti la sua fabbrica del consenso.

L’autrice, Enrica Perucchietti, ci conduce a conoscere meglio questo personaggio attraverso le ombre della sua biografia. Ci spiega, tra le varie cose, come la nuova amministrazione democratica abbia presto disatteso ogni promessa di cambiamento, schierandosi dalla parte dei gruppi di potere e come abbia fatto ricorso a tecniche di manipolazione mentale per raccogliere voti.

L’obiettivo del libro è quello di fornire una risposta ai diversi interrogativi, ormai sempre più leciti: il Presidente è un burattino nelle mani delle lobbies di Wall Street? O un prescelto invischiato nei segreti della C.I.A. ed affiliato a gruppi occulti legati a Massoneria e Bilderberg? Esiste un Governo ombra che decide le sorti degli U.S.A. e del mondo per la costituzione di un Nuovo ordine mondiale di stampo fascista?

Enrica Perucchietti vive e lavora a Torino come giornalista e scrittrice. Dopo la laurea in Filosofia, intraprende la carriera di giornalista televisiva in programmi di politica, sport e attualità, diventando presto un volto noto del Nord Italia. Dopo numerose pubblicazioni in riviste nazionali, decide di gettarsi a tempo pieno nella scrittura. L’altra faccia di Obama è il suo primo saggio.

Book trailer qui.




Uno-Infinito Editori
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