Visualizzazione post con etichetta leucemie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta leucemie. Mostra tutti i post

mercoledì, agosto 03, 2011

Napoli: attenti a quei due!

Absit iniuria verbis

La risoluzione dei problemi per il sistema è il problema.

Rien à faire: Luigi De Magistris è come tutti gli altri. Ci si lamenta del problema costituito dai rifiuti, questione indicata come “emergenza” con uno dei tanti virtuosismi linguistici peculiari del "giornalismo", ma, quando si offrono delle risoluzioni concrete, gli amministratori nicchiano.

Il neo-sindaco di Napoli si è speso e si spende solo in vuoti proclami: “Bisogna intensificare la raccolta differenziata!”, “E’ necessario che istituzioni e cittadini agiscano per affrontare l’emergenza”… Sono buoni proponimenti, di cui, come è noto, è lastricata la strada per l’inferno. Anzi, il suo mantra della raccolta differenziata è probabilmente una frode: infatti, dopo che il meticoloso cittadino ha separato l’immondizia e l’ha conferita nei cassonetti del vetro, dell’alluminio, della carta e dell’umido, siamo sicuri che i rifiuti subiranno un idoneo trattamento per essere poi avviati al riciclaggio? Dove sono gli impianti per lo smistamento ed il trattamento? Siamo certi che la spazzatura non è tutta ammassata in un’unica discarica o bruciata nello stesso inceneritore?

In verità, la spazzatura è al centro di loschi ma redditizi interessi economici, mentre il riuso ed il riciclaggio sono boicottati in ogni modo. Non dimentichiamo poi che discariche ed inceneritori sono il non plus ultra per contaminare l’ambiente e per provocare malattie e decessi, criminali fini perseguiti in modo deliberato dall’establishment.

Abbiamo scritto sia al borgomastro partenopeo sia a sua Eminenza (sic), il cardinale Crescenzio Sepe che, maestri nel metodo Stanislavskij, ostentano tanta inquietudine per la questione, suggerendo loro l’impiego del T.H.O.R., un sistema ideato da un ricercatore italiano del C.N.R. E’ un macchinario che consente di smaltire i rifiuti senza inquinare, ma esistono anche altri apparati che funzionano con un principio simile, ossia il tipo di scarto viene riconosciuto da appositi sensori, raccolto su differenti nastri e trattato per essere trasformato in compost o smistato per il riuso.

La tecnologia esiste, ma quando potrebbe essere di giovamento per la società civile, sembra di essere all’età della pietra, mentre, nel settore militare e del controllo, gli strumenti tecnologici sono diabolicamente avveniristici. La tecnologia è consacrata solo alla distruzione ed alla morte.

Quanto ai due ipocriti e funesti personaggi, De Magistris ed il pasciuto porporato, il loro silenzio è emblematico, oltre che odioso. Un muro dimostra una maggiore capacità di interloquire.

Attacco all'informazione CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato, settembre 20, 2008

Dall'indottrinamento all'annientamento dell'essere umano

“Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”.

B. Brecht


Di recente il gentilissimo Pierpaolo Saba, coordinatore dell'U.S.A.C. Sardegna, mi ha fornito del prezioso materiale relativo alle scie chimiche ed alla sindrome di Quirra nell'isola. E' questa la dicitura con cui sono raggruppate gravi patologie (tumori, leucemie, linfoma non Hodgkin) diffuse nel Sarrabus, "sulla costa sud-orientale della Sardegna, a circa 80 km da Cagliari. Sorge qui la più grande base N.A.T.O. del Mediterraneo, il più vasto poligono sperimentale interforze d'Europa. E' una presenza oscura, lì da più di trent'anni, chiusa e inquietante con i suoi strani bersagli per le esercitazioni sparsi sul litorale o negli altopiani dell'entroterra".

Almeno sin dal 1977, in quest'area, comprendente i comuni di Villaputzu, con la tristemente nota frazione di Quirra, e di Perdasdefogu, sono numerose le morti per malattie tumorali e le nascite di bimbi con malformazioni orribili.
Quasi tutte le vittime operavano all'interno del poligono di tiro per un’azienda, la Vitrociset, che si occupa della manutenzione delle apparecchiature interne, o abitavano nelle campagne circostanti. Le persone colpite, per lo più soldati e pastori, appartengono a tutte le fasce tutte le età. Le analisi ed i prelievi del terreno hanno rilevato la presenza di uranio impoverito, di cesio 136 e tungsteno.

In questi ultimi tempi, è stato accertato che le patologie riscontrate, sono collegabili non alla radioattività degli elementi chimici sopra citati, ma alle nanoparticelle che, non trovando, a causa delle loro ridottissime dimensioni, idonee barriere nell'organismo, penetrano nel cervello, nel fegato, nella milza, nelle ghiandole linfatiche con effetti devastanti.



La sindrome di Quirra è un'atroce dimostrazione di quanto sia immondo l'apparato militare ipocritamente definito "difesa", laddove è strumento di aggressioni, di carneficine e di morte. Eppure questa realtà può solo allungare la già nutrita lista di orrori del nostro pianeta, devastato da generali pazzi e sanguinari, dai folli progetti di dominio del Dottor Stranamore.

La sindrome di Quirra, negata o ignorata o ridimensionata dalle autorità, attribuita dai militari a non meglio precisate tare genetiche, dovrebbe convincere il più strenuo difensore delle istituzioni, il più scalmanato ammiratore delle divise, almeno a tacere o a cambiare discorso. Si trova sempre un avvocato del diavolo, ma qui forse non è così facile. Eppure dove fallisce la malafede di chi celebra i benefici del nucleare, delle emissioni degli inceneritori, degli organismi geneticamente modificati, dei farmaci "anti-tumorali" (è arcinoto che sono dei vari toccasana), riesce l'indottrinamento.

Infatti, tra le vittime dell'uranio impoverito, del tungsteno e del cesio 136, è stato interpellato un soldato che, pur affetto da una sindrome mortale, con incredibile cecità, decanta di fatto i "valori" della "patria", magnifica l’espletamento del servizio. Egli, con intima persuasione pari solo al totale annebbiamento della sua coscienza ottenuto con anni di programmazione e di condizionamento mentale, afferma che è necessario sperimentare i sistemi d'arma, usare proiettili veri e le altre munizioni, per addestrare, in modo efficace, i soldati a combattere sul campo i "nemici". La "patria" va difesa: i nemici vanno neutralizzati. La vittima si identifica in toto con il carnefice e lo ama di un amore infinito, assoluto. Il sottufficiale snocciola, quasi infervorandosi, i luoghi comuni della propaganda bellicista, come fosse un demone che parla attrraverso un posseduto. Sconvolgente!

Questa distorsione della verità, di fronte alla quale il rovesciamento prospettato da Orwell in 1984, sembra quasi ingenuo, è espressa da un alienato che stupra la lingua in modo vergognoso, seppur del tutto inconsapevole. Già: questo stupro è forse più grave delle innominabili nefandezze perpetrate dai militari. Il “dovere" è il carcere mentale che il prigioniero, con le sue stesse mani, ha costruito. I nemici semplicemente non esistono, se non nei deliri di un allucinato. I veri nemici sono quelli che trovano sempre la carne da cannone, carne precedentemente ammollata. Il dovere è autoflagellazione e si potrebbe definire masochismo, se qui in gioco non fosse soltanto una mostruosa tara psichica, ma soprattutto l'inversione satanica del linguaggio, un'inversione antica come il mondo, ma oggi trionfante con il suo nero vessillo.

Dulce et decorum est pro patria mori: è dolce ed onorevole morire per la patria. Questo sventurato, come molti altri, muore contento per Satana e lo venera come fosse Dio.



Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum
Aggiorna Tanker Enemy nei tuoi preferiti. D'ora in poi questo blog è raggiungibile digitando http://www.tankerenemy.com/
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

FIRMA LA PETIZIONE PER ABOLIRE IL CANONE RAI

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...