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lunedì, dicembre 15, 2008

In arrivo in Italia altri aerei telecomandati, questa volta in Sardegna

Altri aerei telecomandati in arrivo in Italia, questa volta in Sardegna, una delle regioni più colpite dalle irrorazioni chimiche; ciò succede probabilmente per la situazione strategica di quell'isola dal punto di vista degli equilibri climatici che i signori della guerra vogliono modificare.



Dopo Sigonella, anche a Decimomannu i Global Hawk USA

di Antonio Mazzeo

L’aeroporto sardo di Decimomannu sarà la base operativa dei velivoli senza pilota (UAV) Global Hawk della NASA, l’Agenzia Spaziale degli Stati Uniti d’America. L’annuncio è stato fatto dal commissario dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) Enrico Saggese, nel corso dell’incontro su “Pianificazione della politica spaziale e programmazione in ambito europeo”, organizzato a Roma dal Comitato per la valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche della Camera dei Deputati. “La NASA ha chiesto ed ottenuto due Global Hawk da dispiegare nel Mediterraneo”, ha dichiarato Saggese. “L’Agenzia spaziale statunitense ha chiesto all’Italia di ospitare uno di questi due velivoli senza pilota per attività di osservazione della Terra. L’aereo sarà ospitato probabilmente a Decimomannu”.

Dopo aver concesso la base siciliana di Sigonella per schierare un reparto con cinque Global Hawk dell’US Air Force (a cui si aggiungeranno poi i velivoli senza pilota dell’US Navy), il governo italiano è pronto ad autorizzare l’uso dello scalo Nato di Decimomannu per misteriose attività sperimentali della NASA, agenzia protagonista nell’implementazione dei programmi di guerre stellari dell’amministrazione USA.

Lo scorso mese di aprile, l’US Air Force ha autorizzato il trasferimento di due Global Hawk al Dryden Flight Research Center della NASA, che ha sede nella base aerea “Edwards”, contea di Los Angeles, California. I velivoli saranno impiegati dall’agenzia spaziale a partire dai primi mesi del 2009 nell’ambito dell’“Airborne Science Program”. Secondo quanto dichiarato dai responsabili del Dryden Fligt Research Center, “la capacità dei velivoli senza pilota Global Hawk di volare con grande autonomia per lunghe distanze, e rimanere in quota per estesi periodi, assicura nuove potenzialità alla comunità scientifica per misurare, monitorare ed osservare località remote della Terra”. Cosa ci sia da studiare di così remoto nel Mediterraneo per giustificare il dislocamento a Decimomannu del più sofisticato sistema di spionaggio e conduzione delle operazioni di guerra è proprio un mistero. Ma che non si tratti di attività del tutto “pacifiche” è la stessa NASA ad ammetterlo. “Guardiamo al velivolo come un sistema a basso costo per sostituire l’Earth Resource ER-2, una versione modificata dell’U-2”, dichiarano al Centro di ricerca di Los Angeles. E l’U-2 è stato sino ad oggi il più famigerato degli aerei-spia utilizzati dalle forze armate statunitensi (e dalla CIA) per pianificare e dirigere i propri attacchi nei principali scenari bellici del pianeta.

Follie elettromagnetiche sui cieli della Sardegna
Situato a pochi chilometri da Cagliari, l’aeroporto di Decimomannu rientra tra le basi concesse segretamente nell’ottobre 1954 alla Nato e agli Stati Uniti, congiuntamente ad Aviano, Camp Darby (Livorno), Napoli-Capodichino e Sigonella. L’infrastruttura ospita una Stazione di telecomunicazione “Loran” dell’US Air Force più un distaccamento di 150 militari statunitensi provenienti da Aviano. Lo scalo è inoltre utilizzato per le attività di supporto degli aerei da trasporto del Military Airlift Command provenienti dagli Stati Uniti e diretti in Medio Oriente e Africa.

Lo scalo è utilizzato periodicamente per le esercitazioni delle forze aeree alleate (principalmente Stati Uniti, Germania e Gran Bretagna) nei vicini poligoni di Capo Frasca, Capo Teulada, Perdasdefogu e Salto di Quirra. A Decimomannu è operativo l’ACMI (Air Combat Maneuvering Instumentation) un sofisticato sistema elettronico, di cui esistono poco più di una dozzina di esemplari al mondo, che permette di dirigere e monitorare le operazioni di guerra aerea nel Mediterraneo.

L’importanza strategica assunta da Decimomannu e dai poligono limitrofi nell’ambito delle sperimentazioni dei più sofisticati sistemi di morte trova conferma nelle più recenti esercitazioni realizzate in Sardegna. Da fine settembre sino al 15 ottobre 2008, l’aeroporto ha ospitato 1.300 militari di 15 nazioni Nato per una “simulazione” di “guerra elettronica”. Denominata
“Trial Imperial Hammer”, l’esercitazione è stata finalizzata allo sviluppo e all’integrazione delle “attività di intelligence antiterrorismo”. Le nostre forze armate hanno definito enfaticamente la “Trial Imperial Hammer” come “una delle più importanti attività di sperimentazione dell’Alleanza nel campo dell’ISR (Intelligence, Sorveglianza e Riconoscimento)”. In realtà essa è stata l’occasione per presentare ai partner atlantici due nuovi sistemi di distruzione made in Italy. Il primo di essi è il mini-aereo senza pilota “Strix”, prodotto dal centro di eccellenza UAV dell’Aeronautica Militare. Lo “Strix” è talmente piccolo che può essere trasportato all’interno di uno zaino ed ha un’autonomia di volo di un’ora. Dotato di una rampa di lancio e di una stazione di controllo da terra, il velivolo teleguidato può essere inviato in campo nemico per filmare e fotografare dall’alto anche in condizioni di completa oscurità.

Il secondo strumento di guerra è ancora più sofisticato. Creato nei laboratori del Reparto di guerra elettronica dell’Aeronautica italiana, il suo nome riporta ai cavalieri della saga cinematografica di Guerre Stellari, “Jedi”. Si tratta di un dispositivo elettronico in grado di “disturbare”, via etere, l’attivazione degli esplosivi. Come? Creando in cielo “una bolla elettromagnetica che protegge le aree a rischio di attentato, confondendo e neutralizzando gli impulsi dei detonatori degli ordigni”, come spiega in una nota il Comando Nato di Bruxelles. Sempre secondo i promotori del progetto, “la fascia di sicurezza potrebbe essere assicurata dal cielo da un elicottero, da un aereo da trasporto o anche da un UAV, gli aerei senza pilota che possono essere utilizzati per scopi operativi di prevenzione del terrorismo”. Che tipo di “bolla elettromagnetica” sia stata attivata sui cieli sardi è impossibile sapere, ma l’insistenza di dispiegare mini e grandi aerei senza pilota a Decimomannu è più che sospetta. Soprattutto se ha targa NASA.

La ministra che guarda alle guerre stellari
Sempre secondo il commissario dell’Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese, il nostro paese guarda con estremo interesse allo sviluppo dei sistemi aerei UAV per missioni spaziali. C’è il Global Hawk ma c’è anche il “velivolo di rientro” AXV (Advanced eXperimental Vehicle) pianificato in sede ESA (l’Agenzia spaziale europea), nel quale l’Italia investirà 130 milioni di euro. L’AXV, sarà lanciato con il vettore Vega dalla base di Kourou (Guaiana Francese), per poi rientrare a terra planando. “Con le attività dell’AXV e del Global Hawk, potremo dire la nostra sui velivoli spaziali unmanned”, ha dichiarato Saggese. “Ricordo che, in base a studi dell’UE, dopo il 2020 almeno il 50% dei voli saranno effettuati senza pilota, partendo prima da voli cargo e poi passando ai voli passeggeri”.

Il commissario dell’ESI non nasconde la sua soddisfazione per le commesse in campo spaziale che arriveranno al complesso militare-industriale italiano. L’ultimo incontro della ministeriale dell’ESA tenutosi nei giorni scorsi a L’Aia, si è concluso con un accordo per nuovi investimenti per circa 10 miliardi di euro. A presiedere l’evento è stata la ministra per l’istruzione, l’università e la ricerca, Maria Stella Gelmini. A nome del governo, la Gelmini si è impegnata a un contributo finanziario italiano di circa 1,2 miliardi di euro in tre anni. Oltre allo sviluppo del piano per gli UAV, le risorse saranno destinate all’avvio del programma “Exomars”, l’esplorazione robotica di Marte. Grazie a questa decisione l’Italia si candida ad ospitare il Centro di Controllo del velivolo spaziale.

“Lo spazio si conferma ancora una volta come una risorsa strategica ed un asset fondamentale per la qualità delle politiche dell’Ue”, ha dichiarato la ministra Gelmini. “La ricerca spaziale ha riflessi concreti e immediatamente percepibili da parte dei cittadini. La ministeriale ESA è stata anche un momento di confronto su come rendere la ricerca spaziale più appetibile nelle scuole…”. I bambini italiani saranno felici: con un maestro unico, a bordo di navicelle spaziali a “bolla” tipo Jedi, viaggeranno alla conquista dei pianeti. La direzione da seguire sarà quella della buona Stella.


Fonte: La scienza marcia e la menzogna globale




Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

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lunedì, ottobre 13, 2008

Stato di polizia alle porte?

"Siamo sulla soglia di una mutazione globale. Ci manca soltanto una cosa: una crisi rilevante, e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale"
David Rockefeller allo United Nations Business Council, 1994.

"Siamo davanti a una grave crisi globale che richiede forti risposte globali"
George W. Bush, 11 Ottobre 2008



Mentre la situazione economica internazionale sta rapidamente precipitando, avvengono quasi di sfuggita sullo sfondo dei movimenti assai curiosi, che visti in una prospettiva più ampia assumono una connotazione leggermente preoccupante.

Qualche mese fa vi fu una accesa polemica in Italia per la decisione del governo di schierare per le strade delle città un numero cospicuo di militari, per la precisione 2500 fanti dell'Esercito destinati a compiti di sicurezza e di ordine pubblico.
Una assoluta novità nella storia dell’Italia repubblicana, ed una misura che ricordava troppo da vicino usanze più congeniali a regimi dittatoriali. Ma per quale motivo? Quasi sicuramente una decisione che aveva uno scopo pratico, ovvero il testare la reazione popolare di fronte ad un provvedimento tipico di uno stato in cui vige la legge marziale.

Nello stesso modo, il governo tedesco ha proposto di modificare la costituzione per permettere un dispiegamento dell’esercito all'interno dei confini nazionali. La spiegazione ufficiale di questa manovra è la necessità di “combattere il terrorismo”.

Una scusa ovviamente risibile, dal momento che le vittime per il terrorismo sul suolo tedesco negli ultimi anni sono pari a quelle causate da caduta di dischi volanti.
Lo stesso provvedimento è stato preso negli Stati Uniti, dove dal 1° Ottobre è stata dispiegata sul suolo nazionale una brigata di fanteria, una brigata di combattimento attivo in precedenza di stanza in Iraq.

Ancora una volta, si tratta di una misura inconsueta, un fatto mai verificatosi in precedenza. Sempre negli Stati Uniti, si ricorderà come l’amministrazione Bush si sia a lungo impegnata negli ultimi anni nella costruzione di numerosi campi di detenzione per civili. Se ne contano più di 800 sparsi su tutto il territorio americano, pronti all’uso e al momento del tutto vuoti.
Ma pronti per chi?

Se facciamo ancora un passo indietro, vi è un altro indizio che suggerisce un determinato scenario.

Torniamo in Europa, e riprendiamo in mano il tanto vituperato Trattato di Lisbona, ovvero la nuova costituzione dell’entità orwelliana che risponde al nome di Unione Europea.
Un trattato sempre rigettato dai cittadini nelle sue varie forme, ma che finirà solennemente ratificato all’unanimità nelle oscure sale dei vari parlamenti europei.

Il Trattato di Lisbona è stato compilato in modo volutamente confusionale, con una sequenza di continui rimandi e aggiunte a documenti precedentemente redatti, come il Trattato sull’Unione Europea (TUE), la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea e la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU).

L’articolo Articolo 52, paragrafo 3 del Trattato di Lisbona così recita:

3. Laddove la presente Carta contenga diritti corrispondenti a quelli garantiti dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (detta CEDU), il significato e la portata degli stessi sono uguali a quelli conferiti dalla suddetta convenzione.

Ciò implica che la CEDU sia parte costituente del Trattato.
Ed arrivando al dunque, vediamo cosa dice questa Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali , all’articolo Articolo 2 - Diritto alla vita:

1. Il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge.
Nessuno può essere intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un tribunale, nel caso in cui il delitto è punito dalla legge con tale pena.

2. La morte non si considera inflitta in violazione di questo articolo quando risulta da un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario:

a. per assicurare la difesa di ogni persona dalla violenza illegale;
b. per eseguire un arresto regolare o per impedire l'evasione di una persona regolarmente detenuta;
c. per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o una insurrezione.

Ecco quindi che secondo il Trattato di Lisbona, diviene lecito privare della vita un cittadino quando il ricorso alla forza da parte dello stato si rende assolutamente necessario, come ad esempio nel caso di una “sommossa”.
Una aggiunta curiosa, questa dei padri costituenti.

Quando mai si è vista nell'Europa contemporanea, placida e pacifica, una insurrezione popolare tale da giustificare un intervento armato da parte delle forze dell'ordine?

Perchè si sente ora la necessità di autorizzare queste forze dell'ordine ad agire in tal senso?

Facendo quindi un breve riepilogo di tutti questi elementi inizia a delinearsi un quadro dai tratti alquanto foschi. La crisi economica che stiamo vivendo è assai grave, e la sua portata non è stata ancora sperimentata.

La crisi ad oggi ha travolto le strutture finanziarie, e per la maggioranza dei cittadini pare avere solamente un carattere numerico, cifre che ci vengono dispiegate dai telegiornali e che non siamo nemmeno in grado di quantificare.
Quando la debolezza del sistema finanziario farà sentire i suoi effetti sull’economia reale, allora anche il singolo cittadino conoscerà in prima persona il significato di questa depressione.

Gli indebitati non saranno più in grado di ripagare i propri debiti, il blocco del credito implicherà un grosso calo nella produzione con conseguenti fallimenti e licenziamenti su grande scala. Il periodo delle vacche grasse per l’Occidente è finito, un periodo di prosperità iniziato nel dopoguerra e che era fondato essenzialmente sul debito, in maniera via via più marcata.

Questo è il momento in cui quei debiti si pagano, e occorrerà farsene una ragione.

E l’elite del potere tali scenari li aveva già previsti da tempo, dal momento che ha le idee un po’ più chiare degli economisti della domenica che affollano i media e che ancora non hanno idea del perché tutto questo stia succedendo.

Una grande crisi economica, le conseguenti rivolte popolari, una serie di provvedimenti atti a fronteggiare al meglio tali “sommosse”, con tanto di eserciti schierati per le strade, autorizzati a sparare sulle folle e con tanti campi di concentramento già allestiti, per i “dissidenti”. Ed alla fine del temporale, come un Deus ex Machina calerà dall’alto la definizione di un Nuovo Ordine, di cui tutti sapranno ormai accettare la necessità.


Si veda anche:

- Per chi suona la campana? di Huey Freeman
- Verso il Governo Mondiale, il volto oscuro delle Nazioni Unite
- Nuovo Ordine Mondiale, i concetti base
- Date significative nella creazione di un Nuovo Ordine Mondiale
- La creazione di una crisi finanziaria, di Capitano Nemo



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