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lunedì, maggio 23, 2011

Quattordici nuovi radar in Italia per le guerre N.A.T.O. (di Antonio Mazzeo)

Nuovi impianti radar per potenziare la rete operativa dell’Aeronautica militare italiana ed integrarla ancora di più nella catena di comando, controllo, comunicazione ed intelligence dell’Alleanza atlantica. Dodici sistemi Fixed Air Defence Radar (FADR) RAT31-DL sono stati commissionati alla Selex Sistemi Integrati, società del gruppo Finmeccanica, e sono in via d’installazione in altrettanti siti dell’AMI sparsi in tutta Italia. Ad essi si aggiungeranno anche due sistemi configurati nella versione mobile DADR (Deployable Air Defence Radar) che saranno consegnati entro il 2013.

“Si tratta di un progetto dall’alta valenza tecnica, importante per la sicurezza aerea nazionale e necessario per migliorare la nostra efficienza militare”, ha spiegato il generale Mario Renzo Ottone, comandante del COA, il Comando Operazioni Aeree nazionali e del Combined Air Operations Center della NATO, di stanza a Poggio Renatico (Ferrara). “Il FADR costituisce la struttura portante del programma con cui l’Aeronautica militare ha avviato la sostituzione dei propri sistemi di sorveglianza aerea per rendere disponibili le frequenze necessarie all’introduzione della nuova tecnologia Wi-MAX (Worldwide Interoperability for Microwave Access) di accesso internet ad alta velocità in modalità wireless”.

Molto più espliciti sulle finalità belliche del nuovo sistema radar i manager della società produttrice. “Il RAT31-DL è stato sviluppato per rispondere ai futuri bisogni della difesa, dove la superiorità delle informazioni e dei comandi giocherà un ruolo sempre maggiore”, recita la brochure di Selex Sistemi Integrati. “Il sistema ha eccellenti capacità di scoprire e tracciare i segnali radio a bassa frequenza di aerei e missili, può supportare diverse funzioni come la difesa da missili anti-radiazione e da contromisure elettroniche. In Italia, il FADR consentirà di controllare anche la presenza dei missili balistici, comunicherà con gli altri punti di controllo nazionali e della NATO e apporterà grandi elementi di innovazione, tra cui un migliorato telecontrollo e telediagnosi, riducendo quindi la necessità di personale, con un occhio anche alla riduzione dei costi di gestione”.

Il primo impianto entrato in funzione è quello installato presso la 112^ Squadriglia Radar Remota di Mortara (Pavia). Si tratta di una stazione dell’Aeronautica che nel periodo di massima espansione – anni 50-60 - era arrivata a contare fino a 700 avieri (300 militari di leva e 400 in servizio permanente), ma che dopo il 1998 è stata drasticamente ridimensionata sino a ospitare oggi solo una trentina di militari. Gli altri undici radar RAT-31DL stanno per essere installati presso il centro meteorologico dell’Aeronautica di Borgo Sabotino (Latina), a Capo Mele - Savona (115^ Squadriglia Radar Remota), Crotone (132^ Squadriglia), Jacotenente - Foggia (131^ Squadriglia), Lame di Concordia - Venezia (13° Gruppo Radar GRAM), Lampedusa (134^ Squadriglia), Marsala (35° GRAM), Mezzogregorio – Siracusa (34° GRAM), Otranto (32° GRAM), Poggio Renatico (Comando Operazioni Aeree) e Potenza Picena – Massa Carrara (14° GRAM). Come per Mortara, alcune di queste stazioni radar erano state ridimensionate negli ultimi quindici anni.

Dal punto di vista prettamente tecnico, il Fixed Air Defence Radar (FADR) appartiene all’ultima generazione dei sistemi 3D a lungo raggio: ha una portata sino a 500 km di distanza e 30 km in altezza, una potenza media irradiante di 2,5 kW e una potenza dell’impulso irradiato di 84 kW. L’antenna opera in una frequenza compresa tra 1,2 e 1,4 GHz (L-band), all’interno dello spettro delle cosiddette “microonde”, le onde molto corte estremamente pericolose per l’uomo, la fauna e la flora. Il radar può essere controllato anche da centri posti a notevole distanza e la configurazione meccanica con cui è stato disegnato consente facilità di assemblaggio e smontaggio nei campi di battaglia.

La progettazione e la costruzione delle torri radar e degli impianti ausiliari e l’installazione dei nuovi sistemi nelle dodici basi dell’Aeronautica è stata affidata alla Vitrociset S.p.A. di Roma, una delle maggiori aziende private operanti nel campo della sicurezza, pure vincitrice della gara per il sistema multiradar ARTAS di Eurocontrol, l’agenzia europea per il controllo aereo. Il nome di Vitrociset è stato per anni legato al nome del suo fondatore, Camillo Crociani, uno dei protagonisti dello scandalo delle tangenti per l’acquisto negli anni ‘70 dei velivoli C130 prodotti dalla statunitense Lockheed. Il pacchetto azionario della società è ancora oggi interamente controllato dalla vedova Edoarda Vessel Crociani con una presenza più che simbolica della holding Finmeccanica (1,4%). Presidente del consiglio di amministrazione è invece il generale Mario Arpino, capo di Stato Maggiore della difesa fino al 2001, direttore generale l’ammiraglio Lorenzo D’Onghia, amministratore delegato Antonio Bontempi, ex ad di Alenia Marconi Systems poi Selex Sistemi Integrati.

Il radar RAT31-DL sta progressivamente conquistando sempre maggiore spazio nel mercato internazionale. Il sistema è stato sinora acquistato da nove paesi, sette dei quali membri della NATO, per un totale di 34 esemplari. Tra essi spiccano Germania, Grecia, Polonia, Repubblica Ceca, Turchia e Ungheria. Altri esemplari starebbero per essere ordinati dalle aeronautiche militari di Austria, Danimarca e Malesia. Una conferma che il business di guerra non consoce crisi.

Antonio Mazzeo



lunedì, giugno 28, 2010

Non è possibile! - La guerra del clima (History Channel)

Il documentario di History channel, "Non è possibile! La guerra del clima", illustra il tema delle armi meteorologiche (H.A.A.R.P., scie chimiche, ordigni ad energia diretta) per il controllo delle nazioni, nell'ambito di criminali piani di tipo strategico. La produzione si basa su autorevoli fonti scientifiche e su documenti declassificati: lo scienziato Nick Begich, i ricercatori indipendenti Jerry Smith e William Thomas, l'ex esponente del Ministero della difesa britannico, Nick Pope, il giornalista dell'aviazione militare, Mark Farmer, spiegano come e con quali obiettivi i militari influiscono sui fenomeni geo-fisici, causando siccità, alluvioni e terremoti.




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Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì, giugno 09, 2010

Niscemi sotto la spada di Damocle del MUOS

di Antonio Mazzeo

Tenta di superare il lungo empasse il movimento di cittadini e associazioni che si battono contro l'installazione a Niscemi (Caltanissetta) del terminale terrestre del sistema di telecomunicazioni satellitari MUOS delle forze armate USA. Sabato 12 giugno, alle ore 18, il Comitato NO MUOS di Niscemi, in collaborazione con la Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella, ha indetto il convegno regionale dal titolo "Il MUOS e le onde elettromagnetiche: convivenza pacifica o conflitto" a cui sono state invitate le forze politiche, sociali e le istituzioni impegnate contro quello che è stato definito a ragione "l'EcoMuostro di Niscemi". All'evento che vede il patrocinio del Comune di Niscemi, interverranno, tra gli altri, l'avvocato Giovanni Di Martino (sindaco di Niscemi), il dottor Massimo Corraddu (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ed esperto sugli effetti nocivi delle onde elettromagnetiche), il professore Rosario Mascara (Comitato delle Associazioni Ambientaliste).

Il terminale di Niscemi sarà una delle quattro infrastrutture militari che assicureranno il funzionamento dell'ultima generazione della rete satellitare che collegherà tra loro i Centri di comando e controllo delle forze armate USA, i centri logistici e gli oltre 18.000 terminali militari radio esistenti, i gruppi operativi in combattimento, i missili Cruise e i velivoli senza pilota Global Hawk, buona parte dei quali destinati alla vicina base di Sigonella. Il sistema MUOS consentirà di propagare universalmente gli ordini di guerra, convenzionale e/o chimica, batteriologica e nucleare. Uno strumento di altissimo valore strategico, dunque, che si caratterizza per il suo violentissimo impatto ambientale. Sotto accusa ci sono infatti le pericolosissime onde elettromagnetiche che saranno emesse dalle tre grandi antenne circolari e dalle due torri radio del sistema satellitare che sorgerà all'interno della Riserva naturale "Sughereta di Niscemi", Sito di Importanza Comunitaria (SIC). Un progetto dissennato fortemente osteggiato dai cittadini e dagli amministratori di tre province (Caltanissetta, Ragusa e Catania) e di decine di comuni del sud-est della Sicilia.

I tecnici chiamati dal Comune di Niscemi ad analizzare lo studio per la valutazione d'incidenza ambientale presentata nel 2008 dalla Marina militare statunitense in vista dell'installazione del MUOS hanno evidenziato un impressionante numero di lacune ed omissioni del progetto, rilevando la scarsissima attenzione prestata dai militari statunitensi allo straordinario patrimonio ospitato in una delle più importanti riserve ecologiche siciliane. Per tutto questo, qualche mese fa l'amministrazione comunale ha disposto l'annullamento in autotutela dell'autorizzazione ambientale rilasciata nel settembre 2008 per la costruzione del potente impianto a microonde e, congiuntamente ad altri enti locali, ha richiesto alla Regione Siciliana di porre il veto al MUOS in tutte le sedi istituzionali, nazionali ed internazionali. La risposta del presidente Raffaele Lombardo non si è fatta attendere. Dopo aver inviato a destra e manca comunicati di fuoco contro il programma satellitare, Lombardo si è fatto convincere dal ministro La Russa e dai generali del Pentagono sull'assoluta innocuità degli impianti MUOS. Successivamente ha avviato il pressing su sindaci e presidenti provinciali invocandone la conversione e il sostegno al megaprogetto militare a cui il Pentagono ha destinato 43 milioni di dollari (13 per la predisposizione dell'area riservata alla stazione terrestre e 30 per gli shelter e le attrezzature tecnologiche del sistema satellitare). Il governatore della Sicilia ha pure offerto contropartite e compensazioni per rendere più "digeribili" le microonde del MUOS: la possibile rimozione a medio termine delle 41 antenne già esistenti nella base dell'US Navy di Niscemi, utilizzate per le telecomunicazioni con i sottomarini nucleari; interventi finanziari per «valorizzare il richiamo del patrimonio naturalistico locale»; l'attivazione all'interno dell'ospedale Basarocco di Niscemi di un "centro di monitoraggio permanente" sui rischi alla salute delle emissioni elettromagnetiche. Sino ad oggi la monetizzazione del rischio ambientale e militare è stata fermamente respinta dalle amministrazioni e dai cittadini. Ma le lobby pro-MUOS non demordono e promettono dure offensive contro i recalcitranti oppositori.

Un grande aiuto all'implementazione del programma militare potrebbe arrivare dal Decreto di riperimetrazione della Riserva "Sughereta", approvato il 30 dicembre 2009 dall'Assessorato regionale Territorio ed Ambiente, che ha ridotto sia la superficie della riserva, che l'estensione delle aree classificate "zona A", quelle cioè dove è vietato realizzare nuove costruzioni ed esercitare qualsiasi attività comportante trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e la realizzazione di elettrodotti, acquedotti, linee telefoniche ed impianti tecnologici a rete, ecc.. Con la nuova classificazione il territorio protetto è stato profondamente e pericolosamente frammentato.

Contro il decreto che vede la firma del Dirigente generale del Dipartimento Regionale Territorio ed Ambiente, Rossana Interlandi (avvocata di origini niscemesi), è stato presentato ricorso al TAR dal Comune di Niscemi, che si è visto stravolgere la regolamentazione di 32 particelle di terreno, tutte censite come bosco comunale. Nello specifico, 24 particelle, precedentemente ricadenti nella "zona A", adesso si trovano completamente fuori dal perimetro della riserva, mentre altre 8 particelle, per una superficie complessiva di 28 ettari, sono state declassate dalla "zona A" alla "zona B" di pre-riserva. Va tuttavia rilevato che la riperimetrazione dell'area protetta era stata richiesta dallo stesso Comune, fattosi portatore delle istanze di alcuni proprietari di terreni all'interno della riserva, i quali lamentavano «un'eccessiva penalizzazione dei vincoli che impediscono l'incremento delle colture». Una scelta fortemente censurata da molti "No MUOS", sia perché sul tema non risultano essere stati mai informati e/o consultati tecnici ed esperti in gestione ambientale né le organizzazioni ambientaliste locali e regionali; sia per l'inopportunità dei tempi prescelti per promuovere l'iter per ridisegnare il perimetro della riserva, data la spada di Damocle rappresentata dai paventati lavori di realizzazione delle infrastrutture MUOS.

Al convegno regionale del 12 giugno, la Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella presenterà le conclusioni di uno studio sulle possibili connessioni tra il programma MUOS e le cosiddette "guerre climatiche ed ambientali". «Crediamo che sino ad oggi non sia stata data la giusta attenzione alle analogie esistenti tra il M.U.O.S. e il cosiddetto "HAARP - High Frequency Active Auroral Research Program", il supersegreto Programma di Ricerca Attiva Aurorale con Alta Frequenza che dal 1994 l'US Air Force e la U.S. Navy portano avanti dalla base di Gakona (Alaska), 200 km a nord-est del Golfo del Principe Guglielmo», affermano i rappresentanti della Campagna. «In questa grande infrastruttura sono state installate centinaia di antenne che trasmettono in "banda bassa" (da 2,8 a 7 MegaHerz) e "banda alta" (da 7 fino 10 MegaHerz), cioè lo stesso range delle frequenze del M.U.O.S. Stando al Pentagono, lo scopo di questa installazione sarebbe quello di studiare la ionosfera per migliorare le telecomunicazioni, ma sono numerosi gli scienziati che denunciano che con il programma H.A.A.R.P., gli Stati Uniti, al di fuori di ogni controllo internazionale, stanno creando nuove armi geofisiche integrali che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza».

Oltre ad interferire sulle comunicazioni radio, televisive e radar, le antenne H.A.A.R.P. possono influenzare i circuiti elettrodinamici delle aurore, consistenti in una corrente naturale di elettricità che varia da 100 mila ad 1 milione di megawatt. In questo modo è possibile utilizzare il vento solare per danneggiare i satelliti e le apparecchiature installate sui sistemi missilistici nemici. Secondo il fisico indipendente Corrado Penna, da anni impegnato nel denunciare il controverso fenomeno delle scie chimiche, «è forte il sospetto che il sistema di antenne del MUOS possa servire anche per fini non dichiarati di modificazione ambientale in sinergia con il sistema HAARP dislocato in Alaska. La modificazione ambientale realizzata attraverso l'uso di forti campi elettromagnetici e scie chimiche è responsabile di alcuni disastri recenti. Sappiamo con certezza che queste tecnologie possono servire a causare terremoti o altri disastri naturali (siccità, uragani, inondazioni, ecc.), sia indirizzando le emissioni sul nucleo della terra (influendo così sul magnetismo terrestre), sia indirizzandole sulla ionosfera».


Fonte: nuovasocieta.it



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Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato, marzo 13, 2010

Il giorno in cui Edward Teller illustrò l’operazione “scie chimiche”

Un articolo del 1997 getta una luce inquietante sull'operazione "scie chimiche". L'autore del pezzo, Franco Foresta Martin, a margine del seminario sulle emergenze planetarie tenutosi ad Erice in quell'anno, presenta e critica le "risoluzioni" contro il cosiddetto "effetto serra" proposte dallo spaventoso e scellerato Edward Teller, uno tra i funesti padri della bomba atomica. In verità, mentre il giornalista passa in rassegna i vari sistemi per riflettere nello spazio una frazione della radiazione solare, illustra le principali strategie che i militari attuano con chirurgica costanza almeno dalla metà degli anni 90 del XX secolo. Non viene dunque evidenziato un progetto, ma una criminale attività che l'insano Edward Teller espone di fronte ad un pubblico allibito e contrariato. E' significativo che Foresta Martin deplori i piani di geo-ingegneria spiegati nel corso del simposio, laddove oggi i redattori che scrivono articoli sul medesimo tema inclinano, pur tra qualche simuluta perplessità, ad evocare i presunti vantaggi delle modificazioni climatiche su scala globale, di fronte al nemico giurato, il riscaldamento provocato dal biossido di carbonio. Si legga quindi la cronaca del convegno come l'agghiacciante spaccato delle azioni di avvelenamento che vengono quotidianamente perpetrate nei cieli di quasi tutto il mondo. Sono persino elencati gli ingredienti (ossidi di zolfo, alluminio, metalli elettroconduttivi...) della pietanza tossica che ci viene ogni giorno ammannita.

Uno sconcertante progetto del celebre scienziato Edward Teller per affrontare i problemi dell' effetto serra: sparare in cielo uno scudo antiradiazione

Uno sconcertante progetto del celebre scienziato Edward Teller per affrontare i problemi dell'effetto serra Sparare in cielo uno scudo antiradiazione ERICE

L'ingegneria planetaria, cioè la possibilità, da parte dell'uomo, di modificare a proprio vantaggio i grandi sistemi geologici e geofisici della Terra, è una delle chimere della fantascienza. Al Seminario sulle "Emergenze Planetarie", che si è svolto presso il Centro Ettore Majorana di Erice, questa chimera è diventata un progetto scientifico (sic): "I cambiamenti climatici, provocati dall'uomo o da cause naturali, possono essere scongiurati da meccanismi artificiali di regolazione della radiazione solare". Quali? C'è l'imbarazzo della scelta: prodotti chimici, metalli e cristalli (cristalli di quarzo? n.d.r.), da immettere in stratosfera o in orbita terrestre, sotto forma di minute particelle.

A sottoscrivere queste singolari affermazioni è Edward Teller, uno scienziato di indiscussa genialità (sic), anche se si eè spesso attirato severe critiche per la sua adesione a programmi di ricerca scientifica e tecnologica finalizzati alla produzione di nuove armi. Membro del Manhattan Project che portò alla realizzazione della prima bomba atomica durante la Seconda guerra mondiale, padre della bomba H sperimentata negli anni '50, piu' recentemente fra i maggiori supporters dello scudo stellare, Teller sarebbe dovuto intervenire personalmente al seminario di Erice, come fa puntualmente da diversi anni, per presentare il suo grandioso progetto (sic) di ingegneria planetaria dal titolo esplicito: "Effetto serra e glaciazioni. Prospettive per un meccanismo di regolazione dei cambiamenti globali su basi fisiche".

Gli acciacchi della sua tarda eta' (compirà 90 anni nel gennaio prossimo) glielo hanno impedito: al suo posto ha parlato il suo allievo Lowell Wood, che è il secondo firmatario del progetto. Secondo Teller e Wood i tempi sono maturi per sperimentare una serie di "scatterers", ossia di dispositivi per la diffusione della radiazione solare, che possono essere impiegati per modulare, a piacimento, le temperature medie globali. "Da più parti viene suggerito che, per prevenire il surriscaldamento globale, dovuto alle emissioni di gas serra nell'atmosfera da parte dell'uomo, si debba ricorrere a riduzioni dei consumi energetici concordate su basi internazionali. Tali limitazioni comportano un impatto economico stimato in 100 miliardi di dollari all'anno. Ebbene noi, a costi inferiori alla centesima parte di questa cifra, suggeriamo l'impiego di scatterers che rimandino indietro nello spazio circa l'uno per cento della radiazione solare che oggi arriva sulla Terra: tanto quanto basterebbe per scongiurare il surriscaldamento globale.

D'altra parte quando, come ci si aspetta, arriverà una delle cicliche ere glaciali, un analogo tipo di scatterers potrebbe essere impiegato per impedire l'uscita di quel tre per cento della radiazione termica terrestre necessario per mantenere le nostre temperature medie ottimali ed evitare che il nostro pianeta precipiti nel gelo delle glaciazioni".

Gli scatterers di cui Teller e Wood propongono la rapida sperimentazione sono di diversi tipi e dovrebbero essere collocati in diversi luoghi dentro o fuori il pianeta, al fine di verificarne la funzionalità e l'impatto ambientale. Eccoli in ordine crescente di efficienza nella diffusione della radiazione solare.

1) Spray di ossidi di zolfo (SO2 o SO3) da disperdere in stratosfera, emulando un'emissione simile a quella prodotta dal vulcano filippino Pinatubo;

2) particelle di alluminio allo stato cristallino (Al2O3) da immettere in stratosfera attraverso i getti di missili;

3) minuscole pagliette di metalli a elevata conducibilità da distribuire o in stratosfera oppure in orbita terrestre;

4) palloncini volanti ricoperti di un sottile film metallico, del tutto simili a quelli usati per gioco dai bambini, da liberare dal suolo fino alla stratosfera;

5) particelle submicroscopiche di perfluoroidrocarburi con capacità di diffondere la radiazione solare per risonanza, da collocare in stratosfera.

Assicurano Teller e Wood, che nel caso della collocazione stratosferica, sarebbe possibile variare la quantità degli scatterers anche in funzione della latitudine, in modo da creare una serie di bande parallele all'equatore per arrivare così ad una "regolazione fine" della radiazione solare, a seconda delle esigenze. Quanto alla massa totale del materiale necessario per ottenere gli effetti desiderati, essa varia dai milioni di tonnellate (caso degli scatterers meno efficienti) alle migliaia di tonnellate (scatterers più efficienti). Ciò che ha più colpito la platea di Erice non è tanto l'eccesso di innovazione e di stravaganza del progetto (gli scienziati statunitensi ci hanno abituato a fascinose fughe in avanti), quanto la totale mancanza di sensibilità ambientale che lo contraddistingue. Risolvere l'effetto serra nei termini proposti da Teller significa rimuovere del tutto la questione degli sprechi e dell'inefficienza energetica, a danno totale del pianeta che si afferma di voler salvare.*

Foresta Martin Franco


Ringraziamo "Nienteecomesembra" per la preziosa segnalazione.

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Range finder: come si sono svolti i fatti

domenica, febbraio 07, 2010

The H.A.A.R.P. - Woodpecker sound

Nel corposo ed articolato saggio intitolato Weather wars and un-natural disasters, Stephen Quayle scrive: "Gli Stati Uniti non sono i soli a compiere esperimenti di manipolazione della ionosfera con H.A.A.R.P. L'Unione sovietica cominciò esperimenti con un sistema simile e pare siano continuati e continuino anche dopo la disgregazione della compagine sovietica. In Occidente, il sistema è conosciuto come Woodpecker (Picchio), a causa del rumore martellante che produce sui ricevitori radio. Il sistema impiega trasmissioni di E.L.F. (onde estremamente basse) attorno ai 10 hertz: gli impianti si trovano ad Angarsk e Khabarorovsk in Siberia, a Gomel, Isola di Sakhalin, a Nikolayev in Ucraina ed a Riga in Lettonia. Pare che esista un'altra installazione a sud di L'Avana.

Numerose sono le speculazioni sulla possibilità che questi impianti usino i trasmettitori ideati da Tesla. Molte di queste ipotesi sono basate su un articolo apparso nel 1992, sulla rivista sovietica "Pensiero militare" in cui si legge questa millanteria: 'L'attuale consenso acquisito dai militari include un'immagine di un futuro bellico imperniato sullo sviluppo e l'impiego di arsenali avanzati, su armi ad energia diretta, basi nello spazio in grado di intercettare e neutralizzare missili balistici ed armi nucleari di terza generazione
'".

Secondo Quayle, sotto l'espressione "armi ad energia diretta", si nasconde il Woodpecker. L'autore così prosegue: "Come quest'arma potrebbe essere usata - o è stata già impiegata - è oggetto di congetture. Alcune autorità ritengono che sia stata creata per modificare i fenomeni meteorologici negli Stati Uniti e per colpire, in tal modo, la nostra economia, mentre H.A.A.R.P. sarebbe la contromisura atta a contrastare il Woodpecker. Tuttavia gli Stati Uniti e la Russia hanno cooperato nelle manipolazioni del tempo. Le corporazioni agiscono più liberamente in Russia di quanto non avvenga negli Stati Uniti.

Comunque, anche se forse il Woodpecker fu creato con lo scopo di influire sulle condizioni meteo statunitensi, oggi sia il sistema russo sia H.A.A.R.P. sono fondamentalmente sotto il controllo della medesima élite. E' ragionevole pensare che Woodpecker è adoperato per incrementare ed integrare le capacità tecnologiche di H.A.A.R.P. e non contro di esso
".

Si può soltanto concordare con Quayle: sappiamo che, sebbene talora dilaniato da lotte intestine, il governo occulto mondiale è unanime negli scopi di asservimento dell'umanità. Occorre precisare che impianti di tipo H.A.A.R.P. stanno proliferando in tutto il mondo: recentemente alcuni attivisti sono riusciti a registrare un segnale dal ritmo inconfondibile e che ricorda un picchiettìo (da cui la denominazione di Woodpecker per i sistemi prima sovietici e poi russi). Il segnale a bassa frequenza è stato ricevuto tramite una particolare configurazione che coinvolge le seguenti apparecchiature elettroniche: un trasmettitore ed un ricevitore audio-video wireless, un decoder satellitare ed un televisore munito di presa SCART. Il trasmettitore audio-video wireless viene collegato all'uscita SCART del decoder satellitare, il ricevitore wireless viene, invece, connesso all'ingresso SCART del televisore. E' stato osservato da vari ricercatori un calo nell'efficienza delle trasmissioni wireless, proprio durante le giornate in cui la copertura chimica è totale o quasi. E' interessante notare come questo picchiettìo raggiunge la sua massima intensità di disturbo sulla configurazione elettronica, divenendo rilevabile dalla strumentazione su descritta, una mezz'ora circa, dopo il completamento della copertura artificiale creata dagli aerei chimici. Si ha la conferma, anche se in modo empirico, che le scie fungono da "specchio" per riflettere le onde a bassa frequenza verso il terreno e verso la popolazione con gravi conseguenze sulla salute e gli equilibri biologici e psicologici, poiché queste emissioni elettromagnetiche, ad esempio, interferiscono sul sonno R.E.M.




Fonti:

Bojs, Il segnale del picchio verde, 2007
S. Quayle, Weather wars and un-natural disasters, 2007, pp. 224-225
J. Meaning, N. Begich, Angels don't play this H.A.A.R.P., 1996, passim


Si ringraziano il gentilissimo Dottor Gianni Ginatta per il materiale fornito e Viza per l'input ed il video test.



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Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato, dicembre 12, 2009

"Mistero" - Puntata 5 su H.A.A.R.P. e scie chimiche: il video

Il giorno 11 dicembre 2009 il canale Italia Uno ha mandato in onda la quinta puntata di "Mistero", il programma condotto da Enrico Ruggeri. Nel corso della trasmissione, è stato proposto un servizio che ha tratteggiato il controverso e spinoso tema di H.A.A.R.P. in correlazione alle scie chimiche. Sebbene non siano stati considerati i vari addentellati della questione, sono stati evidenziati gli aspetti salienti in modo chiaro e corretto, intervistando scienziati e ricercatori come Jerry Smith. E' stato privilegiato l'argomento delle manipolazioni climatiche, accennando, però, anche alle implicazioni strategiche, economiche ed al controllo mentale.


Qui il link per il download del file in versione mpeg4 (64 megabites).



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La spirale nel cielo norvegese: una connessione con H.A.A.R.P.?

Il giorno 9 dicembre scorso, in Norvegia, si è assistito ad uno spettacolo sbalorditivo: in cielo si è formata una spirale luminosa. Stando alle ricostruzioni del singolare evento, è apparso prima un globo contornato da anelli di luce. In breve tempo questi anelli hanno assunto la forma di una voluta, colorandosi di bianco verso l'esterno e di blu verso il nucleo.

Dalle testimonianze raccolte dai giornalisti del luogo, risulta che la spirale ha percorso un tratto in cielo, generando dietro di sé una scia luminosa di colore bluastro. Tutto ciò è durato meno di un minuto fino alla scomparsa della formazione che, però, ha lasciato in cielo un vuoto senza luce.

Sono numerose le ipotesi che sono state formulate per tentare di spiegare l'evento. Elenchiamole per discuterle brevemente.

- Test missilistico russo
- U.F.O.
- Messaggio del cielo all'umanità
- Apertura e chiusura di un varco dimensionale

- Test missilistico russo: sebbene i Russi abbiano smentito di aver compiuto un esperimento, per molti studiosi questa è la congettura più accreditata, anche perché i militari di qualsiasi nazione compiono sperimentazioni segrete, negando ed occultando le loro attività.[1]

- U.F.O.: è supposizione generica, poiché l'acronimo U.F.O. si riferisce letteralmente ad un oggetto volante non identificato la cui natura terrestre o extraterrestre, naturale o artificiale, resta sub iudice.

- Messaggio dal cielo all'umanità: pare poco credibile.

- Apertura e chiusura di un varco dimensionale: è ipotesi che non si potrebbe scartare, ricordando la natura multidimensionale dell'universo e la coincidenza cronologica del fenomeno con gli esperimenti condotti al C.E.R.N. di Ginevra dove gli "scienziati”, impiegando energie spaventose, tentano di creare dei mini buchi neri che, secondo alcune teorie, sarebbero dei portali dimensionali. Lo stargate potrebbe essersi anche disserrato naturalmente, a causa di fenomeni cosmici di origine ignota.

A queste supposizioni che ci paiono, tutto sommato, speculative e lambiccate, si potrebbe aggiungere un'interpretazione più verosimile. E' una spiegazione cui, non a caso, i media non accennano, ossia un esperimento con H.A.A.R.P., la creazione di un ologramma nell'ambito del Progetto Bluebeam. Si potrebbe trattare dunque di una "prova di trasmissione" in vista dello “spettacolo cinematografico” in mondo visione, a base di scenari fittizi, ma realistici collegati agli scopi del governo occulto mondiale. Non dimentichiamo che la Scandinavia è pur sempre sede di impianti H.A.A.R.P. Nella zona di Tromso, in Norvegia, è ubicato l’E.I.S.C.A.T. (European Incohrent Scatter Radar Site), una struttura equivalente a H.A.A.R.P. sita in Alaska. Tromso è proprio il luogo della straordinaria manifestazione celeste.

E' solo una coincidenza?


[1] Dopo l'iniziale smentita, fonti giornalistiche hanno riportato che il vortice è stato creato da un fallito test del missile russo Bulava. Questa, però, sembra una versione di copertura.



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Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì, ottobre 14, 2009

Perturbazione attiva dell’ambiente spaziale vicino alla terra

Pubblichiamo un documento ufficiale, tratto dal “Center for Space Science and Engineering Research”, da cui si evince che, quanto abbiamo ipotizzato negli anni scorsi sulle funzioni di H.A.A.R.P.. corrisponde al vero. Ci siamo avvalsi di numerosi studi e dei dati raccolti specialmente dal Professor Alessio Di Benedetto in modo da delineare un quadro consequenziale.

Anche corretta era la correlazione che abbiamo instaurato tra irradiazione di campi elettromagnetici, di differente frequenza e lunghezza, e la dispersione di particolato (chemtrails) nei vari strati dell’atmosfera. Il particolato metallico, che è elettroconduttivo, ben si presta a potenziare l’irradiazione di onde elettromagnetiche ed a favorire reazioni chimiche. L’importanza del testo che proponiamo non risiede soltanto nella conferma delle varie ipotesi, ma soprattutto nel collegamento con il paventato blackout delle comunicazioni e dei sistemi elettrici ed elettronici che la N.A.S.A. ed altre agenzie ufficiali attribuiscono, in modo strumentale, ad un’anomala attività solare, il cui picco è previsto per il 2012. Pare che il collasso delle telecomunicazioni sia un progetto preparato dai militari per creare il caos utile all’istituzione del Nuovo ordine mondiale.

Un altro aspetto merita di essere sottolineato: la ionosfera, che riverbera i segnali radio verso la terra, ormai deteriorata dagli esperimenti militari, rischia di non fare più alla bisogna, come è spiegato da Angelo Ciccarella, nell’articolo "Arma letale climatica": “Craig Rodger, del Dipartimento di Fisica dell'università di Otago, in Nuova Zelanda, ci fornisce delle informazioni a proposito. Siccome la Cina progetta, in caso di guerra, di far esplodere bombe atomiche in orbita allo scopo di disturbare i satelliti-spia di comunicazione e posizionamento (G.P.S.) che, fra l'altro, teleguidano i missili e le bombe "finte" intelligenti americane, gli U.S.A. hanno approntato la contromisura: che sarebbe appunto H.A.A.R.P. ‘Un'esplosione nucleare ad alta quota’, spiega Rodger, ‘genererebbe particelle cariche che resterebbero intrappolate nell'alta atmosfera a lungo. Questo ambiente altamente ionizzato accecherebbe i satelliti-spia ed i vettori spaziali orbitanti a bassa quota’. Per contrastare tale minaccia gli U.S.A., con H.A.A.R.P., hanno avviato un programma che si chiama Radiation Belt Remediation, ossia, più o meno, Riparazione della cintura di radiazione. Secondo il fisico neozelandese, la riparazione consisterebbe nello sparare onde radio a bassissima frequenza, che avrebbero il potere di soffiar via le particelle radioattive provocate dall'esplosione nucleare. Ma questo soffio di onde avrebbe anche un altro effetto: quello di trasformare la ionosfera, da specchio che riflette le normali onde dei programmi radiofonici e di telecomunicazione rendendone possibile l'ascolto in tutto il pianeta, in una spugna che assorbe le onde radio. Niente più comunicazioni: aerei e navi resterebbero senza guida da terra, i G.P.S. non funzionerebbero più e così via. La trasformazione della ionosfera avrebbe anche effetti possibili sul clima. I fisici di Otago li stanno studiando insieme all'Istituto meteorologico finlandese e all'Osservatorio Antartico britannico: hanno promesso una prossima pubblicazione sulla rivista scientifica Annales Geophysicae".

Perturbazione attiva dell’ambiente spaziale vicino alla terra

Prof. Wayne A. Scales, PhD - Bradley Department of Electrical and Computer Engineering


Perché è un importante campo di ricerca?

- Permette uno studio della fisica di base dell’ambiente vicino alla Terra
- Consente il controllo di alcuni processi fisici nell’ambiente spaziale
- Permette una neutralizzazione delle comunicazioni del nemico e dei sistemi di navigazione militari
- Favorisce delle nuove tecniche di comunicazione militare


Come viene alterato lo spazio?

- Per mezzo dell’emissione di raggi carichi di particelle (ioni pesanti o raggi di elettroni)
- Rilascio di sostanze chimiche in grado di fotoionizzare (bario)
- Diffusione di sostanze chimiche che sottraggono gli elettroni (nickel carbonyl, sulfur hexafluride, trifluoromethyl bromide)
- Rilascio di particelle di aerosol (Residui del carburante dello Shuttle)
- Irradiazione di onde radio di alta potenza dallo spazio sulla terra (H.A.A.R.P., Arecibo, E.I.S.C.A.T., Tromso)


Quali tipi di perturbazione vengono prodotti?

- Densità degli elettroni
- Temperatura degli elettroni
- Conducibilità del plasma
- Correnti ionosferiche naturali (nuove tecniche di comunicazione - Vedi laser n.d.t.)
- Onde di plasma e turbolenze (possono danneggiare le comunicazioni e disturbare i segnali radio)

Attuali progetti

- Perturbazione artificiale delle nubi naturali nell’ambiente spaziale (finanziato dall’N.S.F.)
- Creazione di nubi artificiali nello spazio (finanziato dall’N.R.L.)
- Creazione di nuvole artificiali di plasma nello spazio per eliminare le particelle radioattive in seguito ad un’esplosione nucleare in alta atmosfera (finanziato dell’O.N.R. e dall’N.R.L.)


Nubi nottilucenti

- Ai confini dell’atmosfera (ottantacinque chilometri!)
- Composte di particolato caricato elettricamente
- Sistema tracciante per interferenze nell’alta atmosfera
- Associato con echi radar inusuali
- Riferito ai cambiamenti climatici globali

Illustrazione sotto: perturbazione di una turbolenza di una nuvola di particolato

La turbolenza è modificata per mezzo di onde radio in grado di generare calore. Ciò fornisce informazioni sulla nuvola di particolato in modo da implementare le misurazioni spaziali.

Nota: N.S.F. è la National Science Foundation; N.R.L. è il Naval Research Laboratory; O.N.R. è l'Office of Naval Research.

Ringraziamo l'amico XXX per la segnalazione del documento.



Attacco all'informazione CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato, settembre 12, 2009

Onde su onde

Come è noto, il cervello emette delle onde elettromagnetiche di differente frequenza. La "realtà" viene percepita ed interpretata in base a queste onde che variano, a seconda delle condizioni in cui si trova la persona.

Le onde delta oscillano circa tra 0, 5 e 3 Hz: corrispondono al sonno profondo ed al coma.

Le onde theta, che vanno da 3 a 7 hz, sono correlate alla trance, agli stati ipnotici ed all'attività onirica.

Le onde alfa (7-12 Hz) si sprigionano nel dormiveglia, negli stadi ipnagogici o in una condizione meditativa leggera.

Le onde beta (13-33 Hz) subentrano nello stato di veglia e sono correlate all'attenzione, alla concentrazione, quando la mente è impegnata nella risoluzione di problemi e nelle attività cognitive.

Infine il cervello irradia le onde gamma (34-60 Hz): esse sono preposte a connettere spazio e tempo. Attraverso la memoria e la coscienza, elaborano un'immagine complessiva del mondo.

E' evidente che le irradiazioni elettromagnetiche artificiali generate da vari apparati, a bassa ed a bassissima frequenza, possono disturbare le onde cerebrali, interferendo con i bioritmi. Non si può escludere che la stessa percezione sia alterata, in una sorta di jamming psico-percettivo. Si verifica dunque un'interferenza, ossia una sovrapposizione di segnali che, come nelle radiotrasmissioni, produce un disturbo ed una degradazione del segnale.

Insonnia, problemi del sonno R.E.M., modificazione dei cicli circadiani, ansia, depressione, irritabilità... possono essere le conseguenze di queste "trasmissioni indesiderate". Se è possibile influire sulla risonanza del D.N.A. con frequenze modulate per curare malattie, si può presumere che alcune frequenze possano danneggiare la macromolecola. I campi magnetici artificiali inibiscono pure le capacità intuitive ed impediscono di conseguire stati di coscienza benefici per il corpo e la mente.

Ci è pervenuta recentemente la testimonianza di un attivista a proposito di un segnale da lui rilevato in concomitanza con le attività clandestine di aerosol: è un impulso costante e ripetuto su due modulazioni, approssimativamente da 2,4 a 5 GHz. La regolarità dell'impulso induce a concludere che la sorgente non sia naturale. Si tratta nella fattispecie di microonde, la cui lunghezza occupa la banda tra 1 mm e 30 cm circa. La loro frequenza varia a un dipresso tra 1 GHz e 300 GHz.

Molte antenne, installate ufficialmente per le esigenze della telefonia mobile, ma anche altri dispositivi sicuramente nascosti, possono creare discrasie e provocare patologie negli organismi viventi, in sinergia con la diffusione di elementi e composti chimici elettroconduttivi. Sono stati osservati anche aerei a bassa o bassissima quota che, apparentemente, non rilasciano scie, ma che, con ogni probabilità, incrociano per irradiare campi elettromagnetici poi ripetuti ed amplificati dalle antenne a terra. Questo sistema è descritto nel documento Airforce 2025 ed è esaminato da Marc Filterman, nel saggio Les armes de l’ombre.

Se ci munisce di appositi dispositivi elettronici, si possono registrare i campi elettrodinamici per verificarne la potenza, spesso al di sopra dei già discutibili limiti di legge.


Fonti:

A. Di Benedetto, All’origine fu la vibrazione. Nuove ed antiche conoscenze tra Fisica, Esoterismo e Musica, Due Carrare (PD), 2008
Enciclopedia delle scienze, Milano, 2005, s.v. onde elettromagnetiche, interferenza



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