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giovedì, dicembre 08, 2011

Il NO del Politecnico di Torino al MUOStro di Niscemi (di Antonio Mazzeo)

La stazione di telecomunicazioni MUOS (Mobile User Objective System) comporta gravi rischi per la popolazione e per l’ambiente tali da impedirne la realizzazione in aree densamente popolate, come quella adiacente la cittadina di Niscemi (Caltanissetta). Ad affermarlo sono Massimo Zucchetti, professore ordinario di Impianti Nucleari del Politecnico di Torino e research affiliate del Massachusetts Institute of Technology (USA) e Massimo Coraddu, consulente esterno del dipartimento di Energetica del Politecnico ed ex ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).

I due studiosi hanno analizzato i possibili rischi per la salute della popolazione dovuti all’irraggiamento diretto del nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari della Marina militare USA, e i danni che le emissioni possono provocare all’ambiente circostante. I risultati, estremamente inquietanti, sono contenuti in un report consegnato qualche giorno fa all’amministrazione comunale di Niscemi. Il sindaco, Giovanni Di Martino, lo ha immediatamente inviato al presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, chiedendogli di sospendere l’autorizzazione concessa per installare il terminale MUOS all’interno della zona naturalistica protetta “Sughereta di Niscemi”, inserita nella rete Natura 2000 come sito di interesse comunitario (SIC ITA05007). La Regione aveva autorizzato i lavori l’1 giugno scorso, basandosi su una sommaria certificazione della sostenibilità ambientale del MUOS da parte della facoltà d’Ingegneria dell’Università di Palermo. Ma per il Politecnico di Torino, i rischi delle antenne satellitari “sono stati sottovalutati, o del tutto ignorati” dai docenti siciliani (gli ingegneri Luigi Zanforlin e Patrizia Livreri) e dagli “esperti” nominati dalle forze armate statunitensi.

Secondo i dati tecnici forniti dalle autorità militari, il sistema di telecomunicazione MUOS consiste in tre grandi antenne paraboliche (due continuativamente funzionanti e una di riserva) per le trasmissioni in banda Ka verso i satelliti geostazionari, più due trasmettitori elicoidali in banda UHF, per il posizionamento geografico. Le antenne paraboliche di 18,4 metri di diametro hanno frequenze di trasmissione di 30-31 GHz e 20-21 GHz di ricezione; la potenza è di 1600 W, mentre l’altezza del centro radiante rispetto al suolo è di 11,2 metri. Le frequenze di trasmissione e ricezione delle antenne elicoidali (4 metri di lunghezza e 33 cm di diametro) vanno da i 240 ai 315 MHz, la potenza è di 105 W, mentre l’altezza del centro radiante è di 3,7 metri. “Si tratta di informazioni assai carenti”, affermano gli studiosi del Politecnico. “In nessuna delle relazioni note sono indicati per le due tipologie di antenne il tipo di trasmissione (se a onda continua o impulsata e l’eventuale forma dell’impulso). Nel caso delle grandi antenne paraboliche non è poi indicato il diagramma polare completo, con esatta localizzazione dei lobi”.

“Incompleti e affetti da innumerevoli incongruenze” sono pure i dati relativi alle emissioni del sistema MUOS e quelli riferiti ai rischi associati all’eventuale realizzazione della stazione di trasmissione. Nel loro studio, i professori Zucchetti e Coraddu segnalano che nel caso dei trasmettitori con antenna parabolica, “la maggior parte dell’energia radiante emessa è concentrata in uno stretto fascio principale, con un’apertura angolare di qualche decimo di grado, che in condizioni normali di funzionamento è puntato verso il cielo con una inclinazione minima rispetto all’orizzonte di soli 17°”. Date le caratteristiche di questi sistemi, il “limite di attenzione” per le esposizioni prolungate deve essere calcolato in un raggio di 1,13 Km dai trasmettitori, mentre il “limite del valore per la compatibilità elettromagnetica” raggiunge i 6,9 Km. L’abitato di Niscemi si trova però a distanze comprese tra 1 e 6 Km rispetto le parabole del MUOS e dunque interamente nella zona di campo vicino delle antenne. “La realizzazione del MUOS potrebbe portare dunque a un incremento medio dell’intensità del campo in prossimità delle abitazioni più vicine pari a qualche V/m rispetto al livello esistente, con la possibilità del verificarsi di punti caldi, con un incremento del campo nettamente superiore”, scrivono i due ricercatori.

In conseguenza sono assai gravi i rischi per la salute umana generati dalle microonde delle antenne. “Si tratta di effetti acuti, legati a esposizioni brevi, a campi di elevata intensità; e di effetti dovuti a esposizioni prolungate a campi di intensità inferiore”, spiegano Zucchetti e Coraddu. “I primi sono essenzialmente legati all’esposizione diretta al fascio principale emesso dalle parabole MUOS, che può avvenire in seguito a un malfunzionamento o a un errore di puntamento. Ciò può provocare danni gravi e permanenti alle persone accidentalmente esposte a distanze inferiori ai 20 Km., e ciò significa che l’eventualità di una esposizione diretta al fascio riguarda l’intera popolazione di Niscemi e va considerata come il peggiore incidente possibile”. I danni più frequentemente riportati sono dovuti all’ipertermia con conseguente necrosi dei tessuti e l’organo più esposto è l’occhio (cataratta indotta da esposizione a radiofrequenze o a microonde). “Le persone irraggiate accidentalmente potrebbero subire danni gravi e irreversibili anche per brevi esposizioni”, aggiungono gli studiosi.

Per il Politecnico di Torino, la realizzazione del sistema MUOS “incrementerà necessariamente le emissioni esistenti” a Niscemi. “Nel valutare gli effetti dovuti a esposizioni prolungate occorre tener conto che l’abitato già ora è investito dalle emissioni prodotte dalla stazione Naval Radio Transmitter Facility (NRTF), in una misura superiore ai limiti di sicurezza previsti dalla legislazione italiana”. Il sito prescelto per il terminale terrestre del nuovo sistema satellitare si trova infatti all’interno di uno dei maggiori centri di telecomunicazioni della US Navy nel Mediterraneo, attivo da più di vent’anni e caratterizzato da intenso elettromagnetismo. Nella stazione sorgono 41 antenne radiatori verticali, 27 delle quali attualmente in funzione, operanti nella banda HF (High Frequency, frequenza 3-30 MHz e lunghezza d’onda 10-100 mt), per le comunicazioni di superficie; più un’antenna in banda LF (Low Frequency, frequenza 43 KHz e lunghezza d’onda di 6,98 Km), per le comunicazioni sotto la superficie del mare. “Le rilevazioni delle emissioni elettromagnetiche generate dalla stazione NRTF – scrivono Zucchetti e Coraddu - effettuate dall’ARPA Sicilia con strumentazione e procedure non del tutto adeguate, in un periodo compreso tra il dicembre 2008 e l’aprile 2010, hanno evidenziato un sicuro raggiungimento dei limiti di sicurezza per la popolazione ed anzi un loro probabile superamento”.

Per gli studiosi, la situazione reale delle emissioni elettromagnetiche sarebbe ancora peggiore di quella evidenziata dall’agenzia siciliana per la protezione dell’ambiente. “I misuratori utilizzati dall’ARPA (centraline PMM 8055S, banda passante 100 Khz - 3 GHz in modalità Wide Band, 100 KHz-860 MHz in modalità Low Band) non sono sensibili alle emissioni dell’antenna in banda LF alla frequenza di 43 Khz (quasi 7 Km di lunghezza d’onda)”, scrivono Zucchetti e Coraddu. “La potenza di picco del trasmettitore VERDIN (VLF Digital Information Network per le comunicazioni con i sommergibili in immersione) dell’NRTF di Niscemi, può variare infatti da 500 a 2000 KW. Valori estremamente elevati che non consentono certo di trascurare o sottostimare sistematicamente questa componente nella valutazione complessiva”.

Sempre secondo i due ricercatori, le misurazioni dell’agenzia siciliana per l’ambiente non sarebbero state “neppure del tutto conformi” alla procedura prevista dalla legislazione che prevede di effettuare le rilevazioni quando tutte le sorgenti siano in funzione alla potenza massima. Ciò non è stato possibile a Niscemi dato che quasi la metà delle antenne, come ammesso dalle autorità militari USA, erano spente al momento delle rilevazioni.

“L’incremento del livello di campo emesso nella stazione NRTF con l’entrata in funzione dei trasmettitori del MUOS avrà come conseguenza un incremento di rischio, per la popolazione residente nella zona, di contrarre vari tipi di disturbi e malattie, tra cui alcuni tumori del sistema emolinfatico, come evidenziato in numerosi studi epidemiologici”, affermano Zucchetti e Coraddu. A ciò si aggiungeranno tutta una serie di effetti negativi sull’ambiente circostante, del tutto trascurati dalle valutazioni della facoltà d’Ingegneria di Palermo e dai tecnici statunitensi. “La stazione del sistema satellitare è stata progettata all’interno di un’area protetta e occorre quindi valutare le conseguenze dell’irraggiamento sulle specie tutelate. Si può evidenziare un rischio elevato per l’esposizione degli uccelli al fascio principale emesso dalle antenne paraboliche, che può risultare anche fatale, in quanto essi hanno una maggiore vulnerabilità agli effetti acuti delle microonde rispetto agli esseri umani”. Altri esseri viventi fortemente vulnerabili alle microonde sono gli insetti impollinatori, le api in particolare, che vengono disturbate da livelli di campo dell’ordine di -1 V/m. “I disturbi indotti dalle microonde impediscono alle api di sciamare regolarmente e costruire il nido, portando così a una grave riduzione della popolazione, con ripercussioni a catena sulla flora e sull’intera catena alimentare”, scrivono i due ricercatori.

“Per un principio di salvaguardia della salute della popolazione e dell’ambiente - concludono Zucchetti e Coraddu - non dovrebbe essere permessa alcuna installazione di ulteriori sorgenti di campi elettromagnetici presso la stazione NRTF di Niscemi, e anzi occorre approfondire lo studio delle emissioni già esistenti e pianificarne una rapida riduzione, secondo la procedura a conformità prevista dalla legislazione italiana”. Una copia del rapporto del Politecnico di Torino sul pericolo MUOS sarebbe già sul tavolo del neo ministro dell’Ambiente. I tempi stringono. Le antenne potrebbero essere montate già nei prossimi giorni…

lunedì, agosto 15, 2011

I biofotoni

Il termine "biofotoni" indica il fenomeno di emissione di energia luminosa (debole e permanente) da parte dei tessuti viventi. Ogni cellula emette segnali specifici, propri e caratteristici (come ogni persona possiede una voce particolare, un suo accento e parla la sua lingua).

La teoria dei biofotoni, insegnata dal
fisico Popp, sulle tracce di un'intuizione ardita del russo Gurwitsch (1922), offre la credibile interpretazione (avvalorata da molteplici esperimenti) del fatto che l’evento biologico primario alla base della vita ed anche delle alterazioni che portano alla malattia, sia un evento fisico di natura informazionale e quindi elettromagnetica (frequenze modulate).

Secondo Popp, l’elettromagnetismo ha un ruolo fondamentale nella sfera biologica degli esseri viventi. Allo stesso modo, Heinsenberg afferma che la forza fondamentale da cui dipende la vita è quella elettromagnetica, in quanto capace di modificare l’energia cinetica a livello atomico e molecolare.

L'emissione di biofotoni da parte di tutti gli esseri/organismi viventi (ormai comprovata e dimostrata) consente di comprendere il passaggio di informazioni sia dentro la cellula sia tra cellula e cellula; informazioni indispensabili per avviare i processi del metabolismo che regolano la crescita delle cellule stesse, la loro rigenerazione e differenziazione, i processi biochimici, enzimatici e l'informazione genetica.

Il corpo umano è costituito da miliardi di cellule che comunicano fra loro per organizzarne il corretto funzionamento. Si coordinano e trasmettono attraverso un preciso linguaggio in codice, i biofotoni, tramite il quale costituiscono gli organi, gli apparati e tutte le funzioni che rendono possibile la vita fisica e mentale.

Secondo Popp, questi biofotoni nascono dal nucleo cellulare che, quando la cellula è sana, emette un campo elettromagnetico e funziona come una “stazione ricetrasmittente” che guida ogni processo cellulare (interno ed esterno) attraverso una comunicazione che viaggia alla velocità della luce, consentendo il coordinamento praticamente istantaneo fra le varie parti dell'organismo.

La malattia non sarebbe nient'altro che un’interruzione delle linee di comunicazione biofotoniche all'interno dell'organismo, dovuta a parassiti, virus, funghi,
sostanze inquinanti etc. Per via di questa interruzione causata dalle tossine si impedisce, del tutto o in parte, lo scambio di informazioni tra le cellule. Ciò crea inizialmente un'alterazione elettrica della cellula, successivamente un'alterazione chimica, infine compaiono i sintomi della malattia vera e propria.

Bibliografia:

F.A. Popp, Nuovi orizzonti in medicina. La teoria dei biofotoni, Nuova IPSA, 2003
F.A. Popp, Coherent photon storage in biological systems, Electromagnetic Bioinformation, Ed. by F.A.Popp, München-Wien-Baltimore 1989 (pp.144-167)
L. Rosa, E. Rosa, L.Sarner and S.Barrett, A Close Look at Therapeutic Touch, Journal of the American Medical Association 279, 1998 (pp.1005-1010).


Fonte:
paroleinutili



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CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti


venerdì, gennaio 30, 2009

Scie chimiche: la distruzione dei cumuli. Metodologie e motivazioni

Nell'ambito delle operazioni di aerosol clandestine nei cieli del mondo (chemtrails o scie chimiche), le ricerche svolte in questi ultimi mesi hanno portato ad alcune conferme sia per quanto riguarda gli obiettivi di questi esperimenti militari sia per quanto concerne i metodi e le strategie.

Tempo addietro, abbiamo mostrato diverse riprese video che evidenziavano un dettaglio rilevante: gli elementi chimico-biologici vengono dispersi, in moltissime occasioni, al di sotto o all'interno dei cumuli da bel tempo e quindi a quote non idonee alla formazione di scie di condensa.

I cumuli sono nubi di tipo basso. Essi si trovano a quote comprese tra gli 800 ed i 2.300 metri e si formano generalmente in presenza di alta pressione. Di solito quindi compaiono nelle giornate di bel tempo oppure subito dopo un acquazzone. I cumuli denotano valori di umidità atmosferici piuttosto alti.

A questo punto nasce un problema: i sistemi di comunicazione militare di ultima generazione tra le stazioni radar a terra, i satelliti, i velivoli con o senza pilota, i nanosensori wireless hanno bisogno di due condizioni:

a) Il medium atmosferico deve essere reso elettroconduttivo attraverso la dispersione di metalli quali l'alluminio ed il bario

b) I valori di umidità relativa devono mantenersi su livelli bassi

I militari hanno risolto questo problema, impiegando squadriglie di aerei che rilasciano nell'atmosfera (alle quote dei cumuli) sali di bario, trimetilalluminio e gel di silicio, così da creare un canale per le frequenze radio e, nel contempo, disgregare i cumuli presenti nonché impedire la formazione di nuovi.

Una volta che questo compito è terminato, altri velivoli vengono dirottati sulle aree nelle quali si deve operare una serie di sorvoli definibili "di mantenimento".

Ecco quindi spiegato l'impiego di aerei che, palesemente, rilasciano scie di tipo evanescente pur con temperature estremamente basse e che alcuni possono scambiare per contrails. Ciò rientra nell'esigenza di ottenere una valida dissimulazione nella creazione di una copertura elettroconduttiva a bassa quota che sia costituita da strati artificiali o da nebbia chimica. Infatti gli elementi dispersi con le scie di tipo non persistente hanno la capacità di diffondersi in tempi brevi nell'ambiente circostante, creando un effetto da vetro smerigliato. Il cielo appare opaco, riflettente, abbagliante. La colorazione azzurro pallido al mattino e bianco latte al pomeriggio, nonché la completa assenza di cumuli da bel tempo, rivelano la presenza di attività di aerosol che tutto sono fuorché scie di condensa.

Download video in Mpeg-2 formatI servizi meteo annunceranno giornate soleggiate con "innocue velature di passaggio" o nebbie diffuse... in realtà sono micidiali nebbie di ricaduta, originate dalla presenza di metalli ed altri elementi diffusi in atmosfera.


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mercoledì, agosto 13, 2008

Rischio aumentato di tumori intorno alle antenne della telefonia mobile

Il Ministero della Sanità Austriaco esamina i risultati della sintesi dell'alta concentrazione di tumori nella periferia a 200 metri di una stazione base di antenne di telefonia mobile situata in prossimità della stazione di Graz.


Graz - Agenzia di Stampa Austriaca (APA) - E' stato trovato un «aumento significativo del rischio di cancro dovuto alle radiazioni delle Radiofrequenze nel raggio di 200 metri dalle antenne di una stazione base di telefonia mobile» questo è ciò che ha dichiarato il Dr. Gerd Oberfeld, medico del servizio di salute ambientale di Salisburgo, nel quadro di uno studio commissionato nel 2005 dal dipartimento di salute della regione di Steiermark.

I dati sull'incidenza dei tumori sono stati raccolti nelle zone di Vasoldsberg/Hausmannstaetten (distretto di Graz) dove si trovava un'antenna di telefonia mobile per C-net (telefonia analogica a 450 MHZ) rimasta in funzione dal 1984 al 1997.

Punto di partenza di questo studio era un sospetto riguardante il numero elevato di patologie cancerogene nella popolazione locale. Il sospetto è stato confermato dal gruppo del Dr. Gerd Oberfeld autore dello studio.

Nell'elaborazione dello studio, si è supposto che le antenne della telefonia mobile potessero essere il fattore determinante. Di conseguenza la zona dello studio è una zona circolare avente un raggio di circa 1200 metri intorno al trasmettitore telefonico. Parallelamente e in associazione, uno studio comparativo di casi di testimonianze è stato realizzato utilizzando tre gruppi di popolazioni diverse per zone concentriche.

Una delle condizioni era che le persone dovevano risiedere almeno da 5 anni nelle zone studiate.

Il risultato più significativo si è avuto in relazione ad un campione di 67 persone su un totale di 1247 persone del gruppo di controllo, che avevano sviluppato ed erano decedute a causa di un cancro.

Un'ulteriore verifica è stata effettuata con un'antenna posizionata a soli 25 metri dalla precedente, misurando le radiofrequenze generate e le conseguenze nella zona notte di 84 partecipanti allo studio.

Inoltre, un programma informatico ha aiutato a calcolare i livelli delle radiazioni. Il risultato del paragone tra i calcoli automatici del programma e la verifica effettuata è ottimo secondo il Dr. Gerd Oberfeld: "Questo significa che i risultati di questi calcoli possono ugualmente essere utilizzati e confrontati per valutare un campione più esteso".

Le antenne di Vasoldsberg/Hausmannstaetten erano "casi eccezionali, perché l'altezza delle antenne raggiungeva solamente all'incirca gli 8 metri, nel bel mezzo di un quartiere residenziale", ha dichiarato l'autore dello studio nella sua intervista all'agenzia di Stampa APA. Normalmente, le antennne di C-net sono omnidirezinali, hanno un'altezza di circa due metri e sono installate su piloni più elevati.

La distanza tra due stazioni base varia abitualmente tra i 30 ai 50 km. Il Dr. G. Oberfeld ha aggiunto: "Sarebbe giudizioso realizzare un altro studio in un diverso luogo avente carattristiche similari al fine di confermare il risultato del lavoro di Hausmannstaetten."

La C.net era ugualmente conosciuta per essere installata come "telefonia mobile in auto", le sue antenne sono state spente alla fine del 1997, dopo 13 anni di attività.


Fonte: La leva di Archimede

http://www.laleva.org/

Ndlr de Next-up: Lo studio epidemiologico completo 111 pagine in tedesco
http://www.next-up.org/Newsoftheworld/ClustersEmfCem.php



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sabato, aprile 19, 2008

Cellulari killer

Secondo una ricerca condotta dal neurochirurgo Vini Khurana, per conto dell'Australian National University, l'esposizione prolungata per almeno dieci anni alle radiazioni elettromagnetiche prodotte da un telefonino può aumentare del doppio le probabilità di sviluppare un tumore al cervello.

Lo studioso è giunto a tale conclusione sulla base dell'analisi di più di cento studi differenti che riguardano il rapporto tra emissioni elettromagnetiche dei dispositivi di telefonia mobile e l'insorgenza di malattie, una correlazione evidente, specie su soggetti che hanno usato il cellulare per almeno dieci anni. In questo senso, secondo Khurana, gli studi compiuti finora non hanno potuto giovarsi di un campione sufficientemente attendibile, perché quasi tutti i soggetti messi sotto esame non avevano una tale longevità nell'esposizione alle emissioni elettromagnetiche dei cellulari.

«Nei prossimi 10 anni, a meno di un'inversione di tendenza nell'utilizzo dei telefonini a vantaggio di nuovi apparecchi con meno emissioni, rileveremo una crescita esponenziale delle sindromi di tumore al cervello. Ci sarà un'emergenza sanitaria maggiore di quella rappresentata dal fumo di sigaretta o dall'inquinamento da amianto. Se non altro, perché ci sono tre miliardi di persone in tutto il mondo che fanno uso dei cellulari. Un numero tre volte superiore a quello dei fumatori», avverte Khurana.


Fonte: ECplanet

lunedì, dicembre 31, 2007

Introduzione alle armi EMF e di controllo mentale

FONTE: RADIATION HEALTH FOUNDATION

Tecnologie, sintomi, protezione, link e fonti informative

I.Tecnologie tipiche ed ipotizzate di controllo mentale, energie dirette e molestie elettroniche in uso:

Le tecnologie di molestie elettroniche in uso sono di tipo differente a seconda che vengano utilizzate dalle bande locali o da organizzazioni internazionali (la criminalità organizzata, le aziende private e le società segrete). Quelle usate dalle organizzazioni internazionali possono comprendere l’uso di tecnologie ad energia diretta quali i laser, raggi di energia a radiofrequenza, l’olografia, l’interferometria, le radiazioni elettromagnetiche, le onde radio, i satelliti, i radar, robot elettronici in miniatura, la "polvere intelligente", ecc. In generale le tecnologie utilizzano energie dirette che non sono visibili all’occhio umano e che possono viaggiare per migliaia di chilometri.

Queste energie dirette possono attraversare la gran parte delle sostanze quali i muri, gli edifici, i metalli, le montagne e migliaia di chilometri di terra. Quando un raggio di energia diretta si interseca con un altro raggio o con un insieme di raggi di energia diretta, il punto di intersezione può creare una tasca di radiazione nella vittima. Le tasche di radiazione create da raggi di energia diretta possono venire ingegnerizzati in modo tale da poter contenere onde sonore, messaggi, stress termico, pressione, forme simulate di radiazione elettromagnetica, messaggi telepatici, simulazioni di realtà virtuale e olografiche.

Ad esempio due raggi di radiofrequenza che presi separatamente, potrebbero avere proprietà di radiofrequenza innocue, potrebbero avere proprietà dannose di radiofrequenza mista quando si combinano al punto di intersezione. Raggi di radiofrequenza mista potrebbero venire utilizzati per simulare il suono cambiando le proprietà di pressione (espansione e compressione) di gas e liquidi all’interno del corpo umano e intorno ad esso. Si ipotizza inoltre che raggi di radiofrequenza con frequenze dell’ordine di cento megahertz o maggiore (frequenze di TV UHF, telefoni cellulari, e FM) potrebbero venire usati per molestie elettroniche.

Raggi di energia diretta possono seguire e localizzare un soggetto umano continuamente mediante la creazione di indici olografici nella matrice olografica terrestre. Possono venire impostati dei computer per conservare dati e indici olografici di parametri biometrici come i pattern vocali, ossei e dell’aura umana. Un sistema computerizzato potrebbe semplicemente emettere un segnale che contenga un indice olografico di un modello biometrico di una specifica persona. Il modello biometrico olografico evoca una risposta olografica dalla specifica persona che viene cercata all’interno della matrice olografica della terra. Un sistema computerizzato potrebbe allora ricevere la risposta olografica che fa eco al segnale emesso, per localizzare la persona cercata mediante un indice olografico. Il sistema di matrice olografica della terra funziona come un gigantesco lettore CD. Una volta che il sistema computerizzato ha localizzato un soggetto umano, può puntare contro il bersaglio raggi di energia diretta e seguirlo con un pedometro. Si specula che i raggi di energia diretta possano essere deflessi dall’atmosfera oppure che vengano diretti attraverso la terra o altri oggetti direttamente da apparecchiature poste sul suolo controllate da sistemi computerizzati olografici utilizzando dei pattern neurali. Questi raggi di energia diretta possono venire usati come cavi di fibre ottiche per dirigere energia di mezzi e elettromagnetica sulle vittime prescelte. L’unico modo per bloccare i raggi di energia diretta puntati su un oggetto è di usare un campo di forza o un materiale che assorba o possa deflettere il 100% del raggio di energia diretta. Si ipotizza che tali campi di forza e materiali esistano, ma vengono tenuti top secret.

Maggiori informazioni possono essere trovate sul sito della Radiation Health Foundation Inc. http://www.rhfweb.com (http://www.rhfweb.com/research.html#speculation).

II. Sintomi tipici delle vittime di molestie elettroniche:

Poiché i raggi di energia diretta possono venire usati come cavi di fibre ottiche per puntare energia di mezzi, radiazioni ed elettromagnetica su un soggetto, le vittime potrebbero udire voci, vedere immagini, e percepire lo stress termico. Dato che alcune parti del corpo come gli occhi e i genitali non possono ridurre bene lo stress termico, le vittime di molestie elettromagnetiche provano spesso lo stress termico negli occhi, che provoca problemi visivi. I laser possono dirigere verso un soggetto umano immagini telepatiche sintetiche, immagini olografiche e simulazioni di realtà virtuale che possono venire usate per controllare i sogni, i pensieri e le emozioni. I laser possono inoltre dirigere verso un soggetto umano dei messaggi subliminali. Raggi di energia diretta possono essere usati per puntare sulla vittima radiazioni a certe frequenze e energie per controllare gli istinti basilari e le funzioni biologiche. Raggi di energia diretta possono provocare attacchi epilettici, spasmi muscolari, movimenti muscolari controllati, insonnia, ustioni e tagli da laser. A volte le vittime di molestie elettromagnetiche vengono prese come bersaglio da organizzazioni internazionali per controllarne le abilità spirituali, psichiche e interdimensionali come il sogno e la manipolazione di energia.




III. Ulteriori link e siti web sul controllo mentale e le molestie elettroniche:

Sito della Radiation Health Foundation Inc. http://rhfweb.com/
Hypothetical mind control projects [Progetti ipotetici di controllo mentale] (http://www.rhfweb.commcproj.html/)

Tratto da Radiation Health Foundation Inc. http://rhfweb.com
Fonte: http://educate-yourself.org
Link. http://educate-yourself.org/mc/introMCandEMFweapons05jan04.shtml
5.01.04

Scelto e tradotto per http://www.comedonchisciotte.org/ da MICAELA MARRI

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