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venerdì, giugno 15, 2012

Un aforisma di John Adams sul debito pubblico

John Adams (30 ottobre 1735 - 4 luglio 1826) fu il secondo presidente degli Stati Uniti (1797-1801) nonché padre fondatore.

Riportiamo un suo attualissimo aforisma: "Ci sono due modi per conquistare e sottomettere una nazione ed il suo popolo. Uno è con la spada, l'altro è controllando il suo debito".



martedì, gennaio 17, 2012

La truffa del signoraggio: una trattazione semplificata

“Il signoraggio è un metodo con cui il sistema perpetua sé stesso e deruba i cittadini, incolpandoli nel contempo di ogni nefandezza.”

“L’economia è una scienza semplice, ma presentata con un linguaggio complesso”.

Il signoraggio è il provento che, nei secoli passati, gli stati ricavavano dalla coniazione, attribuendo alle monete, sia di propria iniziativa sia su richiesta dei privati, un potere d’acquisto superiore a quello del metallo in esse contenuto: i prìncipi innalzavano il signoraggio nei tempi calamitosi di strettezze finanziarie allo scopo di procacciarsi una qualche momentanea entrata (Einaudi). Oggi per signoraggio si intende la differenza tra il valore nominale della banconota (la cifra indicata) ed il valore reale: tale discrepanza viene introitata dalle banche centrali ed ascritta a debito della collettività.

Nell'antichità, quando la base monetaria consisteva di monete in metallo prezioso, chiunque disponesse di oro, elettro o argento, poteva portarlo presso la zecca di stato, dove veniva trasformato in monete con l'effigie del re. I diritti spettanti alla zecca ed al sovrano erano riscossi, trattenendo una parte del metallo prezioso. Il signoraggio, in tale contesto, è dunque l'imposta sulla coniazione, nota anche come diritto di zecca. Il valore nominale della moneta ed il valore intrinseco non coincidevano, a causa del signoraggio e dei costi di produzione delle monete. L'imposta sulla coniazione serviva poi a finanziare la spesa pubblica. Nel caso in cui lo stato possiede miniere di metallo prezioso, il signoraggio combacia con la differenza tra il valore nominale delle monete coniate ed i costi per estrarre il metallo e battere le monete. Già con i Romani, da Settimio Severo (193-211 d.C.)in poi, il metodo si consolidò: Settimio Severo dimezzò la quantità di argento contenuto nel denarius, mentre lasciò invariato il valore nominale, Caracalla (198-217 d.C.) coniò una moneta d’argento, l’antoniniano, del valore di due denarii: fu un deprezzamento camuffato. Tuttavia la più colossale svalutazione della moneta romana fu operata da Gordiano III (238-244 d.C.).

Tra il IX ed il XIII sec. d.C., il sistema monetario europeo fu relativamente semplice, basato sul sistema della libbra e dei suoi sottomultipli, introdotto da Carlo Magno. In età feudale, i vassalli godevano di poteri definiti immunità: banno, amministrazione della giustizia civile e penale, diritto di battere moneta. Da quest’ultimo diritto i signori ricavavano una quota delle risorse necessarie per gestire il feudo. Con la caduta di Costantinopoli (1453), le signorie europee, a partire da Genova e Firenze, cominciarono a battere moneta per conto proprio. Essendo in circolazione tanti diversi tipi di moneta, con diverse denominazioni, coniate con differenti metalli (oro, argento, rame) e con diversi livelli di purezza, si pose il problema giuridico se il monarca potesse imporre una gabella di signoraggio sulla produzione delle monete. La scuola giuridica dei canonisti elaborò un orientamento favorevole; quella dei romanisti sostenne che il signoraggio sarebbe dovuto essere nullo.

Con la rivoluzione industriale e, nel XX secolo, con la Conferenza di Bretton Woods (1944), si assistette al graduale abbandono dei sistemi fondati sui metalli preziosi e sulla convertibilità delle monete in oro ed argento. L’affermazione di talune divise, sempre più diffuse ed accettate negli scambi internazionali, portò all’abbandono dei metalli preziosi per regolare gli scambi e per tutte le transazioni. Infine la diffusione del biglietto di banca e di altre forme di pagamento, spesso di origine tardo-medievale (cambiale, assegno etc.), condusse all’attuale regime, contrassegnato dalla non convertibilità, dalla riserva frazionaria e dalla speculazione.

Oggi nei paesi dell'area euro, il reddito da signoraggio è incassato dai governi dei paesi membri per il conio delle monete metalliche e dalla Banca centrale europea, che è privata, per le banconote che essa stampa in condizioni di monopolio. Tali redditi sono poi ridistribuiti dalla B.C.E. alle varie banche centrali nazionali (private), in ragione della rispettiva quota di partecipazione (per la Banca d'Italia è il 12,5%).

I singoli governi incamerano direttamente il reddito derivante dal diritto di emettere monete metalliche, dal quale devono sottrarre i costi per produrle. Si tratta tuttavia di un ricavo molto modesto. Mentre la creazione e l'emissione monetaria sono gestite dalla Banca Centrale ed avviene con contropartita di obbligazioni statali collocate sul mercato, la semplice creazione della moneta scritturale (signoraggio secondario) è facoltà di tutto il sistema creditizio.

Laddove, come si è spiegato, nel caso delle monete, il reddito consiste nel gap tra il valore nominale delle stesse ed il costo per produrle, nel caso dell'emissione di banconote, l’utile consiste, oltre che nel divario fra i due valori, negli interessi maturati sui titoli acquistati dagli investitori a fronte dei capitali prestati alle nazioni. Infatti la banca centrale stampa banconote pari ad un controvalore tot (ad esempio, un miliardo di euro): lo stato, privo di sovranità monetaria, riceve la somma, ma, attraverso i contribuenti, deve restituirla gravata degli interessi. Per rimborsare il capitale con gli interessi, lo stato emette titoli di debito (B.O.T., C.C.T., B.T.P. etc.) con i quali raccoglie liquidità di cui si appropriano in gran parte gli istituti di credito centrali. Il resto è destinato alle spese militari, in primis la Geoingegneria, ed al mantenimento delle classi dirigenti (politici, funzionari, burocrati…) che da tale prassi traggono immensi benefici. Si crea così una spirale di debito abnorme, con gli stati (i cittadini) che diventano insolventi: gli esecutivi, per versare gli interessi, inaspriscono in maniera spaventosa la pressione fiscale e decurtano le comunque non cospicue spese per i servizi (istruzione, sanità, sistema previdenziale). Da ciò dipendono l’iperinflazione e la stagnazione economica, giacché i paesi precipitano in una condizione di insolvibilità, preludio della bancarotta.

Il signoraggio è dunque innanzitutto una delle fonti con cui un governo finanzia la propria spesa pubblica, eccedente rispetto alla raccolta di tributi. L’abitudine, per opera dei governi, di finanziare il deficit pubblico, aumentando le entrate da signoraggio è il presupposto del crollo economico, finanziario e sociale. Il caso storico più clamoroso è il terribile vortice iperinflattivo in cui fu risucchiata la Germania nel primo dopoguerra (Repubblica di Weimar): il conseguente collasso economico fu il prodromo dell'ascesa al potere di Adolf Hitler (Terzo Reich 1933-1945). Nella prefazione al classico testo di Costantino Bresciani-Turroni sulle vicende del marco tedesco, Lionel Robbins osserva che “il deprezzamento del marco avvenuto tra il 1914 e il 1923 […] distrusse la ricchezza degli elementi più solidi della società tedesca e si lasciò dietro uno squilibrio morale ed economico, atto a preparare il terreno per i disastri che seguirono. Hitler è il figlioccio dell'inflazione”.

Fonti: Enciclopedia dell’Economia, Enciclopedia Treccani, s.v. inerenti

mercoledì, agosto 10, 2011

Le classi non dirigenti ed il governo invisibile: i casi emblematici della Norvegia e dell'Italia

Norvegia, 22 luglio 2011: secondo i media ufficiali, un’autobomba esplode nel centro della capitale, Oslo, a poca distanza dalla residenza del Primo ministro. Le vittime sono sette. Due ore dopo, nell’isola di Utoya, Andrei Breivik, sparando all’impazzando, uccide ottantasei giovani che partecipano ad un raduno del Partito laburista.

Breivik è considerato l’unico responsabile della carneficina. I dubbi sulla versione di regime sono più che legittimi: era stata compiuta nei giorni precedenti al duplice attentato un’esercitazione militare. Come in altre occasioni (New York, 9 11; Londra 77 ). Le esercitazioni sono impiegate per sgomberare intere aree dove i servizi segreti possono piazzare cariche. Non si comprende come da solo Breivik abbia potuto ideare e perpetrare il criminale atto, dall’acquisto del fertilizzante (così è stato riportato) adatto ad essere usato come esplosivo, alla collocazione degli ordigni, dalla pubblicazione sulla Rete del suo nefando piano all’elusione delle misure di sicurezza, senza destare i sospetti dell’Intelligence e della polizia, senza che fossero decise indagini e perquisizioni, senza che fosse oscurata la sua pagina sulla Rete. Per molto meno, interviene la solerte Polizia postale. Se, come è assai probabile, i tragici eventi norvegesi sono stati concepiti ed attuati dai servizi, al candidato manciuriano Breivik è stata lasciata l’assoluta libertà di agire, chiudendo entrambi gli occhi.

E’ quasi certo che la strage norvegese è stata decretata in alto loco dal governo occulto mondiale che agisce nella totale impunità, poiché ufficialmente è un esecutivo che non esiste. I moventi dell’efferata decisione sono facili da intuire: la Norvegia, pur non essendo uno stato democratico, è un po’ meno tirannico di tanti altri; non ha ancora aderito all’euromoneta; è incline, nello scacchiere internazionale, a sostenere i Palestinesi; ha mantenuto un sistema di provvidenze sociali, ereditato dai governi socialdemocratici che per decenni hanno retto le sorti del paese scandinavo; ha escluso due imprese israeliane dalla possibilità di ottenere dei lucrosi contratti nel settore del petrolio... Sono altrettanti delitti di lesa maestà che giustificano, secondo la visione criminale delle élites criptocratiche, un sanguinario avvertimento per cui è stato scelto un giorno non casuale, il 22, multiplo di 11. Inoltre gli accadimenti norvegesi rientrano nella strategia del terrore atta a criminalizzare ora gli Islamici ora i Cristiani, dipingendoli come fanatici ed integralisti, grazie alla grancassa dei media controllati.

Sui retroscena dell’ecatombe non è il caso di indugiare, perché è arcinoto ormai il modus operandi della Cabal. Qui occorre, però, mettere in luce il ruolo del governo norvegese e, per analogia, la funzione di tutti i governi, incluso quello italiano. Le classi dirigenti dei vari stati sono, a conti fatti, classi NON dirigenti, ossia sono formate da docili esecutori dell’autorità planetaria che pone i vari esecutivi di fronte ad un aut aut: “O obbedite alla nostra volontà o vi dovete attendere delle ritorsioni”. E’ ovvio che i vertici politici di ciascuna nazione non conoscono tutti i progetti ed i fini della criptocrazia, ma non ne ignorano le linee salienti: forse l’esecutivo norvegese che, per snobismo o per accreditare di fronte al mondo una bella immagine di sé sostiene la causa palestinese, non sa che i cieli del paese scandinavo sono inquinati dalle scie chimiche?

Finge di non sapere nulla, proprio come Berlusconi simula di essere all’oscuro che la crisi economica abbattutasi sull’Italia è stata programmata ed attuata dai suoi padroni. Qualcuno ha scritto che, grazie al suo vile servilismo nei confronti della N.A.T.O. e dell’impero statunitense, l’Italia non avrebbe mai dovuto temere rappresaglie, sotto forma, ad esempio, di feroci speculazioni atte a distruggere l’economia. Ebbene, era un clamoroso errore. L’Italia, nonostante sia succuba degli Stati Uniti, si trova nell’occhio del ciclone: evidentemente gli Stati Uniti c’entrano poco o punto, visto che sono anch’essi soggetti ad una micidiale pressione speculativa che li sta portando al fallimento. Così è stato deliberato: lo sfacelo economico non è tanto la conseguenza di un detestabile sistema ipercapitalista, quanto il pretesto e lo strumento per condurre gran parte del pianeta ad una situazione di miseria e di recessione, intesa come pre-condizione necessaria e sufficiente per instaurare il “salvifico” governo mondiale.

Pertanto tutte le misure draconiane che i ministri dell’economia prenderanno saranno fumo negli occhi, controproducenti ed inefficaci. Inoltre, pur essendo ormai stato con impudenza comunicato Urbi et orbi che la vera causa del debito “sovrano” NON è lo stato sociale, ma l’emissione di titoli del debito pubblico, a loro volta collegati alla frode del signoraggio, i politici annunciano che per conseguire il pareggio del bilancio (fine utopico), si dovranno ulteriormente tagliare gli stipendi, i salari, le pensioni, i servizi e che sarà necessario aumentare il carico fiscale anche con l’aggravio delle inique imposte indirette.



E’ come se un genitore, adirato per una grave mancanza di un figlio, desse un sonoro ceffone al fratello del tutto incolpevole. Eppure le cosiddette parti sociali, la sedicente opposizione, le associazioni dei consumatori, dopo aver espresso qualche timida protesta, affermeranno che, per evitare il tracollo, è inevitabile compiere dei sacrifici. Persino il già vessato, martoriato, dissanguato umile cittadino accetterà di compiere dei sacrifici, senza accorgersi dell’ennesimo raggiro: gli spilleranno ancora quattrini, accusandolo di essere la causa di tutti i mali, perché non è produttivo, è andato in pensione troppo presto, poiché si avvale del servizio sanitario, anche quando non è indispensabile e via discorrendo. Intanto gli organi di regime continueranno a mostrare al suddito stupido le vere ragioni di un debito inestinguibile (i buoni del Tesoro), in quanto concepito per essere tale e per asservire gli Stati ai banchieri internazionali, a loro volta sottoposti alla volontà degli Oscurati. Quasi nessuno capirà che il signoraggio, le esorbitanti spese militari (incluse quelle per la biogeoingegneria) formano la mostruosa voragine che inghiotte tutto il denaro disponibile. Non lo comprenderà nemmeno quando il tartassato cadrà nella voragine.

Per concludere la piramide del potere mondiale.

Oscurati - Altri

Banchieri internazionali con le loro istituzioni (F.M.I., Banca mondiale, Banca dei regolamenti internazionali, Banca centrale europea…)

Complesso militare-industriale comprese le multinazionali di ogni settore

O.N.U. ed istituzioni collegate

Superstati (Unione europea, Organizzazione delle nazioni americane, Unione africana etc.)

Stati nazionali retti dalle classi NON dirigenti

Popoli

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martedì, ottobre 26, 2010

La crisi dei cereali: inflazione ad orologeria e nuove rivolte del pane

La decisione della Russia di vietare le esportazioni di grano in seguito agli incendi divampati nel paese, ha spinto alle stelle i prezzi alimentari con un incremento del 19% in appena una settimana, al crescere dei timori sul fatto che la volatilità globale nei prodotti alimentari e nelle materie prime possa portare ad una bomba inflazionistica mondiale, accompagnata da diffuse sommosse alimentari.

Lenin, una volta, definì il grano la "valuta delle valute", sottolineando la sua importanza per il modo in cui influenza tutto, dagli alimenti di base, come il pane, ai mangimi animali.

Il 5 agosto 2010 il primo ministro russo Vladimir Putin ha firmato un decreto che vieta l'esportazione di grano, orzo, segale, mais e farina sino alla fine dell'anno, contribuendo ad un aumento del 92% dei prezzi mondiali del frumento da giugno.

Le persistenti condizioni di siccità in tutta la Federazione Russa stanno minacciando anche le semine invernali, «con implicazioni potenzialmente gravi per l'approvvigionamento mondiale di frumento nel 2011/12», secondo la F.A.O.

La carenza di cibo a causa di condizioni meteorologiche mostruose in altre aree del mondo sta contribuendo anch'essa alla spirale dei prezzi. Altri fattori critici sono i seguenti.

- La siccità in Ucraina e Kazakistan, due dei grandi granai del mondo, si aggiunge nell'impatto sui prezzi.

- Le inondazioni in Canada hanno ulteriormente ridotto l'offerta di grano e spinto i costi verso l'alto.

- Le gelate fuori stagione in Florida hanno colpito i raccolti destinati al succo d'arancia.

- Devastanti inondazioni in Pakistan hanno spazzato via il bestiame e le aziende agricole, con migliaia di chilometri quadrati di terreno agricolo distrutti, con effetti di rialzo sui prezzi dei prodotti alimentari di base.

- L'eccessiva pioggia in Brasile e Colombia ha gonfiato i prezzi del caffè.

- L'aumento dei prezzi delle materie prime per il grano ha portato a un'impennata generale dei prezzi della carne a livello globale.

Secondo l'«Independent» di Londra, la crisi rischia di scatenare una "bomba inflazionistica", infliggendo devastazioni fiscali alle fragili economie dell'Occidente, mentre minaccia la sopravvivenza stessa di milioni di persone nei cosiddetti paesi in via di sviluppo.

«Nel complesso questo indica che le nazioni occidentali saranno colpite da un'acutissima inflazione nel prossimo anno, quando il prezzo di pane, birra, benzina e molti altri beni di prima necessità saliranno più in alto ancora. Tenuto conto delle prospettive di crescita stagnante nelle economie occidentali, si rischia un ritorno alla "stagflazione": crescita stagnante accoppiata con inflazione elevata», afferma il rapporto.

Gli hedge funds globali si stanno ora accaparrando i prodotti alimentari e le materie prime, con esempi quali il manager di hedge fund, Anthony Ward, che si presume abbia investito 650 milioni di sterline (1 miliardo di dollari, 750 milioni di euro, n.d.t.) nel mercato del cacao con l'acquisto di 240mila tonnellate di semi, abbastanza per produrre cinque miliardi barrette di cioccolato. Le speculazioni finanziarie sui prezzi alimentari hanno amplificato la volatilità dei prezzi.

L'organo globalista «Financial Times» ammette che «una nuova crisi alimentare non sembra fuori questione», a causa del divieto di esportazione di grano da parte della Russia, notando che le rivolte per il cibo nei paesi in via di sviluppo si sono verificate due anni fa in mezzo a condizioni simili.

In connessione con le imposte sul consumo correlate alle emissioni di biossido di carbonio, i picchi delle tasse sulle vendite, le impennate dell'imposizione sui redditi, gli aumenti dei prezzi della benzina, le paralizzanti misure di austerità ed il dollaro statunitense in picchiata, i prezzi alimentari che schizzano alle stelle serviranno a castrare ulteriormente gli Statunitensi dal punto di vista finanziario, consentendo all'élite di raggiungere l'obiettivo di sventrare la classe media, costringendola ad adottare standard di vita più bassi e sempre più dipendenti dalle politiche ingombranti del governo, per il suo sostentamento e la stessa sopravvivenza.



Fonte: Mariorossinetwork



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giovedì, maggio 06, 2010

Il mio grasso grosso mercimonio greco (articolo di Zret)

La crisi economica sta attanagliando la Grecia. Occorre subito precisare che tale sfacelo non è tanto il risultato di politiche dissennate (non si nega che esse siano state attuate, ma non sono decisive), quanto il compimento di un piano orchestrato dalle élites sataniche molto tempo fa. I potentati occulti, infatti, hanno progettato di destabilizzare e distruggere gli stati nazionali, affossando il settore produttivo e disgregando la società, per costruire sulle rovine delle nazioni incenerite un Nuovo ordine mondiale. Il copione è arcinoto e fu scritto in un infame testo la cui paternità è dubbia (i servizi segreti russi? I Gesuiti? Sion? È ozioso tentare di stabilire chi lo redasse), ma che è una tabella di marcia. Simile ad un diagramma di flusso, questo documento riporta in maniera spaventosamente precisa gli eventi e le loro conseguenze, secondo il noto schema dialettico para-hegeliano problema - reazione - risoluzione.

E' inutile che gli "analisti" si arrampichino sugli specchi senza ventose per tentare di convincerci che sono necessari "sacrifici", tagli, provvedimenti draconiani etc., affinché la Grecia possa ridurre il “debito” pubblico. Questo debito è destinato ad aumentare a dismisura, finché non si abolirà il signoraggio. I prestiti erogati generosamente da vari paesi e dagli usurai internazionali possono solo aggravare la situazione, visto che, in un circolo vizioso, il popolo ellenico dovrà restituire le somme prestate gravate di onerosi ed esorbitanti interessi. Stritolata da tali gravami, la Grecia potrà soltanto precipitare nell’abisso.

Non si può disconoscere che, nei decenni scorsi, siano state scialacquate risorse, (si afferma che in Grecia molti lavoratori possono beneficiare del trattamento di quiescenza a 50 anni), ma non è questo il punto: in stati, in cui il sistema pensionistico, sanitario e scolastico oltre alle provvidenze sociali sono ridotti al lumicino, la situazione non è migliore. Anche questi paesi saranno colpiti dalla scure degli organismi globalizzatori che causano deliberatamente le
crisi per proporre o imporre i loro "rimedi" mille volte peggiori del male che fingono di voler combattere. Sarà presto o tardi il turno di Portogallo, Spagna, Italia, che figurano sulla lista delle cavie, elenco stilato dagli odiosi mondialisti? Non era forse la Spagna, fino ad un lustro addietro, glorificata perché in una fase di crescita e di prosperità? Invero, il signoraggio bancario e l'operazione "scie chimiche", senza dimenticare le gigantesche spese militari e la corruzione endemica, hanno dissanguato e dissanguano intere nazioni. Tutto ciò – giova ripeterlo - non è la mera ripercussione di azioni insipienti, ma un fine scientemente perseguito: ex chaos ordo... novus ordo seclorum.

Non è un caso: in concomitanza con lo sciopero generale proclamato in Grecia il 5 maggio 2010, le proteste sono degenerate in azioni violente culminate con tre morti. Siamo al cospetto dei soliti metodi del sistema: sono strategie volte a spaccare il fronte dell'opposizione, a criminalizzare gli anarchici o presunti tali, a promulgare leggi speciali. I retroscena degli accadimenti ellenici sono stati ben analizzati nell'articolo dell’amico di Italiani imbecilli, Gli anarchici, la Grecia e la verità che non emerge.

Qui si potrebbe aggiungere che non è una coincidenza se gli anarchici (non intendo con ciò aderire in toto alla loro ideologia, ma evidenziare le tattiche dell'esecrando sistema), sono indicati nei "Protocolli" come tra i pochi nemici da neutralizzare, laddove altri gruppi di "dissenso" o sono creati dal potere stesso o infiltrati, con le consuete tecniche adottate dai servizi.

Esiste una via d'uscita? Se esiste uno sbocco, risiede nel totale superamento dell'economia fondata sull'usura, attraverso il ripudio del debito, l'uscita dall'euro (moneta ideata ed imposta per indebolire l'economia e la sovranità) con il ritorno ad una moneta nazionale, svincolata dal signoraggio. E' ineludibile altresì l'azzeramento delle spese belliche e dei costi per le attività di aerosol clandestino (almeno 19 milioni di euro al giorno solo in Italia!): le risorse sottratte a questi capitoli potrebbero essere destinate a costruire una società equa e fiorente. E' un'utopia? Purtroppo temo di sì, ma tutte le altre "risoluzioni", tutte le altre misure sono solo "chiacchiere vane di gente senza cervello" o... - peggio - pretesti per instaurare la tirannide planetaria.



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lunedì, febbraio 01, 2010

Resistenza

E' incredibile quanto sia tenace la resistenza ad acquisire nuovi paradigmi di ragionamento anche nelle persone che ormai conoscono le mille insidie e menzogne del sistema. Ancora molti non hanno compreso quanto sia precaria la condizione attuale e non riescono a concepire un mondo radicalmente diverso da quello in cui viviamo oggi. Stiamo assistendo ad una lenta, ma irreversibile metamorfosi dell'esistenza, ad un cambiamento antropologico, dopo aver accettato l'intrusione della tecnologia e del potere più osceno nella sfera privata. Le telecamere della video-sorveglianza non solo soltanto strumenti che spiano i cittadini, ma occhi di un Gerione minaccioso. Eppure, talvolta, anche tra i desti si evoca lo spettro della paura esterna, ricadendo in logori ed errati schemi di giudizio. Ancora si crede che il denaro possieda un valore intrinseco, che i “politici” contino qualcosa e così via.

La resistenza più pervicace è nell'incapacità di figurarsi una società "medievale", senza più gli agi dell'età contemporanea, ma anche priva delle risorse materiali, strumentali ed etiche del Medioevo. Sarà un salto nel buio, soprattutto per le nuove generazioni e per i popoli occidentali, inetti di fronte a situazioni impreviste ed ardue.

E' inevitabile: decenni di consumismo e di materialismo hanno radicato una forma mentis difficile da estirpare. Ben più preoccupante, però, di queste abitudini inveterate che hanno creato una società di inabili, dipendenti in toto dal sistema, è il solco che è stato scavato tra gli uomini e la natura, tra l'uomo ed i suoi simili sicché gli individui sono ridotti a monadi impazzite. Regna il disorientamento e sovente si cerca un punto fermo purchessia. Ecco perché, oggi giorno, i pifferai tragici riescono ad incantare le masse con tanta facilità.

Forse coloro che, in questi ultimi anni, pur non avendo preso le necessarie precauzioni, hanno cominciato ad immaginare l'inimmaginabile, grazie a folgoranti squarci sul futuro, avranno una possibilità di non perdere il senno, conservando un briciolo di umanità, ma gli altri, presi alla sprovvista, saranno sballottati dagli eventi, a guisa dell’equipaggio di una nave travolta e squassata da una violenta burrasca. Costoro sono i creduloni, quelli che si abbeverano alle fonti avvelenate dell'"informazione" ufficiale: essi, al cospetto di incombenti scie, preferiscono stornare lo sguardo altrove. Oggi sono simili ai porcellini di Sant'Antonio che, immobilizzandosi, si arrotolano su sé stessi, di fronte ad un pericolo reale o presunto; domani saranno implacabilmente schiacciati.

Gli altri, la minoranza degli accorti, resteranno a guardare gli avvenimenti, mentre imploderanno in catastrofi, non dalla finestra di un confortevole appartamento, bensì dalle impannate di un tugurio.


Fonte: Zret blog


APOCALISSI ALIENE: il libro

martedì, luglio 07, 2009

In che modo l'informazione "indipendente" contribuisce a puntellare il sistema

Absit iniuria verbis

Nell'articolo La deriva degli indipendenti erano stati già evidenziati i limiti dell'informazione "libera": è necessario, però, riprendere il discorso da un'altra angolazione per dimostrare come tali limiti, lungi dal costituire solo delle lacune o incrinature, tendano a rafforzare il sistema e la propaganda dei media ufficiali. In primo luogo, ricorderei che molti siti "indipendenti" sono bloccati da pregiudizi ideologici e continuano a trattare la cronaca con strumenti antiquati. Esemplare è il caso delle recenti elezioni iraniane: moltissimi si sono schierati con Ahmanidejad, tuonando contro Mousavi, difendendo l'indifendibile.

Costoro non hanno compreso (o fingono) che entrambi i "politici " iraniani sono burattini manovrati da poteri più o meno occulti. Non hanno compreso che, per interpretare i fatti, il movimento dialettico problema-reazione-risoluzione permette non solo di leggere lo sviluppo degli eventi, ma addirittura di prevederli. Anche l'economia, accantonate analisi cerebrali, modelli statistici, caotiche teorie del caos, si rivela assai più semplice di quanto sia illustrata nei testi universitari: un furto a danno dei cittadini, basato sulla legge del profitto (accumulato per controllare la popolazione e non tanto per avidità) e sulla truffa del signoraggio. Occorre quindi esaminare gli accadimenti in modo, per così dire verticale: alla base la popolazione ingannata, manipolata, blandita, spinta a schierarsi con la destra o con la sinistra; al vertice la cerchia ristretta dei potenti la cui strategia principale è divide et impera. Si aizzano i paesi uno contro l'altro e, all'interno di ciascun paese, si fomentano divisioni quasi sempre fittizie. L'esegesi orizzontale degli accadimenti è quasi sempre errata ed ingenua: un partito "buono" contro un partito cattivo; un leader "buono" contro uno cattivo etc. E' vero che, talora alcuni capi di stato e uomini politici provano a svincolarsi dal controllo delle élites: di solito vengono isolati ed aggrediti, non di rado eliminati come occorse a Salvador Allende con il golpe del giorno 11 settembre 1970. Heider fu ucciso il giorno 11 ottobre del 2008, perché in procinto di agire contro il signoraggio bancario. Oggi il presidente dell'Ecuador pare essere uno dei pochi capi di stato non succubo dei poteri forti: infatti sembra essere l'unico ad essersi ufficialmente e con chiarezza opposto alle operazioni chimiche nei cieli dell'Ecuador, minacciando di costringere ad atterrare i tankers (non aerei che distruggono, con appositi composti, le piantagioni di coca) che penetrano nello spazio aereo dell'Ecuador. Si tratta comunque di eccezioni.

Un altro grave difetto dei portali in esame consiste nell'angusta visione della realtà: tutto è ridotto a “politica” ed economia, all'oziosa, obsoleta e soporifera denuncia del capitalismo e dell'imperialismo occidentale (Chissà perché si tace quasi sempre dell'imperialismo russo e cinese). Manca uno sguardo più ampio che sia in grado di abbracciare fenomeni culturali, correnti di pensiero, dimensioni antropologiche, simboliche e metastoriche. Oso di più: è assente un focus olistico, ossia un'attitudine a vedere oltre le apparenze, a spingersi, con le indagini, in regioni di frontiera, in ambiti in cui siano trascesi schemi razionalistici ed utilitaristici. In fondo, questi siti "indipendenti" avallano una concezione materialista e scientista, la stessa sostenuta dal sistema: in questo modo si stronca ogni anelito e si diffondono atteggiamenti di acquiescenza, rinuncia, disfattismo. Come reagiscono i lettori, dopo aver letto lividi articoli di cronaca, di politica interna ed estera, inchieste sul demonizzato biossido di carbonio (a volte per giunta gli articoli sono tratti da quotidiani di pseudo-opposizione, come "La Repubblica")? Reagiscono con un senso di disgusto e di impotenza. Infatti ci si limita a mostrare una realtà cruda, ingiusta e sanguinaria, ma non si offre nessuna prospettiva: ci si rivolge a consumatori passivi di aridi resoconti e non a cittadini che potrebbero passare dall'indignazione all'azione, se, invece, di essere mortalmente afflitti con i prolissi e moralistici articoli di Carlo Bertani, pieni di luoghi comuni, fossero informati, ad esempio, con incisivi testi sulle scie chimiche e sulle cospirazioni dei governi.

Non si stimola una condotta propositiva, ma si imprigionano i fruitori in "ragionamenti" labirintici ed astrusi di pseudo-esperti in sociologia ed in macroeconomia. Quanti lettori poi si invischiano nelle appiccicose elucubrazioni di Bertani e si impantanano nella palude dei commenti! Tutto ciò, però, non è casuale: è una strategia gattopardesca con cui si finge di cambiare tutto nell'informazione per non cambiare nulla. E' una strategia che serve a bloccare l'opinione pubblica, a cristallizzarne le reazioni: le persone, in un'eterna coazione a ripetere imprecheranno invano, senza mai agire né riflettere né studiare, contro il capro espiatorio di turno.

Anche quando si pubblica un articolo sulla Massoneria, è tutto all’acqua di rose oppure, con scaltrezza, si inserisce un pezzo sulle chemtrails, ma non scritto da uno scienziato (ad esempio, Michael Castle), bensì da un comune cittadino che commette qualche errore concettuale: così la legione dei negazionisti potrà tranquillamente sbizzarrirsi con le sue infamie e denigrare, con il pretesto di un’imperfezione, l’intera categoria dei ricercatori. E’ questa una tattica, non una superficialità.

Taccio poi dei siti-civetta creati dagli apparati (in alcuni casi infiltrati dopo un po' di tempo dalla loro apertura) ed impiegati per tracciare e schedare gli utenti sensibili a temi quasi sempre censurati dagli organi mainstream. Emblematico è il caso di sciechimiche.org, acquisito dai servizi e divenuto un portale in cui imperversano impunemente sfacciati disinformatori che per giunta amministrano il forum. Mai un'iniziativa concreta è scaturita da questo famigerato sito! Mai una ricerca! Solo chiacchiere e lenocini: nel forum le discussioni sono per lo più arenate ancora in una sterile disquisizione sul fenomeno della condensazione e, nel migliore delle ipotesi, utenti in buona fede, possono solo denunciare lo scempio, inserendo fotografie di cieli chimici. Gli utenti, a mo' di buoi, sono pungolati, spinti un po' qua un po' là a pascolare, purché restino sempre nel recinto: più che un forum, è il Foro Boario, il mercato dei buoi e delle vacche.

Anche qui, certi argomenti sono tabù e l'ignoranza si accoppia alla censura. Non è forse uno fra i motti del sistema: "l'ignoranza è forza"? Anche qui non si additano risoluzioni: domina l'immobilismo. La conoscenza di aspetti inquietanti, ma che paradossalmente potrebbero spalancare porte verso dimensioni positive e luminose, è bandita. (Vedi C. Penna, Scie chimiche: facciamo il punto della situazione - parte 2, 2009) [1]

Alla fine, è evidente la conseguenza di questo genere di "informazione". Volontariamente o involontariamente, essa, riproducendo, anche sotto mentite spoglie, la propaganda del regime, poiché non abitua i lettori a far tabula rasa di vecchie formule, in quanto non promuove un'investigazione a 360 gradi, ma tutto chiude in un'asfissiante dibattito tra "destra" e "sinistra", in vuoti stereotipi, rinsalda il sistema ed il suo castello di menzogne.

[1] Si ricordi un episodio significativo: il programma "La gaia scie-menza" ha citato più volte Tanker enemy come sito che divulga la “leggenda urbana” delle scie chimiche (con ovvie intenzioni di discredito), mentre non ha mai menzionato sciechimiche.org. Eppure questo portale viene sempre considerato il più rappresentativo per la "divulgazione" contro le chemtrails! Come si spiega questa accidentale dimenticanza? Tra i moderatori del forum annoveriamo Darko (ex collaboratore di Tanker enemy ed ora passato nelle schiere della disinformazione) che, scrive contro il comitato dal giorno successivo alla conferenza di Milano. Stesso discorso vale per Reverendo Stone, abile a mostrare una maschera per nascondere il suo vero volto. Sepolcri imbiancati! Last, but not least: i cittadini che si sono rivolti ai gestori di sciechimiche.org per chiedere chiarimenti o per proporre delle collaborazioni non hanno mai ricevuto risposta.


Fonte: Zret Blog



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domenica, febbraio 08, 2009

Bancarotta delle banche: tappa di un folle progetto (Articolo di Antonio Marcianò)

L'economia è scienza complessa; in realtà, però, è presentata e proposta come disciplina articolata ed ardua affinché siano celati alle persone i veri obiettivi delle decisioni inerenti alle attività produttive ed alla finanza nella società contemporanea. (Vedi Il sistema economico obbedisce a criteri di complessità?) Un'analisi innovativa ed eccentrica dei fenomeni economici ci consente di comprendere che l'economia non è struttura, ma sovrastruttura. Superati, infatti, modelli interpretativi obsoleti, si scopre un substrato su cui si depositano, a mo' di sedimenti su un greto di un fiume, le situazioni economiche. Questo substrato non si riferisce soltanto al controllo delle risorse e dei mercati, all'arricchimento, alla creazione di monopoli etc., se non in vista di un fine superiore che si potrebbe definire "politico".

La recente crisi delle banche e delle borse ci aiuta a chiarire l'assunto: la flessione dei titoli ed il fallimento degli istituti di credito sono solo in parte una conseguenza di scelte dissennate, poiché costituiscono un obiettivo intermedio per conseguire uno scopo più alto. In fondo, se una banca fallisce, significa solo che non concederà più prestiti consistenti in cifre digitate sullo schermo di un elaboratore, senza che l'istituto perda della liquidità di cui non ha mai veramente disposto. Il caos finanziario e creditizio sono premesse per costruire un'economia planetaria sotto l'egida del Nuovo ordine mondiale.

Conforta dunque, gettata alle ortiche tanta paccottiglia pseudo-economica, leggere gli articoli di Ersandro sul sito La truffa di Matrix: con esemplare chiarezza il giovane e perspicace autore illustra temi ostici come il signoraggio, la riserva finanziaria, l'inflazione, la moneta... riuscendo ad inserirli nel contesto corretto, ossia nel programma degli Oscurati che usano l'economia come instrumentum regni.

Così, tutte le analisi marxiste e post-marxiste sul capitalismo e sull'imperialismo, pur conservando una certa presa su fenomeni circoscritti, su aspetti superficiali e soprattutto ottocenteschi, non rendono conto della vera natura di un sistema in cui le situazioni più catastrofiche non sono, se non raramente, la conseguenza di azioni avventate ed egoistiche, poiché sono gli ingredienti adoperati per ammannire una pietanza velenosa.

Occorre quindi comprendere che ai governi non interessa in nessun modo e per alcun motivo risolvere i problemi (disoccupazione, decremento della produzione e della produttività, impoverimento del ceto medio, calo dei consumi, fallimento di imprese...) dato che ogni questione, quanto più si esacerba, accelera il processo volto all'instaurazione del dominio globale. La meta non è quindi il potere economico assoluto che le élites, succubi di stigie entità, già esercitano, ma la distruzione.

Queste acquisizioni devono indurci a non riporre alcuna fiducia nelle istituzioni internazionali e nazionali: uomini “politici” ed “esperti” fingeranno di intervenire per sanare un quadro economico e sociale compromesso, uno scenario che le medesime istituzioni hanno concepito ed attuato.

Con acume, Paolo osserva: "In codesto ordine di idee, il Nuovo ordine mondiale appare in fin dei conti un paravento, un pretesto per dispiegare la follia di base che regna in essi. Notoriamente tali entità perseguono tale obiettivo dalla notte dei tempi, dal preciso istante in cui esse sono state sciolte dai vincoli cosmici che le trattenevano ed hanno così iniziato ad insinuarsi nei pertugi che si aprivano via via nella Grande Muraglia".

E' proprio questa follia distruttiva che pungola ognora i sinarchisti, gli "scienziati" ed i tecnocrati loro alleati: li spinge a devastare la Terra, ad uccidere, a diffondere malattie, a far strame della bellezza e della verità. Essi preferiscono regnare su un cimitero che non regnare. Ad una vita sotto il segno dell'armonia e della natura, antepongono il delirio di agonizzanti atterriti dalla morte. Il loro mondo è un sepolcro tecnologico, il cui coperchio chiude ermeticamente l'avello in modo che non penetri neppure un filo d'aria ed una riga di luce.

Questa insania è, però, soprattutto autodistruttiva: come maldestri dinamitardi, gli artefici della devastazione saranno le vittime degli ordigni che essi stessi hanno piazzato.


Fonte: Zret Blog



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sabato, dicembre 27, 2008

Amaro amero: prossima l'eliminazione del dollaro

Amaro amero, doppiamente amara sarà la moneta che, nei piani degli Oscurati, dovrebbe nel 2009 sostituire il dollaro ormai roso dalla svalutazione e dall'astronomico indebitamento degli Stati Uniti. Sarà doppiamente amara non solo perché destinata ad immiserire il ceto medio, privato del tutto dei suoi risparmi e delle rendite in dollari, ma soprattutto perché ulteriore passo verso la formazione di un'altra macroarea economica, obiettivo perseguito scientemente dalle élites. Le èlites, infatti, generano delle crisi artificiali per procedere con la loro agenda, il cui fine ultimo è la creazione di un unico stato mondiale, con un'unica valuta, un unico esercito, un'unica religione... il famigerato New World Order. Povertà, rivolte, legge marziale: questo è previsto dall'autore del filmato che proponiamo, augurandoci che egli sia in errore.


Leggi qui la trascrizione dell'intervista a cura di Corrado Penna






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venerdì, luglio 04, 2008

No al Trattato di Lisbona! (Articolo di Davy - Seconda parte)

Segue da: "No al trattato di lisbona"



Un esempio.

Se il sig. Rossi apre un’azienda con fondi personali, perché vuole partecipare ad un appalto pubblico per il riciclaggio, smaltimento e riuso dei rifiuti in una determinata zona al prezzo di 50 Euro a tonnellata, egli “forse” sarà ammesso alla gara d’appalto e, in questo caso, (ipotesi) dovrà aumentare la propria quota di spesa, perché la società privata che il governo ha delegato affinché stabilisca i criteri d’appalto, ha deciso che la quota minima di spesa deve essere di almeno 80 Euro a tonnellata.

Dunque il sig. Rossi decide di partecipare alla gara d’appalto, incrementando la quota e garantendo maggiore sicurezza sugli obiettivi da raggiungere che, a questo punto, considerata l’organizzazione della concorrenza, dovrebbero essere già vicini ad essere conseguiti. Modificando qua e là il bilancio, ha persino dovuto estromettere dei fornitori chi gli avrebbero garantito utilità a buon prezzo: questo perché la solita società privata ha “stabilito” che i mezzi dediti al servizio pubblico devono essere forniti dall’azienda della quale controlla la flessibilità del prezzo d’acquisto che non deve mai essere troppo basso.

A questo punto (sempre ipotesi) il sig. Rossi invia esperti mondiali nei luoghi dove ha intenzione di stoccare immense tonnellate di rifiuti, ma, quando un amico gli fa sentire una telefonata di Mastella (che qualche tempo fa è stata divulgata durante la trasmissione “Anno zero”), capisce che non vincerà quell’appalto e qualche tempo dopo ne comprende il motivo, leggendo le cronache che tutti conoscono, ma che pochi sanno intendere.

Questo esempio può essere interpretato in diversi modi, ma quello che emerge è l’operatività di aziende private che hanno preso in affitto (pagato dai contribuenti) la gestione di molti beni e servizi erogati e garantiti dallo stato.

I servizi forniti da queste aziende monopolistiche sono finalizzati allo "sviluppo" europeo ed oltre ad avere un’evidente inclinazione alla svendita dei beni “comuni” (Attualmente l’Alitalia), pretendono di gestire i dati personali ed il denaro del cittadino tramite l’abolizione della banconota e l’introduzione di una nuova carta d’identità, destinata anche ai servizi sanitari ed al credito, da usare rigorosamente per gli acquisti relativi alla propria classe sociale.

Questo radicale cambiamento non è un'ipotesi, ma è contemplato nel Trattato di Lisbona.

L’adesione dell’Italia a questo accordo significa che il governo si è piegato al cambiamento della Costituzione italiana, senza chiedere il parere popolare (per questo motivo dal dicembre 2007 né destra né sinistra sono più scesi in piazza a raccogliere firme per cambiare la Carta): questo perché l’adesione definitiva a tale trattato impone automaticamente l’approvazione di una costituzione superiore… quella europea.

Come negli anni precedenti e, a differenza di altre nazioni, anche questa volta il governo italiano ha promulgato leggi in linea con un trattato ancora da ratificare e da stabilire.

I programmi di sviluppo (E-government ed E-procurament) ai quali l’Italia ha aderito possono sembrare democratici ed innocui: ad esempio, la campagna sulla politica multimediale sarebbe anche una lodevole iniziativa, ma nel momento stesso in cui la si analizza e si considerano i risultati, si scopre che un programma di sviluppo come l’E-procurament è volto al controllo delle informazioni personali del cittadino classificato, violando così definitivamente la Costituzione italiana che dovrebbe tutelare la privacy che ora verrebbe infranta dai soliti enti privati.

Inoltre l’esecuzione di tale progetto fa ufficialmente capo ad un altro programma chiamato “Technology information” che è stato studiato ed approvato in un contesto militare in cui viene esposta la chiara esigenza all’uso di “Bio-tecnologie” miranti al controllo delle emozioni e delle sensazioni nell'essere umano.

Approvando questo trattato, l’intera Europa entrerebbe in un sistema che porterebbe solo all’apparenza democrazia, ma come si potrebbe definire democratico un sistema ultra tecnologico e multimediale che impone l’innesto di microchip nell’uomo che già nel 1996 avevano la capacità di gestire la produzione di bilioni di enzimi nell’ipotalamo, tanto da gestire le emozioni di una persona davanti ad una scheda elettorale?

Quello che ancora una volta stupisce è vedere giornalisti, scrittori, politici che catturano l’attenzione blaterando a destra od a sinistra affinché non si noti che, in realtà, stampano, investono e gestiscono il denaro, manipolano le abitudini, le ambizioni e tutto quello che è spontaneo allo scopo di creare una coscienza collettiva, una storia ed una cultura unica per tutto il globo, un punto di vista unico per tutti.

Personalmente sono lontano da qualunque tendenza politica e spero che un domani sui libri di scuola venga insegnata la verità, ma, conoscendo il significato fittizio di destra e di sinistra, esprimo un monito, avvertendo che la solidità ed il significato dei principi italiani od iniziano ad essere tutelati ora, oppure non lo saranno mai più.



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domenica, giugno 22, 2008

No al trattato di Lisbona! (Articolo di Davy- Prima parte)

Una delle notizie più significative di questi giorni riguarda sicuramente l’Irlanda, la quale non ha aderito ai programmi di "sviluppo" europeo varati con il Trattato di Lisbona su cui i media ufficiali si sono soffermati raramente.

Il fatto che uno degli stati membri dell’U.E. non abbia aderito a tale iniziativa significa che l’incerto programma di sviluppo proposto dall’O.N.U. tramite quest’ormai famoso ed “oscuro” trattato, ora viene posto in una situazione di stallo proprio a causa dell’incerto obiettivo solo vagamente esposto ai diretti interessati.

La classe politica italiana (esclusa la Lega Nord, ma non Bossi) si è dimostrata contraria a questa decisione scaturita dal referendum popolare irlandese ed è notevole l’impetuosità con cui i media espongono il loro favore ad un trattato di cui non si sa nulla e che, nonostante l’eventuale incidenza sul cambiamento della cultura e della vita sociale italiana, non è stato esposto a livello mediatico, ma è stato approvato senza alcun referendum popolare.

I commenti blaterati dalle varie ed opposte fazioni politiche sono ancora una volta lontani dall’esprimere una sola parola su quello che è in effetti questo accordo: anche questa volta i mezzi d’informazione si astengono dal dichiarare che i problemi relativi all’immondizia di Napoli o agli scandali degli ospedali milanesi sono dovuti alle convenzioni che il governo ha stipulato con enti privati dediti al controllo delle amministrazioni pubbliche. Questi enti eseguono questi programmi di "sviluppo", sulla base di accordi stipulati a Lisbona nel marzo del 2000.

L’attuale crisi economica europea altro non è che il risultato dell’adesione a tali programmi di controllo privatizzato che hanno iniziato a parassitare gli stati membri dell'U.E. nel momento della formazione del mostruoso superstato totalitario.

Prima della creazione dell'U.E., gli stati ancora sovrani conoscevano notevoli ed indipendenti sviluppi economici e sociali, ma ora si ritrovano obbligati a sottostare a normative che variano da quelle inerenti all'economia (le quote latte con le importazioni obbligatorie) a quelle riguardanti problemi sociali (i flussi degli immigrati).

Può sembrare scorretto affiancare latte ed immigrati, ma, nel momento in cui lo stesso cittadino “europeo” viene introdotto in un sistema che lo pesa e seleziona come se fosse merce, l’immigrato rimane tale ed il cittadino diventa profugo.

Non è facile interpretare e descrivere il cambiamento economico e sociale che si vuole realizzare nei paesi dell’UE, ma è dimostrabile che qualcosa è andato storto oppure che tutto procede come da programma… Fatto sta che io cittadino sento questa crisi economica, ma non di certo il politico di fiducia che vive come un nababbo né la avverte il dirigente della multinazionale che si mangia il piccolo pesce finito nella rete grazie ai famigerati studi di settore, giostrati dai soliti “grandi” commercialisti ed avvocati.

E’ giusto ricordare che la crisi non è precepita neanche da chi esibisce la propria bella faccia nel T.G. convenzionato. Chiunque egli sia, ti dà con noncuranza la notizia (se te la riporta) dei duecentomila morti per suicidio in India a causa della fame e degli O.G.M. Monsanto, ma subito dopo ti propone un servizio coi fiocchi sulla biennale di Venezia, dove un pannolone dell’artista viene venduto a cinquecentomila euro.

L'indifferenza verso i reali problemi e l'assuefazione all'orrore sono provocate nella mente e nell'’animo dell’individuo tramite un sistema così potente ed efficace che impedisce di vedere quello che c’è oltre, ma questa non è di certo una giustificazione per chi si esprime dicendo che tanto è così e che non si può far nulla.

Il Trattato di Lisbona è prevalentemente finalizzato al controllo dello sviluppo tecnologico europeo e si estrinseca tramite l’attuazione di distinti programmi (tra cui E-Government ed E-Procurament) spesso menzionati in articoli, emendamenti e decreti legislativi che in Italia vengono attuati tramite il braccio esecutivo della Consip S.P.A.

Questi programmi proposti dall’O.N.U. ed attuati attraverso la N.A.T.O., mirano ad una diffusione della multimedialità rivolta al cittadino con la finalità ultima di realizzare un unico ed enorme Monopolio sul mercato globale dei prezzi e della grande distribuzione, provvedendo, di conseguenza, a trasferire l'esazione fiscale diretta ed indiretta a livello multimediale.

Oltre al favorire questo nuovo mercato, approvando leggi che tagliano le gambe a piccoli imprenditori ed ai piccoli contribuenti, i governi trasferiscono (tramite le convenzioni) i fondi dei contribuenti tartassati a società (spesso esterne all’U.E.) che risultano dedite a speculazioni private tendenti all’acquisizione ed al controllo dei più svariati settori.

Quello che in Italia ed in Europa si può vedere con i propri occhi è una consistente “coalizione privata” che ha come obiettivo primario l'acquisizione e l'egemonia sulle amministrazioni e sui servizi pubblici, favorendo società introdotte per mezzo di gare di appalto concepite e svolte su misura per tali aziende.


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mercoledì, giugno 11, 2008

Agricoltori indiani chiedono la messa al bando degli o.g.m. in India

Mentre l'Unione Europea dà il "via libera" agli o.g.m., con la mendace giustificazione che serviranno a contrastare la crisi agricola (causata in gran parte dalle dissennate irrorazioni chimiche sulle aree coltivate), in India, anche a seguito delle migliaia di suicidi tra gli agricoltori non più in grado di reggere economicamente allo strozzinaggio annuo delle sementi sterili, qualcuno ha finalmente compreso che bisogna fare marcia indietro.

Centinaia di agricoltori provenienti da 15 diversi stati si sono radunati davanti al Jantar Mantar martedì per protestare contro le colture geneticamente modificate e raccogliere il sostegno del deputato Murli Manohar Joshi del Partito del Popolo Indiano (BJP), che ha paragonato i danni causati dalle colture biotecnologiche all’agricoltura indiana al flagello della tubercolosi.

Joshi ha fatto notare che la comunità agricola nazionale non è stata in alcun modo rappresentata nella Commissione che ha deciso del destino delle colture transgeniche in India, mentre la Wall Mart e la Monsanto, i maggiori beneficiari di una loro eventuale immissione in commercio, hanno pesantemente influenzato il corso delle trattative.

Mentre resta irrisolta l’emergenza economica, ambientale ed umana innescata dal cotone transgenico, l’India potrebbe essere il primo paese al mondo ad autorizzare l’immissione in commercio di un prodotto geneticamente modificato, destinato al consumo alimentare umano: la melanzana Biotecnologica; ma Yudhvir Singh, del sindacato degli agricoltori indiani, (Bharatiya Kisan) nota:

“L’India produce già melanzane in abbondanza. Siamo il secondo produttore mondiale di melanzane. Il lancio commerciale di questo nuovo prodotto transgenico gioverà solo alle multinazionali a tutto discapito della salute dei cittadini”.

Nel corso della manifestazione, una rappresentazione teatrale ha ammonito gli agricoltori sui rischi della coltivazione degli o.g.m.


Fonte:
Centro di Formazione Ambientale Monferrato, Comitato Scientifico EQUIVITA, Thailandian News.


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venerdì, giugno 06, 2008

Il caso CONSIP (Articolo di Davy - Seconda parte)

Leggi qui la prima parte

In questo momento, il programma della CONSIP è rivolto all’adeguamento delle amministrazioni pubbliche che dovranno essere punto di riferimento del cittadino che si adegua a questo nuovo sistema di controllo e di innovazione tecnologica. Tale sistema viene spesso aggiornato in vari punti, ma sempre basandosi sul decreto legge n. 279 varato il 7 agosto 1997, come del n. 488 del 23 dicembre 1999, in cui viene stabilito che la CONSIP è dedita al controllo assoluto sulle amministrazioni pubbliche e conseguentemente del cittadino. Il cittadino, tramite il Ministero del tesoro, diventa parte integrante di un sottoprogramma dell’e-procurament denominato “information technology”. E’ appunto questo il programma che in particolar modo è volto all’introduzione della nuova carta elettronica personale e conseguente alla soppressione della banconota, ma è anche il piano che viene frequentemente menzionato nella propaganda Air Force 2025.

Nel decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, varato il 24 febbraio 2002 e menzionato nell’ultimo decreto del 1 marzo 2007, per quanto riguarda la centralizzazione degli acquisti e dei noleggi di beni per opera delle amministrazioni a favore di aziende appaltate esclusivamente dalla CONSIP. In particolar modo, il decreto del 2002, con cui, con grande rapidità, fu unificato il movimento bancario in un’unica banca centrale allo scopo di favorire lo sviluppo dei vari programmi di controllo e sviluppo tecnologico sopra citati, mostra chiaramente che questa procedura è visibilmente attiva, tramite le numerose fusioni bancarie che, da qualche tempo, sono sempre più frequenti.

Attualmente la CONSIP è concessionaria di ogni servizio rivolto alle amministrazioni pubbliche (arredi, telefonia, carburanti, assicurazioni, servizi di ogni genere… ) ed è anche la società che si aggiudica quasi tutti gli appalti pubblici come quelli per lo “smaltimento” dell’immondizia (anche quella di Napoli), per la costruzione di strade, centrali elettriche elettrici, acquedotti, servizi vari…

Gli scopi effettivi di questi programmi non sono quasi mai noti all’opinione pubblica, ma, in base alle leggi stesse, è possibile dedurre concrete conclusioni che dimostrano fatti che, troppo spesso, vengono attribuiti a poteri occulti, anziché a m nomi, cognomi e denominazioni sociali.

Fatto sta che “Information Technology”,” e-government”, ”e-procurament” sono parte integrante della propaganda Air Force 2025 che appunto mira all’egemonia militare assoluta sull’intero globo entro il 2012 nonché ad esercitare un dominio totale sulle attività commerciali, burocratiche e “spaziali”, entro il 2025.

E’ sempre difficile documentare la realtà dei fatti, ma, quando ci si rende conto che la realtà stessa non è dimostrabile, allora ogni illusione diventa vera.

La verità circa questo progetto è scritta e ci viene proposta ogni giorno: il fatto è che in pochi sanno leggerla nel modo giusto e senza il condizionamento dei media, come dell’ambiente sociale Così molti rimangono troppo spesso condizionati da un punto di vista globale che porta la gran parte delle persone a credere ingenuamente alle informazioni divulgate da giornali e televisioni, secondo dinamiche opposte a quelle reali.

Le persone vedono e traducono i fatti, ignorando ciò che potrebbe turbare la loro quotidianità: per questo quando alzano gli occhi al cielo vedono solo strisce bianche là dove una minoranza scorge tankers che diffondono veleni.

Personalmente posso anche dimostrare che la banconota deve sparire, che l’Italia, essendo stata perdente alla fine della Seconda guerra mondiale, deve sottostare a determinati programmi governativi di sviluppo tecnologico e scientifico allo scopo di divenire completamente “proprietà altrui”. Questo, secondo i globalizzatori, deve essere attuato, indipendentemente dalla finta coalizione politica al governo. Infatti le elezioni sono solo un mezzo per illudere che il popolo che esista una destra contrapposta ad una sinistra mentre la parola “politica” assume un significato ben preciso quanto ignorato: la “politica”, POLI-TIX , molte pulci … molti parassiti.


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domenica, maggio 25, 2008

Il caso CONSIP (Articolo di Davy - Prima parte)

Con troppa enfasi la massa viene informata sul fatto che la nazione italiana è stata liberata vittoriosamente dall’occupazione tedesca alla fine della Seconda guerra mondiale, ma, con opposta intenzione, non viene altrettanto divulgato il fatto che i documenti ufficiali dell’O.N.U. parlano di un’Italia sconfitta e, di fatto, occupata dalle forze alleate che, ufficialmente, vinsero il conflitto.

Purtroppo, questa situazione non è un punto di vista, ma è una verità che diventa reale nel momento in cui viene riscontrato il fatto che esiste un programma governativo ben specifico e preciso.

Per molti non è una novità riferirsi al “Nuovo ordine mondiale” ed a sistemi di controllo delle persone; altri ne sono consapevoli senza dar troppo peso a tutto ciò, ma per molti uno scenario alla Orwell appare ancora fantascienza, nonostante si stia già interpretando perfettamente l’ultima parte del copione.

Parlare del solito oscuro programma gestito da mani occulte, di fatto non regge più, perché le misteriose e fantomatiche mani occulte non sono più tanto misteriose, come potevano essere un tempo: ora, infatti, sono divenute documenti ufficiali che fanno capo a specifiche corporazioni, aziende, società e quant’altro.

Quando, ad esempio, viene menzionato il fatto che, tra qualche tempo, non esisterà più la banconota, nessuno nota mai che la finanziaria 2007-2011 varata dal governo Prodi e confermata dall’attuale governo Berlusconi, in diversi articoli tra cui il 457, cita chiaramente il fatto che lo stato italiano, nelle sue amministrazioni, deve fare obbligatoriamente capo ad una società chiamata Consip S.p.A., la quale rappresenta in Italia la corporazione finalizzata all’attuazione ed allo sviluppo di due precisi programmi elaborati dall’O.N.U ed approvati dai paesi aderenti alla N.A.T.O. col trattato di Lisbona del 24 marzo 2000. Questi progetti, apparentemente innocui, sono raramente e con leggerezza menzionati dai media e non vengono mai citati in nessun dibattito, in quanto la politica è ridotta ad un teatrino senza alcuna reale importanza.

Gli eventi stanno dimostrando una moltitudine di situazioni che, se analizzate con criterio, si rivelano intersecate tra loro: scie chimiche, politica, N.A.T.O., O.N.U., Cardiff, Air Force, alieni, religione, controllo globale, ma anche CONSIP, economia, rapporti sociali, malattie, trattati civili, Vaticano, costituzione etc.

Il fenomeno “scie chimiche”, ad esempio, è vistosamente coperto dalle istituzioni politiche e dalle forze dell’ordine, indipendentemente dalla coalizione al governo, poiché l’esecutivo deve applicare, in primis, due programmi di sviluppo tecnologico che vengono chiaramente espressi in vari articoli della legge finanziaria varate durante le ultime legislature.

Questi programmi di sviluppo sono imposti dai trattati che la U.E. ha stipulato con chi li ha elaborati, ovvero l’O.N.U. Tali accordi hanno radici ben profonde e risalenti all’immediato dopoguerra e sono volti a far “rispettare” le leggi di guerra negli stati coloniali. A questo proposito, va ricordato che l’Italia non fu considerata alla stregua degli alleati dopo l’8 settembre del 1943, ma fu pacificamente colonizzata tramite le attività finanziarie dai “vincitori” statunitensi e sionisti. L’influenza di questa dipendenza economica è riscontrabile nella quotidianità di ogni singola persona, ma grazie alla propaganda mediatica, viene catalizzata l’attenzione di un individuo verso il vincitore del reality show, così che ci si dimentica del perché i cittadini italiani pagano un litro di benzina oltre 1,50€, mentre oltreoceano (là dove sono custoditi centinaia di brevetti su fonti di energia alternativa), si lamentano perché il carburante sale a 40centesimi al litro.

Il trattato di Cardiff del 1996 impone ai membri dell’Unione europea di adeguarsi a specifiche infrastrutture burocratiche che prescrivono l’uso di nuove tecnologie a favore dello sviluppo multietnico sociale e, nel contempo, con maggiore vigore, consentono all’applicatore di tali tecnologie di avere il controllo assoluto sull’utente, il tecnologico “cittadino obbligato”.

Nei grandi convegni mondiali svoltisi negli ultimi anni, si è stabilito che le cosiddette “democrazie” devono applicare due specifici programmi di sviluppo, denominati “E-government” ed “E-procurament.” Tali procedure, che prevedono uno sviluppo cronologicamente adeguato ed armonico nell’ambito delle suddette democrazie, non sono di certo adeguate ad un futuro altrettanto armonico a livello sociale, in quanto principi fondamentali come l’autovalutazione saranno completamente soppressi dalla struttura burocratica tecnologica che pone un solo ed univoco punto di vista volto a classificare ed a giudicare. Ciò teoricamente potrebbe anche essere una buona cosa, ma non lo è di certo quando a servirtelo su un piatto d’argento è il Bush della situazione.

Qualche ricercatore ha già accennato al fatto che in futuro non esisterà più la banconota e che questa azione del sistema è tesa a favorire un maggiore controllo individuale sulla persona. Ciò può sembrare ridicolo per alcuni, ma ancor più ridicolo è chi contesta gli articoli delle finanziarie varate in Italia sia da Prodi sia da Berlusconi: tali leggi sono indiscutibilmente finalizzate a canalizzare dati ed informazioni personali di un singolo individuo in una corporazione dedita allo sviluppo del cosiddetto “Programma di controllo” che viene attuato, in questo caso, dalla CONSIP S.p.A.

Fine prima parte.



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lunedì, agosto 13, 2007

Armagheddon sull'economia globale

In mancanza di visioni che oltrepassino il sistema attuale il mondo continua la sua pazza e sconsiderata corsa verso il burrone. Nubi dense e nere si avvicinano con gran passo mentre la maggioranza continua a cercare il divertimento, inconsapevole o meno di quello che li aspetta dall'autunno in poi.

Negli ultimi due giorni della settimana precedente le borse mondiali hanno "bruciato" oltre 430 Miliardi di euro (oltre 860.000 Miliardi delle povere vecchie Lirette.. sic.. quante cose ci si potevano fare.. - ndr) e la BCE insieme alle Banche centrali del Giappone, Australia, Canada, U.S.A. e quelle Asiatiche sono dovute intervenire per immettere liquidità nei mercati.

L'immissione di liquidità "fresca" è ottenuto tramite un "prestito" ad asta rapida da tutte le banche centrali di Eurolandia (Bankitalia, Deutch Bank, ecc.), a cui la Banca Centrale Europea ha PROMESSO un interesse del 4 e rotti per cento. Scusate ma mi viene da ridere ;) ... denari dei risparmiatori "bruciati" che vengono "coperti" con altri denari dei risparmiatori INCONSAPEVOLI.

Le banche centrali degli Stati prestano denari alla Banca Centrale Europea, scusate ma non sono sempre LORO? Mmmhh.. forse SI'!

Allora ci stanno prendendo per i fondelli e stanno bruciando tutto... sembra proprio di SI'!!
Chiunque ha denari investiti in fondue, conti "colorati" e simili sappia che questi soldi sono marciati in quel della Economic War e che forse "moriranno" sul campo!

Dall'autunno di quest'anno la vita come l'avete conosciuta sino ad oggi sparirà, piano piano, per far posto ad una nuova vita... la stessa dei popoli che emigrano da noi!

Riuscirete in questa nuova situazione, benchè penosa, una volta per tutte a SVEGLIARVI e guardare oltre?

Che ci crediate o meno, la vostra vita non sarà più la stessa, perciò cominciate a stringere la cinghia ed a pensare con cosa scambiare i generi di prima necessità che vi serviranno.

Buone vacanze, ci vediamo a settembre.


B O J S


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