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mercoledì, giugno 20, 2018

Nelle motivazioni alla sentenza 522/18 abbiamo la conferma che le "prove" sono state manipolate



Il 18 aprile 2018 Rosario Marcianò è stato condannato ad otto mesi di reclusione senza la condizionale, sulla base di un falso. Un montaggio audio-video portato come prova a carico dell'imputato. Il 19 giugno abbiamo ritirato le motivazioni, che vi leggiamo a video e sulle quali abbiamo molto da dire. Il ricorso in appello comunque è già stato redatto e consegnato presso la Procura di Imperia, che poi lo trasmetterà alla Corte d'Appello di Genova. Per intanto ecco parte del materiale che inchioda la "giornalista" Silvia Bencivelli ed i suoi legali alle loro responsabilità. Oltre che il Giudice Massimiliano Botti ed il Pubblico Ministero Alessandro Bogliolo, che hanno preso per oro colato le dichiarazioni della "parte lesa".

La pronuncia di condanna, più che essere il coronamento di uno spassionato, oggettivo ed approfondito accertamento dei “fatti”, risulta una decisione ideologica, animata da un fumus persecutionis della Dottoressa Silvia Bencivelli, interprete di quella sovrastruttura di pensiero pseudo-scientifica, riconducibile al Gotha del C.I.C.A.P. Sebbene il Giudice non compia una ricognizione della controversia scie tossiche versus “scie di condensazione”, si nota che tende ipso facto a recepire in modo acritico le petizioni di principio provenienti dall’accademia sedicente “scientifica” che, essendo incapace di compiere indagini empiriche e studi metodici, può ricorrere solo ad un vieto ipse dixit per nascondere la sua Ideenkleid condizionata da pre-giudizi ed intolleranza per chi pensa in modo differente dalla massa o per chi semplicemente pensa.



Lo Stato intende definitivamente mettere il bavaglio ai fratelli Marcianò, attraverso l'impiego illegittimo di volgari azioni di "Giustizia", laddove le "parti offese" sono i negazionisti affiliati al C.I.C.A.P. Questo vile attacco ha portato alla prima incredibile condanna nel mese di dicembre 2017, alla quale è seguita una seconda, nell'aprile 2018 e ne seguiranno altre! In tutti i casi quali le "parti lese" sono famigerati disinformatori, impegnati in opera di discredito a nostro danno ma paradossalmente attori di processi penali contro di noi. Tutto ciò implica spese enormi per difendersi e da soli non ce la possiamo fare. Abbiamo bisogno del Tuo sostegno, anche piccolo. E' una battaglia per la libertà. Aiutaci. Grazie!



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giovedì, marzo 16, 2017

Cristiano Di Paoloantonio vittima del progetto Monarch?



Morto [ LINK ] Cristiano Di Paolantonio (del gruppo "Presidio Stop scie chimiche Pordenone"), protagonista in passato di esternazioni al limite del paradossale in merito alle scie chimiche (il bario fa bene...) e riguardo a Rosario Marcianò, definito "Gatekeeper-Guru-Disinformatore-fasullo" legato ai servizi segreti. Di Paoloantonio è deceduto, insieme alla moglie, in uno scontro frontale occorso tra il suo furgone ed un camion guidato da un cinquantaduenne.

Di Paoloantonio proveniva dall’ospedale di Treviso, dove era andato a riprendere la compagna, dimessa in mattinata dopo un’uscita di strada che aveva visto la stessa coppia protagonista di un altro incidente, poche ore prima a Vittorio Veneto sulla via del Cansiglio, a lungo chiusa al traffico. Anche nell’occasione, alle 16 di domenica scorsa, l’imprenditore, nella circostanza illeso, si trovava alla guida, mentre la compagna, rimasta ferita e trasportata in elicottero all’ospedale di Treviso, si trovava sul sedile del passeggero. I rilievi sul posto, insolitamente, sono stati condotti dai Carabinieri anziché dalla Polizia stradale e, dopo soli due giorni, la Procura di Pordenone ha chiuso le indagini affermando che si è trattato di omicidio-suicidio e motivando tale frettolosa conclusione col fatto che la coppia Di Paoloantonio era in crisi (Sic!). Nessuna autopsia è stata disposta sui cadaveri ed in effetti, per arrivare a chiudere le indagini dopo 48 ore, è evidente che anche un'eventuale esame autoptico non avrebbe potuto fornire risultati di sorta in così breve tempo.

Ma leggiamo alcune farneticanti righe, estrapolate da tre diversi post (dopo il loro repentino cambio di rotta), sulla pagina Facebook dei fratelli Di Paoloantonio, Simone e Cristiano.

"Visto che siamo dei possibilisti e non dei complottisti siamo arrivati alla conclusione che le scie chimiche non possono essere tosssiche. Molto probabilmente sono tutte di condensa con una tecnologia che permette di condensare a qualsiasi altitudine. Quindi il nome scie chimiche va cambiato ma il nome lo decidiamo noi".

"Il fasullo (Rosario Marcianò n.dr.) ha le ore contate. Il suo gioco sta volgendo al termine... Lo stiamo smascherando ogni giorno di più!!! Vi consigliamo di salvare sul vostro hard disc tutte le documentazioni possibili che ci sono dentro a tenker enemy (Sic!) in quanto l'intelligence ha dato tutto il materiale sulla geoingegneria e a breve crediamo che questo sito verrà oscurato con la scusa del processo farsa lasciano senza informazioni sull'argomento".

"Il presidio è più vivo che mai... Oggi abbiamo fatto presente insistentemente al signor Marcianò alias Task Force Butler (Sic!) della nostra presenza al suo processo-farsa ad Imperia dove lo avremmo sbiancato pubblicamente!! Marcianò, sei un fasullo. Vergognati!".



Nel frattempo, sebbene nella cronaca nazionale (il che lascia stupefatti) questo drammatico incidente che, lo ricordiamo, ha coinvolto un innocente camionista, alcuni pennivendoli molto attenti alla questione "scie chimiche" (quando c'è da riderci sopra), si sono interessati come al solito, andando a spulciare tra i commenti sui profili Facebook di Tommaso Minniti e Rosario Marcianò, nel ridicolo tentativo di normalizzare le circostanze dell'"incidente" e, nel contempo, di gettare un po' di fango addosso (occasione ghiotta) ai due ricercatori indipendenti. Certo è che questi giornalai ne hanno di faccia tosta, definendo insensibile chi scrive, mentre mettono in copertina un'immagine caricaturale del Di Paoloantonio con su scritto: "I don't want to live"!

Ma chi era Cristiano Di Paoloantonio? Costui, con il fratello Simone, aveva iniziato a far parlare di sé attraverso iniziative "border line" che miravano, secondo il duo, a sensibilizzare le persone sulla guerra climatica in corso. Nulla da dire... ognuno ha i suoi metodi ed è libero di fare ciò che preferisce...

Il fatto è che, di lì a poco i due fratelli si rimangiano tutto e negano quanto essi stessi avevano sino a poco prima dato per evidente e, rispettando uno schema rodato, iniziano a pubblicare post diffamatori e di discredito nei confronti dei fratelli Marcianò. Sì, uno schema rodato. Infatti diversi attivisti che adesso non citiamo, poiché l'elenco è lunghissimo, hanno cambiato casacca, passando a dar man forte all'ansimante disinformazione nonché agli stalkers di regime, rappresentati dai vari Task Force Butler e compagnia cantante.



Il fatto è che se accetti caramelle avvelenate da questi particolari agenti di Stato, non puoi pensare di uscirne di tua iniziativa, se non con i piedi davanti! Per chi eccepisce che, se si fosse trattato di un omicidio architettato dai servizi, non avrebbero coinvolto altre vittime, ricordiamo il caso dei due piloti della pattuglia acrobatica italiana, testimoni scomodi che di lì a poco avrebbero dovuto esser sentiti dal magistrato allora titolare delle indagini, il Giudice Rosario Priore, sull'"incidente" accaduto al velivolo Itavia nei cieli di Ustica. Si trattava dei piloti dell'Aeronautica Ivo Nutarelli e Mario Naldini. Anche loro vittime di un "incidente" aereo, ma a Ramstein, in Germania. Appartenevano alla Pan, la mitica formazione delle Frecce Tricolori con base a Rivolto, in provincia di Udine. Con loro morì anche il capitano Giorgio Alessio. Nel sud-ovest della Germania non ci fu soltanto un incidente aereo: si compì una strage, con 67 morti e 346 feriti. Era il 28 agosto 1988 e la relazione dell’Aeronautica non lasciò, allora, scampo a dubbi: un incidente provocato da un errore di Nutarelli (Ricordate il caso Germanwings?). Il disastro delle Frecce Tricolori non fu un incidente, stando alla controindagine della famiglia del pilota Nutarelli, ma un omicidio.

Tornando a Cristiano Di Paolantonio, riteniamo che costui sia stato indotto a compiere un atto folle. Era sotto terapia psichiatrica ed è tutto dire... Già negli anni Cinquanta del XX secolo gli Stati Uniti studiavano la possibilità di indurre comportamenti di ogni genere nelle loro vittime. Successivamente, negli anni Sessanta e Settanta, con il "Progetto MK Ultra", si svilupparono metodi e tecnologie, non solo farmacologiche, utili a controllare completamente alcuni "target individual". Anche l'Italia non è da meno, con il programma denominato "Monarch", nel quale sono stati coinvolti centinaia di cittadini inconsapevoli, definiti dagli psichiatri "schizzofrenici", ma che, in realtà, erano cavie nelle mani dei servizi segreti italiani.

Dunque Di Paoloantonio è stato ucciso? Noi pensiamo di sì. E voi?



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mercoledì, febbraio 01, 2017

Procura di Lanciano: sempre più nell'illegalità. Questa è la legge delle logge!



Coloro che leggono questo blog, già conoscono le epiche gesta della magistratura telecomandata, volte a zittire una voce scomoda quale quella di chi scrive. Così si sono inventati innumerevoli procedimenti penali a carico di Rosario Marcianò, i cui dossier, a partire dal primo, risalente al 2011, sono stati tutti sfornati dallo stalker di Stato, Federico De Massis, conosciuto con lo pseudonimo di Task Force Butler. Questi fascicoli sono poi acquisiti dal Pubblico Ministero di turno. A titolo di esempio, la PM, Dottoressa Francesca Scarlatti dell'ex Tribunale di Sanremo acquisì agli atti (nell'ambito del processo ASL Imperia vs Marcianò) le pagine di questo blog laddove si citava uno studio referato sullo Zebra fish, chissà con quali intenzioni di discredito da parte dell'accusa...

Torniamo, però, allo psicopatico abruzzese, fratello del noto penalista Fabio De Massis. Costui è parte integrante degli organi inquirenti e giudicanti ed è inutile qui ribadire come ed in quanti casi le innumerevoli querele sporte nei suoi confronti sono finite in archiviazioni con motivazioni fantasiose. Ovvio che è così: lo Stato non può perseguire un suo dipendente! Nel ginepraio di procedimenti penali-farsa istruiti a carico di Rosario Marcianò, si sono resi protagonisti anche il negazionista abruzzese, Signor Angelo Ruggieri (amico, guarda caso, del Federico De Massis) e la Procura abruzzese di Lanciano. Codesta Procura ha inziato ad agire illegalmente nel momento stesso in cui, nel 2014, rinviò il sottoscritto a giudizio per supposta diffamazione giacché, per legge, questa Procura non è competente da un punto di vista territoriale. Infatti la normativa prescrive che è Tribunale competente quello ove risiede l'imputato e, di conseguenza, il PM, Dottoressa Rosaria Vecchi, titolare del fascicolo, avrebbe dovuto trasmettere le carte al Tribunale di Imperia. Ciò non è avvenuto, ma non certo per leggerezza, piuttosto per rendere la difesa dell'imputato impresa difficile, vista l'oggettiva difficoltà di presenziare alle udienze in una sede distante centinaia di chilometri. Oltre a ciò, siamo di fronte ad un'ulteriore palese violazione del diritto alla difesa dal momento che, alla morte del legale di fiducia Avvocato Fabrizio Spigarelli, scomparso in circostanze poco chiare il 31 agosto 2015, l'imputato restò senza difensore. A questo punto, per legge, avrebbe dovuto essere incaricato un legale d'ufficio e la Procura di Lanciano avrebbe dovuto notificare (tramite documento scritto ufficiale) all'imputato le generalità dell'avvocato, in modo tale da permettere a chi scrive di impostare, insieme con il nuovo legale, una linea difensiva. Chiaramente siamo nell'ambito della fantascienza, visto che tutto ciò non è accaduto. Non solo! Le udienze si sono succedute nonostante le rimostranze e le denunce (l'ultima, in ordine di tempo, si è svolta regolarmente il 31 gennaio 2017) ed è stata decisa la nuova udienza per il 6 luglio 2017, alle ore 13:30. A vostro parere, da chi si è avuto modo di conoscere la data della nuova udienza che, probabilmente andrà a sentenza? Ma come da chi? Da Federico De Massis... che domande!

A questo punto credete ancora di vivere in un paese civile nel XXI secolo oppure pensate, piuttosto, di vivere nel cupo XVII secolo, perseguitati da un tiranno di spagnolesca tracotanza? Buona la seconda.

In ogni caso... anche se siamo consapevoli che serve a poco, visto che costoro si parano il culo a vicenda, il Procuratore della Repubblica della Procura di Lanciano, Dott. Francesco Menditto (in carica sino ad agosto 2017), è stato denunciato presso la Procura per competenza di Pescara e presso la Procura di Roma per la violazione dei seguenti articoli di legge: 325, 326, 333, 336, 341, 342 C.P.P.


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mercoledì, novembre 23, 2016

Come chiudere la bocca ai fratelli Marcianò - Il fine segreto del Ministero della "Giustizia"



Molti di voi sono a conoscenza delle vere e proprie persecuzioni nei confronti dei fratelli Marcianò, perpetrate della Magistratura italiana telecomandata. Nello specifico, il sottoscritto ed il fratello sono stati sottoposti ad un numero incredibile di procedimenti per supposta diffamazione. Questi procedimenti dovrebbero essere circa una decina, ma per la verità abbiamo perso il conto. Le "parti offese", guarda caso, sono quegli stessi negazionisti che compiono atti persecutori sino dal 2006. Tra questi stalker si devono annoverare anche dipendenti dello Stato. Essi agiscono impunemente usando gli accessi alla Rete messi a disposizione proprio dal Ministero della "Giustizia" e dal Dicastero dell'Interno.

Come è possibile impedire ai Marcianò di divulgare attraverso i domini Web facenti capo a "Tanker enmy"? Tecnicamente è possibile, ma da un punto di vista giuridico non è all'apparenza così facile. E' stata, però, escogitata una risoluzione: condannare alla carcerazione (o a pene alternative) uno dei due fratelli. Di conseguenza, in modo contestuale, se ne interdice, tramite decreto di condanna, l'accesso alla Rete. Si vieta altresì al condannato qualsiasi contatto con l'esterno per un periodo che può arrivare o superare i 6 anni. Qualcuno di voi obietterà che ciò non è credibile, eppure è una minaccia reale e non è escluso che si concretizzerà entro il 2017.

Tra l'altro i fratelli Marcianò, a seguito della strana morte del loro legale di fiducia, l'avvocato Fabrizio Spigarelli, sono senza tutela alcuna. I legali d'ufficio sono lì per bellezza e bisogna pagarli comunque profumatamente! I processi potranno concludersi con altrettante condanne. Ricordiamo che in questo bel paese, ogni anno, ben centocinquantacinque (155) tra giornalisti e bloggers sono stati condannati per un totale di 150 anni di reclusione [ LINK ].

Era doveroso rendere noto quanto sin qui illustrato, perché, se un giorno non ci sentirete né vedrete più, capirete il motivo. Siamo in democrazia, no? E se non ti possono far fuori... si ricorre sempre a qualche metodo "legale" per metterti il bavaglio.


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domenica, giugno 12, 2016

La morte di Gianluca Buonanno: omicidio di Stato?



Gianluca Buonanno, parlamentare europeo, muore lungo la Pedemontana in Provincia di Varese, investito da un'auto, dopo essere sceso dalla propria vettura Volkswagen, a seguito di un tamponamento con una Mercedes. Sono circa le 10:00 del mattino del 5 giugno 2016. E' quanto riferiscono le prime fonti di informazione che, come accade in casi simili, sono le più attendibili e le prime a scomparire. Nelle ore immediatamente successive questa prima versione viene, infatti, smentita e si accavalla una ridda di ipotesi. Per ulteriori particolari rimandiamo a questo articolo.

La versione ufficiale

Secondo i media mainstream, la Mercedes non appartiene più a cittadini britannici, ma ad un albergatore comasco che stava accompagnando due clienti di Albione, con una Mercedes a noleggio, all'aeroporto di Malpensa. Inutile dire che di questo fantomatico albergatore non si reperiscono informazioni di alcun genere. Inoltre le sue "presunte" dichiarazioni sono una barzelletta. Infatti l’uomo ha affermato:

"Mi sono accorto di aver bucato. Sono sceso sulla corsia d’emergenza [...] ho fatto scendere i due occupanti che si sono posizionati (sic) oltre il guardrail ed ho chiamato, attraverso mio fratello che si trovava in albergo, l’assistenza. Ho rispettato i protocolli. Da quando sono risalito in macchina al momento del 'botto' saranno passati 30 secondi. Ho capito che qualcuno aveva centrato la mia auto".

Peccato che lungo quel tratto della Pedemontana non è montato il paracarro! Lo si può verificare in questo video.



Gli inquirenti hanno alla fine chiuso velocemente le indagini ed archiviato tutto come fatale incidente da distrazione, così, il giorno 11 giugno varie testate hanno riportato la seguente notizia (o velina?):

"Gli inquirenti riferiscono che dai filmati della società Autostrada Pedemontana Lombarda visionati dalla Polstrada si vedrebbe abbastanza chiaramente che l’europarlamentare, alla guida, si china verso il lato destro del sedile armeggiando con la mano destra, si presume per raccogliere il telefono cellulare caduto nell’abitacolo, mentre la donna che gli siede a fianco è assopita. Una distrazione che per pochi secondi gli deve aver fatto perdere il controllo del New Beetle, trovando poi sulla traiettoria, per fatalità, sulla corsia di emergenza l’auto parcheggiata, guidata da un albergatore che stava facendo da autista a due turisti inglesi (sic) e contro cui, a causa dell’impatto, Buonanno ha trovato la morte".

Tralasciamo poi la storiella della partner di Buonanno: ella dormiva e non si è svegliata nemmeno dopo l'impatto, per cui la donna non ha potuto e non può raccontare alcunché circa la dinamica del sinistro.

Questa versione dei fatti è un insulto all'intelligenza umana, ma ormai ci siamo abituati. Ci hanno preso gusto.

Innanzitutto Buonanno, secondo quanto riferiscono persone che lo conoscevano, era abituato ad allacciare la cintura di sicurezza. Lo si può arguire anche da questo fotogramma. Inoltre la sua autovettura era fornita di apparato Bluetooth che gli consentiva di dialogare con il vivavoce, senza doversi distrarre peraltro nel rispondere alle chiamate, poiché è il sistema di bordo che si occupa di rispondere automaticamente. Quindi è destituita di fondamento la dichiarazione degli inquirenti secondo cui dai tabulati telefonici risulta una chiamata senza risposta (questo per giustificare la tesi del telefono cellulare caduto sul tappetino).



In secondo luogo, le telecamere installate lungo la Pedemontana (come su altre autostrade) non dispongono di focali ad elevata risoluzione in grado di riprendere gli occupanti all'interno dei veicoli. Oltretutto quel giorno pioveva e la visibilità era scarsa. Solo le telecamere poste ai caselli sono in grado di leggere le targhe, visto il particolare sistema di pagamento del pedaggio, unico in Italia, ove la tariffa viene mandata a casa o addebitata sul conto corrente. E' chiaro che siamo di fronte ad invenzioni fantasiose, degne della sceneggiatura di un film italiano di quart'ordine!

La targa rubata

Intendiamo, però, tornare per un attimo alla prima versione, ricostruzione che vede il parlamentare leghista investito da un'auto, mentre si trovava fuori dal suo mezzo. Questa prima versione, come detto, è stata eliminata e gli articoli che ad essa si riferivano sono stati in gran parte cancellati, rimossi o modificati. In questa immagine si distingue bene il corpo del povero Buonanno steso sull'asfalto e coperto da un drappo, mentre qui, in un reportage successivo, si nota la traccia lasciata dal corpo. Ciò è evidente, poiché in quella precisa superficie l'asfalto è asciutto. Infatti ricordiamo che, durante i tragici eventi, stava piovendo. Curioso il fatto che gli agenti non abbiano delimitato (con vernice o gessetto) il punto esatto ove si trovava la vittima dell'incidente. Hanno semplicemente rimosso il corpo, visto che la versione definitiva doveva essere quella del decesso "sul colpo" dentro all'autoveicolo.



Occupiamoci ora della Mercedes e qui concludiamo con un elemento inquietante. Infatti, ingrandendo e schiarendo l'unica foto disponbile dell'autovettura ipoteticamente tamponata (noi siamo sicuri che non lo è), notiamo che la targa è visibilmente sovrapposta ad un'altra.

Risalendo al reale proprietario della Mercedes, è possibile capire se l'auto è stata collocata lì per simulare un incidente. Soprattutto avremo conferma se davvero, come asserito dal presunto testimone, l'auto Mercedes "Classe C" (EURO6) è una vettura a noleggio o no. L'unica fotografia disponibile squaderna una serqua di cifre e combinazioni possibili. Assunto che i caratteri alfanumerici "424XS" sono di certa identificazione, restano da rilevare con sicurezza le prime due lettere. Escludiamo la prima lettera come "D", poiché tale non sembra (analizzando lo scatto) ed anche perché non potrebbe corrispondere alla data di fabbricazione del modello di veicolo in questione.



Escludiamo anche la prima lettera come "F", giacché a tale lettera la numerazione attuale non è ancora arrivata (attualmente siamo ad FC), associandola alla sequenza di segni successivi. Il secondo grafema è purtroppo poco visibile, a causa dell'angolo di visuale, ma anche perché parzialmente nascosto da alcune graminacee selvatiche. Le combinazioni con la seconda lettera I ed O non esistono, per cui le omettiamo dalla ricerca al PRA (Pubblico registro automobilistico). Di conseguenza le associazioni possibili sono le seguenti:

- EC 424 XS: CITROEN - Targa immatricolata nella provincia di Milano (EURO4)
- ED 424 XS: Targa immatricolata nella provincia di Torino (Euro 4)
- EF 424 XS: Targa immatricolata nella provincia di Bologna (EURO5B)
- EK 424 XS: HYUNDAI - Targa immatricolata nella provincia di Grosseto (EURO5)
- EL 424 XS: Targa immatricolata nella provincia di Cuneo - AUTO DI PICCOLA CILINDRATA (EURO5)
- EN 424 XS: Targa immatricolata nella provincia di Roma (EURO5B)
- EP 424 XS: Targa immatricolata nella provincia di Massa (EURO5B)
- ER 424 XS: Targa immatricolata nella provincia di Roma (EURO5B)
- ET 424 XS: AUTOCARRO FIAT 312 CXL2A A9 - Targa immatricolata nella provincia di Torino (EURO5B)
- EW 424 XS: Targa immatricolata nella provincia di Napoli (EURO5B)
- EX 424 XS: Targa immatricolata nella provincia di Foggia (EURO5B)
- EK 424 KS: Targa immatricolata nella provincia di Varese (EURO4)

Di queste targhe NESSUNA è associata ad una Mercedes "Classe C" EURO6. Ad ogni modo i due grafemi iniziali più plausibili sono EZ, per cui la targa che si vede nella foto sarebbe EZ-424XS e, guarda caso, è stata RUBATA il 13 gennaio 2016. La denuncia di furto è stata inserita in data 13/01/2016 presso STAZ.CC NAPOLI ARENACCIA di NAPOLI (NA).

EZ-424XS - LANCIA - TARGA RUBATA
Targa: EZ424XS (Entrambe)
Telaio: ZLA31200005231693
Modello: Y
Fabbrica: LANCIA
Tipo: AUTOVETTURA



Concludendo... Una Mercedes "classe C", già precedentemente incidentata (ad essa corrisponde, infatti, una targa trafugata a Napoli) è stata nottetempo trasferita nell'unico settore senza guardrail di un'autostrada scarsamente trafficata anche di giorno e poi collocata a lato, sull'erba. Gli airbag non sono esplosi e ciò significa che i danni riportati dal veicolo non sono da ascrivere agli eventi riferiti dai media nonché dagli inquirenti. Il mezzo è servito per inscenare il tamponamento con il veicolo di Buonanno. Il settore è stato scelto con attenzione, poiché la sua particolare conformazione ha facilitato le operazioni al carro attrezzi che ha dovuto depositare la Mercedes poco oltre la carreggiata. Di lì a poche ore è transitata la VW New Beetle del parlamentare europeo. E' stato il suo ultimo viaggio.

Gianluca Buonanno dunque è stato ucciso? La risposta è evidentemente affermativa. Tutto il resto è menzogna.

AGGIORNAMENTO: I disinformatori hanno suggerito la targa EK424KS. Questa è sì associata ad una Mercedes S350 CDI 4Matic, ma è una EURO4 e non una EURO6. Di conseguenza non sembra corrispondere al modello fotografato sul luogo ove è deceduto Gianluca Buonanno. In ogni caso (e qui arriva il bello) la vettura è passata per mano di tre proprietari, l'ultimo dei quali è una società fallita e messa in liquidazione il 9 marzo 2016. Non può quindi essere stata noleggiata, così come dichiarato dal presunto testimone albergatore. Non ci sono proprietari successivi... tranne la banca che ha messo all'asta l'autoveicolo in questione.


Articolo correlato: Gianluca Buonanno è stato ucciso?, 2016

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martedì, febbraio 23, 2016

Il Giudice di Imperia, Laura Russo, lascia impunito lo psicopatico Federico De Massis

Ennesimo schiaffo alla giustizia: il Giudice di Imperia, Laura Russo, sciogliendo la riserva, decide di archiviare il fascicolo a carico dello stalker Federico De Massis alias Task Force Butler, fratello del noto avvocato Fabio Der Massis, socio eletto ed ex legale del WWF Abruzzo. L'informatico di Pescara, assunto dal Ministero della Giustizia per restare attaccato alle calcagna dei fratelli Marcianò, esce quindi ancora indenne dalle accuse di calunnia, atti persecutori, minacce e sostituzione di persona. Ma resta un dato di fatto: la magistratura tutela i delinquenti con tare psichiatriche. D'altronde non poteva essere diversamente e non siamo per nulla sorpresi, giacché soggetti dalla mentalità disturbata come Federico De Massis, essendo al soldo dello Stato, hanno garantita la completa impunità. Quindi De Massis, coniugato e padre di un'adolescente di quindici anni, soggetto pericoloso che il Giudice di turno ha preferito lasciare impunito, si fa forte di quest'ennesima beffa e, certo di poter proseguire indisturbato insieme con i suoi "colleghi" troll, continua ad attaccare chi scrive ed il fratello Antonio, per contro perseguiti dalla stessa Magistratura che dovrebbe tutelarli.

Che De Massis come gli altri suoi compagni di merende sia, invece, uno psicopatico da rinchiudere ci è confermato da un recente studio. Infatti i cosiddetti ‘troll’, ossia le persone che si inseriscono in contesti sociali online al puro scopo di disturbare, importunare, diffamare, minacciare o sviare le discussioni, rientrano nello schema di personalità narcisistiche, psicopatiche, sadiche e, addirittura, soffrono di disturbi della personalità ancora peggiori. Secondo la ricerca degli scienziati della University of Manitoba, in Canada, il tratto più comune sarebbe il comportamento sadico.

Gli scienziati hanno sviluppato un test per individuare i troll e hanno scoperto che questi mostrano quello che è conosciuto come il “Dark Tetrad” della personalità. “Il trolling – ha spiegato Erin Buckels, fra gli autori dello studio – mostra correlazioni con sadismo, personalità psicopatica e comportamento machiavellico. Sia i troll sia i sadici provano una gratificante soddisfazione nel procurare sofferenza agli altri. Il sadico vuole solo divertirsi ed Internet diventa il suo campo giochi”. In più se ti pagano...

Qui il documento PDF relativo allo studio canadese.


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domenica, maggio 03, 2015

Mediaset continua a disinformare!

Recentemente anche i mefistofelici imbonitori dell'orribile ed inguardabile "Striscia la notizia" (Mediaset) hanno colto l'occasione per usare in modo abusivo ed illegale una sequenza del nostro documentario "Scie chimiche: la guerra segreta" (secondo 42). Il loro fine è quello di ingannare il pubblico, spacciando quegli sfregi che deturpano i nostri cieli per normali scie di condensazione. Ecco a che cosa serve la televisione oggi: a disinformare, a mentire, a nascondere le verità scomode.



I motori turbofan con high bypass in uso almeno dagli anni ‘70 del XX secolo non possono produrre scie di condensazione, poiché l'80% dell'aria che li attraversa non entra nella camera di combustione. Allo scarico quindi i gas incombusti sono relativamente freddi. Ciò implica che i propulsori attuali non possono in alcun modo generare scie di condensazione, visto che la condensazione dipende da una sensibile differenza di temperatura tra due ambienti.

Scarica il documentario "Scie chimiche: la guerra segreta da questo link.

Prenota il libro da qui.

Ricevi a casa la precedente pubblicazione (Scie chimiche: la verità nascosta - Le prove) da qui.



UN AIUTO PER TANKER ENEMY - Il Comitato "Tanker enemy" dal 2006 è impegnato nella divulgazione e nella denuncia dello spinoso tema noto come "scie chimiche" o "geoingegneria clandestina", tramite la pubblicazione di articoli, video, documenti, traduzioni e per mezzo di varie iniziative (ad esempio, l'indagine sulle polveri sottili). Questo lavoro ha richiesto e richiede un impegno quotidiano con il conseguente dispendio di energie e risorse. In questi anni il blog "Tanker enemy" e quelli collegati hanno garantito, anche grazie al contributo di lettori e sostenitori, un'informazione indipendente e circostanziata a tal punto da suscitare la reazione del sistema. Questa reazione si è tradotta, oltre che in attacchi di ogni genere, nell'apertura di procedimenti "legali", volti all'oscuramento del blog e dei siti ad esso correlati. Sono procedimenti all'origine di notevoli difficoltà pratiche e di cospicui esborsi per avvocati e consulenti tecnici. Auspichiamo perciò un fattivo sostegno sotto forma di donazioni e di altri interventi (gratuito patrocinio, consulenze...) affinché il Comitato possa continuare ad agire nell'interesse della collettività. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che accoglieranno, per quanto nelle loro possibilità, il presente appello. Il Vostro contributo è assolutamente fondamentale al fine di permetterci di proseguire con il nostro operato. Qui la pagina Paypal per eseguire una donazione.


domenica, marzo 22, 2015

Imminente l'uscita del libro "Scie chimiche: la guerra segreta"

Sarà disponibile a partire da maggio 2015 il volume “Scie chimiche: la guerra segreta”, i cui autori sono Rosario ed Antonio Marcianò. Il saggio è stato concepito come l'ampliamento dell'omonimo documentario di cui mantiene l'impianto: vi trovano così adeguato spazio gli argomenti che nella precedente produzione o erano stati esposti per sommi capi o talora trascurati per evidenti ragioni di durata. Si traccia in questo modo un quadro esauriente che travalica i confini della geoingegneria clandestina intesa come insieme di attività di intervento sui fenomeni atmosferici, per esplorare altri àmbiti non meno rilevanti, come lo snaturamento della biosfera, il controllo delle nazioni, i nessi con le politiche gestite da apparati sovranazionali etc.

Cogliamo l'occasione per ringraziare l'editore ed i suoi collaboratori che hanno creduto, sin dal principio, nel progetto nonché tutti i lettori, i cui contributi, segnalazioni, spunti hanno permesso di scrivere un'opera che è veramente agganciata ad esigenze divulgative scevre da ogni condizionamento.

Di seguito la presentazione della quarta di copertina.

"Con taglio oggettivo e per mezzo di una corposa documentazione, dopo aver inquadrato il problema, il libro si sofferma sulle varie sfaccettature della questione:

- il controllo del tempo e del clima
- le connessioni con le strategie militari e gli interessi economici
- le conseguenze sull’ambiente e sulla salute
- il ruolo della disinformazione e della propaganda

È stato privilegiato un approccio scientifico, ma questo non esclude una precisa volontà di denuncia accanto ad uno sprone nei confronti dei lettori a prendere coscienza del fenomeno.

Il testo si basa su ricerche pluridecennali sul tema che hanno condotto a conclusioni ormai inconfutabili.

L’osservazione e l’esperienza, come da metodo consolidato, hanno completato il mosaico".

"Scie chimiche: la guerra segreta" sarà disponibile entro maggio 2015 e può essere già prenotato su Macrolibrarsi.it da questo link.


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venerdì, febbraio 06, 2015

Gianni Lannes è un gatekeeper?

Tempo addietro Gianni Lannes decide per conto suo che UN MILIONE di cittadini si devono riunire tutti a Roma per protestare contro le attività di aerosol clandestine. Reputiamo l'idea bislacca ed anzi ci irrita il fatto di essere stati tirati in ballo, insinuando che, se non vi partecipiamo, significa che...

Pensiamo: "A che gioco gioca Lannes? Chi vuole delegittimare e perché? Cui prodest?". Oltre tutto l'indetto sit-in non ha ricevuto l'autorizzazione per opera della Prefettura.

Già mesi prima in un suo articolo, pubblicato sul blog "Su la testa", sembra si voglia avvalorare la tesi delle fantomatiche scie di condensazione e questo episodio comincia a far serpeggiare qualche sospetto in merito a chi realmente gestisce il blog di Gianni Lannes.

Successivamente a quegli strani eventi, il "giornalista investigativo" si rende protagonista di alcune dichiarazioni sopra le righe, nelle quali il target da screditare è sempre, guarda caso, Marcianò. Fingiamo di non capire e lasciamo correre. A metà maggio 2014, sempre sul blog "Su la testa", viene pubblicato un messaggio privato del Dottor Stefano Montanari, il quale, senza mezze misure e dopo essere scampato ad una nostra querela (fatta evaporare da qualche PM compiacente), spara a zero su Marcianò. Poi, come suo solito, Lannes nasconde la mano... cancella l'articolo ed anche in quel caso la cosa finisce lì. Lo ignoriamo. Per quale motivo, però, Lannes pubblica le spericolate asserzioni di Montanari? Forse perché così qualcuno le legge e si forma un'opinione errata...

Nel mese di giugno 2014, sempre volendo ignorare di aver compreso da che parte sta davvero Lannes, gli scriviamo e gli chiediamo se vuole partecipare, con un'intervista sul tema, alla realizzazione del documentario "Scie chimiche: la guerra segreta". Il Nostro non risponde nemmeno...

Poco tempo dopo la pubblicazione del documentario, Lannes denuncia un attentato incendiario a suo danno. Scopriamo tuttavia che un rogo si è verificato, ma in fiamme è andata una vettura di un esponente del comune in cui risiede il giornalista e le foto sono quelle di un sito web locale. Qualcosa non quadra. Fatto sta che il reporter rimuove l'articolo dal suo blog.

Ora costui annuncia ai quattro venti che è di prossima pubblicazione il volume, edito da "Arianna Editrice", "Scie chimiche: la guerra segreta". Il titolo è sin troppo simile a quello del documentario di "Tanker Enemy". Il motivo? Un'operazione di marketing? Lasciamo al lettore le ovvie conclusioni.

Ed ecco, signore e signori, che Gianni Lannes getta finalmente la maschera: il 5 febbraio 2015 pubblica il seguente scartafaccio, usando un nome di comodo (Giulio Bianchi), dal titolo inequivocabile:

"MARCIANO', MARCIASI': MARCIACHI?

Attenzione agli esperti da cameretta. In Italia, a parte i negazionisti delle scie chimiche, c'è qualche mister "so tutto io", che si arroga il diritto di monopolizzare l'argomento guerra ambientale. A parte il vittimismo conclamato ed esibito ad ogni giro di giostra, sul predetto argomento una premiata ditta le spara sempre più grosse. Questi novelli profeti da condominio sgomitano e sbraitano sempre più per un briciolo di notorietà. Recita l'adagio: "scherza con i fanti ma lascia stare i santi". A buon intenditore poche parole". E ora fuori dai piedi!"

Analizziamo il lessico del testo. Vediamo che in esso compaiono termini usati sino alla noia dalla disinformazione organizzata e questi sono: "cameretta", "premiata ditta", "vittimismo", "novelli profeti da condominio"...

Leggiamo che cosa scrive Task Force Butler al secolo Federico De Massis. Prendiamo un messaggio a caso inviatoci tra le centinaia di comunicazioni intimidatorie e persecutorie ed in cui, per conoscenza, sino dal 2011, è incluso il destinatario "Gianni Lannes".

"Eh sì, decisamente la puzza di merda che si alza dalla cameretta in quel di Sanremo sta appestando l'intera Europa".

Capito? Ora è chiaro un concetto: il blog "Su la testa" è un blog civetta e Gianni Lannes, di conseguenza è un gate keeper [1]. Non credete sia vero? Ne trarrete conferma dalle sue prossime reazioni e da quelle che, a tutti gli effetti, sono suoi collaboratori tra cui un personaggio di notevole peso.

[1] "Gatekeeper" significa letteralmente "guardiano del cancello": il vocabolo designa, nel lessico della comunicazione in Rete o più in generale dei media, un blogger, un autore, un giornalista che, fingendo di informare in modo obiettivo e con l'apparente intento di denunciare problemi scottanti, mescola abilmente menzogne e mezze verità per catturare il consenso di lettori ed attivisti. Dopo aver ottenuto consenso, pilota l'opinione pubblica verso pseudo-verità o la distoglie dai problemi veri per enfatizzare aspetti secondari. Il gatekeeper è una specie di pastore che lascia pascolare il gregge in un recinto un po' più ampio di quelli normali, illudendo le pecore di essere libere. Emblematico è il caso di Adam Kadmon, un ingannevole e fraudolento paladino di un'opposizione "voluta ed autorizzata dal sistema".


sabato, gennaio 24, 2015

Lanciano ti dà una mano

Nel provvedimento del Tribunale di Lanciano (Abruzzo) a firma del P.M. Dottoressa Rosaria Vecchi, il sottoscritto è avvisato di conclusione indagini in merito ad una supposta diffamazione a danno del meteorologo abruzzese Angelo Ruggieri. Su tale circostanza è bene evidenziare come i commenti contestati sono palesemente vergati da altro soggetto che si spaccia per lo scrivente. Non bisogna dimenticare nemmeno che la parte lesa è in rapporti di amicizia con diversi protagonisti di altri procedimenti imbastiti a carico di Rosario Marcianò. Omettiamo qui di elencarli tutti, poiché sono già noti...



E' necessario anche osservare come il famigerato Federico De Massis (residente a Pescara e fratello di Fabio, avvocato del foro di Pescara), alias Task Force Butler, sia perfettamente a conoscenza e nei dettagli di tale ultimo procedimento, così come degli altri sette, nonché di udienze che si sono tenute presso il Tribunale di Imperia. Udienze ex novo (e non quindi rinvii) delle quali né lo scrivente né il suo legale erano stati messi a conoscenza. Tuttavia De Massis Federico... lui ne era informato! Non dimentichiamo che questo soggetto è stato più volte querelato per diffamazione, calunnia, atti persecutori, minacce, sostituzione di persona, ma nessuna Procura si è mai degnata di perseguirlo e quindi di tutelare i querelanti e cioè Antonio e Rosario Marcianò. Esiste una disparità di trattamento che esige siano ristabiliti principi di equità.



Che cosa recita il provedimento del Tribunale di Lanciano? Si afferma che è stata lesa la dignità del querelante Angelo Ruggieri e che il sottoscritto è rinviato a giudizio per il reato di diffamazione. Poi, appena al di sotto del dattiloscritto si osserva un'interpolazione (non rispondente al vero) aggiunta a posteriori da persona che non si è firmata, per cui il documento è passibile di nullità. Di chi è la nota manoscritta? Per quale motivo non riporta a fianco la firma dell'autore della... "correzione" così come prescrive la legge? Per quale motivo il documento del P.M. Dottoressa Rosaria Vecchi reca una glossa non rispondente al vero? Infatti lo scrivente, nei fatti, non è recidivo e mai ha subito condanne definitive per diffamazione! Per quale motivo il Tribunale di Lanciano nella fattispecie non competente per territorialità [1], redige e registra un porovvedimento ufficiale con postille manoscritte non rispondenti al vero? Chi è il suggeritore? Fatemi indovinare... De Massis Federico? Ne siamo certi.

Come ben si comprende, qualcuno intende fermare Marcianò con le scartoffie, ma non ci riusciranno!



[1] Il Tribunale di Lanciano non è competente per territorialità, in quanto la sede dibattimentale va ricercata nel luogo più vicino a dove sarebbe stato commesso il reato. Competenza territoriale: è l'ultima ripartizione, operante dopo l'individuazione della materia, fra i vari distretti geografici. L'art.8 c.p.p. sancisce le regole per la determinazione del giudice territorialmente competente. Innanzitutto, è competente il giudice del luogo ove è stato consumato il reato. Se a causa del reato è morto qualcuno, però, competente è il giudice dell'avvenuta azione od omissione. Nel caso di reato permanente è competente in ogni caso il giudice del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione, mentre nel caso di delitto tentato è competente il giudice dell'ultimo atto. L'art.9 soccorre i principi generali dell'8, qualora non sono determinabili i criteri d'individuazione: il giudice competente è innanzitutto quello dell'ultimo luogo noto in cui si è svolta parte dell'azione, e qualora non fosse comunque conoscibile, competente è il giudice della residenza, della dimora oppure del domicilio dell'imputato. Se anche in questo caso fosse impossibile risalire a un criterio, competente è il giudice della sede del PM che per primo ha iscritto la notizia di reato.


[2] - Recidiva - L’articolo 99 c.p. prende in considerazione una delle circostanze legate alla persona del colpevole. La norma prevede la cd. recidiva ovvero il fatto che il reo “dopo essere stato condannato per un delitto non colposo, ne commette un altro […]”.
Per la recidiva, il Codice prevede un aumento della pena in quanto tale circostanza evidenzia un possibile nesso con concetto di capacità a delinquere (art. 133 c.p.).

- Reiterata (art. 99 quarto comma c.p.) quando il nuovo reato è commesso da chi è già recidivo. In questi casi, l’Ordinamento prevede l’applicazione di un aumento della pena fino alla metà, se si tratta di recidiva semplice o fino a due terzi, se si tratta di recidiva aggravata specifica o infraquienquennale e da uno a due terzi, se commesso durante o dopo l’esecuzione della pena o nel tempo in cui il condannato si è sottratto volontariamente alla giustizia.

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Range finder: come si sono svolti i fatti

venerdì, gennaio 09, 2015

False flag parigino: il vero obiettivo era l'economista Bernard Maris?

A Parigi si recita a soggetto: il 7 gennaio 2015 un commando, che sembra provenire da un b-movie, irrompe nella sede di una pubblicazione "satirica" per sparare all'impazzata contro i redattori. Lo Stato, per mezzo dei suoi servizievoli servizi, colpisce ancora...



Siamo alle solite. I regimi occidentali intendono a tutti i costi arrivare ad un conflitto generalizzato che coinvolga Islam da una parte e "paesi democratici" dall'altra. Così confezionano l'ennesimo atto terroristico da mostrare ad una popolazione sempre più rimbambita, incapace di distinguere tra finzione cinematografica d'accatto e realtà e quindi facilmente manipolabile. Basta una sparatoria "fortuitamente" ripresa da un testimone di passaggio (immagini mosse e di scarsa qualità, come al solito...) ed il gioco è fatto. Si mostra la "violenza inaudita degli integralisti islamici" e si fomenta l'odio, oltre che la paura. Tutto questo... domandatevi, a chi serve? Chi può ottenere vantaggi da queste sceneggiate che si ripetono con sempre maggiore frequenza? Il risultato? Più controllo oppressivo sui cittadini e, magari, una bella guerra contro un altro "Stato canaglia", magari ricco di giacimenti petroliferi...

Ora si parla di 12 vittime (all'inizio il simbolico numero era 11, come "Arrondissement 11", Undicesimo distretto etc.) e tra queste l'economista della Banque de France Bernard Maris che, guarda caso, aveva recentemente dichiarato:

“Tutti i paesi europei dovranno prima o poi rassegnarsi a cancellare parte del loro debito pubblico. Bisogna rinegoziarlo quando supera il 60% del PIL per potere rispettare di nuovo i criteri di Maastricht. I creditori e quindi le banche dovranno chiaramente fare uno sforzo importante. Anche i grandi paesi come Germania e Francia. E’ l’unico modo per consentire agli Stati dell’eurozona di rilanciare l’economia. Senza crescita non riusciranno ad affrontare il debito pubblico, come è successo ai paesi africani per diversi decenni, rimborseranno per l’eternità un debito che soffocherà l’Europa.

E’ pertanto l’unico modo per evitare anni di ristagno dell’economia come in Giappone o nel Portogallo. L’unico modo anche per evitare un grosso crollo del potere di acquisto delle famiglie e dei conflitti sociali principali. La scelta della Germania rovinerà anche la sua economia a lungo termine. Non è un circolo virtuoso ma un circolo vizioso. Preferisce ridurre il livello di vita dei tedeschi pur di essere competitiva. Questa politica come quella della Costa D’Avorio negli anni ’60, si chiama la “crescita che impoverisce”.



Si è deciso quindi di eliminare un personaggio scomodo? E' probabile che il reale obiettivo fosse lui e non certo i vignettisti di una rivista che ormai vendeva tante copie da contarle sulle dita di una mano. Quindi la mente non è islamica, come si può ben comprendere! Ovvio che, però, quest'occasione ghiotta è stata sfruttata per proseguire la campagna anti-Islam cominciata con il false flag del giorno 11 settembre 2001. Allora furono sacrificati oltre 3000 cittadini inconsapevoli ed inermi per sferrare l'aggressione contro il Medio Oriente, spacciata per "esportazione della democrazia". E sappiamo come è finita.

Di là delle numerosissime incongruenze di questa operazione dei servizi come il fatto sconcertante che i "terroristi" se ne vadano in giro con i documenti di identità addosso e che poi li lascino "sbadatamente" in auto, soffermiamoci sulle immagini inizialmente mostrate dai media di regime senza tagli e che poi, via via, sono state tagliuzzate qua e là, visto che qualche sospettuccio potevano farlo venire anche al più rincoglionito e disattento spettatore.

Parliamo del presunto omicidio dell'agente di Polizia. Nessun apparente rinculo del fucile, niente sangue (l'uomo era già stato "ferito" alla gamba per giunta!), suono e fumo che sembrano uscire da qualcosa (una pistola a penna?) in mano all'attore a terra (è proprio la mano, non il fucile, a subire un rinculo), il fumo non allineato con la canna del fucile, la testa che si accascia comodamente in direzione opposta allo "sparo" (la versione ufficiale è che il colpo è stato dato alla testa) etc.


Il video in versione MP4 è scaricabile da qui.

Inoltre osservate come il figurante a terra si gira agilmente su sé stesso per ben tre volte in attesa del finto terrorista. Inizialmente si volta dal lato dei finti jihadisti, per verificare quando uno di loro arriva a dargli il "colpo di grazia". Quando si accerta che stanno arrivando, si gira di spalle e prepara la piccola pistola che ha in mano (si noti la fiammata e quindi il fumo provenire dalla mano sinistra). Tracce di sangue di una precedente ferita sul selciato? Zero. Testa fracassata a seguito del colpo devastante del fucile mitragliatore AK47? Zero. In tutta evidenza il guitto spara verso il selciato, coordinato con l'arrivo del suo complice che simula di finirlo. Risultato: sceneggiata ad uso e consumo dei media ufficiali che, in collaborazione con i servizi, architettano un false flag addirittura peggiore di quello orchestrato davanti Palazzo Chigi dal Governo Letta nel 2012.

Singolare è il fatto che anche in quest'ennesima pantommima una diretta televisiva mira a ripetere il successo dell'inside job datato 11 settembre 2001 e non importa se veramente siano state compiute delle stragi. L'importante è atterrire.

Intanto la "realtà" disegnata dai giornali e televisioni main stream è sempre quella che fa più comodo agli artefici di quest'ultima tragica farsa, mentre la verità è occultata con l'eliminazione dei video scomodi, in barba a quella che sarebbe una battaglia per il diritto d'opinione, minacciato dalla violenza di terroristi islamici in libera uscita per le strade di Parigi.

Questa storia funziona come per la questione delle "scie chimiche". Infatti i giornalisti non sono "idioti che non capiscono", ma collaborazionisti che recitano la loro parte.

AGGIORNAMENTO:

Le immagini che riprendono la finta uccisione dell'agente (un attore) sono state registrate precedentemente al 7 gennaio 2015. La prova è sempre stata in bella vista! Infatti, nel video realizzato dal tetto di un edificio che si trova nel quartiere dove sono avvenuti i "fatti", si nota che sta piovendo (è quanto è stato anche dichiarato dai media). Invece le immagini successive, relative alla "morte" del police man, mostrano asfalto ed auto perfettamente asciutti! Ciò attesta che la sequenza venduta ai media di regime come atto scellerato e crudele di due "terroristi islamici" è uno sceneggiato registrato giorni prima, con la strada chiusa al traffico, quindi senza testimoni scomodi (automobilisti e passanti).

Partecipa alla discussione qui.

lunedì, gennaio 05, 2015

Il Servizio Segreto uccide; la Polizia e la Magistratura NON indagano


Minacce ricevute da un anonimo che anonimo non è e che è strettamente legato ad apparati governativi. Queste manifestazioni di inaudita violenza verbale, cattiveria spropositata, disprezzo per la vita altrui e che non sono in alcun modo perseguite, sebbene siano denunciate da anni, sono la granitica dimostrazione che forze dell'ordine, magistratura e governo sono tutt'uno con le gang stalkers imperversanti sulla Rete ed altrove.



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