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domenica, aprile 23, 2017

Dipendenti del Ministero dell'Interno "soci" dello stalker Task Force Butler. Segnalazione alla Procura di Imperia



E' arcinoto che agenti del Governo agiscono per contrastare con ogni mezzo, legale ed illegale, le attività di controinformazione dei fratelli Marcianò e nel far questo socializzano tranquillamente sulla pagina Facebook dello psicopatico Task Force Butler. Riportiamo l'ultimo espisodio, ove tale Franco Granato, in risposta ad un post minatorio [ LINK ] del Federico De Massis, scrive:

“Abbiamo, sui fratelli Marcianò, armadi carichi di faldoni. Leggerseli tutti è una faticaccia. Io ho fatto scorta di caffè e da domani al lavoro”.



Qui il documento PDF inoltrato alla Procura di Imperia. Di seguito uno stralcio dell'esposto-denuncia.

"Ci chiediamo: con quale impudente autorità e sulla base di quale norma o legge un dipendente dello Stato come il Franco Granato, si possa arrogare il diritto di intraprendere iniziative persecutorie a nocumento dei fratelli Marcianò, partecipando alle discussioni diffamatorie e persecutorie di un pluridenunciato come il De Massis Federico, evidenziando palesemente come esista un dossier sul quale costui nonché altri agenti stanno lavorando illegalmente per mettere a tacere due voci scomode. D’altronde le dichiarazioni della Presidente della Camera Laura Boldrini e le persone (stalkers e diffamatori come il De Massis Federico, Paolo Attivissimo, David Alehandro Puente, Michelangelo Coltelli) assunte a ruolo di “esperti” per “contrastare” quelle che ella definisce “fake news”, vanno esattamente in questa direzione. Per tale motivazione la Presidente della Camera è stata denunciata per violazione dell’articolo 21 della Costituzione.

Può questa Procura spiegare per quale motivo il De Massis Federico non è stato MAI perseguito? Può questa Procura spiegare per quale motivo i dossier inviati dal De Massis Federico a danno dei fratelli Marcianò scaturiscono immancabilmente in illegittimi ed illegali procedimenti a carico? Può questa Procura giustificare l’impiego “legale” di dossier preparati da uno stalker seriale? Può questa Procura giustificare la commistione tra apparati dello Stato e stalkers seriali la cui unica attività è quella di perseguitare costantemente e da anni i denucianti? Può questa Procura giustificare l’archiviazione o l’insabbiamento anche di questa denuncia-esposto?"

Ovviamente nulla accadrà, poiché i magistrati sono pappa e ciccia con palla di grasso Federico De Massis alias Task Force Butler, ma è bene che queste cose siano sempre rese pubbliche! A buon intenditore, poche parole.


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sabato, gennaio 14, 2017

Lo Stato finanzia e protegge gli stalkers: denunciato!



Uno Stato che foraggia e protegge stalkers di professione è legittimato a giudicare i propri cittadini nell'aula di un tribunale? Certamente no e visto e considerato che, con assoluta certezza, apparati governativi sono a pieno titolo coinvolti nella campagna diffamatoria a danno dei fratelli Marcianò, abbiamo ritenuto opportuno denunciare, presso la Procura di Roma, il Ministero della Giustizia ed il Ministero dell'Interno.


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mercoledì, novembre 23, 2016

Come chiudere la bocca ai fratelli Marcianò - Il fine segreto del Ministero della "Giustizia"



Molti di voi sono a conoscenza delle vere e proprie persecuzioni nei confronti dei fratelli Marcianò, perpetrate della Magistratura italiana telecomandata. Nello specifico, il sottoscritto ed il fratello sono stati sottoposti ad un numero incredibile di procedimenti per supposta diffamazione. Questi procedimenti dovrebbero essere circa una decina, ma per la verità abbiamo perso il conto. Le "parti offese", guarda caso, sono quegli stessi negazionisti che compiono atti persecutori sino dal 2006. Tra questi stalker si devono annoverare anche dipendenti dello Stato. Essi agiscono impunemente usando gli accessi alla Rete messi a disposizione proprio dal Ministero della "Giustizia" e dal Dicastero dell'Interno.

Come è possibile impedire ai Marcianò di divulgare attraverso i domini Web facenti capo a "Tanker enmy"? Tecnicamente è possibile, ma da un punto di vista giuridico non è all'apparenza così facile. E' stata, però, escogitata una risoluzione: condannare alla carcerazione (o a pene alternative) uno dei due fratelli. Di conseguenza, in modo contestuale, se ne interdice, tramite decreto di condanna, l'accesso alla Rete. Si vieta altresì al condannato qualsiasi contatto con l'esterno per un periodo che può arrivare o superare i 6 anni. Qualcuno di voi obietterà che ciò non è credibile, eppure è una minaccia reale e non è escluso che si concretizzerà entro il 2017.

Tra l'altro i fratelli Marcianò, a seguito della strana morte del loro legale di fiducia, l'avvocato Fabrizio Spigarelli, sono senza tutela alcuna. I legali d'ufficio sono lì per bellezza e bisogna pagarli comunque profumatamente! I processi potranno concludersi con altrettante condanne. Ricordiamo che in questo bel paese, ogni anno, ben centocinquantacinque (155) tra giornalisti e bloggers sono stati condannati per un totale di 150 anni di reclusione [ LINK ].

Era doveroso rendere noto quanto sin qui illustrato, perché, se un giorno non ci sentirete né vedrete più, capirete il motivo. Siamo in democrazia, no? E se non ti possono far fuori... si ricorre sempre a qualche metodo "legale" per metterti il bavaglio.


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mercoledì, giugno 29, 2016

Il punto sulla morte dell’europarlamentare Gianluca Buonanno



Sit ei terra levis.

RIASSUMIAMO I PUNTI CARDINE CHE RENDONO "FUMOSO" L’"INCIDENTE" OCCORSO ALL’EUROPARLAMENTARE BUONANNO

- Le prime "news" vengono battute alle 10:50 del 5 giugno 2016. Successivamente l'ora dell'incidente viene spostata a metà pomeriggio dello stesso giorno. Il che implica che, a meno che i giornalisti non siano dei veggenti, l'ora del sinistro risale al mattino e non al pomeriggio. Per quale motivo posticipare l'orario del decesso di Buonanno?

- Inizialmente si parla di Buonanno investito da un'auto pirata.

- Nella seconda infornata di notizie sull'"incidente" occorso al parlamentare europeo, si evocano tamponamento e morte sul colpo all'interno dell'abitacolo. Si specifica che l'auto di Buonanno ha tamponato un'autovettura di Britannici in viaggio turistico in Italia.

- A seguito dei primi dubbi sorti in alcuni liberi pensatori e della pubblicazione sul mio profilo Facebook (seguito 24 ore su 24 da agenti governativi comunemente definiti "troll") di elementi utili a definire i fatti come "omicidio" e non come "sinistro", le versioni dei media di regime e degli inquirenti via via si adeguano, smentendo le precedenti ipotesi, congetture o "certezze" ufficiali, nel palese tentativo di confutare quanto asserito dal sottoscritto. Ad esempio, l'auto non appartiene più a villeggianti di Albione ma ad un albergatore comasco che trasporta turisti a bordo di una vettura a noleggio (si deve giustificare la targa italiana); Buonanno si china per raccogliere il telefono cellulare, quindi perde il controllo del veicolo; Buonanno ha la cintura di sicurezza allacciata; Buonanno non decede più sul colpo, nel suo veicolo, ma esce e si accascia a terra etc. etc.

- L'elemento che stronca definitivamente la sceneggiata orchestrata da inquirenti e media (oltre che dai troll) è la Mercedes a noleggio, che sarebbe stata urtata dalla VW di Buonanno. Una volta identificati gli intestatari del veicolo, infatti, la vettura è risultata sotto sequestro dal 9 marzo 2016, poiché la società proprietaria è stata dichiarata fallita. E’ chiaro dunque che non può essere stata noleggiata da alcuno né può essere passata ad altro proprietario, senza che la voltura sia stata registrata al P.R.A., visto che un’eventuale vendita all'incanto dovrebbe essere certificata dal Giudice del fallimento.

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domenica, luglio 05, 2015

I nostri servizi segreti sfornano un'altra "cagata pazzesca"!



L'intercettazione telefonica tra Maria Giulia Sergio e la madre: un altro falso dei nostri servizi segreti

Elementi tecnici

Fermo restando che il piano Kalergi prevede la distruzione dell'Europa tramite l'immigrazione incontrollata, la telefonata tra la figlia, Maria Giulia Sergio/Fatima e la madre è artefatta. Infatti la gamma di frequenze è completa e non presenta riduzione nello spettro dei bassi in nessuna delle quattro voci. Almeno una di queste dovrebbe avere una qualità tipica delle conversazioni che intercorrono via telefono, ove si nota sempre una preponderanza nelle frequenze medie ed una decurtazione di quelle basse.



Al minuto 10:12 della finta intercettazione si ode un urlo di una donna: è il grido di un personaggio che, nel videogioco GTA, è investito da un'automobile. I rumori di fondo, con il rombo dei motori e lo strepito femminile, sono dunque estrapolati da un noto videogioco e sovrapposti alla conversazione spuria.

Elementi linguistici e prosodici

La giovane, pur essendo di origini campane (Torre del Greco, secondo le fonti ufficiali), non ha neppure un'ombra di inflessione partenopea, mentre pronuncia in modo corretto, con gli accenti giusti e l'idonea aspirazione, parole arabe. Inoltre dice "dimocrazia", anziché "democrazia": questo errore dimostra che l'attrice non è italiana, ma araba. Ha notevole padronanza della lingua del Profeta, usa termini che i neo-convertiti all'Islam, anche quando ne sono a conoscenza, non sono in grado di scandire con tanta accuratezza.

Molti concetti sono sottolineati teatralmente, come in una farsa enfatica ad uso e consumo di fruitori ingenui. La madre, invece, ha un'inopinata cadenza pugliese. La recitazione non è il loro forte.

Conclusioni

Morale? Un falso (l'ennesimo) mal fatto dei servizi. Che cosa ci possiamo attendere da un regime che, con la cassa di risonanza di "giornalisti" decerebrati o asserviti al sistema, confeziona in modo spudorato falsificazioni tanto rozze pur di alimentare il cosiddetto "scontro di civiltà"? Queste frodi configurano istigazioni all'odio e procurato allarme. Complimenti!!!

Quindi... riepilogando... Dipendenti del Ministero della Giustizia e del Ministero dell'Interno sono attivi sulla Rete come persecutori e calunniatori per attaccare i fratelli Marcianò. Nel frattempo taluni Magistrati collusi processano i fratelli Marcianò, che hanno la condanna già decisa, mentre gli avvocati delle parti offese, organici alla setta negazionista, partecipano attivamente alle discussioni con i disinformatori protetti da certi settori della Magistratura telecomandata dai due Dicasteri. Intanto "servizi i segreti de noiartri" creano false flag (vedi false flag Palazzo Chigi 2013) ed intercettazioni telefoniche improbabili con improbabili napoletane con l'inflessione araba, mentre in sottofondo si sentono le auto, le moto e le urla di GTA. Insomma... un quadro davvero edificante!

Qui l'urlo del videogioco GTA estrapolato dal minuto 10:12 della finta intercettazione di Giulia Maria Sergio.

martedì, maggio 05, 2015

Black Block e cittadini indignati facenti parte dello stesso disegno...



Guarda un po' chi fa capolino nella città meneghina, quella del Sindaco Pisascia... Francesco Sblendorio (componente del C.I.C.A.P. nonché attore...) , l'amico di Angelo Nigrelli (Wasp) è tra i cittadini milanesi di "Nessuno tocchi Milano"?

Il 19 agosto 2009 Francesco Sblendorio, noto sodale di Paolo Attivissimo, procacciatore di corsisti per il C.I.C.A.P. nonché attore... viene colto in flagrante mentre, in trasferta dalla Lombardia, scatta fotografie della nostra abitazione (violando la privacy), insieme con l'amico Wasp, al secolo Angelo Nigrelli di Sanremo, altro altro negazionista della geoingegneria clandestina.



Sblendorio, lo stesso disturbatore alla conferenza, sempre del 2009, a Milano, assieme ad altri noti esponenti della disinformazione e del C.I.C.A.P., ovviamente. Sblendorio, guitto che ha recitato diverse parti per scemeggiati della RAI ed è stato persino scritturato per qualche ruolo cinematografico.

Ora lo ritroviamo in prima fila tra i cittadini indignati organizzati al grido: "Sì EXPO, no black block" per "Nessuno tocchi Milano".
Spunta questo filmato in cui alcune persone "litigano" contro una manifestante 'No EXPO'. Il personaggio che ad inizio riprese urla ossessivamente "Prendi la spugna e vai a lavorare" è proprio Francesco Sblendorio...

Di certo è una pantomima a favore di telecamera e credo che questa dei cittadini 'spontanei' di Milano sia un'iniziativa filo-EXPO-europea di pseudo-sinistra. Infatti un altro bercia che l'EXPO è una cosa bella, che dà lavoro a tanti etc... Insomma frasi simil Renzi (che, come Sblendorio vedrebbe bene il TSO per chi parla di scie chimiche).

Chiaro come la luce del sole che sia i black block (che, guarda caso la Polizia non ha toccato, mentre pochi giorni dopo ha spaccato le ossa ad insegnanti che protestavano contro il caudillo...) sia i "cittadini indignati di Milano" sono ingranaggi dello stesso meccanismo governativo. Cossiga docet!

martedì, febbraio 03, 2015

"La chiave orgonica" è un sito civetta gestito dai disinformatori di Stato


Ennesima conferma che il sito "La chiave orgonica" è gestito dalla disinformazione organizzata di Stato. Sulla pagina degli imbecilli di turno, infatti, è stato pubblicato un falso scambio di messaggi privati: minacce mafiose abilmente confezionate da Federico De Massis alias Task Force Butler, di concerto con gli amministratori del ricettacolo di notizie false ed ingannevoli, "La chiave orgonica". Sono minacce che sono imputate, in perfetta malafede, al sottoscritto. Ci chiediamo dove siano gli agenti della Polizia postale e della Polizia giudiziaria. Come svolgono le indagini i Pubblici Ministeri che poi, immancabilmente, rinviano a giudizio il sottoscritto? Siamo di fronte a collusioni e non certo ad inefficienza.




martedì, settembre 30, 2014

Il profilo psicologico dello stalker

Il nostro Governo e, per la precisione, il Ministero dell'interno ed il Ministero di grazia e giustizia, attraverso i servizi (non deviati) dello Stato, operano da tempo per contrastare l'informazione indipendente in Italia. Per conseguire questo obiettivo, arruolano psicopatici che fungono da persecutori. I burattinai sono ben al corrente delle... "potenzialità" di certi loro agenti e sfruttano le turbe psicosomatiche di detti personaggi con il fine di fiaccare l'opposizione al regime.

Definizione di stalking e di stalker

Lo stalking è una forma di aggressione psicologica e fisica finalizzata "a sopraffare la volontà della vittima, a fiaccare il morale e la capacità di resistenza attraverso uno stillicidio pressoché incessante, perpetrato in un unico contesto di un crescendo persecutorio, infiltrante come una goccia che a lungo andare scava la pietra".

Il “molestatore assillante” manifesta, infatti, un complesso insieme di comportamenti che vengono ben racchiusi sinteticamente dall’espressione “fare la posta” che comprende l’aspettare, l’inseguire, il raccogliere informazioni sulla “vittima” e sui suoi movimenti, comportamenti che sono quasi sempre “tipici” di tutti gli stalkers, di là dalle differenze rilevate di situazione in situazione.

J. Reid Meloy ha identificato una serie di caratteristiche che contraddistinguono questi aguzzini:

1. Gli stalkers sono più anziani dei criminali in genere. Solitamente sono nella fascia tra i 40 ed i 50 anni.

2. Generalmente essi hanno precedenti criminali, psichiatrici o di abuso di sostanze stupefacenti. Possono soffrire di disordini mentali come dipendenza da alcool e droghe, disturbi dell'umore o schizofrenia (disturbi cosiddetti dell'Asse I).

3. I persecutori possono soffrire anche di disturbi dell'Asse II: paranoie di personalità e disordine di personalità dipendente.

4. Molti carnefici non sono psicotici nel momento in cui commettono il crimine dello stalking.

5. Le ricerche hanno indicato che lo stalking è una patologia della sfera affettiva, evidenziata da alterazioni psicologiche durante l'infanzia e recenti perdite nell'età adulta precedenti l'inizio dell'attività di stalking.

6. Almeno metà degli stalkers minaccia le proprie vittime e, anche se la maggior parte delle minacce non è portata a compimento, il rischio di violenza aumenta quanto più le intimidazioni sono precise.

La coazione che connota il comportamento di stalking e che permette di delinearlo anche giuridicamente, ha indotto ad ipotizzare che tale problema fosse una forma di “disturbo ossessivo”. Tuttavia, come è stato osservato, i disturbi psicopatologici ossessivi sono connotati da vissuti egodistonici relativi ai comportamenti attuati e, conseguentemente, da un malessere provocato dalle idee, dai pensieri, dalle immagini mentali e dagli impulsi ossessivi legati alla persecuzione. Questi vissuti di disagio e di intrusione in realtà non risultano presenti in genere negli stalkers che, al contrario, tendono perfino a trarre piacere dal perseguitare.

La tipologia tipica di molestatore insistente è stata definita “il risentito”. Il suo comportamento è sospinto dal desiderio di vendicarsi di un danno o di un torto che ritiene di aver subito ed è quindi alimentato dalla smania di vendetta. Si tratta di una categoria piuttosto pericolosa che può ledere prima l’immagine della persona e poi la persona stessa. Il problema più grave è legato alla scarsa analisi della realtà, perché il risentimento spinge a considerare giustificati i propri comportamenti che, producendo sensazioni di controllo sulla realtà, tendono a loro volta a rinforzarli.

Avete riconosciuto questo profilo nel cosiddetto disinformatore? Vi ricorda Task Force Butler, al secolo Federico De Massis? Non vi siete sbagliati affatto! E' il suo ritratto, come è il ritratto di tanti altri suoi... "colleghi". Ora che sapete riconoscerli, non fornite loro spazio nelle discussioni sulla Rete. Ignorateli. Isolateli... e consigliate loro un buono psichiatra.

Fonti:

studiolegalepaternostro.it
benessere.com


sabato, gennaio 18, 2014

Chi manovra certi magistrati della Procura di Imperia?

10 agosto 2013 Il giornalista del quotidiano "La Repubblica", Marco Preve, dando seguito alla delazione anonima del famigerato pluriquerelato Task Force Butler di Pescara, osa telefonarci per tastare il terreno, visto che ha intenzione di scrivere uno scartafaccio ingiurioso e balzano. Il pretesto gli è offerto da uno studio del Professor Francesco Lamendola, inerente ai cosiddetti Protocolli dei Savi anziani di Sion. L'articolo viene pubblicato ed è riportato da diverse testate della Liguria. Lo stesso Preve afferma che le sue... preoccupazioni nascono dalla comparsa di una pagina su Facebook e da diverse (sempre a suo dire) doglianze di genitori in apprensione. In seguito appuriamo, però, che il giornalista del quotidiano "La Repubblica" ha contattato la vice-preside del Liceo "G.D. Cassini" alcuni giorni prima della creazione (10 agosto 2013) della pagina Facebook nella quale il professor Antonio Marcianò viene tacciato di antisemitismo. Oltretutto il Preve si trovava a Sanremo, in quei giorni.



Ma c'è un dettaglio che grida vendetta e che inchioda definitivamente alle sue responsabilità il giornalista Marco Preve! Di che cosa si tratta? Il contatto del gazzettiere sarebbe stato un certo Alfio Alberti, spacciatosi per genitore inquieto. Lo stesso Alfio Alberti che scriveva ai dirigenti scolastici. Lo stesso Alfio Alberti che creava la pagina diffamatoria su Facebook. Lo stesso Alfio Alberti che imboccava la magistratura al punto da indurre una (maldestra?) PM ad ordinare un sequestro ed una perquisizione personale illegittime ed illegali il giorno 30 ottobre 2013. Una stalinista ed intimidatoria perquisizione che ebbe ad interessare anche l'armadietto del Professor Antonio Marcianò, presso il Liceo scientifico "G.D. Cassini" di Sanremo. Forse lo zelante magistrato cercava contenuti antisemiti sulla base delle delazioni di uno psicopatico? Siamo a questo punto?

Ma chi era questo fantomantico genitore preoccupato che si firmava Alfio Alberti? Indovinate? Sempre lui: Task Force Butler! Il cretino, sempre impegnato nell'operare stalking, si è un giorno tradito, inviandomi uno screenshot della mia pagina Facebook, eseguito dall'utenza "Alfio Alberti".

Chi sono gli intestatari dell'utenza 95.254.75.129? Chi copre nonché paga Task Force Butler (al secolo Federico De Massis) e gli altri psicopatici attivi su Internet? Chi manovra le Procure a danno dei fratelli Marcianò?

Non consideratevi al sicuro. Vi scoveremo!

giovedì, luglio 11, 2013

La truffa

Come volevasi dimostrare. Con una semplice donazione su Paypal è stato possibile identificare (si veda screenshot) il deus ex machina di "Facciamo i test". L'intestatario del conto Paypal per la raccolta fondi sul sito civetta "Facciamo il test" è il già tristemente noto Fabrizio Scaranello, alias Sbudellorum alias The Crew, alias.... Federico Venturi, disinformatore e persecutore, appartenente alla nefasta setta del C.I.C.A.P. Avevamo intuito che il portale in oggetto ed il dichiarato obiettivo di eseguire dei test in quota erano delle TRUFFE bell'e buone. Attenzione quindi a non donare neanche un centesimo, anche perché, con i contributi, i negazionisti acquisiscono i dati personali dei sottoscrittori. Fabrizio perde il pelo, ma non il vizio...

Vedi qui screenshot conferma donazione.

Di recente è stato aperto un blog "http://facciamoitest.wordpress.com". L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di eseguire un prelievo in quota, tramite palloni aerostatici, per stabilire che cosa contengono veramente le scie chimiche. E’ un fine lodevole, ma l’intera operazione è uno stratagemma dei soliti noti. Lo dimostriamo.

I negazionisti, dopo essere ricorsi alle più diverse strategie per screditare i ricercatori indipendenti, ora adottano sofisticate tecniche di programmazione neuro-linguistica per tentare di ingannare il maggior numero possibile di lettori ed attivisti. In primo luogo, notiamo che l’idea del prelievo in quota è solo un pretesto: quasi tutti gli articoli ed i commenti sono dedicati non al tema decisivo, ma a delegittimare Tanker Enemy, non sempre in modo diretto, ma attraverso insinuazioni ed allusioni.

Sia i titoli sia le foto degli articoli, in un modo o nell’altro, contengono cenni a Rosario Marcianò che, anche quando non è menzionato espressamente, è l’idolo polemico. A lui si attribuiscono commenti pieni di insulti e di diffamazioni. Questo non è per nulla vero, ma è continuamente ripetuto, mentre le smentite non sono state pubblicate. Gli interventi sono dovuti quasi tutti a disinformatori storici: essi ostentano apprezzamento per l’iniziativa che sanno essere una colossale truffa.

Nessuna raccolta di fondi sarà mai eseguita da codesti personaggi, controllati e diretti dai servizi, il cui scopo è pure quello di carpire dati ed informazioni dai cittadini che potranno essere così schedati (lo scandalo noto come “Datagate” insegna).

"Facciamo i test" è una frode, un trabocchetto! Per lanciare le sonde occorre una speciale autorizzazione dall’E.N.A.V. La richiesta va inoltrata con 45 giorni d’anticipo.

La richiesta del NOTAM, disciplinata dalla circolare ENAC ATM-05, oltre a richiedere la presentazione di alcuni documenti allegati, impone un grave limite agli organizzatori: deve essere tassativamente presentata almeno 45 giorni prima del lancio, perciò una volta individuata la “finestra di lancio” ed ovviamente la località da cui eseguire il rilascio, bisogna compilare due “notiziari” sugli appositi moduli: uno speciale, contenente tutti i dati utili (caratteristiche esterne del velivolo, coordinate del sito, limiti laterali e verticali, la durata prevista del volo, la velocità ascensionale, il raggio in cui si presume svolgere l’attività, il nome e recapito del responsabile del lancio, le caratteristiche del trasponder, se previsto) ed uno generale (caratteristiche costruttive, eventuale presenza di equipaggio (!), servizi sanitari e di emergenza ecc).

Bisogna altresì osservare una serie di norme molto vincolanti. Visto il peso della sonda (sopra i tre kilogrammi), su cui deve essere installata l’idonea attrezzatura (payload), compreso il paracadute, sistema G.P.S., computer di bordo etc., è obbligatorio il transponder. Dopo che è stato eseguito il fantomatico prelevamento tramite sonda, è indispensabile portare il campione in un laboratorio specializzato e certificato affinché sia eseguita l’analisi. A questo requisito non si accenna neppure nel sito-civetta.

Senza scendere nello specifico (si vedano i documenti allegati), compiere un prelievo con le sonde atmosferiche, non è una passeggiata, ammesso e non concesso che l’E.N.A.V. accordi l’autorizzazione, sempre che appunto non la neghi per i motivi più disparati. Di solito si accampano non meglio definite "ragioni di sicurezza". Soprattutto la necessità di chiedere il placet con 45 giorni di preavviso è di fatto un ostacolo notevole, in quanto non si può prevedere quale sarà la giornata più idonea per il lancio.

I costi sono molto elevati: solo il trasponder grava con i suoi 1.682 euro. Questo strumento andrebbe comunque perso, insieme con il resto dell'attrezzatura, una volta esplosa la sonda, se, come accade spesso, il paracadute non dovesse aprirsi correttamente. Inoltre sul blog non è stato inserito un modulo per ricevere i contributi e ciò conferma come il sito sia stato creato per ben altri obiettivi.

Gli ostacoli possibili sono legati ad una serie di imprevisti. Si possono incontrare venti fino a 300km/h: i venti possono allontanare il pallone sonda dalla zona di lancio di centinaia di chilometri. Una volta che il pallone è stato lanciato, non si può più intervenire. Possono scaricarsi le batterie e si può perdere il segnale G.P.S. Potrebbero verificarsi malfunzionamenti dell'elettronica, a causa delle bassissime temperature. Potrebbe essere difettoso il pallone e scoppiare prima. Si potrebbero sbagliare i calcoli e ci si ritroverebbe con la sonda sul picco di una montagna. In effetti questi lanci di solito sono compiuti nel deserto o in ampie pianure in cui, bene o male, si sa che si potrà recuperare il pallone. Nel nostro territorio si aggiunge il problema dell'orografia. In parte aiutano le previsioni sulla traiettoria, ma, commettendo anche piccoli errori di calcolo, può accadere che lo strumento precipiti in un luogo inaccessibile.

Si noti che, in una sua risposta, tale Federico Venturi, l’uomo di paglia del sito, asserisce che il prelievo avverrà ad un’altitudine di 6000-8000 metri. Qui casca, anzi vola l’asino! Moltisimme scie sono rilasciate a quote inferiori. E’ evidente che la scaltra proposta segue le orme del falso prelievo compiuto in Germania. Se mai il test sarà attuato, sarà una simulazione, un imbroglio.

Siamo disponibili ad un secondo prelievo in loco, per cui è necessario il seguente supporto tecnico: due piloti, due tecnici specializzati, un notaio, due addetti alle riprese video, un velivolo Pilatus PC 6, le autorizzazioni al volo. Il punto dolente è proprio quest’ultimo: dubitiamo che gli enti preposti, gli stessi che censurano e disinformano, le concedano, intuendo qual è il fine dell’operazione.

Infine l’unico test che sarà svolto sarà un altro: vediamo quanti cadono nella trappola con l’escamotage di un insesistente prelievo in quota. Vogliamo scommettere che dietro questa sceneggiata si nasconde il famigerato C.I.C.A.P.?


Collegamenti utili:

Gli involucri dei palloni-sonda

Autorizzazione al lancio: IL NOTAM


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venerdì, agosto 03, 2012

Tanker enemy deve morire

Una massima del diritto romano recita “de minimis non curat praetor”, ossia “il pretore non si occupa delle inezie, delle piccole cose”. Chi ci segue sa che sta avvenendo l’esatto contrario: con assoluta serenità d’animo possiamo affermare che le vicende processuali che vedono coinvolto il Presidente di “Tanker enemy”, Rosario Marcianò, si riferiscono ad accuse fondate sul nulla.

Recentemente è stato notificato un avviso per conclusa indagine circa una fantomatica diffamazione ai danni dell’A.S.L. sanremese. Il tutto sulla base della diffusione on line del libro “Ho cercato di salvarti”. Chiunque lo legga o l’abbia letto, potrà soltanto stabilire che il testo riporta dei fatti incontestabili e descrive la realtà sanitaria così com’è (non solo a Sanremo e non solo nel caso de quo), in maniera quindi del tutto oggettiva e spassionata. Sfidiamo chicchessia a dimostrare che non è vero. Basta entrare in un nosocomio e si potranno avere conferme inoppugnabili di quanto scritto. Dov’è dunque la diffamazione? E’ come se si incolpasse la fotografia di una discarica di essere diffamatoria. Siamo sinceri: le varie accuse sono solo un vile mezzo impiegato per mettere a tacere una voce libera e non corruttibile. Sono un pretesto per chiudere il blog “Tanker enemy” e gli altri siti collegati: questa malaugurata eventualità è più grave delle controversie e delle esorbitanti spese legali.

Tutto il cospicuo patrimonio di articoli, video, ricerche... sarebbe ipso facto azzerato. E’ un patrimonio che, tra l’altro, si arricchisce ogni giorno di contributi, segnalazioni, glosse provenienti da lettori, simpatizzanti, iscritti al Comitato: senza questi apporti il blog sarebbe, nel migliore dei casi, un arido bollettino e non una palestra di idee ed un’occasione di approfondimenti quale è oggi. Oscurare “Tanker enemy” significherebbe dunque privare i lettori di un punto di riferimento e nel contempo defraudare chi lo gestisce della possibilità di provare a difendere il dettato costituzionale, per quanto riguarda la tutela della salute, la libertà di cura, la protezione dell’ambiente e la libertà della ricerca scientifica.

Senza nulla togliere a tutti gli altri ricercatori indipendenti, riteniamo che la neutralizzazione di “Tanker enemy”, oltre a costituire un pericoloso precedente, rischierebbe di creare uno sconquasso: l’amico Corrado Penna ed altri studiosi come Ghigo Battaglia e Lino Botttaro, impegnati nel divulgare informazioni normalmente occultate o ignorate dai media ufficiali, dovrebbero accollarsi una mole di lavoro abnorme (non citiamo tutti gli altri amici, poiché davvero numerosi). Chi può escludere, però, che con imputazioni fittizie e ridicole, non sarebbero poi attaccati lo stesso Corrado e gli altri attivisti per censurare le notizie sulla Biogeoingegneria clandestina ed illegale?

E’ evidente che, in tali frangenti, è più che mai necessario il sostegno (anche economico) di lettori e collaboratori, poiché purtroppo siamo alle prese con una situazione kafkiana. E’ una situazione iniqua e del tutto sproporzionata per cui di fronte ad un’inventata ed inverosimile accusa di diffamazione (l'ennesima), pullulano reati della controparte di cui riportiamo un lungo ma forse incompleto elenco.

494 Sostituzione di persona
590 Lesioni colpose
591 Abbandono di persone minori o incapaci
594 Ingiuria
595 Diffamazione
600 ter Pornografia minorile
612 Minaccia
612 bis Atti persecutori
615 ter Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico
616 Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza
617 Cognizione, interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche
617 quater Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche
618 Rivelazione del contenuto di corrispondenza
635 bis Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici
640 ter Frode informatica

I disinformatori, nascosti spesso dietro l’anonimato e protetti da un poderoso scudo di collusioni e di aderenze in alto loco, scorrazzano indisturbati, ma questo non significa che non siano dei malfattori per di più recidivi. La loro certezza di impunità li sprona ad agire nel totale dispregio sia della legge sia dell’etica. Il branco dei negazionisti può quindi avventarsi contro gli studiosi indipendenti ed i cittadini preoccupati, con calunnie ed iniziative “legali” (e non solo...) bislacche ed infondate.

Sarebbe lodevole oltre che doveroso, invece di sprecare tempo e risorse dei contribuenti in ciance pseudo-legali, avviare un’inchiesta sulle gravi carenze della A.S.L. sanremese per ristabilire un minimo di equilibrio giudiziario (artt. 590 e 591, C.P.). Qualora, però, si decidesse di proseguire nella crociata contro la verità, non solo il blog “Tanker enemy” ed i siti ad esso collegati, sono destinati ad essere chiusi, ma chiunque dovrà temere i capricci e le vendette trasversali degli occultatori, anche solo per aver prodotto del biossido di carbonio, respirando.

sabato, aprile 28, 2012

Comunicato di fine aprile 2012 - La giustizia al servizio dei negazionisti

In base all''articolo 335 di procedura penale, il cittadino che intende essere informato sulla sua situazione sia come parte offesa sia come eventualmente indagato, può recarsi all'ufficio preposto del Tribunale competente e compilare un modulo, definito "Istanza carichi pendenti art. 335" e, nel giro di una decina di giorni, può ricevere la documentazione che attesta eventuali indagini a suo carico, archiviazioni in merito a denunce sporte ed altro ancora.

Il 17 aprile 2012 e quindi oltre un mese dopo, mi sono recato presso il Tribunale di Sanremo per ritirare il documento suddetto, avendo compilato il modulo di richiesta il 12 marzo 2012. Sorpresa... il documento non è disponibile, con sconcerto anche dell'impiegata. E' l'unica domanda inevasa su centinaia. Il motivo? Non è dato sapere. Possiamo immaginare che alcune nostre denunce sporte negli anni passati non abbiano avuto seguito. Esse sono state archiviate senza avvertire la parte offesa, nonostante fosse stata avanzata richiesta esplicita di notifica in caso di archiviazione? Sono state... "dimenticate" sotto una pila di incartamenti? Sono stati commessi reati come omissione di atti d'ufficio? Si tenta di minare la difesa del sottoscritto che, non avendo informazioni sul destino delle denunce sporte contro il Nigrelli-Wasp-Mario Lipuma, non ha i mezzi idonei per approntare un'azione legale basata su precedenti sentenze della Cassazione?

Ecco che, ancora una volta, la Giustizia diviene torbida come l'acqua di una cloaca.



Intanto le operazioni di aerosol clandestine continuano senza sosta ed anzi, negli ultimi giorni, si sono intensificate, causando così un aumento vertiginoso delle temperature ed impedendo che si verificassero alcune precipitazioni piovose, previste nei giorni precedenti. A questo proposito non dimentichiamo che le operazioni di aerosol sono un fenomeno mondiale e che, nel nostro caso, sono gestite autonomamente dalle autorità italiane, le quali si occupano anche di arruolare, finanziare, addestrare, coordinare, tutelare nelle sedi opportune uno stuolo di individui senza scrupoli, impiegati a tempo pieno per coprire questo genocidio e per screditare, con l'arma della diffamazione legalizzata, coloro che tentano di risvegliare la popolazione e renderla edotta sugli eventi gravissimi in atto.

L'aeronautica gestisce in proprio (e le copre attraverso i meteo) le operazioni di aerosol, ottenendo sì il know how tecnico e le apparecchiature elettroniche, ma quello che vediamo nei nostri cieli è farina interamente del sacco del nostro Governo, mentre i milioni di euro spesi ogni giorno escono interamente dalle nostre tasche.

Peraltro anche in Russia, Cina, Cuba, Argentina, Brasile, Messico, tanto per citare solo alcune nazioni, la geoingegneria clandestina è una realtà. Non esiste stato che, una volta abbia acquisito le necessarie tecnologie, non adoperi questo sistema di controllo militare, di avvelenamento della popolazione e dei biomi.

Oltretutto il connubio "chemtrails+microonde" è fondamentale nell'ottica delle tecnologie militari attuali, per cui ogni aeronautica ed ogni esercito contemporanei (digitalmente interconnessi) richiedono tassativamente la dispersione di particolato elettroconduttivo in atmosfera.

Ci aspetta un'estate arida e torrida, sotto tutti i punti di vista.

Intanto è importante agire, ad esempio rifiutandoci di pagare il canone R.A.I.: la rete televisiva nazionale, infatti, non solo omette di informare sulla geoingegneria clandestina, ma cura programmi sotto l'egida del C.I.C.A.P., il famigerato comitato che gestisce, per conto del Ministero dell'Interno, le operazioni di censura e di negazionismo.


lunedì, settembre 06, 2010

Il nuovo logo per il Ministero dell'Interno

Il Ministero dell'interno ha indetto [ LINK ] un concorso per la creazione di un nuovo logo che esprima lo spirito di un dicastero al servizio dei cittadini. Ecco il logo ideato dal Comitato Tanker Enemy e con cui partecipiamo all'iniziativa. In hoc ... logo vinces.



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CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

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