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venerdì, febbraio 05, 2021

La Giustizia come arma

Un anno di dittatura pseudo-sanitaria, basata su numeri completamente falsi. Fui tra i primi a denunciare la farsa del Coronavirus e ne pagai le conseguenze. Benché anche altri avessero espresso, ancorché con modi duri, la loro opinione sulle illegali restrizioni volute dall'ennesimo Governo fantoccio, fui l'unico a pagare: fui accusato di "istigazione a delinquere" e mi fu applicata la legge antiterrorismo, con lo spettro della sorveglianza speciale. Qualcuno (non è dato sapere chi) ha anche fatto cancellare gli account Paypal e le carte ad essi associate. Non solo il mio, ma anche quello di mio fratello, che non è indagato. Nel frattempo altri procedimenti penali sono andati avanti ed altri ancora sono stati istituiti, con il chiaro obbiettivo di mettermi a tacere, una volta e per sempre. In questi frangenti, nessun esponente della cosiddetta "informazione alternativa" ha posto all'attenzione dei "followers" questi fatti. Nessuno. L'operazione di isolamento ha quindi registrato l'evidente collaborazione di personaggi come Massimo Mazzucco, Claudio Messora, Diego Fusaro, Marcello Pamio e tanti altri.

Intanto, il 17 settembre 2020 è stata emessa, dalla Corte di Appello di Genova, una condanna ad 8 mesi di reclusione senza condizionale (per aver criticato un articolo di giornale - LINK), al termine di un'udienza lampo durata solo 10 minuti! Il tutto in assenza di notifica al domicilio dichiarato e quindi giudicando contumace l'imputato che, in tutta evidenza, in violazione degli artt. 178, c. 1, lett. c e 179, c. 1 C.P.P.., non era stato messo a conoscenza del processo né del deposito della sentenza. Il verdetto sarebbe quindi da cassare, in quanto rientra nei casi di "nullità assoluta" previsti dalla legge. Per questo motivo è stata proposta istanza di rescissione del giudicato (ex art. 629 bis C.P.P.) e si attendono le decisioni del Magistrato competente, ma potrebbero passare settimane o mesi.

Il 18 gennaio scorso, invece, ha avuto luogo il procedimento "Solesin vs Marcianò" (LINK). Anche in questo caso il processo non si sarebbe potuto celebrare, poiché, durante la fase delle indagini, era stato violato l'articolo 415bis del C.P.P. Nonostante ciò, si è andati avanti ugualmente ed il sottoscritto è stato condannato a 12 mesi di reclusione, poiché, secondo l'accusa, dubitando della morte della studentessa della Sorbona, in conseguenza di un mai verificatosi attentato al Bataclan, si sarebbe diffamato un deceduto. Una volta depositate le motivazioni della sentenza, ricorreremo in appello, chiedendo l'annullamento del processo per evidente violazione del codice di procedura penale.

Il 15 febbraio 2021 avrà luogo l'udienza nella quale saranno discusse le argomentazioni di opposizione all'avviso orale del Questore di Imperia, in merito alle restrizioni decise a mio carico sulla base della legge antiterrorismo. Anche in questo caso, dubito fortemente che si giungerà ad una decisione a mio favore.

Oramai è chiaro che siamo di fronte ad una persecuzione giudiziaria che non ha eguali in tutto il mondo. A questo punto una voce libera da condizionamenti sarà, giocoforza costretta a tacere? Probabilmente sì. Hanno vinto? Lo vedremo.

Se intendete sostenermi nelle spese processuali, ve ne sarò grato. Donazione con IBAN: IT09B0503401753000000052068 - Swift (BIC): BAPPIT21A88. Maggiori dettagli qui.

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giovedì, marzo 14, 2019

Pupi siciliani



Sapevamo da tempo che i Giudici sono dei pupi siciliani e ne abbiamo ulteriore conferma ora che, per l'ennesima volta, un Togato ha salvato il culo allo stalker di Stato Federico De Massis, che bazzica sulla Rete con il nomignolo di Task Force Butler. Come avevamo già previsto ed annunciato nei giorni scorsi, infatti, il Giudice del Tribunale di Pescara (competente per territorio) Dottoressa Antonella Di Carlo, ha deciso di non procedere contro il commercialista abruzzese, fratello di un noto avvocato della Regione, tale Fabio De Massis. Non sono evidentmente bastate le circostanziate e schiaccianti prove che inchiodavano Federico De Massis alle sue responsabilità. Il G.U.P. ha decretato l'archiviazione, adducendo il solito pretesto, già adoperato da altri suoi colleghi che, sino dal 2007 in poi, erano stati chiamati a processare gli stalkers stipendiati dallo Stato per perseguitare i fratelli Marcianò. Nel dispositivo, depositato il 15 febbraio 2019, il Giudice Dott.ssa Antonella Di Carlo, così si pronuncia:

"Ritenuto che l'azione penale non può essere validamente esercitata in giudizio per l'impossibilità di identificazione certa dell'autore delle condotte denunciate, come indicato dalla Polizia Giudiziaria nella nota del 9/04/18;

Considerato che i motivi di opposizione e le ulteriori indagini rappresentate, se apparsi pertinenti al fine di decretare prima facie l'ammissibilità dell'opposizione con la fissazione dell'udienza camerale, non sono invece idonei a supportare una diversa valutazione del merito della vicenda";

P.Q.M.

Dispone l'archiviazione del procedimento e la restituzione degli atti al P.M.
".



Giudicate voi se gli uleriori [ LINK ] elementi presentati in seconda opposizione ed esaminati (davvero?) dal Giudice non sono sufficienti ad identificare con certezza lo smilzo pescarese. Forse al Magistrato serve un orecchio di De Massis? No, probabilmente non sarebbe sufficiente nemmeno quello. I veri motivi che sono alla base della scandalosa archiviazione, espressi peraltro nella nostra comunicazione inviata alla Procura di Pescara, risiedono nella necessità di non bruciare un agente governativo. E' ovvio! Uno psicopatico al servizio dello Stato, che continuerà indisturbato nella sua opera persecutoria, grazie a Magistrati telecomandati che tutto garantiscono fuorché la "Giustizia", quella con la "G" maiuscola. Pupi, insomma. Pupi siciliani.

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martedì, maggio 01, 2018

Caso Bencivelli vs Marcianò: è in atto un piano di discredito al fine di stroncare la lotta contro la guerra del clima



Silvia Bencivelli, protagonista di un piano di discredito concertato ai
danni di Rosario Marcianò in accordo con magistratura deviata e difensore d'ufficio corrotto.

PROCESSO BENCIVELLI VS MARCIANO' - SENTENZA ILLEGALE ED ILLEGITTIMA IN VIOLAZIONE DEGLI art. 416, 415-bis , comma 3., art. 420 bis c.p.p., art. 420 quater c.p.p.

IN MERITO AI DIRITTI DELL'IMPUTATO ASSENTE PER MANCATA NOTIFICA DELLA DATA DELL'UDIENZA nonché per omissione dell’interrogatorio di garanzia (richiesto, ma rigettato), dell'udienza preliminare (art. 421 c.p.p.). art. 420 bis c.p.p., art. 420 quater c.p.p. IN MERITO AI DIRITTI DELL'IMPUTATO ASSENTE PER MANCATA NOTIFICA DELLA DATA DELL'UDIENZA nonché per omissione dell'udienza preliminare (art. 421 c.p.p.). Quest'ultima poteva essere saltata solo su espressa richiesta dell'imputato o nel caso di procedimenti speciali.

In particolare, il “nuovo” art. 420 bis c.p.p. prevede che il processo possa essere regolarmente celebrato in assenza dell’interessato solo quando:

– vi sia l’accertata conoscenza del procedimento da parte dell’imputato;
– o l’accertata volontaria sottrazione dello stesso alla conoscenza del processo a suo carico o ad atti di esso.

Fuori da questi casi – che presuppongono tutti la consapevolezza e la libera scelta dell’imputato – il processo in assenza del medesimo non è consentito ed il dibattimento (o la celebrazione dell’udienza preliminare - peraltro omessa - ndr) sarà sospeso così come sarà sospeso anche il termine di prescrizione del reato.

In assenza di udienza preliminare ed addirittura di fronte ad un'immediata sentenza di condanna al termine della prima ed unica udienza dibattimentale in assenza dell'imputato per mancata notifica, siamo di fronte ad un atto violento ed inaccettabile, per cui impugneremo il dispositivo ed agiremo contro il Giudice Massimiliano Botti ed il Pubblico Ministero Alessandro Bogliolo che si sono resi protagonisti di questo scempio giuridico.


Lo Stato intende definitivamente mettere il bavaglio ai fratelli Marcianò, attraverso l'impiego illegittimo di volgari azioni di "Giustizia", laddove le "parti offese" sono i negazionisti affiliati al C.I.C.A.P. Questo vile attacco ha portato alla prima incredibile condanna nel mese di dicembre 2017, alla quale è seguita una seconda, nell'aprile 2018 e ne seguiranno altre! In tutti i casi quali le "parti lese" sono famigerati disinformatori, impegnati in opera di discredito a nostro danno ma paradossalmente attori di processi penali contro di noi. Tutto ciò implica spese enormi per difendersi e da soli non ce la possiamo fare. Abbiamo bisogno del Tuo sostegno, anche piccolo. E' una battaglia per la libertà. Aiutaci. Grazie!




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lunedì, maggio 22, 2017

Il porto delle nebbie



C'era una volta un Pubblico Ministero... al quale piacevano tanto certi maschietti famosi che vanno in TV... Questo PM illegittimamente rigettava un'istanza di interrogatorio di garanzia che, secondo codesto togato, non era stata formulata entro il termine di venti (20) giorni dettato dall'articolo 415 bis c.p.p. Peccato però che nessuna notifica era stata mai consegnata all'indirizzo dell'indagato, per cui faceva ovviamente testo la data della comunicazione eseguita via PEC dal legale d'ufficio! In quell'interrogatorio si sarebbero potute dimostrare, carte alla mano, le connivenze tra certa magistratura, gli stalkers di mestiere come Federico De Massis alias Task Force Butler ed i suoi sodali, alcuni avvocati, i Ministeri di Giustizia ed Interno, donna Prassede ed i quadrumviri del C.I.C.A.P. Palese la stridente arrampicata sugli specchi da parte di quella Procura definita nell'ambiente... "il porto delle nebbie": si nega un'interrogatorio di garanzia (sancito sempre dal 415 bis c.p.p.) che non si può negare per legge, pur di non sollevare polvere su certe questioni scabrose. Chi ha paura della verità? Chi ha paura di Marcianò?


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venerdì, febbraio 24, 2017

Chi è lo stalker di Stato Federico De Massis?



Chi è Federico De Massis alias Task Force Butler? Oltre ad essere un stalker-diffamatore professionista protetto dalla Magistratura, quali sono i suoi collegamenti con le lobbies che mirano ad ostacolare la libera informazione in merito alla guerra climatica in corso? E' interessante osservare che lo psicopatico di Pescara ha lavorato, negli ultimi anni, per alcune aziende che hanno contratti con enti pubblici in ambito petrolifero. Tra queste Enichem, azienda per la quale ha lavorato anche Roberto Podestà (C.I.C.A.P.), noto anche come "chimico senza nome" (anche se colui ama farsi chiamare "mastrocigliegia"). Egli si presentò come disturbatore ad una conferenza in quel di Milano, nel 2009, insieme con Paolo Attivissimo (l'"esperto" venduto da Laura Boldrini come "colui che ci salverà dalle bufale"!) ed un'altra ventina di esponenti del comitato creato dal "divulgatore" Piero Angela. Ma non è solo Podestà ad aver lavorato per Enichem e ad avere, guarda caso, contatti stretti [ LINK ] con la disinformazione istituzionalizzata.



Quindi, tornando allo smilzo Federico De Massis (qui copia PDF del suo profilo Linkedin ora non più visionabile), costui ha rapporti di lavoro con la SPER s.r.l., azienda che ha sviluppato numerosissimi appalti nazionali ed internazionali nel settore petrolifero, anche per Enichem. Si tratta di una semplice coincidenza, ovviamente...

L'ENICHEM produce carburanti ed additivi [1] a base del neurotossico manganese o MMT [2], additivo già oggetto di interrogazioni parlamentari all'estero ed uno dei tossici ingredienti delle cosiddette scie chimiche che deturpano i nostri cieli. Sono additivi che si manifestano spesso nella ricaduta di filamenti, insieme con quelli a base di bario (additivo STADIS 450) ed alluminio (supercarburante Al-Ice).

E' chiaro quindi che, allorquando lo psicolabile è segnalato agli organi inquirenti, costoro innalzano un poderoso muro protettivo a sua tutela, tanto che le archiviazioni sono sempre caratterizzate dalla dicitura "Ignoti", benché le querele siano sempre e solo contro "noti". Gli interessi in gioco, come si può immaginare, sono enormi, giacché il traffico aereo civile gestito per la geoingegneria clandestina si basa quasi interamente sulla combustione di carburanti additivati da composti igroscopici, elettroconduttivi e, ahinoi, neurotossici.

La salute della cittadinanza non può essere garantita, visti gli enormi interessi in gioco. Così, De Massis e gli altri, grazie alla corruzione ed alla connivenza, resteranno impuniti e liberi di delinquere sino a quando il Signore non deciderà di portarseli via, una buona volta.


[1] Additivi E.N.I.:

Tetraethyllead (ancora in uso come additivo alto numero di ottani)
Metilciclopentadienil tricarbonil-manganese (MMT)
Ferrocene
Ferro pentacarbonile
Toluene
Isottano

[2] L'"AvGas 100LL" è un carburante per aviazione ad elevato numero di ottani identificato da due numeri. Il primo numero indica il valore di ottani testati per li standard "aviation lean", che produce risultati similari ai valori fissati nello standard Motor Octane Number (MON) per i carburanti per l'uso in autoveicoli. Il secondo numero indica il valore di ottani del carburante impostato allo standard "aviation rich", che ha lo scopo di riprodurre le condizioni di domanda nel settore aereonautico, per esempio misture ricche, alte temperature e alte pressioni del collettore. Il carburante per aviazione ha una minore e più uniforme pressione del vapore rispetto al carburante per l'automotive, che lo fa permanere in stato liquido ad elevate altitudini, e che previene il fenomeno conosciuto come "vapor lock".


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mercoledì, settembre 21, 2016

Task Force Butler telecomandato dal Ministero della Giustizia

Lo stalker Task Force Butler al secolo Federico De Massis: dipendente del Ministero della Giustizia. Si spiega il motivo per cui i magistrati di mezza Italia archiviano sempre i procedimenti a carico di questo losco individuo.



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giovedì, settembre 08, 2016

Bingo! La foto del teatro Bataclan è di fonte israeliana!



Il giornalista investigativo nonché fondatore del sito indipendente 'Panamza' [ LINK 1, 2 e 3], è stato messo in stato di detenzione per sette ore dalla Polizia francese a causa di un articolo in cui ha rivelato l’origine israeliana della sconvolgente fotografia del Bataclan. Il motivo? Il pezzo del redattore maghrebino, pubblicato il 15 dicembre 2015 ed intitolato ”Bataclan carnage: la foto è stata diffusa da Gerusalemme”. L'attivista d'oltralpe ha purtroppo familiarità con i locali della Polizia giudiziaria, in quanto era stato già invitato in altre due occasioni per rispondere in merito a denunce per 'diffamazione' (sic).

Riscontriamo analogie con i fatti occorsi nel mese di agosto 2016, allorquando la Procura di Venezia dispose la rimozione di un post pubblicato da Rosario Marcianò su Facebook. In esso si mostrava una foto nella quale era immortalata una giovane incredibilmente somigliante a Valeria Solesin, supposta vittima del Bataclan, ma viva e vegeta in quel di Parigi, nel corso di un'esercitazione che si svolse nelle stesse ore dell'attacco (rigorosamente finto e l'ultima notizia lo conferma) nei locali del Bataclan. Ricordiamo che la famiglia Touitou [1] (proprietari filo-israeliani) possedeva il Bataclan dal 1976. Il giorno 11 settembre 2015, il teatro in questione fu ceduto al Gruppo Lagardère. Queste informazioni provengono da fonti che sarà difficile qualificare come “antisemite” o “complottiste”: The times of Israel e l’Agence télégraphique juive. [2]

[1] Originario della Tunisia e sepolto (nel 2000) a Gerusalemme il padre dei fratelli Laloux, Elia Touitou, detto Kahlaoui Tounsi, era un cantante famoso negli anni ’60 del XX secolo. Nel 1976, insieme con il suo ex collaboratore, Enrico Macias, aveva acquistato la prestigiosa sala concerti Bataclan. Negli anni '80 i suoi due figli acquisirono la gestione del locale.

[1] Ricordiamo che il termine "antisemita" indica l'ostilità nei confronti di Aramei, Arabi ed Ebrei, gli unici popoli oggi appartenenti al gruppo linguistico semitico. Nell'antichità le genti semite, che abitavano nel Medio Oriente, erano molto più numerose: ricordiamo gli Amorrei o Babilonesi, gli Accadi, i Fenici (qualche specialista li ascrive al gruppo camitico), gli Assiri etc.

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Ringraziamo l'amico Ron per la segnalazione.

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mercoledì, agosto 31, 2016

Valeria Solesin: l'autopsia è stata davvero eseguita?



Chiariamo subito una cosa: i soliti pennivendoli hanno riportato che Rosario Marcianò avrebbe cancellato il suo profilo Facebook, poiché impaurito dalle pressioni della Magistratura veneta. Nulla di più falso ed i giornalai affiliati alla disinformazione di Stato sanno benissimo che questa è una menzogna. Il mio profilo Facebook è stato sospeso (per un mese), molto probabilmente su disposizione del Procuratore aggiunto della Procura di Venezia, Carlo Nordio, per aver pubblicato l'immagine di copertina di questo articolo. Tale foto, infatti, non evidenzia particolari violazioni delle "norme della community", di conseguenza solo per un motivo si è deciso di sospendere il profilo in questione e rimuovere il post. Non credo che si debbano spiegare quali possano essere le ragioni alla base di questa iniziativa, lesiva dell'articolo 21 della Costituzione. Quindi non sono per nulla intimidito e, come nelle alte sfere avranno notato, rilancio. Occupiamoci quindi della famosa autopsia.



Secondo quanto riportato dai media di regime la salma di Valeria Solesin è rientrata in Italia il giorno 21 novembre 2015. Sempre notizie di stampa riportano che i risultati dell'esame autoptico, disposto dalla Magistratura veneta e da quella romana, erano già disponibili il giorno 22. Ecco che cosa leggiamo da due fonti differenti:

"VENEZIA. Colpita da un unico proiettile di kalashnikov che le ha devastato parte del bel volto e l’ha fatta morire per dissanguamento. [...] Ecco come è spirata Valeria Solesin nella strage del teatro Bataclan, secondo la ricostruzione emersa durante il lungo esame autoptico eseguito ieri pomeriggio nell’ospedale all’Angelo di Mestre [...] Valeria Solesin è stata raggiunta da due colpi durante le sparatorie al teatro Bataclan: uno all’emifaccia sinistra, l’altro, mortale, alla spalla sinistra. Entrambi i proiettili provenivano dall'alto. Sono queste le verità emerse dall'esame eseguito sul corpo della ragazza all'ospedale di Mestre".

"Valeria è arrivata sabato mattina a Venezia: quando la nonna ha visto la bara, ha avuto un malore. La ricognizione esterna della salma, secondo quanto si è appreso, è durata circa tre ore. Si è trattato di un adempimento medico (eseguite anche delle tac) necessario per le inchieste aperte dalle Procure di Roma e Venezia sull'uccisione della nostra connazionale a Parigi, venerdì 13 novembre. Non è stato escluso, però, che Valeria sia morta dissanguata".

Solitamente per ottenere risultati chiari (ed in special modo in questa occasione) sono necessari dai 30 ai 90 giorni, ma in questo caso, stranamente, il referto era già pronto il dì successivo alla consegna del corpo agli Italiani da parte delle autorità francesi. La salma è dunque giunta sabato in Italia e gli esami sarebbero stati eseguiti tra sabato e domenica, saltando o accorciando le meticolose, accuratissime procedure medico-legali che sono la regola nell'evenienza di morti violente e per di più avvenute nell'ambito di un "attentato", con l'esigenza pure di compiere approfondimenti balistici e di altra natura.

Questa inusitata velocità stride fortemente con i tempi lunghi tipici delle procedure autoptiche e delle norme che presiedono alla consegna del referto, ma non possiamo stupirci se poi vediamo questa foto e ci rendiamo conto che Valeria Solesin è viva. Per cui ci si chiede: chi hanno sotterrato?

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venerdì, aprile 01, 2016

Al via il "processo" ASL imperiese contro Rosario Marcianò



Il 4 aprile 2016 si terrà la prima udienza del "processo" (uno dei tanti) a carico di Rosario Marcianò. Nel dispositivo si legge: "Per aver leso la rispettabilità dell'azienda sanitaria imperiese, pubblicando il libro 'Ho cercato di salvarti'". Il capo d'accusa è "diffamazione aggravata".

Ovviamente il sottoscritto ritiene di aver descritto in modo obiettivo e veritiero il sistema sanitario nazionale nel suo insieme ed a dimostrazione del fatto che si è stati anche teneri ed eufemistici, si pubblica ora, a pochi giorni dal dibattimento nel quale interverrò, guarda caso, come imputato, QUESTA FOTO. Nell'immagine sono ben visibili le lesioni da decubito provocate al compianto papà Pasquale, durante il ricovero nei due nosocomi di Sanremo e Bordighera. Di tali gravissime lesioni mio fratello ed io venimmo a conoscenza solo durante il ricovero presso l'ospedale Humanitas di Rozzano (Mi): qui fu eseguita la diagnosi corretta (ormai tardiva) e cioé Glioblastoma di livello IV.

Un paziente che non poteva muovere un solo muscolo e per di più sedato all'insaputa dei parenti, aveva bisogno quanto meno di presidi ed assistenza idonei per scongiurare la formazione di lesioni da pressione, ma evidentemente non fu così. L'aver poi nascosto ai congiunti la presenza di "ulcere da decubito" costituisce reato perseguibile d'ufficio, senza che sia necessaria querela di parte. Inutile dire che il Pubblico Ministero che decise, invece, il rinvio a giudizio a carico di chi scrive (su suggerimento del famigerato negazionista Federico De Massis alias Task Force Butler), Dottoressa Francesca Scarlatti, sebbene resa subito edotta di tali gravissime "inadempienze", si guardò bene dal prendere provvedimenti a carico dei sanitari che, anzi, oggi sono "parte lesa" nel processo-farsa A.S.L. imperiese vs Rosario Marcianò.

In questo caso siamo di fronte o no al reato di "omissione d'atti d'ufficio"? Siamo inoltre al cospetto del reato di diffamazione oppure alla puntuale e sacrosanta testimonianza di fatti realmente accaduti? A voi il giudizio.




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martedì, febbraio 03, 2015

"La chiave orgonica" è un sito civetta gestito dai disinformatori di Stato


Ennesima conferma che il sito "La chiave orgonica" è gestito dalla disinformazione organizzata di Stato. Sulla pagina degli imbecilli di turno, infatti, è stato pubblicato un falso scambio di messaggi privati: minacce mafiose abilmente confezionate da Federico De Massis alias Task Force Butler, di concerto con gli amministratori del ricettacolo di notizie false ed ingannevoli, "La chiave orgonica". Sono minacce che sono imputate, in perfetta malafede, al sottoscritto. Ci chiediamo dove siano gli agenti della Polizia postale e della Polizia giudiziaria. Come svolgono le indagini i Pubblici Ministeri che poi, immancabilmente, rinviano a giudizio il sottoscritto? Siamo di fronte a collusioni e non certo ad inefficienza.




martedì, aprile 15, 2014

Sismi e fracking: la rivista "Science" conferma le conclusioni di Tanker Enemy


BOLOGNA - Repubblica.it - La Regione pubblica per intero la relazione della commissione Ichese sul terremoto, che ha sollevato polemiche e scalpore perché i risultati che mettono in relazione il sisma con le trivellazioni sono stati divulgati prima dalla rivista scientifica "Science" che dalla giunta regionale emiliana. La Regione dispone quindi "la sospensione in tutta Emilia-Romagna di qualsiasi nuova attività di ricerca e coltivazione" di idrocarburi, "come abbiamo fatto sin qui nel cratere" del sisma. Lo annuncia l'assessore regionale alla difesa del suolo, Paola Gazzolo, che questa mattina in assemblea legislativa ha riferito circa i risultati della commissione istituita all'indomani del terremoto de maggio 2012 in Emilia, sui legami fra le trivellazioni e il sisma. Da parte della Regione "non c'è nessuna inerzia o volontà di nascondere la verità - assicura Gazzolo- né abbiamo pensato di tenere il rapporto ichese nel cassetto, perché sarebbe una sciocchezza e sarebbe incoerente con l'azione che la regione ha portato avanti finora".

Sabato 2 giugno 2012, a seguito del devastante sisma che interessò l'Emilia, il 20 maggio 2012, pubblicammo questo articolo. Lo studio suscitò subito l'ilarità e lo scherno di decine di disinformatori tra cui il geologo Massimo Della Schiava alias "Il Fioba", attivo da anni sulla Rete in quello che egli definisce in modo improprio "debunking". L'esperto mira a stroncare sul nascere le "bufale" propalate da fuffari truffatori ciarlatani come Rosario Marcianò e fratello. Ovviamente il Fioba è uno specialista, uno che merita onore e rispetto. Per questo motivo la magistratura imperiese sguinzagliò prontamente gli agenti della Polizia postale per tutelare la rispettabilità di codesto scienziato che ha pure lavorato per il C.N.R.

Nel nostro articolo scrivevamo:

Si può ipotizzare che i sismi siano le conseguenze di attività umane, quali le seguenti:

- trivellazioni del sottosuolo per estarrre gas naturale
- stoccaggio di gas e di biossido di carbonio nelle viscere della terra
- frantumazione delle rocce, il cosiddetto fracking, tecnica che consiste nell’iniettare ad alta pressione delle sostanze chimiche e tonnellate d'acqua negli strati litici per favorire il rilascio di gas. Il pozzo può correre orizzontalmente, in profondità, per svariate centinaia di metri. Si scatenano dei microterremoti, spaccando la roccia da cui si sprigiona il gas. Qualche volta la roccia triturata finisce nelle falde idriche, talora le acque di scarto si iniettano di nuovo sotto terra deliberatamente, in alcuni casi il gas risale fin negli impianti domestici, uscendo dai rubinetti delle abitazioni, come spiega Josh Fox nel suo documentario di denuncia “Gasland”. Il fracking o hydraulic fracturing è una tecnica che è stata ideata dalla Halliburton, la società che appartiene allo spaventoso DicK Cheney, ex vicepresidente degli Stati Uniti.

Ora uno studio referato statunitense ci dà ragione, mentre si scopre che le autorità hanno tentato di nascondere ai cittadini i risultati della ricerca apparsa sulla rivista "Science". Infatti la notizia si è avuta direttamente da "Science" e non dalle istituzioni italiane. Possiamo immaginare che, se le conclusioni non fossero state divulgate dai media, la giunta regionale avrebbe certamente finto di non saperne nulla.



Ricordiamo che all'epoca il geologo Massimo Della Schiava, tra gli ispiratori del sequestro hardware nonché della perquisizione personale, provedimenti illegali ed illegittimi attuati a nostro danno il 30 ottobre 2013, negò che potessero essere individuati collegamenti tra il sisma in Emilia e le perforazioni alla ricerca di gas e petrolio. Egli, infatti, sul suo blog scriveva nel suo italiano abborracciato:

“Il terremoto è stato provocato dal fracking: falso

Il fracking è una tecnica che serve ad aumentare il grado di fratturazione delle rocce poco permeabili tramite l'iniezione di fluidi in pressione, al fine di aumentare e facilitare l'estrazione di petrolio, gas, ecc. In primis non ci sono fracking attivi in italia (sic) ne (sic) tantomeno in pianura padana, in quanto le rocce sono già fratturate (calcari, torbiditi con caratteristiche quindi per l'estrazione tradizionale) e non a bassa permeabilità tale da necessitare tale tecnica. Poi se anche fosse stata effettuata una perforazione non autorizzata e fosse stata messa in atto tale pratica i segnali sismici sarebbero stati facilmente riconoscibili (sia in frequenza che in magnitudo) in quanto studiati nei campi geotermici di tutto il mondo sin dagli anni '70. Inoltre tutte le perforazione (sic) per idrocarburi e similari vengono autorizzate dal Ministero dell'Ambiente. Come si può vedere sul sito, le uniche perforazioni autorizzate sono ormai datate e ultimamente sono stati autorizzati i permessi di ricerca (tipo AleAnna) per i quali non si fanno tramite perforazioni ma tramite prospezioni geofisiche che, per i profani, si svolgono in superficie tramite l'analisi delle onde rifratte e riflesse registrate da un lungo stendimento di sismometri e prodotte da una sorgente [chiaramente per arrivare a 2/3 Km di profondità ci vuole un po (sic!) di esplosivo (sic) come sorgente sismica], ma è la tecnica che si usa da sempre e non fa (sic) danni".

Insomma, Massimo Della Schiava è smentito dalla stessa comunità scientifica cui si gloria di appartenere e non dimentichiamo che egli nega, in modo pervicace, anche l'esistenza delle cosiddette scie chimiche. Verità è sinonimo di onestà intellettuale o di laurea?



sabato, novembre 16, 2013

Giro di vite

Chi controlla la “formazione” e l”informazione” controlla il mondo.

Ha ragione chi afferma che la prepotente casta dei disinformatori mena la frusta, decide il bello ed il cattivo tempo. Le stesse istituzioni paiono asservite ad una combriccola il cui sancta sanctorum è il mondo universitario. Certi atenei sovrintendono alla “formazione” ed all’”informazione” sulla Rete ed altrove, inviando le loro veline a quotidiani e redazioni televisive. Non saremo lontani dalla verità se vedremo nel C.I.C.A.P, il famigerato politburo pseudo-scientifico, il regista di talune torbide operazioni. E’ evidente l’asimmetria: da un lato ci si accanisce contro i ricercatori indipendenti e gli attivisti; dall’altro i calunniatori, che amano fregiarsi del titolo di debunkers, agiscono senza freni e senza timore di incorrere nei rigori della giustizia.

Di fronte a tale palese sperequazione, qualsiasi tentativo di ripristinare un po’ di equilibrio risulta vano. Gli apparati sono, pur con qualche lodevole eccezione al loro interno, schierati contro i cittadini onesti. Per questo motivo è necessario creare un fronte comune, tentare di generare un corto circuito nell’establishment.



Il tempo ci incalza: gli occultatori alzano il tiro, giorno dopo giorno. Dalle denigrazioni sono passati alle calunnie, dalle calunnie alle minacce, dalle minacce agli avvertimenti in stile mafioso. Né si possono dimenticare le iniziative “legali” ed i sabotaggi. Coloro non sono tigri di carta, ma provocatori ben addestrati: è bene non sottovalutare certi messaggi ed intimidazioni.

Il momento appare decisivo: o si riesce a coivolgere buona parte dell’opinione pubblica in iniziative per denunciare la geoingegneria clandestina, soprattutto in riferimento alla ricaduta di polimeri dannosi per la salute, o si rischia di essere neutralizzati. La morsa stringe. E’ vitale che si uniscano professionisti (avvocati, medici, veterinari, insegnanti…), associazioni, movimenti etc. per respingere gli attacchi dei negazionisti. E’ indispensabile portare alla luce i loro misfatti e le connivenze con il sistema.

Non bisogna demoralizzarsi, ma neppure abbassare la guardia né rinunciare ad aggredire in tutti i modi leciti l’ipocrisia, l’omertà e la censura ovunque esse si annidino.

Qui la trascrizione audio di questo articolo.

domenica, agosto 11, 2013

Preve-dibili diffamazioni

Nec frangar nec flectar

10 agosto 2013 Il giornalista del quotidiano "La Repubblica", Marco Preve, dando séguito alla delazione anonima del famigerato Task Force Butler, osa telefonarci per tastare il terreno, visto che ha intenzione di scrivere uno scartafaccio ingiurioso e balzano. Il pretesto gli è offerto da uno studio del Professor Francesco Lamendola, inerente ai cosiddetti Protocolli dei Savi anziani di Sion. Subito subodoriamo l’inganno, per cui decidiamo di registrare la conversazione. Il redattore è poi diffidato dal pubblicare checché, basandosi tra l'altro, come Marco Preve ammette, solo su denigrazioni provenienti dal famigerato Task Force Butler, delatore a cottimo, calunniatore grafomane più volte segnalato alla magistratura.

Marco Preve
10 ago 2013

Buongiorno, scusi l'intrusione, sono un giornalista di Repubblica redazione di Genova e stavo cercando di mettermi in contatto con il professor Marcianò del liceo Cassini di Sanremo per una questione che lo riguarda. Spero che questa mail sia la sua.
grazie

Marco Preve
la Repubblica, redazione Genova
16121-Via XX Settembre, 41
tel. 010/5742212 fax 010/5742263

Nonostante la diffida, il cronista decide, naturalmente con l’avallo del direttore, Giuseppe Smorto, di pubblicare uno scartafaccio che è diffamatorio sin dal titolo. E’ un’accozzaglia di cose inventate, denigrazioni e colossali sciocchezze. E’ evidente che non si intende tanto attaccare l’autore, quanto delegittimare il Comitato Tanker enemy con la solita accusa di “antisemitismo” (sic). Nel pezzo di Preve, tra le altre cose, si menziona il seguente stralcio: “Gli autoattentati dei servizi segreti internazionali alle Torri gemelle ed al Pentagono", come fosse un’asserzione destituita di fondamento. Eppure l’ex Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga (†), in un’intervista rilasciata alla testata “Il Corriere della sera” affermò: "Da ambienti vicini a Palazzo Chigi, centro nevralgico di direzione dell'intelligence italiana, si fa notare che la non autenticità del video è testimoniata dal fatto che Osama Bin Laden in esso 'confessa' che Al Qaeda sarebbe stato l'autore dell'attentato dell'11 settembre alle due torri in New York, mentre tutti gli ambienti democratici d'America e d'Europa, con in prima linea quelli del centrosinistra italiano, sanno ormai bene che il disastroso attentato è stato pianificato e realizzato dalla C.I.A. americana e dal Mossad con l'aiuto del mondo sionista per mettere sotto accusa i Paesi arabi e per indurre le potenze occidentali ad intervenire sia in Iraq sia in Afghanistan". Un’interpretazione molto simile è stata pure proposta dal Dottor Ferdinando Imposimato, giudice onorario della Corte di Cassazione.

Tutto si può dire di Cossiga, ma non che fosse uno sprovveduto, tutt’altro! Se Preve si fosse documentato un po’, non avrebbe insinuato che l'interpretazione del 9 11 come inside job è una leggenda metropolitana. Preve dovrebbe vergognarsi: invece di contattare gli esponenti del Comitato per compiere un’inchiesta sulla geoingegneria clandestina, dà spazio a pettegolezzi, maldicenze, insinuazioni per i suoi vaneggiamenti. Lui che si interessa di ambiente (il solito patetico ambientalismo da salotto), dovrebbe preoccuparsi dell’avvelenamento quotidiano e non di un paio di genitori perbenisti (ammesso e non concesso che le lettere non siano state inviate dal solito Task Force Butler) che hanno paura della loro ombra. Lui che è giornalista dovrebbe concentrarsi su fatti e temi seri e non su pettegolezzi da spiaggia. Si vede che non sapeva come passare le ore di una noiosa domenica estiva.

L’articolo di Preve è offensivo e non solo per la consueta ghettizzazione e demonizzazione del dissenso (nota con le affermazioni di [1] Luttvak), ma soprattutto perché è una una testimonianza di scarsa (usiamo un eufemismo) deontologia professionale, sostituita dal malcostume di dar credito a fonti anonime e senza dubbio infamanti. Il trafiletto, prima che un tentativo di delegittimazione, è una prova di quanto sia affossata la vera Cultura. Non basta il cenno ad Italo Calvino per redimere il pressappochismo e la trivialità di certe farneticazioni. Inoltre il pezzo è infantile e mal scritto, un vero insulto in primo luogo a chi lo ha redatto oltre che alla lingua italiana.

E’ palese che si intende sempre più perseguire le opinioni, gli psico-reati, ricorrendo a tutti gli stratagemmi possibili ed immaginabili: intimidazioni, minacce, azioni “legali”. Il disegno è chiaro: chiudere la bocca a chi non si riconosce nel Pensiero unico.. I “giornalisti” si prestano a questo squallido gioco. Ricorrono alla generalizzazione, all’uso improprio di termini di cui ignorano il vero significato, attingono alle dicerie, si inventano o distorcono i contenuti delle interviste, tutto per rafforzare ed avallare il sistema che fingono di criticare in saggi “coraggiosi” magari pubblicati da “Chiarelettere”….

Il Preve trova delle ridicole giustificazioni per il suo temino: secondo lui, la vicenda avrebbe assunto una “dimensione pubblica” (sic). Veramente ad aver acquisito una valenza pubblica è la Geoingegneria illegale, ma colui ha preferito portare l’acqua al mulino dei datori di lavoro, piuttosto che impegnarsi in un reportage. Qualcuno ha scritto che “il vero giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia; il resto è propaganda”. Esatto! I gazzettieri sono versati solo nella propaganda, nella mistificazione e nell’adulazione dei potenti.

11 agosto 2013 - Marco Preve

Lei ha tutto il diritto di ritenersi diffamato e per questo motivo ricorrere a tribunali ed avvocati. Vorrei, però, che si soffermasse su alcuni aspetti. Primo, l'articolo riguardava suo fratello che è professore di un liceo. La pagina Fb anonima dava indicazioni su fatti veri, cioè gli scritti di suo fratello. Ho parlato a lungo con lei e suo fratello ottenendo da voi le spiegazioni che ho poi riportato fedelmente. Che esista un problema di opportunità per suo fratello me lo ha confermato la vicepreside del Cassini raccontandomi delle lettere di genitori preoccupati. La vicenda aveva assunto una dimensione pubblica e quindi abbiamo deciso di raccontarla ascoltando tutti i protagonisti. D'altra parte voi siete i primi a dare grande pubblicità alle vostre tesi su internet e in convegni e dibattiti senza nascondervi, quindi non vedo dove stia la violazione della vostra privacy.
Questo per quanto riguarda l'articolo. Per quanto riguarda invece la sua campagna mediatica contro il sottoscritto con tanto di foto e ipotesi complottistiche dell'ennesima regia occulta, mi scusi la sincerità ma arriva tardi, perlomeno dopo la Spectre e 007.
cordiali saluti

Marco Preve

Riconosciamolo: se non fosse per i faraonici contributi (Espresso-La Repubblica: 16.186.244 euro) che lo Stato, rubando i soldi ai contribuenti, elargisce alle testate (l’unica davvero indipendente è “Rinascita”, non a caso boicottata e vessata in modo scandaloso), i “giornalisti” sarebbero tutti a spasso e, al limite, potrebbero imbrattare con le loro frasi sgrammaticate i muri dei monumenti.

Cui prodest?

[1] "Colpo di Stato: manuale pratico". L'autore è Edward Luttwak, un esperto militare che è stato anche consigliere di Ronald Reagan, guerrafondaio e tiranno.

Egli spiega, in questo libro, come il colpo di Stato non debba essere per forza incentrato sull'uso della forza e delle masse, non un golpe militare, ma uno di tipo silenzioso che si appropri degli apparati dello Stato dall'interno.

Perché mi riferisco a questo libro? Perché spiega anche come trattare gli oppositori.

Nel Capitolo 4 l'autore afferma che è "essenziale evitare spargimenti di sangue, perché questo può avere ripercussioni negative".

Ancora...

"Le masse... il loro atteggiamento verso il nuovo regime dopo il golpe sarà, alla lunga, decisivo. Il nostro compito immediato sarà di imporre l'ordine pubblico, ma il nostro obiettivo di lungo termine sarà guadagnare l'accettazione delle masse, sì che L'USO DELLA COERCIZIONE FISICA NON SIA NECESSARIO."... il nostro STRUMENTO in questa direzione sarà il CONTROLLO DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE di massa...". Ecco spiegato perché argomenti come le scie chimiche non trovano quasi mai spazio sui media più importanti, salvo per denigrare chi li tratta.

"L'azione dei media sarà mirata a convogliare la realtà e la forza del colpo, anzichè giustificarlo"

Qui viene la parte migliore:

"Ogni individuo che si oppone dovrà operare in isolamento. Quindi dobbiamo fare ogni sforzo per sopprimere quel genere di notizie. Se qualche resistenza compare, dobbiamo SOTTOLINEARE CON FORZA CHE ESSA VIENE DA ISOLATI, OSTINATI INDIVIDUI, MAL INFORMATI E DISONESTI, che non sono affiliati a nessun gruppo o partito importante. Il lavoro costante sul tema dell'isolamento farà APPARIRE LA RESISTENZA INUTILE E PERICOLOSA".

"Faremo uso di SELEZIONE adatta di FRASI SGRADEVOLI (per esempio ANTI-AMERICANISMO, ANTI-SEMITISMO... oppure, aggiungo io, SCIACHIMISTA... PARANOICO OSSESSIONATO.... ) Anche se il loro significato è stato oscurato dal loro normale uso costante e deliberato, esse restano utili come indicatori del nostro impeccabile nazionalismo".

In queste frasi qualcuno si è forse riconosciuto?

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venerdì, maggio 31, 2013

IGNOTI?!

Denunce-querela contro noti che, magicamente, si trasformano in denunce-querela contro ignoti. Com'è possibile?

Tutte le querele contro persone note (tranne due) sono state trasformate dalla Procura di Sanremo in procedimenti contro ignoti. Non si comprende attraverso quale iter procedurale (legale?) ciò sia stato possibile, ma possiamo immaginare che alcuni soggetti, coinvolti nel processo farsa a carico di Rosario Marcianò, godano di particolari protezioni. In sede processuale sarà interessante chiedere lumi...


giovedì, aprile 25, 2013

La saga degli "influencers"

Lo abbiamo sempre ribadito: la Giustizia con la "G" maiuscola, intesa nella sua mera accezione, non esiste, anzi, essa viene usata, nei modi più biechi e fantasiosi, per mettere a tacere le voci fuori dal coro. Chi ci segue da tempo saprà che, almeno dal 2005, esiste un gruppo di cosiddetti disinformatori o "influencers" o negazionisti (essi si autodefiniscono impropriamente "debunkers"), ben coordinati tra loro ed in tutta evidenza finanziati dallo Stato, giacché attuano, 24 ore su 24 le loro azioni di stalking, unite a quasi quotidiane pubblicazioni (sui loro blog, sui forum infiltrati, su Facebook e nei canali video dedicati) calunniose e diffamanti. Essi costituiscono senza dubbio una vera e propria associazione a delinquere.

In questi anni codesti individui hanno cercato in tutti i modi di screditare i principali componenti del Comitato Tanker Enemy ed in special modo i fratelli Marcianò, dedicandovi decine di blog che sputano odio, veleno e risentimento da tutti i pori e che, nel contempo, usano le più sofisticate tecniche della programmazione neuro-linguistica per convincere chi legge che le loro bugie sono tutte sacrosante verità. Costoro hanno violato o tentato infinite volte di violare accounts, hanno provocato la chiusura di servizi di hosting video, hanno commesso il reato di sostituzione di persona, hanno perpetrato azioni di spionaggio, anche con l'uso di sofisticate apparecchiature elettroniche, hanno pubblicato dati sensibili, hanno scritto lettere anonime piene di falsità etc.

Chi scrive, nel gennaio 2012, fu informato di avere a suo carico due procedimenti penali. Uno di questi scaturiva da una querela di Angelo Nigrelli anche conosciuto con gli pseudonimi Mario Lipuma, Giuseppe Cirone, Beppe Ciro e che, ora, è... udite udite... testimone per l'"accusa" nel processo-farsa a mio carico, istruito su querela del figlio e della nuora. Un diffamatore di professione testimone in un processo per diffamazione. Sublime!

Chi è Angelo Nigrelli? E' un tipografo in pensione che, nonostante tutto, mantiene aperta la sua tipografia e da lì, si sbizzarrisce nella diffamazione più volgare e scatologica, tramite l'accesso ad Internet OKcom S.P.A. (ex Teleunit), indirizzo IP 89.148.154.153, proseguendo con le sue centinaia di incursioni sui vari canali di condivisione, con l'uso di innumerevoli nomi di comodo. Sin qui non ci sarebbe nulla di strano... conoscendolo, tranne che per il fatto che costui, lo ribadisco, è testimone per l'"accusa" nel buffonesco processo imbastito a carico di Rosario Marcianò. E' superfluo ricordare che le diverse denunce-querela nei suoi confronti per vari reati penali sono... evaporate. E' tutto inutile anche per la richiesta di rimozione delle pagine Facebook e Blogger gestite da costui, nelle quali si incita pure ad eliminare fisicamente il suo nemico numero uno: Marcianò. In regalo un I-Phone! E' ovvio: questo soggetto è coadiuvato ed affiancato da decine di "influencers", così definiti dalla U.E. nel momento in cui sono stati stanziati altri 3 milioni di euro per sostenere il... lavoro di codesti negazionisti.

"Basta, porca puttanaccia Eva, non se ne può più, fateli smettere questi imbecilliii!!! Sindaco, vicesindaco, assessori!!! Poi gli albergatori danno la colpa ai previsori meteo, se non vengono i turisti a Sanremo, si tratta di foschia densa da correnti umide sciroccali! e non altro!
Achille Pennellatore, meteo Porto Sole Sanremo, assonautica IM e LIMET (Associazione ligure di meteorologia)
".

Intanto è passato del tempo, durante il quale la richiesta di persegure Marcianò per "atti persecutori" (sic) per opera di Angelo Nigrelli è stata rigettata (si legga qui il dispositivo di archiviazione. ), ma cionostante il Nigrelli, spalleggiato dai suoi piccoli fans, continua a scrivere a destra e manca che il sottoscritto è sotto processo per stalking. Questo non è assolutamente vero e colui lo sa bene, ma sa anche che è intoccabile, date le aderenze che egli vanta all'interno del Tribunale di Sanremo. Osserviamo la famiglia Nigrelli al completo conversare in modo amichevole con la cancelliera del Tribunale alla fine del dibattimento, oppure leggiamo commenti stupidi a sostegno del "Mario Lipuma" e del sodale Achille, il meteorologo (il quale urla "cacciamoli da Sanremo!), per poi scoprire che una di queste chiose offensive è a firma di un agente della Polizia penintenziaria sempre del Tribunale di Sanremo. Costui si esibisce in questo lirico intervento: "Anch'io ho mal di testa, Achille, sarà la ricaduta della nebbia psicopatologica della supercazzola della Maremma infestata. Fatemi sapere...".

Tuttavia non finisce qui, poiché Angelo Nigrelli alias Mario Lipuma, continua a pubblicizzare il post calunnioso e diffamatorio del suo amico, il Fioba, al secolo Massimo Della Schiava, noto negazionista, geologo toscano, anche'egli denunciato, ma senza che la Magistratura si sia assolutamente presa la briga di occuparsi di costui. Allora che cosa dobbiamo concludere? E' chiaro che questi omuncoli non solo sono intoccabili, ma appartengono ad un solido apparato volto a screditare e mettere a tacere i fratelli Antonio e Rosario Marcianò. Non bisogna stupirsi, giacché siamo una colonia degli Stati Uniti: una "Repubblica" delle banane con "governi del Presidente", dove i pupi sono mossi certamente da entità sovranazionali, mentre la Magistratura, tranne qualche lodevole eccezione, esegue degli ordini, ignara dei veri principi della giustizia.

Mi viene da pensare che i continui rinvii nel processo in cui Marcianò si deve difendere da false accuse di diffamazione, siano serviti e servano a dare ulteriore tempo a questi agenti affinché essi provino a distruggere, sempre con l'uso spregiudicato ed illegale della Rete, la reputazione di Marcianò, sperando di conseguire i loro scopi, prima della sentenza. Eh sì, perché i Giudici sanno bene che non hanno niente contro l'"indagato" ma che, anzi, Nigrelli e soci rischiano grosso, essedosi esposti oltremodo, dopo aver costruito un castello di menzogne che, inevitabilmente, li seppellirà. Quel giorno arriverà, prima o poi: non temete.


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